{"id":439022,"date":"2026-04-11T21:35:28","date_gmt":"2026-04-11T21:35:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/439022\/"},"modified":"2026-04-11T21:35:28","modified_gmt":"2026-04-11T21:35:28","slug":"premio-barbara-cappochin-i-vincitori-e-tutti-i-menzionati-della-xii-edizione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/439022\/","title":{"rendered":"Premio Barbara Cappochin: i vincitori e tutti i menzionati della XII edizione"},"content":{"rendered":"<p class=\"didascalia\">In copertina: a sinistra, &#8220;Las Tejedoras&#8221;, Natura Futura + Juan Carlos Bamba. Foto \u00a9 JAG Studio; a destra, Nuova Scuola Secondaria di I grado a Puos d&#8217;Alpago, facchinelli daboit saviane. Foto \u00a9 Gustav Willeit.<\/p>\n<p>Il <strong>Premio Biennale Internazionale di Architettura &#8220;Barbara Cappochin&#8221;<\/strong>, promosso dalla Fondazione omonima insieme all&#8217;Ordine degli Architetti della Provincia di Padova, <strong>presenta i nomi dei vincitori della sua dodicesima edizione<\/strong>. Nato in memoria di Barbara Cappochin, studentessa dello IUAV scomparsa a soli 22 anni, il riconoscimento porta avanti da oltre vent&#8217;anni i valori che lei incarnava &#8211; semplicit\u00e0, accoglienza, condivisione, rispetto &#8211; premiando i progetti capaci di restituire all&#8217;architettura un ruolo attivo nella vita quotidiana e nella trasformazione del paesaggio.<\/p>\n<p>Articolato in <strong>due sezioni<\/strong>, il <strong>premio internazionale<\/strong> va a Las Tejedoras, realizzato nel 2023 a Chong\u00f3n, nel Guayas (Ecuador), da <strong>Natura Futura<\/strong> con <strong>Juan Carlos Bamba<\/strong>. In un centro di circa 5.000 abitanti, il progetto traduce il valore sociale dell&#8217;architettura in uno <strong>spazio produttivo e formativo<\/strong> dedicato a una <strong>comunit\u00e0 di donne artigiane<\/strong>, costruito con <strong>materiali locali <\/strong>e sviluppato attraverso un<strong> processo partecipato<\/strong>.<\/p>\n<p>Per la <strong>Sezione Regionale<\/strong>, il primo premio \u00e8 stato assegnato alla <a href=\"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/notizie\/32300\/Realizzata-la-scuola-di-Alpago-nata-dal-concorso-vinto-dal-giovane-studio-Fds-architettura\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Nuova Scuola Secondaria di I grado di Puos d&#8217;Alpago<\/a> (Belluno), progettata dallo studio<strong> facchinelli daboit saviane<\/strong> a seguito del concorso vinto nel 2019. L&#8217;intervento riporta al centro il tema dell&#8217;<strong>architettura educativa<\/strong>, proponendo una <strong>scuola aperta e permeabile<\/strong>, pensata come spazio civico e capace di rispondere alle esigenze climatiche, sociali e pedagogiche contemporanee.<\/p>\n<p>A selezionare vincitori, menzioni d&#8217;onore e opere segnalate \u00e8 stata una <strong>giuria internazionale<\/strong> composta da<strong> Massimo Crusi<\/strong> (presidente CNAPPC), <strong>Marta Maccaglia<\/strong> (Asociaci\u00f3n Semillas para el Desarrollo Sostenibile), <strong>Josep Ricart Ulldemolins<\/strong> (Harquitectes), <strong>Kentaro Takeguchi<\/strong> (Alphaville Architects) e <strong>Daniel F\u00fcgenschuh<\/strong> (presidente del Consiglio degli Architetti d&#8217;Europa dal 2026).<\/p>\n<p class=\"rimando\">La <strong>cerimonia di premiazione<\/strong> si terr\u00e0 sabato<strong> 6 giugno 2026<\/strong> a Padova, al termine della <strong>Biennale Internazionale di Architettura &#8220;Barbara Cappochin&#8221;<\/strong>, articolata in due giornate di eventi culturali che includeranno anche la presentazione delle opere da parte degli autori.