{"id":438475,"date":"2026-04-11T13:29:16","date_gmt":"2026-04-11T13:29:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/438475\/"},"modified":"2026-04-11T13:29:16","modified_gmt":"2026-04-11T13:29:16","slug":"monet-luomo-che-voleva-dipingere-il-nulla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/438475\/","title":{"rendered":"Monet, l&#8217;uomo che voleva dipingere il nulla"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Roberta Scorranese<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Cento anni fa moriva il pittore delle ninfee. Che non si arrese mai davanti all&#8217;impossibilit\u00e0 di catturare il bagliore dell&#8217;acqua o la bruma dell&#8217;alba<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Claude <b>Monet moriva un secolo fa<\/b>, il 5 dicembre del 1926. Tumore al polmone, quasi un contrappasso beffardo che andava a colpire l\u2019organo deputato alla respirazione, la centrale di controllo dell\u2019aria: quell\u2019aria che da sempre era stata il suo strumento principale, assieme ai pennelli e alla tavolozza leggera, adatta per dipingere en plein air.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Mor\u00ec nella Normandia che aveva scelto come ultimo approdo di una \u00abfuga senza fine\u00bb, costantemente alla ricerca di nuovi paesaggi, nuovi corsi d\u2019acqua<\/b>, orizzonti liquidi, cio\u00e8 di quegli scenari dove l\u2019aria (appunto) potesse colorarsi di nuovo e farsi trovare pronta per una nuova pennellata.\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"Monet nel suo giardino di Giverny\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/69da03f4a5b08.jpeg\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/69da03f4a5b08.jpeg\"\/><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Giverny,<b> il teatro delle ninfee, il posto dove l\u2019artista si perse negli ultimi anni, in un esercizio di costruzione e decostruzione del reale<\/b>, coltivando il giardino che aveva negli occhi sin da ragazzo (\u00abquando ero giovane e infelice\u00bb, dir\u00e0) e, al tempo stesso, disperdendolo in bagliori, riflessi, luccichii dell\u2019aria.  <b>Ancora prima, Argenteuil, un piccolo villaggio che si allunga sulla riva destra della Senna, ancora acqua, ancora aria<\/b>, ancora riverberi di una natura inseguita per tutta la vita, come un richiamo invisibile e potentissimo.\u00a0<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"Claude Monet, Donna con il parasole, madame Monet con il figlio (1875)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/69da040d98856.jpeg\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/69da040d98856.jpeg\"\/><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sar\u00e0 <b>in un borgo d\u2019acqua, a V\u00e9theuil (lungo le rive della Senna, nel dipartimento della Val-d\u2019Oise) che si consolider\u00e0 il secondo grande amore<\/b> della sua vita, quello per Alice, la donna che prender\u00e0 il posto di Camille, cio\u00e8 di colei che il pittore dipinse in punto di morte, restituendoci una creatura che sembra perdersi in un corso d\u2019acqua.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Se ancora oggi, a cento anni dalla morte, parliamo ancora di Monet e ci lasciamo incantare dai suoi paesaggi che sembrano sgretolarsi nella luce, il motivo sta proprio in questo dualismo nel quale si \u00e8 mosso sin da quando, diciassettenne, cominci\u00f2 a ritrarre abitanti e case di Le Havre, dove era nato e dove aveva frequentato le scuole. <b>Voleva fare l\u2019artista ma non aveva ben chiaro il suo \u00abfuoco\u00bb: nella seconda met\u00e0 dell\u2019Ottocento in Francia si affermava il realismo \u2014 impersonato da Gustave <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/cronache\/24_luglio_05\/gustave-courbet-signorine-in-riva-al-fiume-scandalo-capolavoro-cfb60574-171b-45b9-9d48-cd98e4e2bxlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Courbet <\/a>\u2014 ma, prima ancora, Claude venne stregato dagli artisti come <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/cronache\/capolavoro\/25_marzo_28\/camille-corot-la-donna-che-interrompe-la-lettura-e-una-domanda-come-leggiamo-oggi-se-leggiamo-bc5400d4-c072-4fee-9c3a-c3e8be58cxlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Corot <\/a>e Rousseau, inamovibili avversari del disegno accademico<\/b>.\u00a0<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"Claude Monet, Signora in giardino a Sainte-Adresse (1867)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/69da0438c7602.jpeg\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/69da0438c7602.jpeg\"\/><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Prima ci fu il realismo. <b>Negli anni Trenta dell\u2019Ottocento, in Francia, si diffuse una corrente artistica che cercava ispirazione all\u2019aria aperta<\/b>, in campagna, rappresentando una realt\u00e0 popolare, primigenia, non idealizzata. La cosiddetta \u00abScuola di Barbizon\u00bb, dal nome di un villaggio ai margini della foresta di Fontainebleau, tracci\u00f2 un solco che in qualche modo andava contro i dettami dell\u2019accademia, ancorata a una pittura in studio, formale, celebrativa e spesso pomposa.