{"id":439664,"date":"2026-04-12T08:23:20","date_gmt":"2026-04-12T08:23:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/439664\/"},"modified":"2026-04-12T08:23:20","modified_gmt":"2026-04-12T08:23:20","slug":"vite-creative-fabio-bondi-e-la-passione-per-la-pittura-fra-natura-luci-e-ombre-valdarnopost","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/439664\/","title":{"rendered":"&#8216;Vite creative&#8217;: Fabio Bondi e la passione per la pittura, fra natura, luci e ombre &#8211; ValdarnoPost"},"content":{"rendered":"<p><strong>Quella del valdarnese Fabio Bondi per la pittura \u00e8 una passione che viene da lontano, ma che ha potuto ritrovare e coltivare davvero solo negli ultimi anni della sua vita<\/strong>, anche grazie agli insegnamenti di un mentore che gli ha aperto la strada. Ricavato in un angolo di casa sua, il suo studio \u00e8 soprattutto un punto di osservazione della luce, e di come questa colpisce frutti e altri prodotti della natura, che rimangono i suoi soggetti preferiti; ma si occupa anche di animali e di figure umane, con studi approfonditi sui volti, come quelli per il dipinto realizzato recentemente per l\u2019oratorio di Ponticelli.<\/p>\n<p><strong>Da dove viene la passione per la pittura?<\/strong> \u201cLe passioni non nascono a caso. Io credo che ci sia poi in ognuno di noi un qualcosa che ci fa sognare. Quindi la cosa bella \u00e8 quando ai sogni possiamo dare una visione pi\u00f9 reale. \u00c8 quello che \u00e8 successo a me da sempre, fin da bambino ho avuto questa grande passione e poi ho avuto la fortuna a un certo punto della mia vita di incontrare una persona, un pittore, che aveva aperto una bottega, uno studio, e aveva radunato un po\u2019 di persone che non erano necessariamente artisti, ma erano appassionate di arte, di disegno e di pittura, e ha creato questa bottega\u201d.<\/p>\n<p><strong>\u201cLui \u2013 continua Bondi \u2013 si chiama Massimo Callossi. \u00c8 un pittore che ha avuto, nella sua esperienza artistica, la fortuna di entrare in contatto con un grande artista, Pietro Annigoni.<\/strong> E che per me \u00e8 stato sempre un faro a cui mi sono sempre ispirato e che ho sempre cercato di studiare, di indagare. Quello era il suo modo di dipingere perch\u00e9 si rifaceva molto ai pittori rinascimentali e manieristici, anche nell\u2019utilizzo delle materie prime che servono per realizzare alcune opere, a partire dalle teli, dai supporti, dai pigmenti, dai pennelli addirittura\u201d.<\/p>\n<p><strong>Cosa ha potuto apprendere grazie a Callossi?<\/strong> \u201cIo sono riuscito, grazie a questa scuola e a questo incontro, a entrare in possesso di alcune metodologie di esecuzione che poi mi hanno permesso, nel mio piccolo, di eseguire dei disegni, dei quadri, dei dipinti che rispecchiano quel disciplinare. Ecco, io sono molto legato a questo modo di dipingere perch\u00e9 \u00e8 come se riconoscessi in quel periodo il massimo dell\u2019esperienza a livello artistico che la civilt\u00e0 ha potuto esprimere\u201d.<\/p>\n<p><strong>Come ha scelto, via via, i soggetti delle sue opere?<\/strong> \u201cRicordo un fatto. Quando io iniziai a dipingere in questa bottega, questo pittore ci chiese, a scopo didattico, di copiare un quadro di un pittore famoso. E io per un atto di presunzione andai a toccare l\u2019intoccabile. Tentai di copiare il fruttaiolo borghese di Caravaggio. Mi sentii un po\u2019 Icaro, no? Quando gli viene dato le ali per scappare e lui si fa prendere un po\u2019 da presunzione, vuole andare fino al sole e poi alla fine cade. A me accade la stessa cosa. Mi resi conto che certe opere, certi artisti vanno studiati, vanno osservati, ma non possiamo pensare di eguagliarli e di copiarli, perch\u00e9 viene fuori un qualcosa che poi \u00e8 la brutta copia. Per\u00f2 questa cosa qui mi insegn\u00f2 molto: a essere umile, a studiare il disegno, la pittura, la figura umana perch\u00e9 solo con lo studio e con l\u2019assiduit\u00e0 nell\u2019eseguire determinati disegni si pu\u00f2 in qualche modo migliorarsi. E quel quadro me lo sono sempre tenuto l\u00ec perch\u00e9 tutte le volte che mi prendeva magari la voglia di fare qualcosa in pi\u00f9, era come se mi dicesse, Fabio, calma, rimettiti a studiare perch\u00e9 ancora non sei pronto\u201d.<\/p>\n<p><strong>Quando ha iniziato davvero a dedicarsi alla pittura in maniera seria?<\/strong> \u201cDue anni fa ho finito la mia esperienza lavorativa, sono andato in pensione e quindi avendo pi\u00f9 tempo a disposizione ho scelto di usare questo tempo prezioso per riprendere in mano questa mia grandissima passione. Mi sono organizzato in casa, ho ricreato un piccolo ambiente e dove io poi monto questi disegni e faccio, a parte i volti, quelli no, perch\u00e9 non ho il soggetto di fronte, quindi mi devo affidare a dei disegni o delle foto. Ma la frutta, la verdura sono soggetti che si prestano bene a essere rappresentati perch\u00e9 a me mi serve molto studiare l\u2019effetto della luce con lo scuro, con la tenebra\u201d.<\/p>\n<p><strong>Fabio Bondi conclude: \u201c\u00c8 un messaggio anche, questa lotta continua tra luce e tenebra che mi affascina molto perch\u00e9 va al di l\u00e0 della pittura;<\/strong> \u00e8 come se io cercassi di indagare, di rappresentare anche questa battaglia continua che c\u2019\u00e8 tra il bene e il male, una lotta tra la luce che cerca di sconfiggere la tenebra e la tenebra che cerca di sovrastare la luce. E da l\u00ec poi nascono questi disegni, diciamo. Insomma, la pittura che faccio io \u00e8 un po\u2019 un inganno, no? Cio\u00e8, \u00e8 rendere tridimensionale ci\u00f2 che non \u00e8. Creare, partendo dalla luce e dalla tenebra, delle forme che devono diventare materiche, devono diventare dei volumi. Questa \u00e8 una sfida che mi appassiona molto, cio\u00e8 lo studio del disegno per far diventare tridimensionale ci\u00f2 che nella realt\u00e0 non \u00e8\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Quella del valdarnese Fabio Bondi per la pittura \u00e8 una passione che viene da lontano, ma che ha&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":439665,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89,248067],"class_list":{"0":"post-439664","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy","19":"tag-vite-creative"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116390776436176924","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/439664","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=439664"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/439664\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/439665"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=439664"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=439664"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=439664"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}