{"id":437278,"date":"2026-04-10T18:48:16","date_gmt":"2026-04-10T18:48:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/437278\/"},"modified":"2026-04-10T18:48:16","modified_gmt":"2026-04-10T18:48:16","slug":"sicilia-dighe-sotto-il-50-perche-la-crisi-idrica-non-e-finita-e-tornera-la-grande-sete","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/437278\/","title":{"rendered":"Sicilia, dighe sotto il 50 %: perch\u00e9 la crisi idrica non \u00e8 finita (e torner\u00e0 la grande sete)"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Lara Sirignano<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Le piogge hanno riempito solo in parte gli invasi, gi\u00e0 compromessi da sabbia e manutenzioni mai fatte. Rete idrica colabrodo, dissalatori abbandonati, interventi tardivi: la crisi era stata prevista ma ignorata. Oggi l\u2019Isola resta fragile e il ritorno della grande sete \u00e8 solo questione di tempo.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>C\u2019\u00e8 un\u2019immagine che pi\u00f9 di ogni altra racconta la grande sete siciliana degli ultimi anni: le dighe svuotate, il fondo trasformato in distese di fango spaccato, crepe profonde dove prima c\u2019era l\u2019acqua.<\/b> <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/cronache\/25_marzo_31\/sicilia-disastro-acqua-dighe-dissalatori-ddcb1034-1bb3-4d79-82db-780083ae9xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Una crisi drammatica da non dimenticare.<\/a> Perch\u00e9 nonostante il provvidenziale aiuto del meteo, il malato non \u00e8 fuori pericolo. Qualche numero: al primo marzo (mancano i dati dell\u2019ultimo mese che non sono riportati sul sito della Regione siciliana),<b> <a href=\"https:\/\/video.corriere.it\/cronaca\/siccita-cosi-la-sicilia-si-sta-desertificando-le-piogge-violente-non-bastano-qui-un-estate-infinita\/6914a712-07fc-4361-a70b-f9d47c8f9xlk\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">nonostante le abbondantissime precipitazioni<\/a> invernali, la diga Rosamarina (Palermo) ha accumulato 49 milioni di metri cubi di acqua a fronte di 100 milioni di invaso.<\/b> Mentre la Pozzillo (En) su 150,50 mln di metri cubi ne ha accumulati 53,40. Critica anche la situazione della <b>Garcia (Pa) che, dopo l\u2019ultima emergenza, era totalmente a secco e ora \u00e8 a meno del 50% del suo potenziale. <\/b> Dati che preoccupano, soprattutto se si considera che si tratta di cifre teoriche che non tengono conto del fenomeno dell\u2019interrimento, la presenza negli invasi, cio\u00e8, di enormi quantit\u00e0 di sabbia e terra che riducono sensibilmente il volume di acqua utilizzabile.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Eppure la crisi che ha messo in ginocchio l\u2019Isola <b>(due miliardi di euro di danni stimati solo per l\u2019agricoltura, razionamenti ancora in vigore e turni nella distribuzione fino a 7 giorni in provincia di Agrigento e Caltanissetta) <\/b>era ampiamente annunciata. Nel 2021 l\u2019Autorit\u00e0 di Bacino, nei propri atti di pianificazione, aveva previsto l\u2019ingresso della Sicilia in un nuovo periodo di siccit\u00e0. Rimase, \u00e8 il caso di dirlo, una voce nel deserto. <b>Come le sollecitazioni inviate nel 2024 alla presidenza della Regione<\/b> e ai gestori del servizio idrico, invitati a studiare strumenti di mitigazione del rischio. <br \/>Nulla fu fatto e ci si ritrov\u00f2 con le dighe vuote, i rubinetti a secco, l\u2019esigenza di soluzioni rapide e <b>l\u2019impegno a mettere mano una volta per tutte a <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/pianeta2030\/25_maggio_26\/siccita-torna-minacciare-sicilia-meno-acqua-lago-arancio-regione-chiede-proroga-stato-emergenza-7b8082a4-3a38-11f0-82f5-1b9b6249675e.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">croniche inefficienze<\/a><\/b>: invasi che funzionano a scartamento ridotto e una rete idrica colabrodo.