<\/p>\n<p><a id=\"PremioBarbaraCappochin20252026\"\/>Premio Barbara Cappochin 2025\/2026<br \/>\n<a id=\"SezioneInternazionale\"\/>Sezione Internazionale<br \/>\n<a id=\"1classificatoLasTejedorasGuayasEcuadorNaturaFuturaJuanCarlosBamba\"\/>1\u00b0 classificato | Las Tejedoras, Guayas, Ecuador | Natura Futura + Juan Carlos Bamba<\/p>\n<p>Realizzato nella periferia di Chong\u00f3n, in Ecuador, Las Tejedoras nasce in un contesto segnato da una diffusa <strong>fragilit\u00e0 economica<\/strong>, in cui gran parte della popolazione femminile resta ai margini del mercato del lavoro.<\/p>\n<p>Il progetto nasce dall&#8217;esperienza della Fundaci\u00f3n Young Living, attiva dal 2009 con programmi educativi e di sostegno all&#8217;imprenditorialit\u00e0 locale. Attorno all&#8217;Academia Young Living si \u00e8 consolidata la Organizaci\u00f3n de Mujeres Artesanas Bromelias, impegnata nella <strong>produzione di manufatti tessili in fibre naturali<\/strong>. La crescita del gruppo ha reso necessario uno spazio capace di accogliere e sviluppare queste attivit\u00e0.<\/p>\n<p>La struttura si configura come un <strong>centro per l&#8217;apprendimento, la produzione e la vendita di artigianato<\/strong>, esito di un <strong>processo condiviso<\/strong> che ha coinvolto fondazione, comunit\u00e0 locale e progettisti anche nella fase di cantiere. I lavori, infatti, sono stati accompagnati da <strong>laboratori aperti<\/strong>, pensati come strumenti di formazione e inserimento.<\/p>\n<p>L&#8217;impianto si struttura attorno a un<strong> cortile centrale<\/strong> con <strong>vegetazione endemica<\/strong>, cuore dello spazio collettivo, pensato come luogo di incontro, esposizione e relazione. Su questo vuoto si dispongono <strong>tre corpi<\/strong>: uno dedicato alle <strong>attivit\u00e0 teoriche e ai servizi<\/strong>, uno ai<strong> laboratori<\/strong> e agli <strong>spazi di supporto<\/strong> e uno centrale destinato alla <strong>produzione<\/strong> e alla <strong>vendita dei manufatti<\/strong>.<\/p>\n<p>Verso la strada, l&#8217;edificio si apre come una <strong>galleria produttiva ed espositiva<\/strong>, costruendo una relazione diretta con lo spazio pubblico; sul retro, invece, si compatta in un <strong>fronte pi\u00f9 chiuso<\/strong>, rispondendo a esigenze di sicurezza. Il progetto impiega <strong>materiali e tecniche locali<\/strong>: struttura in <strong>legno di teca<\/strong>,<strong> murature in laterizio<\/strong> lavorate a spina di pesce e <strong>sistemi di chiusura in legno<\/strong> che regolano luce, ventilazione e continuit\u00e0 tra interno ed esterno.<\/p>\n<p>Secondo la giuria, il progetto si distingue per &#8220;la precisa risposta climatica, l&#8217;approccio strutturale sensibile basato su materiali e conoscenze locali e un&#8217;organizzazione spaziale caratterizzata da flessibilit\u00e0 e generosit\u00e0&#8221; inserendosi in quelle pratiche diffuse in America Latina in cui l&#8217;innovazione nasce dall&#8217;<strong>intelligenza collettiva<\/strong> e dalla capacit\u00e0 dei piccoli studi di costruire <strong>architetture pubbliche di alta qualit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p><img src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Las_Tejadoras_Natura_Futura_Bamba_Jag_Studio.webp.webp\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"420\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\"\/><\/p>\n<p class=\"didascalia\">Las Tejedoras, Natura Futura + Juan Carlos Bamba. Foto di \u00a9JAG Studio<\/p>\n<p><a id=\"MenzionedonoreDHPalenciaPalenciaSpagnaFRPORodriguezampOriol\"\/>Menzione d&#8217;onore | DH Palencia, Palencia, Spagna | FRPO Rodriguez &amp; Oriol<\/p>\n<p>&#8220;DH Palencia&#8221; \u00e8 la parte visibile di una pi\u00f9 ampia <strong>infrastruttura energetica<\/strong> che si sviluppa sotto la citt\u00e0 di Palencia, in Spagna: una <strong>rete di teleriscaldamento<\/strong> alimentata principalmente da biomassa forestale, progettata per sostituire i sistemi a combustibili fossili e contribuire alla decarbonizzazione urbana.