{"id":43664,"date":"2025-08-12T18:38:11","date_gmt":"2025-08-12T18:38:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/43664\/"},"modified":"2025-08-12T18:38:11","modified_gmt":"2025-08-12T18:38:11","slug":"spazi-europei-di-dati-tutti-i-regolamenti-per-un-sistema-comune","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/43664\/","title":{"rendered":"Spazi europei di dati, tutti i regolamenti per un sistema comune"},"content":{"rendered":"<p>Nel 2018 sono stati generati in tutto il mondo oltre <strong>33 zettabyte di dati,<\/strong> un numero destinato a crescere fino a 175 zettabyte entro il 2025. <strong><a href=\"https:\/\/www.agendadigitale.eu\/sicurezza\/data-economy-made-in-europe-ecco-la-strategia-per-il-rilancio\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">L\u2019UE adott\u00f2 nel 2020 una strategia europea per i dati con la creazione di spazi comuni di dati <\/a><\/strong>sia per il settore pubblico e sia per quello privato. I dati intesi come risorsa indispensabile, necessaria, primaria e preliminare per lo sviluppo sociale, economico, istituzionale del mercato interno.<\/p>\n<p>La UE si realizza anche attraverso<strong> la unione degli spazi europei dei\u00a0dati<\/strong>: formare, gestire, conservare, diffondere, utilizzare i dati nei diversi settori del mercato interno nel rispetto di precisi requisiti e standards. Il quadro regolatorio oggi permette di creare un ecosistema europeo di dati digitali comune che costituisce anche la base necessaria per <a href=\"https:\/\/www.agendadigitale.eu\/cittadinanza-digitale\/identita-digitale\/regolamento-eidas-2-0-la-guida-tutto-cio-che-bisogna-sapere\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">uno sviluppo di servizi digitali comuni in ottica eIDAS 2.0<\/a>, basati su di una identit\u00e0 digitale europea certa e sicura, per una IA artificiale \u201cveramente\u201d intelligente, per una sanit\u00e0 europea, per una PA europea comune ed integrata. Spazi di dati comuni\u00a0 europei che richiedono regole e tecnologie adeguate di cibersicurezza.<\/p>\n<p>Come nascono gli spazi comuni di dati<\/p>\n<p>Questi spazi comuni nascono e si sviluppano con una precisa strategia europea e nell\u2019ambito del progetto relativo al <strong>decennio digitale 2030<\/strong> si di un quadro regolatorio articolato in fase di formazione e di evoluzione. Le politiche nazionali devono quindi fare riferimento a questa dimensione del dato \u201ccome valore\u201d e devono quindi contribuire alla crescita di una cultura del dato digitale di qualit\u00e0.<\/p>\n<p>In rete dobbiamo accedere per fruire soprattutto di dati di qualit\u00e0 marcando fortemente la differenza con i dati che non sono di qualit\u00e0. Gli spazi di dati comuni europei dovranno essere caratterizzati dall\u2019essere essi stessi \u201cspazi dati di qualit\u00e0\u201d. La politica nazionale italiana \u00e8 in linea con la strategia europea? Quale \u00e8 la qualit\u00e0 dei dati pubblici? Questi dati sono formati secondo precise regole informative, documentali, digitali? Stiamo <strong>operando per spazi di dati di qualit\u00e0?<\/strong> A questi interrogativi sar\u00e0 necessario dare delle risposte. Spazi dati di qualit\u00e0 nel settore pubblico significa: \u201cgoverno\u201d di qualit\u00e0 a tutti i livelli istituzionali ed amministrativi; servizi pubblici a misura di utente, sostenibili, di qualit\u00e0; amministrazioni semplificate, trasparenti, aperte, moderne. Spazi di dati digitali di qualit\u00e0 nel settore privato significa: mercati sostenibili, in linea con le esigenze sociali e degli utenti; economie digitali funzionali; innovazione e forte sviluppo della ricerca; nuove competenze per dati di qualit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Decennio digitale e spazi comuni di dati<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.agendadigitale.eu\/cittadinanza-digitale\/decennio-digitale-e-horizon-europe-al-via-i-piani-delleuropa-principi-e-obiettivi\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Il decennio 2030 viene deciso dal Parlamento europeo e dal Consiglio con decisione dl 14 dicembre 2022 (2022\/2481)<\/a> con la istituzione del programma strategico per il decennio digitale 2030. Le finalit\u00e0 del programma sono ben definite nel considerando 1:\u201d(1) Nella comunicazione del 9 marzo 2021 dal titolo \u00abBussola per il digitale 2030: il modello europeo per il decennio digitale\u00bb (\u00abcomunicazione sulla bussola per il digitale\u00bb), la Commissione ha illustrato la propria visione per il 2030: conferire maggiore autonomia e responsabilit\u00e0 ai cittadini e alle imprese attraverso la trasformazione digitale (\u00abdecennio digitale\u00bb). Il percorso dell\u2019Unione per la trasformazione digitale dell\u2019economia e della societ\u00e0 dovrebbe comprendere la sovranit\u00e0 digitale in modo aperto, il rispetto dei diritti fondamentali, dello Stato di diritto e della democrazia, l\u2019inclusione, l\u2019accessibilit\u00e0, l\u2019uguaglianza, la sostenibilit\u00e0, la resilienza, la sicurezza, il miglioramento della qualit\u00e0 della vita, la disponibilit\u00e0 di servizi e il rispetto per i diritti e le aspirazioni dei cittadini. Dovrebbe contribuire alla costruzione di un\u2019economia e una societ\u00e0 dinamiche, eque ed efficienti in termini di risorse nell\u2019Unione. \u201c<\/p>\n<p>L\u2019UE persegue una visione sostenibile e antropocentrica della societ\u00e0 digitale per tutto il decennio digitale al fine di responsabilizzare i cittadini e le imprese.