{"id":438692,"date":"2026-04-11T16:44:20","date_gmt":"2026-04-11T16:44:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/438692\/"},"modified":"2026-04-11T16:44:20","modified_gmt":"2026-04-11T16:44:20","slug":"coma-stati-vegetativi-stati-di-minima-coscienza-le-differenze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/438692\/","title":{"rendered":"Coma, stati vegetativi, stati di minima coscienza: le differenze"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Danilo di Diodoro<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Una recente storia pubblicata dal \u00abNew York Times\u00bb ha riportato l&#8217;attenzione sulle distinzioni da operare fra queste condizioni<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Persone diagnosticate in  stato vegetativo che a un certo punto sembra diano segnali di contatto con l&#8217;ambiente circostante. \u00c8 una notizia che di tanto in tanto ricorre nei media, e in effetti il fenomeno pu\u00f2 apparire impressionante e sollevare angosciosi dubbi soprattutto nei familiari di quelle persone. Proprio in questi giorni il <a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2026\/04\/09\/magazine\/vegetative-states-conscious-aware.html\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\">New York Times<\/a> ha dedicato un lungo articolo al fenomeno, intitolato Vegetative Patients May Be More Aware Than We Knew ( I pazienti in stato vegetativo potrebbero essere pi\u00f9 consapevoli di quanto pensassimo). L&#8217;articolo prende spunto  dalla vicenda di  un paziente di nome Aaron Williams, al quale dopo un arresto cardiaco era stato diagnosticato uno stato vegetativo persistente. A un certo punto del decorso,  sua moglie Tabitha lesse un articolo di giornale che riportava studi secondo i quali alcuni pazienti in stato vegetativo sembrava avessero manifestato segni di contatto con l&#8217;ambiente circostante e fossero risultati in grado di rispondere a semplici comandi. A quel punto lei inizi\u00f2 ad avere dei dubbi sul fatto che anche suo marito potesse trovarsi  nella medesima condizione.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ma \u00e8 davvero possibile che chi \u00e8 in uno stato vegetativo possa essere parzialmente cosciente?<\/b> Per potersi orientare correttamente \u00e8 innanzitutto necessario chiarire le definizioni dei vari stati possibili di coscienza negli esseri umani. Si pu\u00f2 iniziare dicendo che ovviamente esiste uno stato di coscienza normale di riferimento,  di cui tutti facciamo esperienza, quello in cui la persona  \u00e8 sveglia e cosciente di s\u00e9 stessa e dell&#8217;ambiente circostante, risponde in modo coerente e appropriato agli stimoli, ed \u00e8 capace di un comportamento intenzionale.<\/p>\n<p>All&#8217;estremo opposto c&#8217;\u00e8 la condizione di <b>coma<\/b>, uno stato acuto e\u00a0spesso instabile,  nel quale la persona non \u00e8 consapevole, non \u00e8 mai in stato di veglia, tiene gli occhi chiusi, non \u00e8 in grado di fornire risposte intenzionali, sebbene possa avere alcuni riflessi attivi, come ad esempio il riflesso corneale (chiusura dell&#8217;occhio allo stimolo meccanico della cornea).\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Esiste anche un altro termine da tenere presente, il cosiddetto <b>coma d\u00e9pass\u00e9<\/b>, oggi ridefinito \u201cmorte cerebrale\u201d, uno stato  di <b>coma irreverbile<\/b> irreversibile,\u00a0senza nessuna attivit\u00e0 cerebrale, nessun riflesso del tronco encefalico, nessuna respirazione autonoma. \u00c8 la condizione che deve essere diagnosticata per poter consentire l&#8217;espianto di organi.  <\/p>\n<p>Tra  lo stato di coscienza normale e lo stato di coma esistono altre condizioni patologiche, per cos\u00ec dire intermedie: lo <b>stato vegetativo<\/b> e lo <b>stato di minima coscienza<\/b>, ed \u00e8 molto importante poterle distinguere adeguatamente.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Lo stato vegetativo \u00e8 detto oggi anche <b>\u00absindrome della veglia non responsiva\u00bb<\/b> ed \u00e8 caratterizzato dal fatto che il paziente pu\u00f2 essere in uno stato di veglia, anche a tratti ad occhi aperti, con un ciclo sonno-veglia, ma senza nessuna evidente coscienza di s\u00e9 e dell&#8217;ambiente circostante. Tuttavia pu\u00f2 mostrare risposte riflesse a stimoli e vocalizzi non intenzionali che possono anche essere interpretati in maniera eccessivamente positiva dai familiari. Ma <b>chi \u00e8 in stato vegetativo non mostra mai comportamenti volontari o finalizzati<\/b>. <\/p>\n<p>Lo stato di minima coscienza \u00e8 invece una condizione in cui il paziente  pu\u00f2 essere in stato di veglia e mostra una consapevolezza ridotta e fluttuante, con segni minimi ma chiari di\u00a0coscienza, ad esempio pu\u00f2 seguire uno stimolo visivo con lo sguardo, rispondere a comandi semplici, anche in modo incostante, pu\u00f2 compiere alcuni gesti intenzionali  e avere delle reazioni emotive appropriate. Quindi il suo comportamento pu\u00f2 essere intenzionale anche se in maniera intermittente.<\/p>\n<p>Chiarite queste definizioni, <b>la questione fondamentale \u00e8 l&#8217;accuratezza della diagnosi differenziale tra stato vegetativo e stato di minima coscienza.