<\/p>\n<p>Promosso da DH Ecoenerg\u00edas, il progetto inaugura una serie di interventi analoghi destinati a ridisegnare il sistema energetico di diverse citt\u00e0 spagnole. Se la rete si estende nel sottosuolo, la <strong>centrale emerge come segno riconoscibile<\/strong>, rendendo leggibile un processo altrimenti nascosto.<\/p>\n<p>L&#8217;architettura si articola in due elementi principali: una <strong>base in calcestruzzo<\/strong> che ospita i macchinari e connette il suolo al silo interrato della biomassa, e una <strong>struttura leggera superiore<\/strong>, in acciaio e materiali plastici riciclabili, concepita come una lanterna traslucida.<\/p>\n<p>Per la giuria, il progetto si configura come una &#8220;cattedrale dell&#8217;energia&#8221;, capace di superare la dimensione puramente funzionale dell&#8217;architettura industriale.<\/p>\n<p><img src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/DH_PALENCIA_FRPO_Rodriguez_Oriol_Luis_Asin.webp.webp\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"420\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\"\/><\/p>\n<p class=\"didascalia\">DH Palencia, FRPO Rodriguez &amp; Oriol. Foto di \u00a9Luis As\u00edn<\/p>\n<p><a id=\"MenzionedonoreEchoesofWaterAntioquiaColombiaConnatural\"\/>Menzione d&#8217;onore | Echoes of Water, Antioquia, Colombia | Connatural<\/p>\n<p>&#8220;Echoes of Water&#8221; affronta l&#8217;impatto dei <strong>cambiamenti climatici<\/strong> sull&#8217;ambiente costruito, intervenendo sulla <strong>gestione del rischio idrico<\/strong> nei contesti urbani della regione di Antioquia, in Colombia.<\/p>\n<p>Il progetto combina<strong> interventi infrastrutturali<\/strong> e <strong>strategie spaziali <\/strong>per rispondere alla vulnerabilit\u00e0 legata alle <strong>inondazioni<\/strong>. Tra le azioni previste, la realizzazione di un <strong>muro di protezione<\/strong>, il <strong>ripristino delle infrastrutture esistenti<\/strong> e la creazione di un <strong>bacino di raccolta delle acque<\/strong>, pensato per mitigare gli effetti degli eventi climatici estremi.<\/p>\n<p>Queste infrastrutture, pur rispondendo a <strong>esigenze tecniche<\/strong>, si inseriscono in una visione pi\u00f9 ampia che trasforma l&#8217;area in <strong>spazio pubblico<\/strong>, rendendola accessibile e articolandola in <strong>luoghi di sosta, relazione e attraversamento<\/strong>.<\/p>\n<p>Il progetto si fonda sull&#8217;idea di una <strong>coesistenza tra sistemi naturali e presenza umana<\/strong>, costruendo una continuit\u00e0 tra componenti botaniche, animali e urbane. La <strong>gestione dell&#8217;acqua<\/strong> smette cos\u00ec di essere un problema esclusivamente tecnico e diventa occasione per ridefinire il rapporto tra <strong>citt\u00e0 e ambiente<\/strong>.