<\/p>\n<p>Il quadro per il decennio digitale comprende:<\/p>\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>il <strong>programma strategico per il decennio digitale<\/strong> che consente all\u2019UE e agli Stati membri di collaborare per raggiungere gli obiettivi del decennio digitale e i suoi obiettivi. Stabilisce un meccanismo per monitorare i progressi verso il 2030. Ogni anno la Commissione pubblica una relazione per fare il punto sui progressi compiuti.<\/li>\n<li>gli <strong>obiettivi del<\/strong> decennio digitale sono obiettivi misurabili per ciascuna delle quattro aree: connettivit\u00e0, competenze digitali, imprese digitali e servizi pubblici digitali.<\/li>\n<li>gli <strong>obiettivi del decennio digitale orientano le<\/strong> azioni degli Stati membri. La Commissione informa in merito alle azioni degli Stati membri nella relazione annuale.<\/li>\n<li>I <strong>progetti multinazionali<\/strong> consentono agli Stati membri di mettere in comune gli investimenti e avviare progetti transfrontalieri su larga scala.<\/li>\n<li> i <strong>diritti e i principi del decennio digitale<\/strong> riflettono i valori dell\u2019UE, che devono essere rispettati nel mondo digitale, come firmato nella dichiarazione sui diritti e i principi digitali.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il programma strategico Decennio Digitale \u00e8 la prima strategia digitale in assoluto concordata tra Commissione europea, Parlamento e Consiglio. Si tratta di un\u2019iniziativa strategica che delinea una visione per la trasformazione digitale dell\u2019Europa fino al 2030, definisce obiettivi e traguardi concreti e fornisce un quadro di governance e meccanismi di collaborazione, sia tra la Commissione e gli Stati membri, sia tra gli Stati membri stessi.<\/p>\n<p>Obiettivi e programmi<\/p>\n<p>Il programma del Decennio Digitale si concentra su <strong>quattro punti cardinali<\/strong> , sotto i quali ricadono gli obiettivi del Decennio Digitale:<\/p>\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\">\n<li>Una popolazione con competenze digitali e professionisti digitali altamente qualificati<\/li>\n<li>Infrastrutture digitali sicure e sostenibili<\/li>\n<li>La trasformazione digitale delle imprese<\/li>\n<li>Digitalizzazione dei servizi pubblici<\/li>\n<\/ol>\n<p>Oltre agli obiettivi, il programma stabilisce anche diversi <strong>obiettivi<\/strong> per garantire che la trasformazione digitale rispetti i valori dell\u2019UE e apporti benefici a tutti i cittadini dell\u2019UE, attraverso:<\/p>\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Costruire un mondo digitale sicuro e protetto<\/li>\n<li>Fornire servizi pubblici online<\/li>\n<li>Garantire che tutti possano partecipare alle opportunit\u00e0 digitali<\/li>\n<li>Garantire che tutte le organizzazioni adottino misure di sicurezza informatica<\/li>\n<li>Garantire che le piccole imprese e l\u2019industria possano accedere ai dati e adottare tecnologie digitali (tra cui cloud, analisi dei dati e intelligenza artificiale)<\/li>\n<li>Garantire che le PMI possano competere nel mondo digitale a condizioni eque<\/li>\n<li>Promuovere la diffusione di infrastrutture innovative<\/li>\n<li>Promuovere la ricerca focalizzata sulla misurazione dell\u2019impatto delle tecnologie digitali e sullo sviluppo di innovazioni sostenibili, efficienti dal punto di vista energetico e delle risorse.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Per attuare il decennio digitale e quindi i 4 punti cardinali e gli obiettivi specifici per la trasformazione digitale <strong>\u00e8 necessario che tutti possano esercitare il diritto di accedere a dati di qualit\u00e0 <\/strong>sia per la conoscenza dei domini digitali, sia per lo sviluppo dei mercati, sia per accedere ai servizi on line, sia per lo sviluppo della ricerca, sia per competere nel mondo digitale a condizioni eque.<\/p>\n<p>Alla strategia e al programma del decennio digitale <strong>devono quindi fare riferimento gli stati membri della UE<\/strong>, i diversi livelli istituzionali e decisionali degli Stati, le pubbliche amministrazioni, i mercati e le imprese, i professionisti, i cittadini.<a href=\"https:\/\/www.agendadigitale.eu\/infrastrutture\/piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza-la-grande-scommessa-per-dare-un-futuro-allitalia\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"> Il PNRR si colloca in questo decennio digitale<\/a>. Il tutto si tiene a condizione che i dati, le informazioni, la documentazione pubblica (e non solo ma anche del settore privato) siano centrali, fondamentali, di qualit\u00e0. Fuori da questo contesto \u201cinformativo\u201d il decennio digitale 2030 non si svilupper\u00e0 secondo la strategia ed il programma stabiliti.<\/p>\n<p><strong>La dichiarazione europea sui diritti e principi digitali<\/strong><\/p>\n<p>La \u201cDichiarazione europea sui diritti e i principi digitali per il decennio digitale\u201d (2023\/C 23\/01) \u00e8 stata solennemente proclamata dal Parlamento europeo, dal Consiglio e dalla Commissione.<\/p>\n<p>\u201cIl nostro obiettivo \u00e8 di promuovere un modello europeo per la trasformazione digitale, che metta al centro le persone, sia basato sui valori europei e sui diritti fondamentali dell\u2019UE, riaffermi i diritti umani universali e apporti benefici a tutte le persone, alle imprese e alla societ\u00e0 nel suo complesso.