{"id":439570,"date":"2026-04-12T07:02:28","date_gmt":"2026-04-12T07:02:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/439570\/"},"modified":"2026-04-12T07:02:28","modified_gmt":"2026-04-12T07:02:28","slug":"la-mostra-hammershoi-e-le-possibilita-del-vuoto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/439570\/","title":{"rendered":"La mostra: Hammersh\u00f8i\u2028e le possibilit\u00e0\u2028del vuoto"},"content":{"rendered":"<p>\u00abIl silenzio che evocano le opere di Hammersh\u00f8i agisce in esse in modo simile a quanto accade in un concerto o in un\u2019opera teatrale: diventa un richiamo dell\u2019attenzione, un mezzo per creare attesa, un invito all\u2019ascolto\u00bb. Da qui, la storica Clara Marcell\u00e1n ordina, con sensibilit\u00e0 e misura, il percorso espositivo che al\u00a0<a href=\"https:\/\/www.museothyssen.org\/en\/exhibitions\/hammershoi-eye-listens\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Thyssen-Bornemisza<\/a>\u00a0di Madrid (fino al 31 maggio, poi al Kunsthaus di Zurigo dal 3 luglio al 25 ottobre 2026) restituisce una lettura compiuta ed elegante del pittore danese Vilhelm Hammersh\u00f8i.<\/p>\n<p>Nato a Copenaghen nel 1864, dove muore nel 1916, pur trovandosi nel cuore della cultura mitteleuropea che in quel periodo si apre alle avanguardie della Secessione e ai postimpressionisti, Hammersh\u00f8i si orienta verso un equilibrio appartato e una distanza deliberata dal proprio tempo, ben sostenuto dal giudizio della critica e la stima degli amatori; in Italia, per esempio, oltre a partecipare alla Biennale di Venezia del 1903, nel 1911 ottiene il Grand Prix all\u2019Esposizione Internazionale d\u2019Arte di Roma, occasione in cui Gustav Klimt presenta Il bacio (1907\u20131908) ed egli, fra gli altri, espone il capolavoro Raggi di sole. Pulviscoli che danzano nei raggi di sole (1900), insieme a un ritratto della moglie, circostanza che gli vale la commissione degli Uffizi per entrare nella celebre raccolta di autoritratti di artisti illustri.<\/p>\n<p>Il suo permanere entro una tradizione pittorica accurata e rigorosa, oltre a garantirgli il saldo legame col passato, non gli impedisce di essere moderno, forse pi\u00f9 di quanto appaia. Dal rigore del neoclassicismo deriva la capacit\u00e0 di organizzare lo spazio con scrupolo, cui si accompagna una sistematica depurazione del dato visivo e l\u2019annullamento di ogni accessorio a favore dell\u2019essenzialit\u00e0, anche luminosa. Non a caso gli \u00e8 indispensabile il ricorso alla fotografia, non come semplice ausilio ma come dispositivo di traduzione delle forme-luce, in linea con altri autori coevi che ne colgono immediatamente le potenzialit\u00e0: per Hammersh\u00f8i risultano determinanti gli scatti dell\u2019amico e collega Valdemar Sch\u00f8nheyder M\u00f8ller (autore da approfondire), dai quali traggono origine numerosi dipinti e attraverso cui egli elabora una progressiva contrazione della gamma tonale insieme all\u2019impiego consapevole della sfocatura, caratteristico degli esiti della fotografia primitiva.<\/p>\n<p>Gli elementi architettonici, paesaggistici e oggettuali non sono disposti per guidare lo sguardo verso la profondit\u00e0, ma organizzati secondo una logica che ne accentua l\u2019impianto frontale e il disporsi sulla superficie, occupando la tela da margine a margine. Questo assetto rallenta la percezione complessiva, forzando l\u2019occhio a sostare piuttosto di penetrare nello spazio rappresentato. Si determina cos\u00ec una condizione sospesa, segnata da equilibrio e controllo, nella quale ogni dinamica narrativa risulta neutralizzata.