<\/p>\n<p>Secondo la giuria, &#8220;Echoes of Water mostra come gli effetti dei cambiamenti climatici stiano gi\u00e0 influenzando i quartieri e l&#8217;ambiente costruito su scala globale, evidenziando come le fasi di riparazione possano trasformarsi in opportunit\u00e0 per affrontare le criticit\u00e0 esistenti e generare spazi pubblici di qualit\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p><img src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Echoes_of_Water_Connatural.webp.webp\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"420\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\"\/><\/p>\n<p class=\"didascalia\">Echoes of Water, Connatural. Foto di \u00a9Connatural<\/p>\n<p><a id=\"MenzionedonoreRAWROOMS-43SocialHousinginIbizaPerisToralArquitectes\"\/>Menzione d&#8217;onore | RAW ROOMS &#8211; 43 Social Housing in Ibiza | Peris Toral Arquitectes<\/p>\n<p>A Ibiza, Peris e Toral firmano un intervento di <strong>edilizia residenziale pubblica<\/strong> che affronta <strong>crisi ecologica<\/strong> e<strong> povert\u00e0 energetica<\/strong> attraverso strategie esclusivamente architettoniche.<\/p>\n<p>L&#8217;intervento si adatta al clima locale, eliminando completamente i sistemi attivi di riscaldamento e raffrescamento. Il comfort interno \u00e8 garantito da<strong> inerzia termica, ventilazione naturale e captazione solare<\/strong>, all&#8217;interno di un sistema costruttivo progettato per <strong>ridurre le emissioni<\/strong>.<\/p>\n<p>L&#8217;edificio \u00e8 realizzato con <strong>blocchi di terra compressa<\/strong>, capaci di regolare umidit\u00e0 e temperatura, abbinati a isolamenti naturali come <strong>sughero, malta di calce e posidonia<\/strong>. Il risultato \u00e8 un <strong>sistema ad alte prestazioni<\/strong>, con emissioni operative quasi nulle e un impatto ambientale significativamente ridotto rispetto agli edifici convenzionali.<\/p>\n<p>Dal punto di vista tipologico, il progetto si basa su un <strong>modulo abitativo (4&#215;3 m) <\/strong>che garantisce<strong> flessibilit\u00e0<\/strong> nel tempo. Le unit\u00e0 si dispongono come una <strong>sequenza di stanze equivalenti<\/strong> attorno a uno <strong>spazio centrale cucina-pranzo<\/strong>, eliminando i corridoi e ridefinendo la distribuzione domestica. Le attivit\u00e0 quotidiane diventano visibili e le gerarchie spaziali tradizionali vengono cos\u00ec messe in discussione.<\/p>\n<p>Secondo la giuria, il progetto rappresenta &#8220;un esempio chiaro di come l&#8217;architettura possa rispondere alle sfide contemporanee della crisi ecologica e della giustizia sociale&#8221;.<\/p>\n<p><img src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Raw_Rooms_PERIS_TORAL_ARQUITECTES_Jos__Hevia.webp.webp\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"420\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\"\/><\/p>\n<p class=\"didascalia\">RAW ROOMS &#8211; 43 Social Housing in Ibiza, Peris Toral Arquitectes. Foto di \u00a9Jos\u00e9 Hevia<\/p>\n<p><a id=\"MenzionespecialeBL116BlenioSvizzeraBrambillaOrsoniArchitettiAssociati\"\/>Menzione speciale | BL.11.6, Blenio, Svizzera | Brambilla Orsoni Architetti Associati<\/p>\n<p>BL.11.6 lavora sul <strong>riuso del patrimonio costruito<\/strong>, intervenendo su un <strong>edificio rurale<\/strong> con un gesto preciso che tiene insieme memoria e contemporaneit\u00e0.<\/p>\n<p>L&#8217;operazione \u00e8 quella di un&#8217;architettura dentro l&#8217;architettura: un <strong>nuovo interno<\/strong> che migliora le <strong>prestazioni climatiche<\/strong> e introduce <strong>modi di abitare attuali<\/strong>, senza compromettere l&#8217;identit\u00e0 originaria. La composizione si basa su <strong>una pianta chiara<\/strong> e su un <strong>uso controllato della materia<\/strong>, in cui la scala contenuta definisce un progetto di forte intensit\u00e0 architettonica.<\/p>\n<p>Secondo la giuria, &#8220;gli autori dell&#8217;opera, attingendo al pensiero di Romano Guardini &#8211; secondo cui la risposta non risiede nel tornare indietro, ma nel guardare le cose in profondit\u00e0 &#8211; intervengono sulla preesistenza attraverso un gesto misurato: un&#8217;architettura dentro l&#8217;architettura&#8221;.