{"id":437338,"date":"2026-04-10T19:40:12","date_gmt":"2026-04-10T19:40:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/437338\/"},"modified":"2026-04-10T19:40:12","modified_gmt":"2026-04-10T19:40:12","slug":"oriente-occidente-di-rampini-petrolio-gli-usa-hanno-un-tallone-dachille-si-chiama-california","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/437338\/","title":{"rendered":"Oriente Occidente di Rampini | Petrolio, gli Usa hanno un tallone d&#8217;Achille: si chiama California"},"content":{"rendered":"<p class=\"chapter-paragraph\">Il tasso d\u2019inflazione negli Stati Uniti \u00e8 salito a marzo: +3,3%. Non \u00e8 un rialzo folle, ma \u00e8 comunque un dato che si discosta dall\u2019inflazione \u00abottimale\u00bb, fissata come obiettivo dalla Federal Reserve, che \u00e8 del 2%. C\u2019entra la guerra in Iran e il conseguente aumento dei prezzi mondiali dell\u2019energia. \u00c8 quindi un rialzo che pu\u00f2 essere domato<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/26_aprile_08\/trattativa-trump-iran-536e1720-ddf8-463c-ae6b-8d3094edaxlk.shtml\" title=\"Le mediazioni, l&#039;ipotesi di un incontro a Islamabad, poi la svolta di Trump sull&#039;Iran: cos\u00ec si \u00e8 arrivati alla tregua. Ora si ripartir\u00e0 dal documento in 10 punti\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"> se la \u00abstrana tregua\u00bb <\/a>dovesse sfociare in un vero negoziato e quindi stabilizzare i mercati energetici.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Si \u00e8 soliti dire che l\u2019America gode di una posizione invidiabile in questa crisi energetica<\/b>: ha in casa propria tutto il gas e petrolio che le servono. Sappiamo anche che questa affermazione \u2013 verissima, fin dai tempi della rivoluzione tecnologica dello shale gas e del fracking, durante la presidenza Obama \u2013 <b>deve accompagnarsi con delle precisazioni<\/b>.\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Per quanto autosufficiente <b>l\u2019America \u00e8 esposta<\/b> in qualche misura <b>all\u2019andamento globale dei prezzi perch\u00e9 il mercato dell\u2019energia \u00e8 aperto<\/b>, le sue compagnie possono vendere al migliore offerente, e se i prezzi schizzano al rialzo in Asia o in Europa<b> qualcosa si trasmette anche nei distributori americani<\/b>. Inoltre ci sono alcune categorie di prodotti derivati, come <b>i fertilizzanti<\/b>, per i quali anche gli Stati Uniti sono in una certa misura importatori.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma <b>c\u2019\u00e8 un\u2019altra ragione per cui l\u2019America ancora dipende dal mondo arabo. Si chiama California<\/b>. Questo \u00e8 il \u00abpiccolo, sporco segreto\u00bb che genera <b>una falla nella corazza dell\u2019indipendenza energetica Usa<\/b>. Ci\u00f2 che \u00e8 sostanzialmente vero per gli altri 49 Stati Usa, non si applica alla <b>California. Il pi\u00f9 grosso, il pi\u00f9 ricco<\/b>, quello Stato che <b>da solo supera il Pil della Germania<\/b> (e sarebbe membro del G7, se fosse indipendente), <b>importa petrolio arabo<\/b>, o comunque derivati di quel petrolio raffinati altrove. \u00c8 un effetto collaterale delle sue politiche ambientaliste, le pi\u00f9 radicali di tutti gli Stati Uniti. In questo laboratorio estremo, delle <b>politiche ambientali<\/b> molto ambiziose hanno finito per <b>creare una fragilit\u00e0 inattesa<\/b>. \u00c8 un tallone d\u2019Achille pressoch\u00e9 sconosciuto al di fuori della California stessa. Spiega perch\u00e9 i prezzi della benzina alla pompa in questo Stato sono pi\u00f9 vicini a quelli europei.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Oggi gli Stati Uniti sono una superpotenza energetica, <b>il primo produttore mondiale di petrolio e gas <\/b>grazie alla rivoluzione dello shale. Nel resto del paese, questa abbondanza si traduce in prezzi relativamente contenuti e in una crescente autosufficienza. Ma la California \u00e8 rimasta fuori da questa trasformazione.<\/p>\n<p>APPROFONDISCI CON IL PODCAST<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">I dati che seguono sono i pi\u00f9 aggiornati e sono ricavati dal Wall Street Journal. Nel Golden State (lo \u201cStato dorato\u201d \u00e8 l\u2019appellativo di cui si fregia con orgoglio la California), <b>circa il 75 per cento del petrolio \u00e8 importato<\/b>. Una quota enorme, e soprattutto in crescita. Un terzo di questo 75% (quindi <b>il 25%) arriva dal Medio Oriente<\/b>, mentre il resto dipende da raffinerie asiatiche \u2013 Corea del Sud, India, Taiwan \u2013 che a loro volta lavorano greggio proveniente dal Golfo Persico. Questo significa che <b>quando si blocca Hormuz, la California non \u00e8 protetta dalla produzione interna americana<\/b>: \u00e8 esposta, come molti Paesi europei o asiatici.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>\u00c8 qui che emerge il paradosso<\/b>. Mentre Texas, Louisiana o North Dakota beneficiano del boom energetico domestico, <b>la California si comporta come un\u2019economia importatrice<\/b>. Non \u00e8 solo una questione geografica. \u00c8 il risultato di scelte politiche precise, accumulate nel tempo.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Negli ultimi vent\u2019anni, <b>la produzione petrolifera californiana \u00e8 crollata di oltre il 50 per cento<\/b>. In parte per ragioni naturali, come l\u2019esaurimento dei giacimenti pi\u00f9 vecchi. Ma soprattutto per<b> un contesto normativo sempre pi\u00f9 restrittivo<\/b>. Le grandi compagnie Usa \u2013 da Chevron a Occidental \u2013 hanno progressivamente<b> ridotto gli investimenti locali<\/b>, preferendo aree dove i vincoli ambientali sono meno severi. Non a caso, Chevron ha trasferito il suo quartier generale a Houston nel 2024, dopo oltre un secolo di presenza in California.