\u201d<\/p>\n<p>Gli Stati membri, nella dichiarazione di Lisbona, \u201channo chiesto l\u2019adozione di un modello di trasformazione digitale che rafforzi la dimensione umana dell\u2019ecosistema digitale e sia imperniato sul mercato unico digitale. Gli Stati membri hanno chiesto un modello di trasformazione digitale in cui la tecnologia contribuisca a rispondere alla necessit\u00e0 di lottare contro i cambiamenti climatici e proteggere l\u2019ambiente\u201d (considerando n.2).<\/p>\n<p>Nel considerando n.7 si stabilisce: \u201cLa presente dichiarazione specifica <strong>le intenzioni e gli impegni politici comuni<\/strong> e ricorda i diritti pi\u00f9 pertinenti nel contesto della trasformazione digitale. La dichiarazione dovrebbe inoltre guidare i responsabili politici nella riflessione sulla loro visione della trasformazione digitale: una trasformazione digitale che mette al centro le persone; che sostiene la solidariet\u00e0 e l\u2019inclusione, tramite la connettivit\u00e0, l\u2019istruzione, la formazione e le competenze digitali, condizioni di lavoro giuste ed eque nonch\u00e9 l\u2019accesso a servizi pubblici digitali online; che ribadisce l\u2019importanza della libert\u00e0 di scelta nelle interazioni con gli algoritmi e i sistemi di intelligenza artificiale e in un ambiente digitale equo; che promuove la partecipazione allo spazio pubblico digitale; che aumenta la sicurezza e la protezione e conferisce maggiore<strong> autonomia e responsabilit\u00e0 nell\u2019ambiente digitale<\/strong>, in particolare per i bambini e i giovani, garantendo nel contempo il rispetto della vita privata e il controllo individuale sui dati; che promuove la sostenibilit\u00e0. I vari capitoli della presente dichiarazione dovrebbero costituire un quadro di riferimento olistico e non dovrebbero essere letti isolatamente\u201d.<\/p>\n<p>I diritti ed i principi si articolano attorno <strong>a 6 temi<\/strong>:<\/p>\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\">\n<li>Mettere le persone e i loro diritti al centro della trasformazione digitale<\/li>\n<li>Sostenere la solidariet\u00e0 e l\u2019inclusione<\/li>\n<li>Garantire la libert\u00e0 di scelta online<\/li>\n<li>Promuovere la partecipazione nello spazio pubblico digitale<\/li>\n<li>Aumentare la sicurezza, la protezione e l\u2019emancipazione degli individui (in particolare dei giovani)<\/li>\n<li>Promuovere la sostenibilit\u00e0 del futuro digitale<\/li>\n<\/ol>\n<p>I principi e i diritti relativi a questi 6 temi sono attuabili a condizione che ci sia una informazione i base di qualit\u00e0 ed affidabile, come i dati (personali e non) siano di qualit\u00e0 e trattati non solo nel rispetto della normativa vigente sulla privacy ma siano di qualit\u00e0 per potere garantire e sostenere i diritti nell\u2019ambito di mercati sempre pi\u00f9 attenti ai rapporti con il consumatore e con gli utenti.<\/p>\n<p>La Dichiarazione <strong>crea una cornice normativa importante <\/strong>che richiede un monitoraggio continuo sull\u2019 applicazione della stessa Dichiarazione nella UE che significa anche monitorare l\u2019andamento dell\u2019attuazione del programma del decennio digitale.<\/p>\n<p>Solidariet\u00e0, inclusione, libert\u00e0 di scelta, partecipazione, sicurezza, protezione, emancipazione, sostenibilit\u00e0: sono tutte parole chiavi che richiedono una politica attenta da parte degli organi della UE e da parte dei singoli Paesi della stessa UE con la finalit\u00e0 di creare le migliori condizioni per lo sviluppo della societ\u00e0 e dei mercati digitali ma nella logica della centralit\u00e0 antropica e dei valori europei.<\/p>\n<p><strong>Cosa prevede la strategia europea per i dati<\/strong><\/p>\n<p>La <strong>strategia europea per i dati <\/strong>viene attivata assieme al programma per il decennio digitale e questo sta a significare che non si possono creare una strategia ed un programma decennale sul digitale senza stabilire una politica europea sui dati, sui dati di qualit\u00e0 sia per il settore pubblico e sia per quello privato e quindi per i mercati. Il programma decennale funziona se funziona la strategia europea dei dati. Senza una Unione dei dati non ci sar\u00e0 una Unione dei mercati e degli Stati. Come senza una identit\u00e0 digitale europea certa e sicura non ci potr\u00e0 essere un corretto e funzionale portafoglio europeo e nazionale di servizi digitali regolamentato con eIDAS\/2 (Regolamento UE 2024\/1183) \u00a0e come non si potr\u00e0 sviluppare una strategia di sviluppo di un mercato della IA (2024\/1689) che ha bisogno di ambiti informativi di qualit\u00e0 per servizi \u201cintelligenti\u201d di qualit\u00e0 (non entro nel merito della \u201ccomplessit\u00e0 e criticit\u00e0\u201d normativa europea sulla IA e sulla \u201cinutilit\u00e0\u201d del DDL italiano sulla IA\u201d).