\u00a0<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"Monet a Giverny\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/69da04911b87d.jpeg\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/69da04911b87d.jpeg\"\/><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Uno di questi artisti, Jean-Fran\u00e7ois Millet, fu tra i primi del suo tempo a dipingere soggetti di umile estrazione sociale, come le spigolatrici. Questa inclinazione a <b>raccontare una realt\u00e0 autentica<\/b> far\u00e0 da cardine anche alla corrente realistica, intorno alla met\u00e0 del secolo: Gustave <b>Courbet <\/b>(quello de L\u2019origine du monde) dipinge Gli spaccapietre e pi\u00f9 tardi un altro Gustave, <b><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/cronache\/24_maggio_17\/caillebotte-il-primo-che-raffiguro-gli-operai-non-poveri-ma-dignitosamente-belli-e-perche-c-entra-calvino-ff289dca-d48d-4524-a0e5-e9d5f1c1fxlk.shtml?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTAAAR10y7DKFVfx4ZU-FzW88YvMUfeh-1lELtGw9oGM_ZVJotUjf-jvgxP9u4I_aem_AdLOHNDvrobmonUnXsN-h52rESJBNHTROhAUTG7_KtOG9VjERnpVWIAitAxlmBj73A3Ltd8WPRFFiRvXhgQZL24y\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Caillebotte<\/a><\/b>, ritrae i Piallatori di parquet, la prima (o una delle prime) raffigurazione del proletariato urbano. Non si pu\u00f2 capire Monet se prima non si volge lo sguardo all&#8217;indietro, alla ricerca di questo contatto profondo con il\u00a0\u00abvero\u00bb, con la natura o con le figure umane messe al centro.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Cos\u00ec, poco per volta, inseguendo borghi d\u2019acqua e luoghi boscosi come Chailly-en-Bi\u00e8re, nel cuore della foresta di Fontainebleau,<b> Monet comprese che per arrivare all\u2019\u00abimpressione\u00bb non poteva eludere il reale, la figura<\/b>, la concretezza della materia. Bens\u00ec, doveva coglierlo nelle pause della non-presenza, esattamente come fanno i nostri occhi quando catturano il riverbero dell\u2019acqua nella luce. <b>\u00c8 un cambio di paradigma, una rottura concettuale rispetto al disegno accademico e al figurativo<\/b>: l\u2019impressionismo non elude la forma, ma la \u00abguarda\u00bb con un occhio che sembra essere ubiquo, perch\u00e9 cattura ogni aspetto del reale.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00c8 cos\u00ec che nascono le grandi opere di Monet: dallo sguardo sulla cattedrale di Rouen, vista in giorni e orari differenti. \u00c8 cos\u00ec che nascono i covoni di grano, laddove i mucchi di paglia smettono di essere solo questo e diventano soggetti capaci di assorbire la luce. <b>Il piccolo miracolo di Claude Monet \u00e8 questo: ha trasformato le cose in\u00a0\u00abemanazioni del mondo\u00bb<\/b>. Ed \u00e8 arrivato, quindi, a dipingere il nulla, cio\u00e8 il bagliore o il riflesso.\u00a0<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-04-11T10:22:04+02:00\">11 aprile 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Roberta Scorranese Cento anni fa moriva il pittore delle ninfee. Che non si arrese mai davanti all&#8217;impossibilit\u00e0&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":438476,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1446],"tags":[4111,247516,56911,412,13245,7488,1615,1613,1614,2852,8807,1611,1610,247508,2042,11007,247509,6691,247510,1612,31797,2448,247511,35508,203,247512,50869,247513,4300,247507,247514,204,1537,90,89,18494,3334,79129,151811,964,45644,17796,143302,4483,1890,27169,247515,42782,7386,4109,4736,108591,3969,614,1323,46999,13289,26503,12626,4525,13027],"class_list":["post-438475","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-arte-e-design","tag-abitanti","tag-abitanti-case","tag-accademico","tag-acqua","tag-andava","tag-aria","tag-arte","tag-arte-e-design","tag-arteedesign","tag-artista","tag-artisti","tag-arts","tag-arts-and-design","tag-bagliore","tag-cioe","tag-claude","tag-claude-monet","tag-corrente","tag-courbet","tag-design","tag-dipingere","tag-disegno","tag-disegno-accademico","tag-en","tag-entertainment","tag-fontainebleau","tag-foresta","tag-foresta-fontainebleau","tag-francia","tag-gustave","tag-gustave-courbet","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-luce","tag-meta","tag-monet","tag-moriva","tag-morte","tag-nascono","tag-natura","tag-ninfee","tag-nuovi","tag-occhi","tag-ottocento","tag-ottocento-francia","tag-paesaggi","tag-piccolo","tag-pittore","tag-reale","tag-realismo","tag-realta","tag-ricerca","tag-secolo","tag-senna","tag-sguardo","tag-sin","tag-soggetti","tag-villaggio","tag-voleva"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/438475","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=438475"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/438475\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/438476"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=438475"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=438475"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=438475"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}