{"id":440567,"date":"2026-04-12T21:59:11","date_gmt":"2026-04-12T21:59:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/440567\/"},"modified":"2026-04-12T21:59:11","modified_gmt":"2026-04-12T21:59:11","slug":"a-gent-nelle-fiandre-capolavoro-assoluto-e-lagnello-mistico-da-poco-restaurato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/440567\/","title":{"rendered":"A Gent, nelle Fiandre, capolavoro assoluto \u00e8 l\u2019Agnello Mistico da poco restaurato"},"content":{"rendered":"<p>Soprattutto signore: \u00ab\u00c8 uno dei filosofi che riscuotono maggiore successo con le donne, con punte incontrollabili di misticismo e di estasi anche tra le razionalissime professoresse democratiche, soprattutto quando nelle conferenze accenna  &#8211; con ispirata espressione oracolare &#8211; a sconosciute essenze del pensiero greco\u00bb, cos\u00ec <strong>Edmondo Berselli<\/strong>, che lo ha perculato in Venerati maestri (Mondadori, 2006), irridendo i pensatori alla <strong>Massimo Cacciari<\/strong>, come appunto<strong> <\/strong>l\u2019\u00abaltro barbuto\u00bb, <strong>Galimberti<\/strong>.<\/p>\n<p>Psicologo. Psicanalista (dal 1979). Filosofo. Saggista. Giornalista.<\/p>\n<p>\u00abUno dei nostri pi\u00f9 ascoltati ma\u00eetre-\u00e0-penser\u00bb (<strong>Mario Baudino<\/strong>).<\/p>\n<p>Macch\u00e9, gli ha fatto eco <strong>Antonio Gnoli<\/strong> su Robinson del 5 aprile scorso, che a <strong>Galimberti<\/strong> ha dedicato un identikit al vetriolo.<\/p>\n<p>Fin dall\u2019incipit.<\/p>\n<p>\u00abLo conosco da anni, come lo conoscono i nostri lettori (infatti &#8211; questo lo aggiungo io &#8211; Galimberti collabora dal 1995 con Repubblica, ndr). \u00c8 un uomo generoso, dotato di un\u2019empatia speciale. Tratti umani che aiutano a farne un intellettuale di successo\u00bb. Empatia speciale.<\/p>\n<p>Seconda bordata: \u00abHa un programma di appuntamenti &#8211; incontri, conferenze, dibattiti &#8211; semplicemente mostruoso. \u00c8 sempre in viaggio\u00bb. Semplicemente mostruoso.<\/p>\n<p>Basta? No: \u00abAd attenderlo nei teatri e nelle piazze, la consueta folla di gente che lo ascolta e lo applaude e compra i suoi libri\u00bb. La consueta folla di gente.<\/p>\n<p>Per poi infilzarlo: Umberto, come gestisci il successo?<\/p>\n<p>\u00abPiuttosto lo subisco, convinto che un eccesso di abitudine ti trasformi in un ingranaggio. Perci\u00f2 comincio a dubitare se tutto questo \u201cdarsi da fare\u201d abbia o no un senso\u00bb.<\/p>\n<p>Parlando del suo ultimo volumetto, Le disavventure della verit\u00e0 (Feltrinelli, 2025), <strong>Galimberti<\/strong> osserva infine: \u00abTra un po\u2019 non distingueremo pi\u00f9 il vero dal falso e non ce ne importer\u00e0 pi\u00f9\u00bb. <\/p>\n<p>Ahia! Qui il Franti che \u00e8 in me si \u00e8 detto: \u00abAnche riconoscere ci\u00f2 che \u00e8 tuo da ci\u00f2 che non lo \u00e8, non \u00e8 parso sempre agevole\u00bb, stante la vexata quaestio di una certa qual sua tendenza all\u2019appropriazione non proprio debita di testi altrui (e all\u2019ampio riciclo di materiale proprio, che \u00e8 un peccatuccio veniale comune a molti).<\/p>\n<p>Al tempo. Prima passiamo in rassegna la pars construens della sua biografia.<\/p>\n<p>Seminarista per non pesare sulla famiglia (madre vedova, dieci figli), ne usc\u00ec a met\u00e0 della seconda liceo, nonostante avesse come \u00abprezioso compagno di banco\u00bb <strong>Gianfranco Ravasi<\/strong>, oggi cardinale teologo biblista (o magari proprio per questo, vai a sapere).<\/p>\n<p>Nel 1965 laurea in filosofia alla Cattolica di Milano sotto la guida di <strong>Emanuele Severino<\/strong>.<\/p>\n<p>Per 15 anni insegnante nei licei della provincia lombarda, poi si trasferisce a Venezia dove nel frattempo era andato a insegnare il citato <strong>Severino<\/strong>: \u00abRiusc\u00ec a farmi ottenere il ruolo di assistente alla cattedra di Antropologia culturale\u00bb.<\/p>\n<p>All\u2019universit\u00e0 Ca\u2019 Foscari di Venezia ha insegnato anche Filosofia della Storia, Psicologia generale e Psicologia dinamica. <\/p>\n<p>All\u2019attivo, una miriade di pubblicazioni, contributi, libri, tradotti financo in giapponese.<\/p>\n<p>Un progressista.