<\/p>\n<p>I dati digitali di qualit\u00e0<strong> sono veramente \u201ccruciali\u201d in questo decennio europeo<\/strong> ed in questa fase in particolare: si rischia di pensare (come al solito) quasi esclusivamente alle tecnologie digitali e non al fatto che i dati di qualit\u00e0 sono il \u201cnutrimento\u201d essenziale delle stesse tecnologie. Infatti, si fa un gran parlare di intelligenza artificiale (stampa, seminari, convegni, ecc.) al di fuori di una strategia sui dati di qualit\u00e0 (europea e\/o nazionale). Manca una strategia europea sulla IA, manca una strategia nazionale sulla IA, manca una strategia nazionale sulla qualit\u00e0 dei dati nel settore pubblico per il \u201cgoverno\u201d,\u00a0 il management, la gestione,\u00a0 il monitoraggio ed il controllo. Tutte fasi dell\u2019azione amministrativa dove i dati di qualit\u00e0 sono indispensabili, necessari, e devono essere formati nel rispetto di alcuni requisiti di legge per garantire anche la trasparenza, l\u2019accesso, la qualit\u00e0 dell\u2019azione amministrativa e la sicurezza degli stessi dati pubblici. Siamo molto lontani da una cultura innovativa sui dati digitali (e non).<\/p>\n<p>La strategia europea sui dati viene definita con la Comunicazione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni. del 16.2.2020 (COM (2020) 66 final).<\/p>\n<p>Gli obiettivi<\/p>\n<p>I dati <strong>sono una risorsa essenziale per la crescita economica<\/strong>, la competitivit\u00e0, l\u2019innovazione, la creazione di posti di lavoro e il progresso sociale in generale.\u00a0In futuro, lo sviluppo di applicazioni basate sui dati apporter\u00e0 vari vantaggi sia ai cittadini che alle imprese:\u00a0<\/p>\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>migliorare l\u2019assistenza sanitaria<\/li>\n<li>creare sistemi di trasporto pi\u00f9 sicuri e puliti<\/li>\n<li>generare nuovi prodotti e servizi<\/li>\n<li>ridurre i costi dei servizi pubblici<\/li>\n<li>migliorare la sostenibilit\u00e0 e l\u2019efficienza energetica.<\/li>\n<\/ul>\n<p>La strategia europea per i dati mira a creare un mercato unico dei dati che garantisca la competitivit\u00e0 globale e la sovranit\u00e0 dei dati dell\u2019Europa. Ci\u00f2 porter\u00e0 alla creazione di spazi comuni di dati.<\/p>\n<p>Per garantire ulteriormente la leadership dell\u2019UE nell\u2019economia globale dei dati, la strategia europea per i dati ha come finalit\u00e0 quelle di:<\/p>\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>adottare misure legislative in materia di governance<\/strong>, accesso e riutilizzo dei dati. Ad esempio, per la condivisione dei dati tra imprese e amministrazioni pubbliche nell\u2019interesse pubblico;<\/li>\n<li><strong>rendere i dati pi\u00f9 ampiamente disponibili<\/strong> aprendo set di dati di elevato valore detenuti pubblicamente in tutta l\u2019UE e consentendone il riutilizzo gratuito;<\/li>\n<li>investire 2 miliardi di \u20ac in un progetto europeo ad alto impatto per sviluppare infrastrutture di trattamento dei dati, strumenti di condivisione dei dati, architetture e meccanismi di governance per una fiorente condivisione dei dati e per federare infrastrutture cloud affidabili ed efficienti sotto il profilo energetico e servizi correlati;<\/li>\n<li>consentire l\u2019<a href=\"https:\/\/www.agendadigitale.eu\/sicurezza\/sicurezza-cloud-e-nis-2-cosa-cambia-per-i-fornitori-di-servizi-cloud-computing\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">accesso a servizi cloud sicuri<\/a>, equi e competitivi agevolando la creazione di <strong>un mercato degli appalti per i servizi di trattamento dei dati<\/strong> e facendo chiarezza sul quadro normativo applicabile in materia di cloud e sulle norme in materia di cloud.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Come realizzare la strategia<\/p>\n<p>Per rendere concreta la strategia europea per i dati sono stati adottati<strong> due atti legislativi fondamentali <\/strong>per tutelare i diritti e gli interessi dei cittadini, promuovendo nel contempo lo sviluppo industriale e tecnologico.<\/p>\n<p>Il primo di questi atti \u00e8 stato<a href=\"https:\/\/www.agendadigitale.eu\/sicurezza\/ecco-il-data-governance-act-cosi-leuropa-accelera-per-guidare-la-data-economy\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"> il Regolamento \u201cData Governance Act\u201d (2022\/868): \u00e8 uno strumento completo progettato per supervisionare il riutilizzo di dati pubblici o protetti in vari settori<\/a>. Mira a facilitare la condivisione dei dati regolamentando nuove entit\u00e0 note come intermediari di dati e promuovendo la condivisione dei dati per motivi altruistici.<\/p>\n<p>Il secondo atto adottato \u00e8<a href=\"https:\/\/www.agendadigitale.eu\/mercati-digitali\/data-act-guida-alle-nuove-regole-per-laccesso-e-luso-dei-dati-in-europa\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"> il Regolamento UE \u201cData Act\u201d 2023\/2854, riguardante norme armonizzate sull\u2019accesso equo ai dati e sul loro utilizzo<\/a> e che modifica il regolamento (UE) 2017\/2394 e la direttiva (UE) 2020\/1828 (regolamento sui dati), entrato in vigore l\u201911 gennaio 2024 e che si applicher\u00e0 dal 12 settembre 2025.<\/p>\n<p> Il suo obiettivo principale \u00e8 fare dell\u2019Europa un leader nell\u2019economia dei dati sfruttando il potenziale della quantit\u00e0 sempre crescente di dati industriali, al fine di apportare benefici all\u2019economia e alla societ\u00e0 europee.<\/p>\n<p>Ma prendiamo in esame, sia pure brevemente questi due atti assieme al <a href=\"https:\/\/www.agendadigitale.eu\/cittadinanza-digitale\/gdpr-tutto-cio-che-ce-da-sapere-per-essere-preparati\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Gdpr, il Regolamento UE sulla protezione dei dati personali<\/a>.