{"id":438283,"date":"2026-04-11T10:53:11","date_gmt":"2026-04-11T10:53:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/438283\/"},"modified":"2026-04-11T10:53:11","modified_gmt":"2026-04-11T10:53:11","slug":"alzheimer-una-vitamina-comune-potrebbe-ridurre-laccumulo-di-proteine-associate-alla-malattia-cosa-dice-lo-studio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/438283\/","title":{"rendered":"Alzheimer, una vitamina comune potrebbe ridurre l&#8217;accumulo di proteine associate alla malattia: cosa dice lo studio"},"content":{"rendered":"<p>Una semplice vitamina, economica e facilmente reperibile, potrebbe giocare un ruolo chiave nella prevenzione dei primi cambiamenti cerebrali legati all&#8217;<strong><a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/alzheimer\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Alzheimer<\/a><\/strong>. A suggerirlo \u00e8 un nuovo studio, pubblicato il 1\u00b0 aprile 2026 sulla rivista Neurology Open Access, che collega i livelli di <strong><a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/vitamina-d\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">vitamina D<\/a><\/strong> nella mezza et\u00e0 a una minore presenza, anni dopo, di <strong><a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/proteine-\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">proteine<\/a>\u00a0<\/strong>dannose nel cervello.<\/p>\n<p>Il ruolo della proteina tau e i risultati dello studio <\/p>\n<p>L&#8217;Alzheimer \u00e8 caratterizzato dall&#8217;accumulo anomalo di due proteine: <strong>beta-amiloide<\/strong> e <strong>tau<\/strong>. Quest&#8217;ultima \u00e8 particolarmente legata alla degenerazione neuronale. Lo studio ha evidenziato che livelli pi\u00f9 elevati di vitamina D nel sangue sono associati a una minore presenza di tau nel cervello, soprattutto nelle aree colpite nelle fasi iniziali della malattia. Non \u00e8 stata invece osservata alcuna relazione significativa con la beta-amiloide.\u00a0<\/p>\n<p>Uno studio longitudinale su quasi 800 persone <\/p>\n<p>La ricerca, guidata dal medico irlandese <strong>Martin David Mulligan<\/strong> dell&#8217;University of Galway insieme a colleghi tra cui Matthew R. Scott ed Emer R. McGrath, ha coinvolto 793 partecipanti con un&#8217;et\u00e0 media di 39 anni. I livelli di vitamina D sono stati misurati all&#8217;inizio dello studio e confrontati, circa 16 anni dopo, con scansioni cerebrali in grado di rilevare tau e beta-amiloide. Nessuno dei soggetti presentava demenza al momento dell&#8217;analisi, rendendo possibile l&#8217;osservazione di cambiamenti biologici precoci.\u00a0<\/p>\n<p>Le parole dei ricercatori: risultati promettenti ma preliminari <\/p>\n<p>Gli autori sottolineano che <strong>i dati mostrano una correlazione, non un rapporto di causa-effetto.<\/strong> \u00abQuesti risultati suggeriscono che livelli pi\u00f9 elevati di vitamina D nella mezza et\u00e0 potrebbero offrire una protezione contro i depositi di tau nel cervello\u00bb, ha spiegato Mulligan, aggiungendo per\u00f2 che saranno necessari ulteriori studi per confermare il legame. I ricercatori evidenziano inoltre che fattori come et\u00e0, stile di vita e condizioni di salute possono influenzare i risultati.\u00a0<\/p>\n<p>Limiti e prospettive future della ricerca <\/p>\n<p>Tra i limiti principali dello studio vi \u00e8 il fatto che i livelli di vitamina D siano stati misurati una sola volta, senza monitoraggi nel tempo. Inoltre, l&#8217;assenza di un legame con la beta-amiloide indica che i meccanismi biologici alla base della malattia restano complessi e non del tutto chiariti. Nonostante ci\u00f2, i risultati rafforzano l&#8217;ipotesi che intervenire sui fattori di rischio gi\u00e0 nella mezza et\u00e0 possa avere un impatto significativo sulla salute cerebrale nel lungo periodo, aprendo la strada a nuove strategie preventive.\u00a0<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n                                \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA&#13;<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>\n                            Ogni Gioved\u00ec gli aggiornamenti su Salute e Benessere<br \/>\n                            <b>Iscriviti<\/b> e ricevi le notizie via email\n                        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Una semplice vitamina, economica e facilmente reperibile, potrebbe giocare un ruolo chiave nella prevenzione dei primi cambiamenti cerebrali&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":438284,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[175],"tags":[2998,239,1537,90,89,18585,240,64930],"class_list":["post-438283","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-salute","tag-alzheimer","tag-health","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-proteine","tag-salute","tag-vitamina-d"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116385704071987689","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/438283","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=438283"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/438283\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/438284"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=438283"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=438283"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=438283"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}