{"id":439943,"date":"2026-04-12T12:36:14","date_gmt":"2026-04-12T12:36:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/439943\/"},"modified":"2026-04-12T12:36:14","modified_gmt":"2026-04-12T12:36:14","slug":"orban-e-trump-cosi-lo-spirito-reazionario-del-premier-ungherese-ha-modellato-il-trumpismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/439943\/","title":{"rendered":"Orb\u00e1n e Trump: cos\u00ec lo \u00abspirito reazionario\u00bb del premier ungherese ha modellato il trumpismo"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Gianluca Mercuri<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Com\u2019\u00e8 possibile che il leader di un piccolo Paese mitteleuropeo sia diventato un modello capace di influire sulla pi\u00f9 grande superpotenza dalla storia?<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">(Una versione di questo articolo \u00e8 stata pubblicata sulla Rassegna Stampa, la newsletter che il Corriere riserva ai suoi abbonati. Per riceverla basta iscriversi a Il Punto, e lo si pu\u00f2 fare <a href=\"https:\/\/corriere.it\/newsletter\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">qui<\/a>)<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abC&#8217;\u00e8 un grande uomo, un grande leader in Europa: Viktor Orb\u00e1n. \u2026 \u00c8 il primo ministro dell&#8217;Ungheria. \u00c8 un leader davvero eccezionale, un uomo molto forte\u00bb (<b>Donald Trump<\/b>, gennaio 2024).    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abL\u2019Ungheria moderna non \u00e8 solo un modello di arte di governo conservatrice, ma il modello per eccellenza. Americani, britannici, spagnoli, australiani &#8211; tutti &#8211; possono e devono imparare dall\u2019Ungheria\u00bb (<b>Kevin Roberts<\/b>, presidente della Heritage Foundation, dicembre 2022).<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abSiamo entrati nel sistema di elaborazione dei programmi del team del presidente Donald Trump e vi siamo profondamente coinvolti\u00bb (<b>Viktor Orb\u00e1n<\/b>, luglio 2024).<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abPenso che Orb\u00e1n abbia preso decisioni intelligenti da cui potremmo imparare negli Stati Uniti\u00bb (<b><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/26_aprile_12\/tregua-usa-iran-vance-7cea143f-0162-4cb6-8f58-94d562eddxlk.shtml\" title=\"E ora che ne sar\u00e0 della tregua? Vance: \u00abAbbiamo fatto all&#039;Iran la nostra offerta finale e migliore\u00bb\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">JD Vance<\/a><\/b>, giugno 2024).<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Com\u2019\u00e8 possibile che il leader di <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/26_aprile_11\/l-ungheria-va-alle-urne-per-decidere-che-paese-sara-da-lunedi-eec4f167-0cfe-4439-b81d-b2748e02exlk.shtml\" title=\"L&#039;Ungheria va alle urne per decidere che Paese sar\u00e0 da luned\u00ec\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">un piccolo Paese mitteleuropeo<\/a> sia diventato <b>un modello capace di influire<\/b> &#8211; fino a trasformarla concretamente &#8211; <b>sulla pi\u00f9 grande superpotenza dalla storia?<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Per capire <b>la presa di Viktor Orb\u00e1n su Donald Trump<\/b>, su JD Vance e su tutti gli ideologi Maga &#8211; ma per estensione, sull\u2019intero Partito repubblicano e <b>sulla destra mondiale<\/b> &#8211; bisogna rendersi conto di come il premier ungherese abbia letteralmente incarnato <b>una nozione che Europa e America si palleggiano da secoli<\/b>, orientandosi a vicenda a seconda delle fasi storiche.