{"id":43775,"date":"2025-08-12T19:59:09","date_gmt":"2025-08-12T19:59:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/43775\/"},"modified":"2025-08-12T19:59:09","modified_gmt":"2025-08-12T19:59:09","slug":"suicidio-assistito-dallabruzzo-arrivano-194-richieste-di-informazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/43775\/","title":{"rendered":"Suicidio assistito, dall\u2019Abruzzo arrivano 194 richieste di informazioni"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019AQUILA. Anni di sofferenze per patologie gravissime. Malati inchiodati ad un letto, con prognosi infauste, senza possibilit\u00e0 di guarigione: spesso attaccati ad un respiratore o costretti ad alimentarsi artificialmente. La scelta del \u201cfine vita\u201d continua a far discutere e incrocia le tematiche della libera scelta, della soggettivit\u00e0 e dell\u2019autodeterminazione dell\u2019individuo. In Abruzzo, dove lo scorso 19 giugno il consiglio regionale ha bocciato la proposta di legge di iniziativa popolare, depositata dall\u2019associazione Luca Coscioni e supportata dalle firme di 7mila cittadini, negli ultimi 12 mesi sono arrivate 194 richieste di contatto. Utenti che si sono rivolti al numero bianco dell\u2019associazione, un servizio gratuito di ascolto, orientamento e supporto, per avere chiarimenti sui temi legati all&#8217;eutanasia, al suicidio medicalmente assistito, al testamento biologico, all\u2019interruzione delle terapie e alla sedazione palliativa profonda. Un numero rilevante, pari a 15 richieste ogni 100mila abitanti.<\/p>\n<p>Il dato abruzzese contribuisce al totale dei contatti nazionali, ben 16.035, in crescita del 14% rispetto all\u2019anno precedente. Si tratta di una media di 44 richieste al giorno, segno di un bisogno diffuso e in aumento di informazione e accompagnamento su scelte personali spesso difficili e dolorose.<\/p>\n<p>ABRUZZO IN RETE<\/p>\n<p>Il numero bianco 06.99313409 \u00e8 attivo anche in Abruzzo: coordinato da <strong>Valeria Imbrogno<\/strong>, psicologa e compagna di Dj Fabo, \u00e8 operativo tutti i giorni e risponde \u2013 fa sapere l\u2019associazione Coscioni \u2013 a chi vuole comprendere i propri diritti e le possibilit\u00e0 offerte oggi dall\u2019ordinamento italiano. Quando possibile, fornisce anche assistenza su come accedere alla morte volontaria medicalmente assistita in Italia o in Svizzera. Nell\u2019ultimo anno 580 persone (51% donne, 49% uomini) hanno chiesto aiuto, in Italia, per accedere a questo tipo di percorso. I 194 contatti dall\u2019Abruzzo mostrano come il problema sia fortemente sentito. Le regioni con la maggiore incidenza di richieste rispetto alla popolazione sono state Liguria con 48 richieste ogni 100mila abitanti, Lazio con 43 richieste, Toscana e Friuli Venezia Giulia (35), seguite da Umbria, Emilia-Romagna e Lombardia (33).<\/p>\n<p>\u00abdiamo risposte\u00bb<\/p>\n<p>\u00abAnche in Abruzzo\u00bb, spiega l\u2019associazione Luca Coscioni, presieduta da <strong>Michele De Luca, Marco Gentili <\/strong>e<strong> Mina Welby<\/strong>, \u00abil servizio rappresenta un punto di riferimento concreto per chi cerca risposte, chiarezza e umanit\u00e0 in uno dei momenti pi\u00f9 delicati della vita\u00bb. Il 5 giugno scorso l\u2019associazione, che da tempo si batte per il \u201cdiritto al fine vita\u201d, ha depositato in Cassazione una proposta di legge di iniziativa popolare per legalizzare tutte la libera scelta dei malati gravi, con prognosi infauste, inclusa l\u2019eutanasia attiva. Saranno necessarie almeno 50mila firme per poter presentare la proposta in Parlamento.<\/p>\n<p>COSA PREVEDe la leggE<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo della legge \u00e8 disciplinare le condizioni e le procedure per porre fine volontariamente alla propria vita, anche con l\u2019aiuto attivo di un medico, nel rispetto della dignit\u00e0 umana e dell\u2019autodeterminazione, eliminando l\u2019attuale discriminazione tra persone malate dipendenti da trattamenti di sostegno vitale e non dipendenti. La proposta di legge prevede che possano accedere alla morte volontaria assistita persone maggiorenni, capaci di intendere e volere, affette da patologie irreversibili o con prognosi infausta a breve termine, che causano sofferenze fisiche o psicologiche ritenute intollerabili dalla persona stessa. La scelta tra l\u2019autosomministrazione dei farmaci per il fine vita e la somministrazione da parte del medico \u00e8 lasciata alla volont\u00e0 del paziente, in base alle proprie condizioni cliniche e alle preferenze personali, in accordo con il medico. La procedura potr\u00e0, poi, avvenire in strutture sanitarie pubbliche o convenzionate, oppure a domicilio con supporto medico. Tutto l\u2019iter \u00e8 affidato al Servizio sanitario nazionale e prevede un processo di verifica da concludersi entro 30 giorni. \u00c8 garantito il diritto all\u2019obiezione di coscienza per il personale sanitario, ma le strutture devono comunque assicurare la procedura. La Toscana, in assenza di una normativa nazionale, \u00e8 stata la prima regione in Italia ad approvare, a febbraio scorso, la legge sul fine vita che garantisce ai malati tempi e modalit\u00e0 certi per l&#8217;accesso al suicidio medicalmente assistito, sulla base di quanto stabilito dalle sentenze della Corte costituzionale. In Abruzzo il testo \u00e8 stato bocciato in aula.<\/p>\n<p>\u00a9RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019AQUILA. Anni di sofferenze per patologie gravissime. 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