<\/p>\n<p><strong>GDPR<\/strong><\/p>\n<p>Il regolamento sulla protezione dei dati personali costituisce la prima regolamentazione nella direzione di una cultura del dato personale da tenere in protezione:<\/p>\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>con misure di sicurezza organizzative e tecniche in attuazione del principio di accountability;<\/li>\n<li>sulla base di un progetto preciso e di un intervento di assessment dei processi;<\/li>\n<li> e quindi nella logica che i dati personali sono un bene prezioso per ciascuno dei cittadini e che tale bene deve essere tenuto in sicurezza non solo e non tanto utilizzando tecnologie digitali ma soprattutto tramite processi di riorganizzazione e di semplificazione.<\/li>\n<\/ul>\n<p>La<strong> sicurezza come elemento di garanzia<\/strong> e a supporto della qualit\u00e0 dei dati e dei processi che supportano gli stessi dati. La sicurezza del dato come requisito del dato di qualit\u00e0.<\/p>\n<p>Per la protezione dei dati personali si passa da un approccio di tipo formalistico- giuridico ad un approccio progettuale, misurabile, verificabile che interessa tutta la filiera della formazione, della gestione, della conservazione, dell\u2019accesso, della fruizione dei dati.<\/p>\n<p>Sicuramente la strategia del decennio digitale ha colto in questo regolamento un elemento di base per la strategia europea dei dati.<\/p>\n<p><strong>Data Governance Act (DGA)<\/strong><\/p>\n<p>Il regolamento UE 2022\/868 riguarda la governance europea dei dati (Data Governance Act), con la costruzione di un percorso verso la costituzione\u00a0 di un ecosistema di dati digitali per l\u2019innovazione e<strong> la condivisione sicura<\/strong> delle informazioni del settore pubblico. Il regolamento \u00e8 entrato in vigore il 23 giugno 2022, si applica negli stati membri dal 24 settembre 2023; in Italia il regolamento entra pienamente in attuazione con il dlgs 144\/2024.<\/p>\n<p>Il Data Governance Act ha come finalit\u00e0 quanto stabilito all\u2019art. 1:<\/p>\n<p>1. Il presente regolamento stabilisce:<\/p>\n<p>a) le condizioni per il riutilizzo, all\u2019interno dell\u2019Unione, di determinate categorie di dati detenuti da enti pubblici;<\/p>\n<p>b) un quadro di notifica e controllo per la fornitura di servizi di intermediazione dei dati;<\/p>\n<p>c) un quadro per la registrazione volontaria delle entit\u00e0 che raccolgono e trattano i dati messi a disposizione a fini altruistici;<\/p>\n<p>d) un quadro per l\u2019istituzione di un comitato europeo per l\u2019innovazione in materia di dati.<\/p>\n<p>2. Il presente regolamento non crea, per gli enti pubblici, alcun obbligo di consentire il riutilizzo dei dati, n\u00e9 esenta gli enti pubblici dai loro obblighi di riservatezza ai sensi del diritto dell\u2019Unione o nazionale.<\/p>\n<p>Riteniamo necessario sottolineare l\u2019importanza di alcune definizioni  (art. 2, punti 11 e 16)<\/p>\n<p>11) \u00abservizio di intermediazione dei dati\u00bb: un servizio che mira a instaurare, attraverso strumenti tecnici, giuridici o di altro tipo, rapporti commerciali ai fini della condivisione dei dati tra un numero indeterminato di interessati e di titolari dei dati, da un lato, e gli utenti dei dati, dall\u2019altro, anche al fine dell\u2019esercizio dei diritti degli interessati in relazione ai dati personali, ad esclusione almeno di: a) servizi che ottengono dati dai titolari dei dati e li aggregano, arricchiscono o trasformano al fine di aggiungervi un valore sostanziale e concedono licenze per l\u2019utilizzo dei dati risultanti agli utenti dei dati, senza instaurare un rapporto commerciale tra i titolari dei dati e gli utenti dei dati; b) servizi il cui obiettivo principale \u00e8 l\u2019intermediazione di contenuti protetti da diritto d\u2019autore; c) servizi utilizzati esclusivamente da un titolare dei dati per consentire l\u2019utilizzo dei dati detenuti da tale titolare dei dati, oppure utilizzati da varie persone giuridiche all\u2019interno di un gruppo chiuso, anche nel quadro di rapporti con i fornitori o i clienti o di collaborazioni contrattualmente stabilite, in particolare quelli aventi come obiettivo principale quello di garantire la funzionalit\u00e0 di oggetti o dispositivi connessi all\u2019internet delle cose; d) servizi di condivisione dei dati offerti da enti pubblici che non mirano a instaurare rapporti commerciali;<\/p>\n<p>16) \u00abaltruismo dei dati\u00bb: la <strong>condivisione volontaria di dati sulla base del consenso accordato dagli interessati <\/strong>al trattamento dei dati personali che li riguardano, o sulle autorizzazioni di altri titolari dei dati volte a consentire l\u2019uso dei loro dati non personali, senza la richiesta o la ricezione di un compenso che vada oltre la compensazione dei costi sostenuti per mettere a disposizione i propri dati, per obiettivi di interesse generale, stabiliti nel diritto nazionale, ove applicabile, quali l\u2019assistenza sanitaria, la lotta ai cambiamenti climatici, il miglioramento della mobilit\u00e0, l\u2019agevolazione dell\u2019elaborazione, della produzione e della divulgazione di statistiche ufficiali, il miglioramento della fornitura dei servizi pubblici, l\u2019elaborazione delle politiche pubbliche o la ricerca scientifica nell\u2019interesse generale\u201d.<\/p>\n<p>Con il\u00a0Decreto Legislativo 144\/2024,<strong> l\u2019Italia ha dato attuazione al Data Governance Act<\/strong>, designando l\u2019Agenzia per l\u2019Italia Digitale (AgID) come autorit\u00e0 competente\u00a0allo svolgimento dei compiti relativi alla procedura di notifica per i servizi di intermediazione dei dati e alla registrazione di organizzazioni per l\u2019altruismo dei dati nonch\u00e9 per assistere gli enti pubblici che concedono o rifiutano l\u2019accesso al riutilizzo delle categorie di dati.