<\/p>\n<p class=\"didascalia\"><img src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/BL.11.6_Brambilla_Orsoni_Architetti_Associati.webp.webp\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"420\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\"\/>BL.11.6, Brambilla Orsoni Architetti Associati. Foto di \u00a9Brambilla Orsoni Architetti Associati<\/p>\n<p><a id=\"SezioneRegionale\"\/>Sezione Regionale<br \/>\n<a id=\"1classificatoNuovaScuolaSecondariadiIGradoaPuosdAlpagoBellunoItaliafacchinellidaboitsaviane\"\/>1\u00b0 classificato | Nuova Scuola Secondaria di I Grado a Puos d&#8217;Alpago, Belluno, Italia | facchinelli daboit saviane<\/p>\n<p>Inserito nel paesaggio della conca dell&#8217;Alpago, il progetto nasce da un<strong> concorso<\/strong> <strong>vinto nel 2019 <\/strong>e promosso dal Comune di Alpago come risposta concreta allo <strong>spopolamento<\/strong>, individuando nella <strong>scuola <\/strong>un&#8217;infrastruttura strategica per il territorio.<\/p>\n<p>L&#8217;edificio si sviluppa attorno al tema della<strong> &#8220;piazza coperta&#8221;<\/strong>, intesa come <strong>spazio civico<\/strong> aperto anche oltre l&#8217;orario scolastico. Un <strong>volume sospeso<\/strong> poggia su <strong>quattro nuclei in calcestruzzo colorato<\/strong>, che raccolgono i servizi e definiscono il perimetro dell&#8217;agor\u00e0.<\/p>\n<p>Attorno a questo spazio si organizzano<strong> aule e laboratori su due livelli<\/strong>, in costante relazione visiva con lo spazio collettivo grazie a <strong>vetrate e partizioni mobili<\/strong>. Si configura cos\u00ec un <strong>sistema aperto e permeabile<\/strong>, in cui le funzioni si intrecciano e lo spazio diventa parte attiva del processo educativo. Le <strong>corti perimetrali <\/strong>portano luce naturale e introducono la vegetazione all&#8217;interno dell&#8217;edificio, rafforzando il rapporto con il paesaggio.<\/p>\n<p>Per la giuria, &#8220;riconoscere la Nuova Scuola Secondaria di Primo Grado a Puos d&#8217;Alpago significa affermare la necessit\u00e0 di rinnovare l&#8217;architettura educativa come priorit\u00e0 culturale e politica&#8221;.<\/p>\n<p><img src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Scuola_Puos_facchinelli_daboit_saviane.webp.webp\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"420\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\"\/><\/p>\n<p class=\"didascalia\">Nuova Scuola Secondaria di I Grado a Puos d&#8217;Alpago, facchinelli daboit saviane. Foto di \u00a9Gustav Willeit<\/p>\n<p><a id=\"MenzionedonoreCorteReneVeronaItaliaBricoloFalsarellaAssociati\"\/>Menzione d&#8217;onore | Corte Ren\u00e8e, Verona, Italia | Bricolo Falsarella Associati<\/p>\n<p>Immerso tra i vigneti dell&#8217;entroterra del Lago di Garda, un <strong>piccolo borgo rurale abbandonato<\/strong> torna a vivere attraverso un <strong>intervento di recupero<\/strong> misurato, fondato sull&#8217;equilibrio tra <strong>conservazione <\/strong>e<strong> innesto contemporaneo<\/strong>.<\/p>\n<p>Il progetto si articola in due azioni principali: il <strong>restauro dell&#8217;esistente<\/strong> e <strong>l&#8217;inserimento calibrato di nuovi elementi<\/strong> &#8211; scale, partizioni, aperture e impianti &#8211; progettati per dialogare con la materia originaria senza alterarne l&#8217;identit\u00e0. L&#8217;intervento evita ogni forma di mimetismo, lavorando invece sulla <strong>continuit\u00e0 tra antico e nuovo<\/strong> attraverso un linguaggio essenziale.