<br \/><b>Un&#8217;inerzia evidenziata, a settembre scorso, anche dalla Corte dei conti<\/b> che, in un duro j\u2019accuse di oltre 300 pagine, ha attestato senza mezzi termini che nessun miglioramento significativo nella gestione dell\u2019approvvigionamento primario e del ciclo idrico integrato era stato realizzato. <br \/>\u00ab<b>Il fenomeno &#8211; spiega l\u2019ingegner Leonardo Santoro, che fino allo scorso febbraio ha guidato l\u2019Autorit\u00e0 di Bacino &#8211; \u00e8 ciclico e quindi prevedibile.<\/b> Si alternano periodi estremamente secchi, come il 2024, ad anni con piogge intense, come quest\u2019ultimo inverno. E, in assenza di interventi strutturali, possiamo dire che il peggio non \u00e8 passato. Non siamo al riparo, la grande sete torner\u00e0. E ogni crisi sar\u00e0 pi\u00f9 grave della precedente\u00bb.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"La grande sete\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/69d7fa0e67247.jpeg\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/69d7fa0e67247.jpeg\"\/><\/p>\n<p>    <b>Invasi: dall\u2019oro blu alla sabbia<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il cuore del sistema, le dighe, che forniscono l\u201980% del fabbisogno dell\u2019isola, resta, infatti, fragile<\/b>.<br \/>Quando furono costruite, tra gli anni \u201950 e \u201960, potevano accumulare circa un miliardo di metri cubi d\u2019acqua. Oggi, tra limitazioni di invaso e lavori da fare, la capacit\u00e0 effettiva \u00e8 scesa drasticamente. <b>I dati recenti evidenziano un volume complessivo di acqua pari a 536 milioni di metri cubi<\/b> a cui ne vanno tolti circa 160 di sabbia e terra. Restano utilizzabili circa 370 milioni di metri cubi, poco pi\u00f9 di un terzo della capacit\u00e0 potenziale originaria degli invasi.<br \/>\u00abL&#8217;attivit\u00e0 da parte degli enti gestori, volta al superamento di tali limitazioni, <b>ad oggi non rileva significativi interventi volti ad assolvere alle prescrizioni del ministero delle Infrastrutture<\/b>\u00bb, metteva per iscritto l\u2019allora segretario generale dell\u2019Autorit\u00e0 di Bacino indicando anche le misure da adottare (\u00absfangamento, interventi di riduzione dell&#8217;apporto solido, riefficientamento impiantistico, idraulico, consolidamenti statici e collaudi\u00bb). <b>Parole al vento, perch\u00e9, almeno sulle dighe ci si \u00e8 limitati a opere tampone volte a ridurre le limitazioni ministeriali<\/b>, ma non a ripristinare i volumi utili all\u2019accumulo di maggiore acqua.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Solo 25 dei 45 invasi siciliani funzionano a pieno regime<\/b>. Molti sono ancora da collaudare o necessitano di lavori di manutenzione per problemi insorti durante i collaudi. Cinque sono praticamente inutilizzabili per l\u2019accumulo di terra. <b>Esempio emblematico \u00e8 la diga Disueri costruita negli anni \u201950: non \u00e8 stata mai dragata, si \u00e8 riempita di sabbia<\/b> e sulla collina che si \u00e8 formata nel tempo \u00e8 nato un boschetto per il quale la Sovrintendenza ai Beni culturali di Caltanissetta  ha posto il vincolo paesaggistico. Alcune poi non si possono riempire per ragioni di sicurezza (problemi di stabilit\u00e0 per presenza di frane nelle valli o per ostruzioni nello scarico di fondo). Per questo l\u2019acqua in eccesso, appena arriva a quota, viene fatta uscire e torna nell\u2019alveo di valle. Tre, infine, sono fuori esercizio da decenni e non verranno rimesse in uso.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abLa verit\u00e0 \u00e8 che le dighe sono state considerate contenitori a perdere e gli enti hanno rinunciato a pulirle perch\u00e9 ormai \u00e8 troppo costoso.  <b>Svuotare del fango un invaso oggi costa quanto costruirne uno nuovo\u00bb<\/b>, spiega Santoro.<br \/>Il fenomeno dell\u2019interrimento dunque \u00e8 uno dei nodi centrali. E la soluzione trovata (una scorciatoia in realt\u00e0) in alcuni casi \u00e8 stata quella di redigere nuove batimetrie (misurazioni di profondit\u00e0, ndr). <b>Un modo per aggirare l\u2019ostacolo delle limitazioni imposte dal ministero delle Infrastrutture ridefinendo la quota di base degli invasi<\/b>. Rifacendo le batimetrie si certifica il fatto che la diga sia piena di sabbia. Invece di essere una \u00abdiga sporca da pulire\u00bb, diventa ufficialmente una \u00abdiga bassa\u00bb.