{"id":439197,"date":"2026-04-11T23:50:36","date_gmt":"2026-04-11T23:50:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/439197\/"},"modified":"2026-04-11T23:50:36","modified_gmt":"2026-04-11T23:50:36","slug":"la-disfida-del-guernica-tra-madrid-e-paesi-baschi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/439197\/","title":{"rendered":"La disfida del Guernica tra Madrid e Paesi Baschi"},"content":{"rendered":"\n<p>Non c\u2019\u00e8 pace per Guernica di Pablo Picasso. Una delle opere d\u2019arte pi\u00f9 politiche, politicizzate, discusse e contese del ventesimo secolo, continua a generare tensioni. Dopo una vita in esilio, sballottato, ridicolizzato o venerato, finalmente tornato in Spagna nel 1980, e dal 1992 &#8211; indicativo anno delle Olimpiadi di Barcellona e dell\u2019Expo di Siviglia &#8211; conservato al Reina Sofia di Madrid, Guernica continua a essere fonte di litigi. Un fatto assurdo, come sono spesso le azioni degli esseri umani, se si pensa che Picasso dipinse il gigantesco arazzo con il chiaro intento di denunciare l\u2019orrore della violenza e della guerra. Un inno alla pace, quindi. Un auspicio alla concordia contro l\u2019odio e la barbarie delle distruzioni. E invece l\u2019opera \u00e8 di nuovo al centro di una ennesima concione. Stavolta (e non la prima come vedremo) se lo contendono Madrid e i baschi di Bilbao, che lo vorrebbero in prestito per esporlo al Museo Guggenheim dal 1\u00b0 ottobre 2026 al 30 giugno 2027, per commemorare il novantesimo anniversario del bombardamento della citt\u00e0 basca di Guernica (Gernika in basco) durante la guerra civile spagnola. Era il 26 aprile 1937, giorno di mercato, quando le forze nazionaliste (per la precisione aerei tedeschi e italiani) rasero al suolo la citt\u00e0 simbolo dell\u2019identit\u00e0 basca, roccaforte repubblicana, facendo strage di civili, donne, bambini, animali. Una palla di fuoco, quasi duemila morti, anche se la cifra sicura non \u00e8 mai stata accertata. Comunque un eccidio senza piet\u00e0. Picasso lo dipinse su commissione del governo repubblicano per essere esposto all\u2019Expo di Parigi di quell\u2019anno.<\/p>\n<p>Oggi, novanta anni dopo, il Guggenheim lo rivendica, Madrid dice no. Ufficialmente perch\u00e9 l\u2019arazzo su iuta, che misura 3,49 per 7,76 metri, si danneggerebbe nel trasporto, vista la sua fragilit\u00e0. La palla passa ora al governo: il Partito Nazionalista Basco ha chiesto una risposta al ministro della Cultura Ernest Urtasum, che dovr\u00e0 riferire in Senato. Il punto, come \u00e8 evidente, non \u00e8 prestito s\u00ec, prestito no; trasporto possibile, trasporto rischioso. Il punto non \u00e8 il viaggio, ma quello che la tela rappresenta. Picasso non ha solo dipinto una scena, ha fermato un trauma. Guernica non \u00e8 solo un\u2019opera d\u2019arte, \u00e8 un simbolo che non ha mai smesso di viaggiare anche quando \u00e8 stato fermo. Con la vittoria del franchismo, Picasso come la gran parte degli intellettuali e artisti repubblicani, fu costretto all\u2019esilio. E con lui, per precisa volont\u00e0 del pittore, anche il Guernica che, dal 1939 fino al 1957, viaggi\u00f2 attraverso diverse mostre europee e americane, spesso con l\u2019obiettivo di raccogliere fondi per gli esiliati repubblicani, per finire poi al Museum of Modern Art di New York.<\/p>\n<p>Da subito divenne strumento iconografico contro il franchismo. Negli anni Sessanta i giovani spagnoli compravano i poster di Guernica da appendere in camera e si facevano fotografare con l\u2019immagine alle spalle, mentre Picasso era ancora osteggiato e all\u2019indice. Nel 1971 ci furono i primi attentati e lanci di acido da parte di organizzazioni di estrema destra, come i Guerilleros de Cristo Rey, nei confronti di librerie o gallerie che esponevano l\u2019opera di artisti repubblicani. Nel mirino anche Picasso e Guernica. Per capire appieno la potenza iconografica del dipinto, durante le protesta contro la guerra del Vietnam, un gruppo di artisti americani, tra i quali lo scrittore Arthur Miller, scrisse una lettera a Picasso per invitarlo a togliere \u201cil mural\u201d dalle pareti del Moma. Dopo la morte di Franco, il New York Times chiese il ritorno di Guernica in Spagna per aiutare a \u201csanare le ferite\u201d della Guerra civile. Picasso aveva gi\u00e0 chiarito che il dipinto era di propriet\u00e0 della Repubblica e che sarebbe tornato solo con il ritorno delle libert\u00e0 politiche. Cos\u00ec fu. Il 10 settembre del 1981, il pi\u00f9 celebre \u201cesule\u201d spagnolo, dopo quarantaquattro anni di attesa, a bordo del jumbo Lope de Vega, nel massimo silenzio stampa, tornava a Madrid, dove fu esposto con stellare successo di pubblico prima al Salone da ballo dell\u2019antico Palazzo Reale e poi al Prado. Erano passati otto anni dalla morte di Picasso e sei da quella di Francisco Franco. I Paesi Baschi provarono anche allora a rivendicarlo, in nome dell\u2019identit\u00e0 della citt\u00e0 martire di Guernica. Ma ormai il dipinto era il simbolo stesso del ritorno alla democrazia in Spagna e come tale non poteva pi\u00f9 appartenere a nessuno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Non c\u2019\u00e8 pace per Guernica di Pablo Picasso. Una delle opere d\u2019arte pi\u00f9 politiche, politicizzate, discusse e contese&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":439198,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,247868,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-439197","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-caterina-soffici","14":"tag-design","15":"tag-entertainment","16":"tag-intrattenimento","17":"tag-it","18":"tag-italia","19":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116388759101741107","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/439197","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=439197"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/439197\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/439198"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=439197"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=439197"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=439197"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}