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La nozione \u00e8 quella dello \u00ab<b>spirito reazionario\u00bb<\/b>, cui\u00a0<b>Zack Beauchamp<\/b> &#8211; giornalista, scrittore, studioso americano &#8211; ha dedicato un saggio che porta proprio quel titolo (in Italia l\u2019ha pubblicato Minimum Fax). La sua definizione \u00e8 questa:<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00ab<b>Lo spirito reazionario non \u00e8 un movimento o una tradizione politica specifica<\/b>, riconducibile a un luogo geografico o a un corpus di scritti. Non \u00e8 nemmeno un semplice termine per indicare la destra politica o l&#8217;autoritarismo di destra. \u00c8 un tipo specifico di politica antidemocratica che emerge <b>in un paese dotato di istituzioni democratiche<\/b>, come elezioni e parlamento, in reazione al funzionamento di tali istituzioni. <b>Lo spirito reazionario vede la democrazia come una minaccia per l&#8217;ordine sociale esistente<\/b>, tanto da doverla indebolire o addirittura abolire del tutto. Il risultato \u00e8 una politica che usa il potere politico in tutte le sue forme, dalle leggi ai colpi di stato alle rivoluzioni, per minare la democrazia o rovesciarla\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Si tratta di <b>una forma mentis collettiva<\/b> che negli Stati Uniti \u00e8 cos\u00ec radicata da costituire <b>une delle sue anime storiche<\/b>, quella dell\u2019America profonda, tendenzialmente sudista e razzista, che da due secoli lotta corpo a corpo con l\u2019America progressista, liberal, egalitaria nell\u2019ispirazione ma inevitabilmente percepita (o diventata) elitaria agli occhi della base bianca, operaia e rurale. Beauchamp l\u2019ha spiegato perfettamente a Marco Bruna <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/elezioni-usa\/24_novembre_05\/zack-beauchamp-elezioni-usa-kamala-harris-trump-28e1d891-8a00-4c15-9eb5-a74033448xlk.shtml?refresh_ce\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">in un\u2019intervista<\/a> del 2024:<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abAbbiamo <b>due tradizioni politiche che vanno a braccetto<\/b>, due autentici ideali americani in lotta ancora oggi tra loro: uno incarnato dalla Dichiarazione di indipendenza e un altro basato su questa <b>idea di gerarchia umana prestabilita<\/b>, propria delle enclave autoritarie del Sud. Basti pensare al periodo delle leggi segregazioniste Jim Crow. Questo spirito reazionario, che recentemente \u00e8 rispuntato quando \u00e8 stato eletto Barack Obama, scuote da sempre la tradizione politica degli Stati Uniti\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Orb\u00e1n \u00e8 quindi intervenuto su <b>un terreno per lui molto fertile<\/b>, e i moderni eredi della tradizione reazionaria americana l\u2019hanno subito annusato come <b>interprete ideale<\/b> dell\u2019attualizzazione dei loro stilemi politici e culturali. Un riconoscimento reciproco di cui abbiamo visto in questi giorni l\u2019ultimo effetto, con il vicepresidente <b>JD Vance<\/b> &#8211; l\u2019ex bifolco che ha fatto della guerra alle \u00e9lite liberal la propria ragione di vita (e di carriera) &#8211; che si precipita a Budapest per provare a salvare l\u2019amico Viktor da una sconfitta storica. Sempre che l\u2019appoggio del trumpismo sia ancora una carta vincente anche nel rivolgersi all\u2019elettorato ungherese.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma molto prima, Orb\u00e1n ha rappresentato per la destra Usa <b>un modello ideologico, politico e culturale completo<\/b>. La retorica nativista, la narrazione del \u00abnoi contro loro\u00bb, la \u00abprotezione dei confini\u00bb, la xenofobia, la lotta alle ong, l\u2019odio per il cosmopolitismo rappresentato da un uomo come <b>George Soros<\/b> e l\u2019antisemitismo che gli fa da sottotesto, l\u2019avversione per l\u2019idea di una Europa sovranazionale, <b>la complicit\u00e0 latente o esplicita con Putin<\/b>, la demonizzazione dell\u2019opposizione come nemico interno contrapposto ai veri e unici \u00abpatrioti\u00bb, la guerra culturale al \u00abfondamentalismo dei diritti umani\u00bb, all\u2019\u00abideologia gender\u00bb, alla \u00abdittatura woke\u00bb: sono tutti tic e ossessioni che Orb\u00e1n ha coltivato con una maestria che i suoi interlocutori d\u2019Oltreoceano &#8211; ma anche, come vedremo, <b>in Italia<\/b> &#8211; hanno ammirato da subito, traendone ispirazione.