<\/p>\n<p>Vilhelm Hammersh\u00f8i, \u201cRaggi di sole\u201d, 1900<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/ef5b1930-0311-4d7b-8203-3dc1f0a444f6.jpg\" alt=\"Vilhelm Hammersh\u00f8i, \u201cRaggi di sole\u201d, 1900\" class=\"rs_skip\" data-v-d6bd1d36=\"\"\/><\/p>\n<p>La perizia della curatrice Marcell\u00e1n si nota nella selezione rigorosa dei dipinti esposti, oltre sessanta di Hammersh\u00f8i, dagli esordi alle ultime composizioni, messi in dialogo con una quindicina di autori per lo pi\u00f9 ascrivibili alla medesima temperie cronologica, tra cui James McNeill Whistler, Fernand Khnopff, il tedesco Adolph Menzel (bello il minuto Scala con luce notturna, 1848), fino a Henri Fantin-Latour e a quello straordinario pittore che \u00e8 Eug\u00e8ne Carri\u00e8re, privilegiando opere di alta qualit\u00e0, siano esse disegni, oli o incisioni. I diversi nuclei tematici, dedicati ai principali ambiti \u2013 ritratto, interni e paesaggio \u2013 si susseguono come un lungo piano sequenza in cui soggetti ed epoche sfumano progressivamente l\u2019uno nell\u2019altro, dando luogo a un flusso continuo, senza cesure n\u00e9 forme isolate; questo modo di presentare i lavori, nonch\u00e9 la vicinanza di Hammersh\u00f8i alla ricerca del pittore Gianfranco Ferroni (di cui cade a maggio il venticinquesimo anniversario della scomparsa), mi ha fatto tornare alla mente quel piccolo gioiello che \u00e8 il mediometraggio \u00abdocumentale\u00bb La notte che si sposta (2002) di Elisabetta Sgarbi, dove le stanze con le vestigia dell\u2019opera rarefatta del bergamasco scorrono analogamente l\u2019una nell\u2019altra.<\/p>\n<p>I dipinti di Hammersh\u00f8i sono tradizionalmente iscritti a una dimensione silenziosa, che non significa afasia. Gi\u00e0 lo scrittore francese Paul Claudel, nel saggio del 1946 L\u2019\u0153il \u00e9coute (Gallimard), avvertiva: \u00abNon ve n\u2019\u00e8 alcuna [fra le composizioni dei maestri antichi] che, accanto a ci\u00f2 che dice ad alta voce, non abbia qualcosa che voglia dire a bassa voce. Sta a noi ascoltarla, porgere l\u2019orecchio al sottinteso\u00bb. Il sottinteso, riferito tanto all\u2019artista quanto allo spettatore, \u00e8 un messaggio non sensibile, un contenuto da entendre. Immagino che un presupposto analogo abbia guidato Marcell\u00e1n nella scelta del titolo della monografica, \u201cL\u2019occhio che ascolta\u201d, dove il silenzio assume una funzione strutturale, ossia \u00abuna chiamata di attenzione, una risorsa per creare attesa \u00bb; e ora diventa inevitabile riconoscere come risolutivo, nella vita dell\u2019artista, il ruolo della musica, documentato dalle sue relazioni con musicisti e dalla presenza di strumenti e scene legate all\u2019ascolto.<\/p>\n<p>D\u2019altronde, da Pitagora alla scienza quantistica, l\u2019uomo indaga di continuo le relazioni fra materia e vuoto \/ musica e silenzio: il fisico premio Nobel Frank Wilczek spiega che ci\u00f2 che chiamiamo \u00abvuoto\u00bb non corrisponde a un\u2019assenza, ma allo stato fondamentale dei campi, e ricorre spesso, nei suoi libri, a un\u2019analogia musicale in cui i campi sono gli strumenti e le particelle le vibrazioni prodotte: una corda di violino, pur apparentemente ferma, \u00e8 pronta a risuonare e contiene in s\u00e9 la possibilit\u00e0 (alla fine si torna sempre al vecchio Aristotele) del suono; allo stesso modo il vuoto non \u00e8 privo di realt\u00e0, ma costituisce la condizione di base da cui ogni fenomeno emerge. Ed \u00e8 questa \u00abpossibilit\u00e0\u00bb a riempire i quadri di Hammersh\u00f8i di quel profondo silenzio-parlante afferrabile solo da chi ben presta attenzione. Perci\u00f2 le mostre non sono spettacolo, bens\u00ec ricerca.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/e70eca8e-d182-43de-94f1-44ee1088ec0f.jpg\" alt=\"\" class=\"rs_skip\" data-v-d6bd1d36=\"\"\/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00abIl silenzio che evocano le opere di Hammersh\u00f8i agisce in esse in modo simile a quanto accade in&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":439571,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-439570","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116390458335509838","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/439570","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=439570"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/439570\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/439571"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=439570"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=439570"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=439570"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}