<\/p>\n<p>Il Decreto prevede inoltre:<\/p>\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>la\u00a0collaborazione <strong>con altre autorit\u00e0<\/strong>, tra cui il Garante per la protezione dei dati personali, l\u2019Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN) e l\u2019Autorit\u00e0 Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM);<\/li>\n<li>Sanzioni per violazioni delle norme sul trattamento dei dati, con multe che possono arrivare fino al 6% del fatturato globale dell\u2019azienda coinvolta in pratiche non conformi.<\/li>\n<li>Regole per il trasferimento dei dati al di fuori dell\u2019UE, garantendo che le informazioni condivise mantengano alti standard di sicurezza e protezione.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Sar\u00e0 utile verificare come l\u2019Agid ha svolto questo ruolo e con quali risultati.<\/p>\n<p><strong>Data Act<\/strong><\/p>\n<p>Il\u00a0Data Act \u00e8 una legge volta a migliorare l\u2019economia dei dati dell\u2019UE e a promuovere un <strong>mercato dei dati competitivo<\/strong>, rendendo i dati (in particolare quelli industriali) pi\u00f9 accessibili e utilizzabili, incoraggiando l\u2019innovazione basata sui dati e aumentandone la disponibilit\u00e0. A tal fine, il Data Act garantisce l\u2019equit\u00e0 nella distribuzione del valore dei dati tra gli attori dell\u2019economia dei dati. Chiarisce\u00a0chi\u00a0pu\u00f2 utilizzare\u00a0quali\u00a0dati e a\u00a0quali\u00a0condizioni. \u00a0<\/p>\n<p>Negli ultimi anni, si \u00e8 registrata una rapida crescita della disponibilit\u00e0 di prodotti connessi a Internet (\u201cprodotti connessi\u201d) sul mercato europeo. Questi prodotti, che insieme compongono una rete nota come Internet delle cose (IoT), aumentano significativamente il volume di dati disponibili per il riutilizzo nell\u2019UE. Ci\u00f2 rappresenta un enorme potenziale per l\u2019innovazione e la competitivit\u00e0 dell\u2019UE.<\/p>\n<p>Il Data Act include anche <strong>misure volte ad aumentare l\u2019equit\u00e0 e la concorrenza<\/strong> nel mercato cloud europeo, nonch\u00e9 a proteggere le aziende da clausole contrattuali inique relative alla condivisione dei dati imposte da operatori pi\u00f9 forti.. Infine, il Data Act definisce requisiti essenziali in materia di interoperabilit\u00e0 per garantire che i dati possano fluire senza soluzione di continuit\u00e0 tra settori e Stati membri, agevolato dagli spazi comuni europei.\u00a0<\/p>\n<p>Il Data Act integra il Governance Data Act e costituisce il primo risultato della strategia europea per i dati.  Il Data Governance Act \u00e8 entrato in vigore nel settembre 2023. Mentre il Data Governance Act accresce la fiducia nei meccanismi volontari di condivisione dei dati, il Data Act fornisce chiarezza giuridica in merito all\u2019accesso e all\u2019utilizzo dei dati. Il Data Act \u00e8 entrato in vigore l\u201911 gennaio 2024 e sar\u00e0 applicabile dal 12 settembre 2025.<\/p>\n<p><strong>Regolamento sullo spazio \u00a0europeo dei dati sanitari (European Health Data Space, EHDS)<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.agendadigitale.eu\/sanita\/ehds-rivoluzione-o-utopia-per-la-sanita-digitale-europea\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Il regolamento sullo spazio europeo dei dati sanitari (2025\/327) \u00e8 stato proposto nel marzo del 2022, il 5 marzo 2025 \u00e8 stato pubblicato sulla GU della Unione<\/a>. E\u2019 il primo regolamento in attuazione del Data Governance Act e del Data Act e della strategia europea sui dati. E\u2019 il primo spazio comune di dati europei e riguarda un settore rilevante come quello sanitario. Il regolamento punta a istituire un quadro comune per l\u2019uso e lo scambio dei dati sanitari in tutta la UE.<\/p>\n<p>Il regolamento detta norme per l\u2019uso primario dei dati (finalizzato al miglioramento dell\u2019assistenza sanitaria condividendo dati elettronici in comune). Il <strong>regolamento detta norme sull\u2019uso secondario dei dati <\/strong>per la ricerca, la innovazione, la elaborazione delle politiche e delle attivit\u00e0 regolatorie<\/p>\n<p>Il regolamento quindi contribuir\u00e0 a migliorare la finalit\u00e0, la formazione di dati sanitari di qualit\u00e0, la interoperabilit\u00e0 dei sistemi tra i diversi Paesi, l\u2019accesso ai sistemi, tramite i processi di standardizzazione e digitalizzazione. Lo spazio europeo dei dati sanitari (EHDS) <strong>intende andare a vantaggio di tutti i cittadini dell\u2019UE<\/strong>, compresi pazienti, operatori sanitari, ricercatori, responsabili politici e operatori del settore. Come da documentazione ufficiale ritengo utile riportare i vantaggi che potr\u00e0 apportare l\u2019applicazione del Regolamento.<\/p>\n<p>I vantaggi per i pazienti:<\/p>\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>accesso rapido e gratuito ai propri dati sanitari elettronici<\/li>\n<li>facile condivisione dei dati sanitari con gli operatori sanitari, anche oltre frontiera<\/li>\n<li>maggiore controllo sui propri dati sanitari elettronici: possibilit\u00e0 di aggiungere informazioni personali sulla salute, di <strong>limitare l\u2019accesso a parti specifiche della cartella clinica o a determinate persone<\/strong>, di visualizzare chi ha avuto accesso ai propri dati, di chiedere la correzione di errori riscontrati, nonch\u00e9 diritto a visualizzare i dati sanitari in un formato europeo <strong>standard EEHRxF<\/strong>.