<\/p>\n<p>    Pozzi<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nelle fasi pi\u00f9 acute dell\u2019emergenza si \u00e8 stati costretti a scavare nuovi pozzi. Una scelta a quel punto obbligata, ma non senza conseguenze: in alcune aree la falda si \u00e8 abbassata fino a venti metri. <b>Il ripristino richiede anni, <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/cronache\/24_novembre_15\/in-sicilia-alluvioni-e-siccita-ora-il-caso-e-mondiale-l-esperto-sull-isola-cambiamenti-climatici-mai-visti-servono-in-fretta-soluzioni-08550605-c2f6-4f02-97ab-db84657eaxlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">non baster\u00e0 una sola stagione piovosa.<\/a><\/b> E lungo le coste incombe il rischio dell\u2019intrusione del cuneo salino: se la falda dolce si abbassa troppo, l\u2019acqua marina penetra nell\u2019entroterra, compromettendo in modo irreversibile i pozzi pi\u00f9 vicini al mare.<\/p>\n<p>    <b>Rete idrica<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Al quadro, gi\u00e0 allarmante di per s\u00e9, si aggiunge il disastroso <b>stato della rete idrica che da decenni \u00e8 letteralmente un colabrodo.<\/b> In Sicilia si perde fino al 50% dell\u2019acqua potabile, cio\u00e8 la met\u00e0 di quella che esce dagli invasi, mentre nell\u2019agricoltura si arriva al 70% (la gestione delle condotte in questi casi spetta ai consorzi, enti regionali commissariati).  Sulle condotte, tranne piccole opere nell\u2019agrigentino, poco \u00e8 stato fatto. Eppure nel 2023 l\u2019Autorit\u00e0 di Bacino aveva intimato ai gestori, come Sicilacque, che ha la dorsale principale, e ai locali come la palermitana Amap, (visto che ogni proprietario della rete \u00e8 responsabile delle condotte) di tappare i buchi.<\/p>\n<p>    <b>Dissalatori<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La prova di una decennale gestione a dir poco miope del settore arriva anche dai dissalatori. <b>Gli impianti di Gela, Trapani e Porto Empedocle, costruiti tra gli anni \u201970 e \u201990 come soluzioni temporanee, sono stati progressivamente dismessi e abbandonati<\/b>. <br \/>Per affrontare l\u2019ultima emergenza, la Regione ha stanziato circa 100 milioni di euro per realizzare nuovi impianti di dissalazione, sempre a Gela, Trapani e Porto Empedocle, finanziati attraverso il bilancio regionale e il Fondo di Sviluppo e Coesione 2021\/2027. Il costo iniziale \u00e8 stato stimato in 96 milioni di euro (32 milioni per ogni dissalatore), con tecnologia a osmosi inversa. In seguito alle analisi tecnico-strutturali effettuate sui vecchi dissalatori in abbandono, <b>la rifunzionalizzazione degli impianti originari infatti \u00e8 apparsa impossibile <\/b>e se ne \u00e8 resa necessaria la demolizione e la ricostruzione.<br \/>Una soluzione bacchettata dalla Corte dei Conti che ha chiesto \u00abchiarimenti sulla economicit\u00e0 delle modalit\u00e0 di dismissione dei dissalatori\u00bb. \u00abPur essendo le nuove tecnologie pi\u00f9 efficienti dal punto di vista economico, i costi per la costruzione, la messa in opera e la gestione dei nuovi si rivelano ingenti\u00bb, hanno scritto i giudici contabili, segnalando \u00abla sussistenza di palesi indicatori della diseconomicit\u00e0 delle spese di funzionamento\u00bb.  Meglio sarebbe migliorare l\u2019efficienza delle reti di distribuzione, dei pozzi e degli invasi esistenti, concludono in sostanza i giudici contabili.<\/p>\n<p>    <b>Piani della Regione<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La Regione, guidata dal governatore Renato Schifani, ha reso noto che tra fondi nazionali e regionali <b>sono stati stanziati per l\u2019emergenza idrica circa 170 milioni <\/b>(oltre a quelli destinati ai dissalatori).