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Se c\u2019\u00e8 un concetto con cui il leader ungherese ha plasmato davvero la politica americana, quello \u00e8 <b>il rafforzamento del potere esecutivo<\/b>, in un modo totalizzante che tende a &#8211; o finisce per &#8211; assoggettare gli altri poteri. Un tema particolarmente sentito in America, dove il potere presidenziale incontra &#8211; o incontrava &#8211; fortissimi limiti nel Congresso (anche se controllato dal partito del presidente), nell\u2019indipendenza del potere giudiziario, nella struttura federale, nei media.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Si pu\u00f2 affermare che <b>l\u2019influenza di Orb\u00e1n \u00e8 stata decisiva per fare uscire il Partito repubblicano dal suo dilemma esistenziale<\/b>, quello tra l\u2019anima (maggioritaria fino a Trump) che diffidava dell\u2019estensione dei poteri dello Stato, prediligeva lo small government e anzi lo considerava l\u2019essenza stessa dello spirito americano; e l\u2019anima che, soprattutto a partire dall&#8217;amministrazione Reagan, ha visto diversi pensatori repubblicani promuovere <b>la teoria dell&#8217;esecutivo unitario<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Come spiegano Jeremy Shapiro e Zsuzsanna Vegh <a href=\"https:\/\/ecfr.eu\/publication\/the-orbanisation-of-america-hungarys-lessons-for-donald-trump\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">in un saggio profetico<\/a> dell\u2019ottobre 2024 per lo European Council on Foreign Relations, \u00absecondo i sostenitori di questa idea, <b>il potere della presidenza \u00e8 stato ostacolato in modo incostituzionale<\/b> dai limiti imposti dai tribunali, dal Congresso e dalle norme della funzione pubblica sulla capacit\u00e0 del presidente di controllare il ramo esecutivo. Di conseguenza, <b>il presidente non controlla pi\u00f9 il proprio ramo di governo e non pu\u00f2 attuare il mandato<\/b> che gli \u00e8 stato conferito dagli elettori. Il progetto dell&#8217;esecutivo unitario mira quindi a restituire al presidente il controllo del ramo esecutivo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Questi concetti sono alla base del pensiero e dell\u2019azione della <b>Heritage Foundation<\/b>, il think tank di destra che ha costruito <b>le basi teoriche e preparato le conseguenze pratiche del secondo mandato di Trump<\/b>, sulla base dell\u2019esperienza fallimentare del primo: fallimentare, dal punto di vista di questa destra, per la mancata conquista dei pieni poteri, per il mancato riempimento delle caselle del deep state occupate storicamente dai liberal, vuoi l\u2019amministrazione statale, vuoi le universit\u00e0, vuoi i media.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Dal gennaio 2025, vediamo dunque che <b>Trump sta facendo o provando a fare tutto quello che Orb\u00e1n ha fatto nei suoi lustri al potere<\/b> (e che gli articoli della Rassegna documentano ampiamente).<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Orb\u00e1n \u00e8 un modello polifunzionale<\/b>, perch\u00e9 non solo ispira il trumpismo sul piano \u00abvaloriale\u00bb, ma rappresenta <b>il prototipo dello Stato-nazione europeo<\/b> vagheggiato nella <a href=\"https:\/\/www.whitehouse.gov\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/2025-National-Security-Strategy.pdf\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Strategia di sicurezza nazionale<\/a> degli Stati Uniti, il documento dello scorso autunno che tratteggia la visione del (e le mire sul) mondo dell\u2019amministrazione