{"id":43872,"date":"2025-08-12T21:06:13","date_gmt":"2025-08-12T21:06:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/43872\/"},"modified":"2025-08-12T21:06:13","modified_gmt":"2025-08-12T21:06:13","slug":"nella-nostra-scrittura-si-cela-un-segreto-la-regola-dellortica-ci-spiega-il-dolore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/43872\/","title":{"rendered":"Nella nostra scrittura si cela un segreto. La regola dell\u2019ortica ci spiega il dolore"},"content":{"rendered":"<p>Chi scrive ancora a mano? Tra le tante cose di cui la rivoluzione digitale ci ha sottilmente privato c\u2019\u00e8 la grafia. Una perdita non da poco, dato che \u00e8 una parte della nostra personalit\u00e0, come il tono di voce o il modo di camminare. <\/p>\n<p>\u00abNella mano di ogni uomo pone un sigillo, perch\u00e9 tutti riconoscano la sua opera\u00bb dice il libro di Giobbe, ogni tratto, ogni linea e ogni pressione impressa sulla carta \u00e8 il risultato di un complesso intreccio di processi motori, cognitivi ed emotivi diversi per ognuno di noi, tant\u2019\u00e8 vero che esiste una scienza, la grafologia, che lega la scrittura alla personalit\u00e0. <\/p>\n<p><strong>\u00c8 quindi con una punta di nostalgia per tempi analogici irrimediabilmente perduti che Nunzia Scalzo, grafologa e giornalista siciliana, immerge in un cold case anni \u201960 (ispirato a una vicenda realmente accaduta) la sua Bea Navarra, grafologa forense intuitiva, cocciuta, fuori dagli schemi, <\/strong><strong>protagonista de La regola dell\u2019ortica <\/strong><strong>(Feltrinelli). <\/strong>Romanzo d\u2019esordio uscito a luglio e a sorpresa tra i gialli pi\u00f9 venduti dell\u2019estate.  <\/p>\n<p>Bea \u00e8 una<strong> cinquantenne tosta che va avanti a birra gelata e street food<\/strong>: a 16 anni ha perso tutta la famiglia in un incidente, \u00e8 divorziata, un figlio studente fuori sede in Svizzera che non ha mai conosciuto il padre, \u00abtradita e tante volte delusa e disillusa, e allora? Sono qui, vado avanti per la mia strada e non mi volto indietro, tanto a cosa serve? Pare che nel Settecento girasse un detto che a me piace molto: \u201cIl dolore \u2013 o Signore \u2013 \u00e8 un tipo di ozio\u201d\u00bb. <\/p>\n<p>Ecco, <strong>Bea non \u00e8 tipo da stare in ozio<\/strong>: il lavoro la appassiona e la fa arrabbiare in egual misura, perch\u00e9 certo la fa entrare in contatto con gli inganni degli esseri umani: proprio come la sua autrice si occupa soprattutto di testamenti olografi, per capire se siano autentici, messaggi minatori, scritte intimidatorie sui muri, lettere anonime. <\/p>\n<p>A finire sotto la sua lente di ingrandimento un biglietto d\u2019addio di una presunta suicida: o \u00e8 stato un abile depistaggio? Non \u00e8 facile distinguere il vero dal falso, anzi, come allude il titolo per capire il senso delle cose \u00e8 bene non guardarle troppo da vicino.<strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00abIl mese di agosto ti insegna la regola dell\u2019ortica ardente: fino a quando stringi le foglie non avverti il dolore delle punture, lo senti solo quando lasci la presa\u00bb. <\/strong>Stavolta la distanza temporale \u00e8 assicurata: la tragedia della giovane Norma Speranza \u00e8 avvenuta nel 1965: si \u00e8 sparata in salotto con una carabina, o almeno questo \u00e8 ci\u00f2 che concludono le indagini, sebbene siano molti i dubbi sul movente e le modalit\u00e0. <\/p>\n<p>Accanto al corpo un biglietto: \u00abTutto \u00e8 distrutto e io mi ammazzo\u00bb. La nipote di Norma, Simonetta, cresciuta all\u2019ombra della tragica zia e la sorella Violetta, legata alla vittima da un amore impastato di risentimento, per\u00f2 sono da sempre convinte che il responsabile della morte sia il marito Andrea, con cui i rapporti erano pessimi, e dopo sessant\u2019anni, decide di far analizzare ancora una volta quel biglietto fatale. <\/p>\n<p><strong>Cosa resta di una vita dopo 60 anni? Restano le parole. Le ultime disperate e ambigue su un foglio di block notes, quelle scritte sul diario da un\u2019amica, quelle fredde dell\u2019ufficialit\u00e0 delle indagini e dell\u2019autopsia e quelle sofferte di una lettera pensata per essere l\u2019ultima.