<\/p>\n<p>Il complesso, trasformato in <strong>struttura ricettiva<\/strong>, ospita <strong>quattro alloggi<\/strong> tra suite e loft, inseriti nei volumi storici e legati alla cultura materica dell&#8217;architettura rurale. Le scelte progettuali valorizzano le <strong>superfici esistenti<\/strong>, mantenendone <strong>imperfezioni, texture e stratificazioni<\/strong>.<\/p>\n<p>Secondo la giuria, si tratta di\u00a0 &#8220;un elegante restauro di un piccolo borgo abbandonato che non solo recupera l&#8217;abitabilit\u00e0 del patrimonio storico, ma ridefinisce anche il rapporto tra le costruzioni preesistenti&#8221;.<\/p>\n<p><img src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Corte_Ren_e_bricolo_falsarella_ph_pietro_savorelli.webp.webp\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"420\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\"\/><\/p>\n<p class=\"didascalia\">Corte Ren\u00e8e, Bricolo Falsarella Associati. Foto di \u00a9Pietro Savorelli<\/p>\n<p><a id=\"MenzionedonoreMoscaBiancaPadovaItaliaAACM-AtelierArchitetturaChinelloMorandi\"\/>Menzione d&#8217;onore | Mosca.Bianca, Padova, Italia | AACM &#8211; Atelier Architettura Chinello Morandi<\/p>\n<p>Mosca.Bianca \u00e8 un <strong>laboratorio di ceramica <\/strong>progettato come <strong>spazio espositivo<\/strong>, in cui l&#8217;architettura interpreta e rende visibile il <strong>processo di lavorazione della terracotta<\/strong>.<\/p>\n<p>Il progetto si costruisce attorno a un unico gesto compositivo: <strong>una forma in torsione <\/strong>che modella lo spazio a partire dal <strong>soffitto<\/strong>, come argilla sul tornio, concentrando l&#8217;atmosfera attorno a una <strong>luce zenitale<\/strong>. La luce diventa elemento generatore, definendo un ambiente raccolto e fortemente caratterizzato.<\/p>\n<p>Al centro si colloca un <strong>monolite espositivo<\/strong>, disposto in diagonale, che si presenta inizialmente come <strong>volume compatto<\/strong> ma rivela, nell&#8217;uso, una natura pi\u00f9 complessa. Il piano di lavoro si apre infatti per <strong>accogliere sedute e strumenti<\/strong>, configurandosi come un dispositivo ibrido tra <strong>arredo e architettura<\/strong>, costruito attraverso un<strong> sistema leggero di telai e superfici sovrapposte<\/strong>.<\/p>\n<p>Mentre il piano di lavoro risponde a esigenze funzionali, pareti e soffitto sono rivestiti in <strong>intonaco di terra cruda<\/strong>, composto da<strong> argilla e scarti di lavorazione<\/strong>, che richiama il ciclo produttivo della ceramica e ne restituisce una dimensione simbolica.<\/p>\n<p>Secondo la giuria, &#8220;si tratta di un ottimo esempio di come un piccolo progetto possa produrre un&#8217;esperienza straordinaria&#8221;.<\/p>\n<p><img src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Mosca_bianca_AACM.webp.webp\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"420\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\"\/><\/p>\n<p class=\"didascalia\">Mosca.Bianca, AACM &#8211; Atelier Architettura Chinello Morandi. Foto di \u00a9Catalogo<\/p>\n<p class=\"rimandonote\"><strong>PER APPROFONDIRE I PROGETTI <br \/><\/strong>\u2192\u00a0<a href=\"https:\/\/www.barbaracappochinfoundation.net\/it\/blog\/?category=Premio&amp;year=12%C2%B0%20Edizione%2025\/26\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">barbaracappochinfoundation.net<\/a><\/p>\n<p class=\"pt-2\">pubblicato il: 10\/04\/2026 <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"In copertina: a sinistra, &#8220;Las Tejedoras&#8221;, Natura Futura + Juan Carlos Bamba. 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