<br \/>In totale, dice l\u2019ufficio stampa di Palazzo D\u2019Orleans, da nuovi pozzi, e recupero perdite \u00e8 stato possibile ricavare 2000 litri al secondo di acqua, a cui, entro sei mesi, se ne aggiungeranno 1500 ed entro due anni altri 500. L\u2019equivalente di quanto apporterebbe la realizzazione di due nuovi invasi. Numeri a cui vanno sommati i 520 forniti dai dissalatori da qui a sei mesi. Interventi che possono attenuare la crisi idrica, ma certo non scongiurarla.<br \/><b> La grande sete infatti non \u00e8 solo frutto dei cambiamenti climatici, ma anche il risultato di una fragilit\u00e0 strutturale e di anni di inerzia.<\/b> E la somma dei fattori rende la prossima drammatica emergenza solo una questione di tempo.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-04-10T16:23:29+02:00\">10 aprile 2026 ( modifica il 10 aprile 2026 | 16:23)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Lara Sirignano Le piogge hanno riempito solo in parte gli invasi, gi\u00e0 compromessi da sabbia e manutenzioni&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":437279,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[79],"tags":[14788,58244,412,9865,3960,2478,917,246957,34701,246959,28284,1039,1045,2042,246958,130319,7852,155878,1411,2336,26543,7714,51906,14,93,94,61493,246960,728,16480,71290,95526,246955,940,49989,450,66046,19440,3882,724,214856,16929,1973,246961,45,18821,23308,82968,246962,246963,2615,20022,2431,246964,246956,246965,235655,883,29984,1174,246966,1893,246954,43742,10714,246967,246968,1537,90,89,722,96036,3203,61494,246969,851,106773,7,15,2508,4483,246970,731,18103,2755,66047,3522,8613,117755,8158,3277,494,860,9609,136,111,1434,246971,2518,60648,246972,2441,5103,246973,12920,158054,5991,3185,11,84,91,12,85,92],"class_list":["post-437278","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-italia","tag-abbandonati","tag-accumulo","tag-acqua","tag-agricoltura","tag-alcune","tag-arriva","tag-autorita","tag-autorita-bacino","tag-bacino","tag-batimetrie","tag-caltanissetta","tag-capacita","tag-casi","tag-cioe","tag-colabrodo","tag-collaudi","tag-condotte","tag-contabili","tag-conti","tag-corte","tag-corte-conti","tag-crisi","tag-crisi-idrica","tag-cronaca","tag-cronaca-italiana","tag-cronacaitaliana","tag-cubi","tag-cubi-acqua","tag-dati","tag-decenni","tag-diga","tag-dighe","tag-dissalatori","tag-distribuzione","tag-drammatica","tag-emergenza","tag-empedocle","tag-enti","tag-entro","tag-euro","tag-falda","tag-fango","tag-fenomeno","tag-fenomeno-interrimento","tag-fondo","tag-fragile","tag-funzionano","tag-gela","tag-gela-trapani","tag-gela-trapani-porto","tag-gestione","tag-gestori","tag-giudici","tag-giudici-contabili","tag-idrica","tag-idrica-colabrodo","tag-idrico","tag-impianti","tag-inerzia","tag-infrastrutture","tag-interrimento","tag-interventi","tag-invasi","tag-invaso","tag-isola","tag-isola-resta","tag-isola-resta-fragile","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-lavori","tag-limitazioni","tag-metri","tag-metri-cubi","tag-metri-cubi-acqua","tag-ministero","tag-ministero-infrastrutture","tag-news","tag-notizie","tag-nuove","tag-nuovi","tag-nuovi-pozzi","tag-opere","tag-piogge","tag-porto","tag-porto-empedocle","tag-possono","tag-potenziale","tag-pozzi","tag-presenza","tag-problemi","tag-punto","tag-questione","tag-quota","tag-regionali","tag-regione","tag-resta","tag-resta-fragile","tag-rete","tag-rete-idrica","tag-rete-idrica-colabrodo","tag-rischio","tag-sabbia","tag-sabbia-terra","tag-santoro","tag-sete","tag-sicilia","tag-terra","tag-ultime-notizie","tag-ultime-notizie-e-news-di-oggi","tag-ultime-notizie-italia","tag-ultimenotizie","tag-ultimenotizieenewsdioggi","tag-ultimenotizieitalia"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/437278","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=437278"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/437278\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/437279"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=437278"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=437278"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=437278"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}