Trump <b>nell\u2019interpretazione estrema di JD Vance<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Stato-nazione, in quest\u2019ottica, \u00e8 uno Stato non solo alleato degli Stati Uniti ma a <b>loro ideologicamente allineato<\/b>, nel presupposto sfacciato che gli Stati Uniti resteranno trumpiani a lungo o per sempre, e che <b>solo governi europei affini al trumpismo saranno considerati amici<\/b>. L\u2019ovvia pre-condizione \u00e8 che questi governi abbiano aiutato questi Stati Uniti <b>a distruggere la costruzione europea<\/b>, e nel bearsi del presunto recupero della loro sovranit\u00e0 e della loro identit\u00e0 (beninteso: anche, se non anzitutto,\u00a0<b>su basi etniche<\/b>, con un apposito sfoltimento degli immigrati) si trasformino in Stati vassalli, protetti solo se servi (si dir\u00e0: non \u00e8 sempre stato cos\u00ec in questi 80 anni? Fino a un certo punto: la condizione dell\u2019alleanza tra governi americani ed europei era <b>la condivisione dei principi democratici, non l\u2019appartenenza alla destra<\/b>).<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Tutti questi principi sono frutto dell\u2019elaborazione teorica di Vance. Anche per questo \u00e8 stato sinistro (nel suo essere ultradestro) il suono di certe sue parole di questi giorni a Budapest, quando, a proposito della guerra in Ucraina, si \u00e8 detto \u00ab<b>deluso da gran parte della classe politica europea<\/b> perch\u00e9 non sembra particolarmente interessata a risolvere questo specifico conflitto\u00bb, per poi aggiungere per\u00f2 che \u00ababbiamo ricevuto molto aiuto da alcuni dei nostri amici. <b>Penso che Giorgia Meloni in Italia sia stata molto utile<\/b>\u00bb. Il tutto nel contesto del comizio pro-Orb\u00e1n, con tanto di intervento via telefono di Trump. Un Orb\u00e1n cui la presidente del Consiglio ha rinnovato l\u2019appoggio in un <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=PLH4raaQ9ic\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">video messaggio<\/a> condiviso a gennaio con i leader di varie estreme destre europee, compresa la tedesca Afd.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Da allora, Meloni sull\u2019Ungheria non si \u00e8 pi\u00f9 espressa<\/b>. Le cronache raccontano <b>un certo disagio<\/b>, che le parole di Vance sua \u00abutilit\u00e0\u00bb hanno probabilmente accentuato: il vice di Trump, come ha scritto <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/politica\/26_aprile_09\/meloni-una-continuita-obbligata-per-schivare-il-logoramento-8d425d8a-7a58-4be2-a180-b0a84f8f2xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Massimo Franco<\/a>, \u00absembra non rendersi conto di creare <b>imbarazzo a Palazzo Chigi<\/b>. Evoca <b>un asse sovranista e trumpiano anche sull\u2019Ucraina<\/b>, che contraddice il sostegno a Kiev assicurato sempre dal governo italiano; e il fronte comune che la premier ha fatto con l\u2019Ue contro l\u2019invasione russa\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il caso di Orb\u00e1n e la sua contiguit\u00e0 col trumpismo, ribadita da entrambi i lati nel momento del possibile tramonto, fanno dunque riemergere <b>il lato ambiguo del melonismo<\/b>, la sua apparente sospensione tra il richiamo della foresta \u00abnera\u00bb e l\u2019approdo a un <b>conservatorismo moderato e pienamente europeo<\/b>. \u00c8 un\u2019ambiguit\u00e0 che, ancora una volta, <b>\u00e8 stato Orb\u00e1n a modellare<\/b>. E che, come ancora Zack Beauchamp ha spiegato nel suo libro, \u00ab\u00e8 ci\u00f2 che rende cos\u00ec pericoloso lo sforzo dell&#8217;Ungheria di esportare il proprio modello. <b>Lo spirito reazionario<\/b>, quando maschera a sufficienza le sue aspirazioni autoritarie, <b>pu\u00f2 sembrare estremamente simile al semplice conservatorismo culturale<\/b>. La somiglianza invita ancora di pi\u00f9 i conservatori mainstream