<\/li>\n<li>sicurezza e protezione della vita privata per impostazione predefinita<\/li>\n<li>diritto a opporsi all\u2019uso secondario dei propri dati sanitari elettronici.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Vantaggi per gli operatori sanitari:<\/strong><\/p>\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>accesso pi\u00f9 rapido e agevole alle cartelle cliniche dei pazienti di diversi prestatori di assistenza sanitaria e paesi<\/li>\n<li>accesso pi\u00f9 facile ai dati sanitari di sistemi diversi, con una notevole riduzione degli oneri amministrativi.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Vantaggi per i ricercatori:<\/strong><\/p>\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>accesso a dati sanitari su larga scala per la ricerca scientifica<\/li>\n<li>un sistema chiaro e strutturato per scoprire quali dati sono disponibili, dove si trovano e qual \u00e8 la loro qualit\u00e0<\/li>\n<li>accesso meno costoso a dati sanitari di alta qualit\u00e0.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Vantaggi per gli Enti regolatori e responsabili politici:<\/strong><\/p>\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>accesso pi\u00f9 facile, trasparente ed economico ai dati sanitari elettronici per il monitoraggio della salute pubblica, una migliore efficienza dei sistemi sanitari e una maggiore sicurezza dei pazienti.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Vantaggi per gli operatori del settore e innovatori:<\/strong><\/p>\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>la standardizzazione consente di accedere pi\u00f9 agevolmente a nuovi mercati nei diversi Stati membri per quanto riguarda le cartelle cliniche elettroniche<\/li>\n<li>la maggiore disponibilit\u00e0 di dati sanitari elettronici anonimizzati e pseudonimizzati ne consente l\u2019uso per la ricerca applicata e l\u2019innovazione.<\/li>\n<\/ul>\n<p>I dati sanitari<strong> saranno tenuti in sicurezza tramite l\u2019applicazione del regolamento UE 679\/2016 sulla protezione dei dati personali (GDPR)<\/strong>, il regolamento sulla Governance Data Act, il regolamento sul Data Act, la normativa NIS\/2.<\/p>\n<p>Il regolamento introduce anche rigorosi criteri di sicurezza e interoperabilit\u00e0 per i sistemi di cartelle cliniche elettroniche, imponendo ai produttori di certificarne la conformit\u00e0. Il regolamento istituisce un quadro completo di conformit\u00e0 al mercato preliminare e a posteriori per garantire che i sistemi che elaborano <strong>dati sanitari elettronici siano di alta qualit\u00e0<\/strong>, sicuri e pienamente interoperabili in tutto il mercato dell\u2019UE. I produttori di sistemi di cartelle cliniche elettroniche sono tenuti a rispettare requisiti specifici per poter immettere sul mercato sistemi conformi allo spazio europeo dei dati sanitari, in modo da garantire coerenza e affidabilit\u00e0 nello scambio di dati sanitari tra gli Stati membri.<\/p>\n<p>Trasformare l\u2019assistenza sanitaria attraverso i dati<\/p>\n<p>Lo spazio europeo dei dati sanitari <strong>ottimizza l\u2019uso dei dati sanitari per migliorare l\u2019assistenza sanitaria<\/strong>, promuovere l\u2019innovazione e sostenere l\u2019elaborazione di politiche basate su fatti concreti. Stando alle previsioni, dovrebbe:<\/p>\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>generare risparmi per 11 miliardi di euro nel prossimo decennio migliorando l\u2019accessibilit\u00e0 dei dati<\/li>\n<li>accrescere l\u2019efficienza dei servizi sanitari in tutti gli Stati membri dell\u2019UE<\/li>\n<li>favorire un\u2019espansione del 20-30% del comparto della sanit\u00e0 digitale<\/li>\n<li>favorire lo sviluppo delle politiche e la ricerca scientifica<\/li>\n<li>portare a migliori risultati in campo sanitario per i cittadini europei.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Facile accesso ai dati sanitari a livello transnazionale<\/strong><\/p>\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Un migliore scambio di dati consente una condivisione sicura dell\u2019anamnesi medica, a supporto delle decisioni in materia di diagnosi e trattamento.<\/li>\n<li>Lo scambio di dati evita la duplicazione superflua degli esami medici, riducendo l\u2019onere per i pazienti e i costi sanitari.<\/li>\n<li>Facilita inoltre la ricerca e l\u2019innovazione basate sui dati, accrescendo l\u2019efficienza e l\u2019accessibilit\u00e0 economica dei progressi medici.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Promuovere l\u2019assistenza sanitaria digitale<\/p>\n<p>Lo spazio europeo dei dati sanitari promuove la trasformazione digitale dei servizi sanitari:<\/p>\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>consentendo alle persone e ai prestatori di assistenza sanitaria di accedere alle cartelle cliniche elettroniche<\/li>\n<li>riconoscendo ai pazienti un maggiore controllo sui loro dati sanitari e la possibilit\u00e0 di opporsi al loro uso secondario<\/li>\n<li>incoraggiando le istituzioni sanitarie a passare dalla documentazione cartacea a quella digitale per potersi integrare pienamente nello spazio europeo dei dati sanitari<\/li>\n<li>sostenendo la telemedicina, le cure personalizzate e la collaborazione transnazionale per migliorare l\u2019erogazione dell\u2019assistenza sanitaria.