<\/strong> <\/p>\n<p>Nunzia Scalzo cambia abilmente il tono di voce dando spazio al racconto diretto dei singoli personaggi, il gentile sarto Amedeo Capuozzo, il tenace commissario Fides, il portinaio del condominio Sebastiano La Porta, primo ad arrivare sul luogo della tragedia, l\u2019ambigua amica Evelina Quattrocchi, che dalla casa di riposo \u201cFiocco di neve\u201d continua a dispensare sottili malignit\u00e0, il marito Andrea dal passato tormentato, uno che secondo il pensiero comune \u00abprima di incontrare lei era niente\u00bb e la di lui sorella Rosetta, sposata con un uomo violento e meschino. <\/p>\n<p>\t\t\tGLI ANTI-CLASSICI<\/p>\n<p>\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.lastampa.it\/cultura\/2025\/08\/10\/news\/barney_e_stato_il_mio_cupido-15265339\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Non esiste verit\u00e0 assoluta. Tranne nella Versione di Barney<\/a><\/p>\n<p>\t\t\t\tNICOLETTA VERNA<\/p>\n<p>\t\t\t09 Agosto 2025<\/p>\n<p>                <a href=\"https:\/\/www.lastampa.it\/cultura\/2025\/08\/10\/news\/barney_e_stato_il_mio_cupido-15265339\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><\/p>\n<p>\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/200430368-49926005-4d89-448e-95d2-428d4bf7db5f.jpg\" alt=\"\" class=\"lazyload\" width=\"125\" height=\"125\"\/> <\/p>\n<p>                <\/a><\/p>\n<p>Non che di matrimoni felici ce ne siano molti, nella storia.<strong> L\u2019indagine trasporta Bea nella Catania anni \u201960, dove dietro ogni sorriso si nasconde una feroce lite domestica, uno scandalo sessuale, un intento criminale. <\/strong>Con l\u2019aiuto dell\u2019amico giornalista Domenico Grimaldi e della collega Erina Amato &#8211; una fuoriclasse per intelligenza e aspetto fisico, non fosse per \u00abquell\u2019aria da dissonante cognitiva\u00bb &#8211; Bea ricostruisce i fatti e studia scientificamente quelle poche parole rimaste. Fino ad arrivare alla verit\u00e0, che coglie tutti di sorpresa. <\/p>\n<p>La verit\u00e0 rende liberi, forse, ma a che prezzo? \u00abChe fatica e soprattutto che dolore ricordare &#8211; dice un personaggio &#8211; che fatica e che dolore anche solo parlare di questa storia\u00bb. Il tempo non ha attutito il dolore, anzi, la regola dell\u2019ortica dice che appena molli la presa lo senti pi\u00f9 acuto, ma ha cambiato la prospettiva. Sar\u00e0 che \u00abvincitori e vinti si somigliano tutti\u00bb, pensa Bea, dipende dal punto di vista. <\/p>\n<p><strong>Con il tempo, chi sembra trionfare magari soccombe, tutti comunque portano avanti un balletto di ruoli e mettono una maschera diversa a seconda di chi incontrano.<\/strong> \u00abIl punto \u00e8 che la vita se ne frega di tutti e prima o poi presenta il conto perfino a loro, ai migliori, dimostrando di andare grandemente a caso. Convenite con me? In amore poi, come nella vita, i grandi, gli eroi e gli invincibili un giorno o l\u2019altro sono destinati a crollare. Siamo tutti qui, sotto questo cielo governato dal caso. \u00c8 solo questione di tempo, i nodi arriveranno al pettine, le contraddizioni esploderanno\u00bb. <\/p>\n<p><strong>Siamo polvere, ombra e parole e se perdiamo la capacit\u00e0 di tenerle tra le dita e trasformarle in quel magico disegno di linee che accompagna l\u2019anatomia umana da millenni perdiamo un po\u2019 noi stessi<\/strong>. Parole scritte come un filo sottile che unisce e mette in forma i singoli istanti della nostra esistenza, dai pi\u00f9 banali ai pi\u00f9 tragici. Parole che, come le ortiche, bruciano a lungo dopo averle strette in mano. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Chi scrive ancora a mano? 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