ad aderire a politiche reazionarie e antidemocratiche. Pi\u00f9 l\u2019Ungheria diventa popolare nella destra mainstream internazionale, pi\u00f9 la sua variante di autoritarismo reazionario influenza la politica mondiale\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Orb\u00e1n, infatti, \u00abha deliberatamente confuso le sue tattiche di linea dura con il conservatorismo mainstream\u00bb. Il giornalista cita un celebre discorso del leader ungherese alla Cpac (la <b>Conservative Political Action Conference<\/b>, che riunisce ogni anno gli attivisti conservatori americani, che ha ospitato anche Meloni e che ha aperto una filiale a Budapest), in cui sostenne che \u00abnoi (conservatori) non possiamo combattere con successo utilizzando mezzi liberali\u00bb, perch\u00e9 \u00abi nostri avversari usano istituzioni, concetti e linguaggi liberali <b>per mascherare le loro idee marxiste ed egemoniche<\/b>\u00bb. Spiega Beauchamp che \u00abil liberalismo, secondo Orb\u00e1n, non \u00e8 un baluardo essenziale della democrazia, ma <b>una facciata per una sorta di autoritarismo di sinistra<\/b>. Solo rifiutando il liberalismo e distruggendo le sue \u201cistituzioni\u201d i conservatori, di qualsiasi tipo, possono sperare di vincere la guerra culturale. Non sta convincendo la destra ad abbandonare del tutto la democrazia<b>, ma la sta piuttosto seducendo, dichiarando che non ha altra scelta<\/b>\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00c8 evidente quanto questo apparato ideologico sia stato davvero seducente per Meloni, non tanto e non solo per il retroterra politico della leader della destra italiana, quanto per <b>un\u2019effettiva e sincera affinit\u00e0 culturale e valoriale<\/b> con quanto predicato da Orb\u00e1n. E da Vance, che non a caso firma la prefazione al libro della premier in uscita negli Usa a fine mese (Giorgia\u2019s Vision). Meloni condivide, nel profondo delle sue convinzioni, <b>l\u2019avversione orban-vanceiana per l\u2019egemonia culturale della sinistra<\/b> che, agli occhi delle destre, si \u00e8 trasformata negli ultimi decenni in un autoritarismo effettivo, in una svolta che a loro avviso tradisce (nel senso che rivela e conferma) il legame di fondo con i peggiori istinti del mondo \u00abprogressista\u00bb, quelli che Orb\u00e1n e in conservatori Usa chiamano \u00ab<b>marxisti<\/b>\u00bb e gli italiani di destra \u00ab<b>comunisti<\/b>\u00bb. Meloni, d\u2019altronde, ha detto esplicitamente, dopo il famigerato discorso di Monaco di Baviera in cui Vance insultava l\u2019Europa (febbraio \u201925), che \u00ab<a href=\"https:\/\/roma.corriere.it\/notizie\/politica\/25_febbraio_17\/dubbi-meloni-vance-0185e9e5-7d9e-4d4a-a886-c4211182cxlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">lo condivideva<\/a>\u00bb. Ma in questo slancio di condivisione\u00a0\u00abvaloriale\u00bb, la presidente del Consiglio <b>sembra trascurare l&#8217;impronta nettamente autoritaria<\/b> con cui Orb\u00e1n ha gestito il potere, e che Vance asseconda in pieno dando l&#8217;idea di volerla imitare.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La domanda che si pongono i critici di Meloni, ma anche una parte del suo elettorato, \u00e8 allora questa: la trascura e basta, l&#8217;impronta autoritaria di Orb\u00e1n &#8211; e gi\u00e0 questo non sarebbe rassicuarante &#8211;<b> o la \u00abcondivide\u00bb?