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ancora pi\u00f9 significativa \u00e8 la sorte delle raffinerie<\/b>. Dal 2000 a oggi, una dozzina di impianti ha chiuso.<b> I costi per adeguarsi agli standard ambientali<\/b>, tra i pi\u00f9 severi al mondo,<b> hanno eroso la redditivit\u00e0<\/b>. E la politica californiana ha accompagnato questo processo con una strategia esplicita: accelerare la transizione verso un\u2019economia post-fossile.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il risultato, per\u00f2, \u00e8 che <b>la California oggi produce meno energia di quanta ne consumi<\/b>, e deve compensare con importazioni costose e vulnerabili. Importa oltre un quarto della benzina e circa il 20 per cento del carburante per aerei.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">A differenza di altri Stati americani che importano petrolio \u2013 come l\u2019Illinois o il New Jersey \u2013 <b>la California non pu\u00f2 contare su fornitori relativamente stabili e vicini come Canada o Messico<\/b>. Le sue catene di approvvigionamento sono pi\u00f9 lunghe, pi\u00f9 complesse e pi\u00f9 esposte ai rischi geopolitici. Il viaggio di una nave cisterna dall\u2019Asia pu\u00f2 durare sei settimane, con costi e incertezze crescenti in tempi di guerra.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Inoltre, <b>la California \u00e8 fisicamente isolata dal resto del sistema energetico americano<\/b>. Non dispone di infrastrutture fisse (oleodotti e gasdotti) sufficienti per ricevere petrolio e gas dagli Stati produttori. Il trasporto via treno \u00e8 marginale, e quello via mare dagli altri porti americani spesso risulta pi\u00f9 caro rispetto alle rotte internazionali.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Questo isolamento infrastrutturale si somma alle <b>scelte regolatorie. Il risultato \u00e8 un mercato energetico quasi \u00abinsulare\u00bb<\/b>, dove i prezzi sono sistematicamente pi\u00f9 alti rispetto alla media nazionale. Oggi la benzina supera di circa 1,75 dollari al gallone la media americana, anche a causa di <b>tasse e standard ambientali che aggiungono oltre un dollaro per gallone<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La crisi attuale rende visibile questa fragilit\u00e0. <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/finanza\/26_aprile_10\/come-funzionerebbe-il-pedaggio-dell-iran-al-casello-di-hormuz-rispetta-il-diritto-internazionale-e-quanto-costerebbe-all-italia-08560fea-5b90-4363-96b1-7fd1067b6xlk.shtml\" title=\"Come funzionerebbe il pedaggio dell\u2019Iran al \u00abcasello\u00bb di Hormuz? Rispetta il diritto internazionale? E quanto costerebbe all\u2019Italia?\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Con Hormuz chiuso<\/a>,<b> i principali fornitori asiatici stanno riducendo le esportazioni.<\/b> La Corea del Sud, per esempio, sta dimezzando le spedizioni di carburante per aerei verso la California. Le scorte locali possono tamponare l\u2019emergenza nel breve periodo, ma gli esperti avvertono che nei prossimi mesi potrebbe emergere una carenza.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00c8 un paradosso che mette <b>in discussione alcune certezze<\/b>. La <b>California<\/b> \u00e8 lo <b>Stato leader nella transizione energetica<\/b>, con una forte diffusione di veicoli elettrici e un impegno massiccio nelle rinnovabili. Ma <b>questa transizione \u00e8 ancora incompleta<\/b>. Le auto a emissioni zero rappresentano meno di un quinto delle vendite recenti. <b>Il sistema economico continua a dipendere in larga misura dai combustibili fossili<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nel frattempo, <b>la politica ha spesso agito come se questa dipendenza fosse gi\u00e0 superata<\/b>. L\u2019idea implicita era che il petrolio potesse essere rapidamente sostituito, e che la produzione locale non fosse pi\u00f9 necessaria. <b>La realt\u00e0 si sta rivelando pi\u00f9 complessa<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il caso californiano diventa cos\u00ec <b>una lezione pi\u00f9 ampia<\/b>. Mostra che la transizione energetica non \u00e8 solo una questione di obiettivi ambientali, ma anche di sicurezza degli approvvigionamenti. Ridurre la produzione interna senza avere alternative mature pu\u00f2 creare nuove vulnerabilit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>In un\u2019America diventata esportatrice netta di energia, la California resta un\u2019eccezione<\/b>. Un territorio avanzato e innovativo, ma anche esposto a shock esterni come pochi altri. \u00c8 il prezzo di una scelta politica ambiziosa, che ha anticipato il futuro ma ha sottovalutato i tempi della transizione.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">E oggi, <b>di fronte alla crisi di Hormuz, questa anomalia diventa evidente<\/b>: mentre il resto degli Stati Uniti pu\u00f2 contare sulle proprie risorse, la California scopre di essere tornata dipendente dal mondo.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-04-10T18:13:42+02:00\" content=\"2026-04-10\">10 aprile 2026, 16:20  &#8211; modifica il 10 aprile 2026 | 18:13<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il tasso d\u2019inflazione negli Stati Uniti \u00e8 salito a marzo: +3,3%. 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