<\/b>\u00a0<br \/>Se in un paziente vengono rilevati anche in maniera intermittente gesti intenzionali e risposte finalizzate \u00e8 evidente che non si trova o non si trova pi\u00f9 in uno stato vegetativo. La difficolt\u00e0 di diagnosi differenziale tra queste due condizioni potrebbe spiegare come mai di tanto in tanto i media riportino casi di persone diagnosticate in stato vegetativo che avrebbero iniziato a mostrare segni di risposta all&#8217;ambiente circostante. La questione si \u00e8 molto complicata con l&#8217;arrivo di tecniche diagnostiche sofisticate finalizzate allesplorazione di possibili elementi di coscienza in pazienti in stato vegetativo. <\/p>\n<p>Nel 2006 il gruppo di Adrian Owen, professore di Cognitive Neuroscience and Imaging in the Departments of Physiology &amp; Pharmacology and Psychology at the University of Western Ontario, in  Canada,  pubblic\u00f2 sulla rivista  Science un articolo nel quale chiedeva a un  paziente diagnosticato in stato vegetativo di immaginare di giocare a tennis o di visitare una camera della sua casa, per tentare di cogliere le eventuali reazioni cerebrali con la Risonanza magnetica funzionale. In uno studio successivo, pubblicato sul New England Journal of Medicine nel 2010, la tecnica fu applicata a 54 pazienti in stato vegetativo, ai quali fu chiesto di immaginare di giocare a tennis per dire \u201cs\u00ec\u201d e di essere a casa per dire \u00abno\u00bb.  Solo cinque di questi pazienti risultarono in grado di modulare la propria attivit\u00e0 cerebrale in maniera apparentemente  volontaria. Test addizionali mostrarono che tre di questi pazienti davano segnali di possibile coscienza, e solo uno di loro sembrava rispondere a domande specifiche, sempre esclusivamente attraverso modifiche dell\u2019attivit\u00e0 cerebrale. <\/p>\n<p>Quindi quello che sta accadendo \u00e8 che quanto pi\u00f9 le tecniche di esplorazione dell&#8217;attivit\u00e0 cerebrale diventano sofisticate, tanto pi\u00f9 diventa possibile rilevare segni di minima coscienza in alcuni pazienti nei quali non erano precedentemente stati rilevati. Di conseguenza la questione dell&#8217;eventuale presenza di una qualche forma di consapevolezza in persone diagnosticate in stato vegetativo \u00e8 sempre pi\u00f9 complicata e comprensibilmente angosciante per i familiari. E c&#8217;\u00e8 anche da tenere presente che sono possibili delle transizioni  cliniche dallo stato vegetativo allo  stato di minima coscienza, ossia un paziente pu\u00f2 passare dalla prima alla seconda condizione, soprattutto in casi specifici, come  quando  il danno \u00e8  conseguente a un trauma, il paziente \u00e8 giovane\u00a0e lo stato vegetativo dura ancora solo da alcune settimane o al massimo da mesi.\u00a0Una transizione che ovviamente \u00e8 molto importante riuscire a cogliere. <\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/images2.corriereobjects.it\/images\/salute\/logo-medico-risponde.svg?v=2\" alt=\"ilMedicoRisponde\"\/><\/p>\n<p class=\"bck-box-paragraph\">Il servizio esclusivo del Corriere della Sera con medici e specialisti d&#8217;eccellenza che rispondono gratuitamente ai quesiti sulla tua salute<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/medico-risponde.png\" alt=\"ilMedicoRisponde\"\/><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-04-11T06:20:07+02:00\">11 aprile 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Danilo di Diodoro Una recente storia pubblicata dal \u00abNew York Times\u00bb ha riportato l&#8217;attenzione sulle distinzioni da&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":438693,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[175],"tags":[4924,247625,13336,3749,1498,34495,1045,1887,39744,37213,10217,35367,25347,9284,247630,2490,3858,3449,11075,247631,247632,29075,1094,247633,247634,247635,247636,3635,247637,19327,247627,23359,247638,46701,6055,4941,239,172482,1537,90,89,10582,79949,247624,11040,633,6224,10225,247626,4565,17211,494,860,16886,17739,240,8868,102708,247628,247629,87707],"class_list":["post-438692","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-salute","tag-ambiente","tag-ambiente-circostante","tag-and","tag-articolo","tag-attivita","tag-attivita-cerebrale","tag-casi","tag-cerebrale","tag-circostante","tag-cogliere","tag-coma","tag-comandi","tag-complicata","tag-comportamento","tag-comportamento-intenzionale","tag-condizione","tag-condizioni","tag-consapevolezza","tag-contatto","tag-contatto-ambiente","tag-contatto-ambiente-circostante","tag-cosciente","tag-coscienza","tag-coscienza-normale","tag-coscienza-paziente","tag-coscienza-pazienti","tag-definizioni","tag-diagnosi","tag-diagnosi-differenziale","tag-diagnosticate","tag-diagnosticate-vegetativo","tag-diagnosticato","tag-diagnosticato-vegetativo","tag-differenziale","tag-familiari","tag-grado","tag-health","tag-intenzionali","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-maniera","tag-minima","tag-minima-coscienza","tag-new","tag-of","tag-paziente","tag-pazienti","tag-pazienti-vegetativo","tag-possibile","tag-possibili","tag-punto","tag-questione","tag-rispondere","tag-risposte","tag-salute","tag-segni","tag-vegetativo","tag-vegetativo-minima","tag-vegetativo-minima-coscienza","tag-veglia"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/438692","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=438692"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/438692\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/438693"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=438692"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=438692"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=438692"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}