<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Francesco Cundari ha spiegato perfettamente, su <a href=\"https:\/\/www.linkiesta.it\/2026\/04\/meloni-sa-che-orban-e-un-problema-per-litalia-ma-il-richiamo-della-foresta-e-troppo-forte\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">linkiesta<\/a>, <b>il dilemma meloniano<\/b>, e quanto questo dilemma pesi sugli interessi e sul futuro della Nazione, dell\u2019Italia. Vale la pena riportarlo in modo esteso:<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abMeloni ha dimostrato, nel corso del suo governo, <b>una capacit\u00e0 di navigazione europea non prevedibile<\/b>. Ha tenuto la linea sul sostegno all\u2019Ucraina. Ha gestito con equilibrio i rapporti con Bruxelles su dossier difficili. Ha capito &#8211; e lo ha detto, con parole sempre pi\u00f9 esplicite &#8211; che <b>l\u2019Italia non ha nulla da guadagnare da un\u2019Europa debole<\/b>. Un Paese con il nostro debito pubblico, con la nostra dipendenza dai mercati internazionali, con la nostra storia di crisi valutarie, <b>non pu\u00f2 permettersi di scommettere contro le istituzioni che la proteggono<\/b>. Lo sa Meloni. Lo sa il suo ministro dell\u2019Economia. Lo sa chiunque abbia mai gestito i conti pubblici italiani. E allora, <b>che cosa ancora la trattiene dal prendere le distanze da Orb\u00e1n<\/b> in modo netto e definitivo?<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La risposta va cercata <b>nella sua cultura identitaria<\/b>? \u00c8 da scommetterci. Orb\u00e1n appartiene alla famiglia politica da cui Meloni proviene e in cui si \u00e8 formata. <b>Rompere con lui significa rompere con una parte di s\u00e9<\/b>, con una narrativa, con una rete di relazioni consolidate. Significa forse anche perdere una sponda nel dibattito interno alla destra italiana, dove il celodurismo ha ancora peso e fascino.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ma i costi di questa ambiguit\u00e0 crescono<\/b>. Ogni volta che l\u2019Italia appare esitante sulla questione ungherese &#8211; ogni voto rinviato, ogni condanna smorzata, ogni dichiarazione di solidariet\u00e0 che suona come una copertura &#8211; il segnale che arriva ai partner europei \u00e8 preoccupante. E quel che \u00e8 peggio, il segnale che arriva a Mosca e a Washington \u00e8 incoraggiante: <b>l\u2019Italia \u00e8 separabile dalle nazioni pi\u00f9 forti, \u00e8 manovrabile<\/b>, \u00e8 disponibile a qualche forma di neutralit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>L\u2019interesse nazionale italiano \u00e8 tutt\u2019altro: un\u2019Europa forte, coesa, capace di parlare con una voce sola<\/b> nelle trattative commerciali con gli Stati Uniti, nella gestione dei flussi migratori, nella difesa comune, negli investimenti infrastrutturali, un\u2019Europa in cui l\u2019Italia conti &#8211; e pu\u00f2 contare, per peso demografico, economico e culturale &#8211; molto di pi\u00f9 di quanto conterebbe da sola. <b>Meloni sembra averlo compreso ma non interiorizzato. Le conviene restare a met\u00e0 del guado?<\/b>\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00c8 la domanda centrale per la parabola che prender\u00e0 la politica italiana. <b>Luned\u00ec ne sapremo di pi\u00f9. <\/b>Ma si pu\u00f2 prevedere che se Orb\u00e1n perder\u00e0, per Meloni sar\u00e0 una liberazione. Anche se forse non se ne render\u00e0 conto proprio subito.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-04-12T10:42:33+02:00\">12 aprile 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Gianluca Mercuri Com\u2019\u00e8 possibile che il leader di un piccolo Paese mitteleuropeo sia diventato un modello capace&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":439944,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[160],"tags":[42057,2032,4717,2017,536,1266,31,7678,46757,2478,2547,248242,138552,89490,146310,2333,481,248239,248243,12933,8624,248244,1039,555,230141,248245,393,6100,104908,15958,2490,13104,62062,248240,1411,2944,3591,14,24276,164,165,1278,7695,3177,9441,190124,845,54671,25,2341,1113,206,39193,91347,2497,248246,19828,3085,2697,1727,3889,104140,2498,3440,1136,2614,42132,125,4348,25763,77,248247,141742,141743,128,110455,11829,3596,248248,2160,7944,205384,955,12475,6355,90,4945,627,1599,82464,32979,381,248249,248250,248251,3266,36806,30323,248252,1211,20616,4781,4948,107089,328,793,58,248253,248254