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Spazio dei dati sanitari in Italia<\/strong><\/p>\n<p>Due strumenti concreti per creare un spazio di dati sanitari in Italia che possono integrarsi con gli spazi europei dei dati sanitari. Il primo strumento \u00e8 il Fascicolo sanitario elettronico. Il secondo \u00e8 il Decreto 31 dicembre 2024 che istituisce l\u2019Ecosistema Dati Sanitari (EDS).<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.agendadigitale.eu\/sanita\/fascicolo-sanitario-elettronico-cose-e-a-che-punto-e-la-guida\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) (avviato nel 2012) \u00e8 un punto unico di accesso ai dati e documenti digitali di tipo sanitario e socio-sanitario <\/a>generati da eventi clinici riguardanti l\u2019assistito, riferiti a prestazioni erogate dal Servizio Sanitario Nazionale \u2013 SSN e, a partire dal 19 maggio 2020, anche da strutture sanitarie private, entro cinque giorni dalla prestazione. Attraverso il FSE ogni cittadino pu\u00f2 consultare la propria storia sanitaria, condividendola con i professionisti sanitari per garantire un servizio pi\u00f9 efficace ed efficiente.<\/p>\n<p>Il FSE \u00e8 fondamentale nella costruzione di una cultura digitale dei dati sanitari per la sua modalit\u00e0 digitale, per la completezza ed aggiornamento delle informazioni, per l\u2019accesso ecc.<\/p>\n<p>Con il Decreto 31 dicembre 2024 \u00e8 istituito l\u2019Ecosistema Dati Sanitari \u2013 EDS. <a href=\"https:\/\/www.agendadigitale.eu\/sanita\/ecosistema-dati-sanitari-e-fse-rivoluzione-digitale-per-i-medici-italiani\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Il EDS costituisce lo spazio nazionale dei dati sanitari <\/a>e quindi permetter\u00e0 di regolamentare la gestione, la integrazione ed interoperabilit\u00e0 dei dati sanitari. Migliorare la gestione delle informazioni sanitarie a livello nazionale e contribuire con le Regioni a creare un sistema di dati digitali sanitari di qualit\u00e0 incidendo cos\u00ec sulla qualit\u00e0 dei servizi sanitari e del processo di digitalizzazione dello stesso. Il fascicolo sanitario \u00e8 ancora in una situazione di difficolt\u00e0 strutturale e funzionale.<\/p>\n<p><strong>Spazi comuni di dati in Europa, cosa ci aspetta<\/strong><\/p>\n<p>Abbiamo cercato di<strong> dare una idea degli spazi dei dati europei <\/strong>e della potenzialit\u00e0 della regolamentazione di tali spazi. Abbiano contestualizzato questo tema perch\u00e9 sar\u00e0 sempre pi\u00f9 alla attenzione delle politiche europee e dei singoli paesi. L\u2019Unione europea si costruir\u00e0 anche sulla base di questi \u201cspazi di dati\u201d comuni.<\/p>\n<p>L\u2019Italia dovr\u00e0 attrezzarsi <strong>per definire una politica ed una strategia adeguata <\/strong>non solo applicando i regolamenti ma uscendo fuori da un approccio \u201cburocratico\u201d che negli ultimi anni ha \u201cbloccato\u201d e\u00a0 non ha permesso la definizione di una strategia governativa sul digitale globalmente inteso. Non \u00e8 una questione di risorse finanziarie ma una questione di definire precisi perimetri di regole, di ricerca, di sperimentazione, di progettazione \u00a0da parte del settore pubblico. Come la gestione del PNRR ha dimostrato c\u2019\u00e8 una carenza di strategia e di progettazione (oltre che di monitoraggio e controllo della efficacia dei progetti): a volte abbiamo il dubbio che non si abbia una idea precisa di cosa sia il digitale e di come affrontarlo.<\/p>\n<p>Quella degli spazi dei dati comuni europei ha bisogno di una \u201ccultura dei dati\u201d da fondare e sviluppare sia da parte pubblica che privata per progettare servizi digitali utili alla societ\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nel 2018 sono stati generati in tutto il mondo oltre 33 zettabyte di dati, un numero destinato a&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":43665,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1481],"tags":[29121,26245,2065,2066,20657,38652,29124,7695,38653,3643,1974,29125,239,2063,2064,668,38654,1537,90,89,5092,240,38655,16801,29128,38656,38657],"class_list":{"0":"post-43664","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-assistenza-sanitaria","8":"tag-agid-agenzia-per-litalia-digitale","9":"tag-appalti","10":"tag-assistenza-sanitaria","11":"tag-assistenzasanitaria","12":"tag-cloud","13":"tag-conservazione-digitale","14":"tag-dati-personali","15":"tag-democrazia","16":"tag-eidas","17":"tag-fascicolo-sanitario-elettronico","18":"tag-formazione","19":"tag-fse","20":"tag-health","21":"tag-health-care","22":"tag-healthcare","23":"tag-intelligenza-artificiale","24":"tag-internet-delle-cose","25":"tag-it","26":"tag-italia","27":"tag-italy","28":"tag-pnrr","29":"tag-salute","30":"tag-space-economy","31":"tag-telemedicina","32":"tag-trasformazione-digitale","33":"tag-tutto-su-cyber-security","34":"tag-tutto-su-gdpr"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43664","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=43664"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43664\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/43665"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=43664"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=43664"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=43664"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}