,248255,2506,248256,248257,1353,166,5796,7,15,103342,1890,3577,4979,17232,29,130055,4966,31567,11630,7386,248258,248259,477,4396,332,4565,248260,248261,3522,2428,2467,115,90728,135,6088,46304,9608,494,126820,248262,78557,7682,238950,156261,6193,11268,10335,248238,1567,7729,379,39769,170,11,167,12,168,13835,3578,3414,410,248241,14664,88941,88942,40605,161,162,163],"class_list":["post-439943","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-mondo","tag-ambiguita","tag-america","tag-americana","tag-americani","tag-americano","tag-amici","tag-amministrazione","tag-anima","tag-appoggio","tag-arriva","tag-autoritaria","tag-autoritaria-orban","tag-autoritarie","tag-autoritarismo","tag-avversione","tag-base","tag-basi","tag-beauchamp","tag-beauchamp-spiegato","tag-budapest","tag-capace","tag-capace-influire","tag-capacita","tag-com","tag-com-possibile","tag-com-possibile-leader","tag-comune","tag-concetti","tag-condivide","tag-condivisione","tag-condizione","tag-congresso","tag-conservatori","tag-conservatorismo","tag-conti","tag-conto","tag-corpo","tag-cronaca","tag-culturale","tag-dal-mondo","tag-dalmondo","tag-davvero","tag-democrazia","tag-destra","tag-destra-italiana","tag-destre","tag-dichiarazione","tag-dilemma","tag-discorso","tag-domanda","tag-donald","tag-donald-trump","tag-elaborazione","tag-elettorato","tag-esecutivo","tag-esecutivo-unitario","tag-estensione","tag-europa","tag-europea","tag-europei","tag-europeo","tag-fallimentare","tag-forma","tag-forte","tag-foundation","tag-gennaio","tag-gestito","tag-giorgia","tag-giornalista","tag-governi","tag-guerra","tag-guerra-culturale","tag-heritage","tag-heritage-foundation","tag-idea","tag-ideologico","tag-imparare","tag-impronta","tag-incarnato","tag-indipendenza","tag-influenza","tag-influire","tag-interno","tag-ispirazione","tag-istituzioni","tag-italia","tag-italiana","tag-italiani","tag-italiano","tag-jd","tag-jd-vance","tag-leader","tag-leader-piccolo","tag-leader-piccolo-mitteleuropeo","tag-leader-ungherese","tag-leggi","tag-liberal","tag-liberali","tag-liberalismo","tag-libro","tag-limiti","tag-linea","tag-lotta","tag-mainstream","tag-mandato","tag-media","tag-meloni","tag-mitteleuropeo","tag-mitteleuropeo-modello","tag-mitteleuropeo-modello-capace","tag-modello","tag-modello-capace","tag-modello-capace-influire","tag-mondiale","tag-mondo","tag-nazione","tag-news","tag-notizie","tag-nozione","tag-occhi","tag-orban","tag-parole","tag-particolarmente","tag-partito","tag-partito-repubblicano","tag-penso","tag-perfettamente","tag-peso","tag-piccolo","tag-piccolo-mitteleuropeo","tag-piccolo-mitteleuropeo-modello","tag-politica","tag-politiche","tag-politico","tag-possibile","tag-possibile-leader","tag-possibile-leader-piccolo","tag-possono","tag-potere","tag-poteri","tag-premier","tag-premier-ungherese","tag-presidente","tag-principi","tag-progressista","tag-propria","tag-punto","tag-ramo","tag-ramo-esecutivo","tag-rappresentato","tag-rassegna","tag-reazionario","tag-rendersi","tag-sa","tag-spiegato","tag-spirito","tag-spirito-reazionario","tag-storia","tag-tradizione","tag-trump","tag-trumpismo","tag-ucraina","tag-ultime-notizie","tag-ultime-notizie-di-mondo","tag-ultimenotizie","tag-ultimenotiziedimondo","tag-ungherese","tag-ungheria","tag-uniti","tag-usa","tag-valoriale","tag-vance","tag-viktor","tag-viktor-orban","tag-vuoi","tag-world","tag-world-news","tag-worldnews"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/439943","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=439943"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/439943\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/439944"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=439943"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=439943"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=439943"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}