<\/p>\n<p>Due anni fa, quando nel d\u00ec della festa di Liberazione <strong>Massimo Giannini<\/strong> pens\u00f2 di chiamare alla Resistenza democratica e antifascista i suoi contatti Whatsapp, inaugurando la chat \u00ab25 aprile\u00bb, (in un gioco di rimbalzi mi trovai intruppato pure io, cosa che non gradii: il consenso deve essere richiesto, altrimenti \u00e8 violenza, come sostiene il #metoo), Galimba lo scortic\u00f2 con parole di fuoco: \u00abCaro Massimo hai avuto un\u2019idea formidabile. Come al solito. Bravo\u00bb. Come al solito. <\/p>\n<p>Non risulta invece agli atti alcun commento quando <strong>Giannini<\/strong> disse addio alla sua creatura otto mesi dopo: \u00abL\u2019idea iniziale \u00e8 irrimediabilmente perduta\u00bb. Ah bella, ciao!<\/p>\n<p>Di certo, una donna non ha subito il suo fascino intellettuale.<\/p>\n<p>Anzi, le si gonfi\u00f2 proprio la giugulare quando prese tra le mani L\u2019ospite inquietante &#8211; Il nichilismo e i giovani (Feltrinelli, 2007): la ricercatrice e storica dell\u2019antichit\u00e0 <strong>Giulia Sissa<\/strong>.<\/p>\n<p>Che dopo un\u2019inchiesta del Giornale, lo accus\u00f2 di \u00abprestito non dichiarato\u00bb, a proposito di alcune somiglianze con un suo libro.<\/p>\n<p><strong>Galimberti<\/strong>: \u00abIl mio libro \u00e8 una raccolta di articoli, quelle pagine sono una rielaborazione di una recensione del 23 aprile 1999 che io scrissi parlando del suo Il piacere e il male &#8211; Sesso, droga e filosofia (Feltrinelli, 1999), in cui riassumevo ci\u00f2 che diceva la professoressa <strong>Sissa<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>La supercazzola non plac\u00f2 l\u2019ira della medesima: \u00ab<strong>Galimberti<\/strong>, si scusi e basta!\u00bb.<\/p>\n<p>Dispiace che <strong>Galimberti<\/strong> sia seguito dalla nomea di essere  un citazionista della citazione non dichiarata, \u00abun frequentatore abituale di frasi altrui\u00bb, come lo defin\u00ec <strong>Marco Filoni<\/strong> per il sito del Fatto quotidiano del 21 settembre 2011, in un articolo intitolato Copio ergo sum, il catalogo del plagio.<\/p>\n<p>Tanto che <strong>Pierluigi Battista<\/strong>, all\u2019epoca vicedirettore del Corriere della Sera,  gli indirizz\u00f2, il 9 giugno 2008, una lettera aperta dalle colonne del Corriere della Sera, ritrovabile anche nel suo libro I conformisti &#8211; L\u2019estinzione degli intellettuali d\u2019Italia (Rizzoli, 2010).<\/p>\n<p>\u00abDa anni si rincorrono voci che denuncerebbero una sua reiterata propensione a includere nei libri da lei firmati interi brani ricavati dal lavoro altrui, senza dichiararne l\u2019origine\u00bb. <\/p>\n<p><strong>Battista<\/strong>, a quello della gi\u00e0 citata <strong>Sissa<\/strong>, aggiunge i nomi di <strong>Alida Cresti<\/strong> e <strong>Salvatori Natoli<\/strong>, tutti vittime di \u00abuna robusta opera di copia-e-incolla\u00bb. <\/p>\n<p>Evocando poi un precedente del 1986, \u00abquando lei fu costretto a inserire una breve avvertenza, nella seconda edizione di un libro su <strong>Martin Heidegger<\/strong>, in cui ammetteva il fondamentale debito contratto a scapito di una ricerca del professor <strong>Guido Zingari<\/strong>\u00bb. <\/p>\n<p>Professore, lei che \u00e8 \u00abun apprezzato indagatore delle insondabili profondit\u00e0 dell\u2019animo umano\u00bb, ci aiuti a comprendere. <\/p>\n<p>Perch\u00e9 \u00abuna volta pu\u00f2 essere un\u2019incidente, due una sfortunata coincidenza, ma quattro volte accertate delineano un metodo, una prassi, un\u2019ossessione compulsiva. Non \u00e8 una banale autocritica che le si chiede, ma un\u2019illuminazione sulle oscurit\u00e0 che albergano nei recessi pi\u00f9 nascosti dell\u2019essere umano\u00bb.<\/p>\n<p>  Reazioni del Nostro? Nada de nada.<\/p>\n<p>Nel 2008, un\u2019inchiesta del Giornale aveva ricostruito che due dei libri di <strong>Galimberti<\/strong>, presentati nel 1999 al concorso per il ruolo di professore ordinario alla Ca\u2019 Foscari di Venezia, avevano \u00abattinto\u00bb, per dir cos\u00ec, ad altri autori. <\/p>\n<p>La commissione giudicante non se ne accorse. Interpellato, il rettore spieg\u00f2: \u00abNon ho, ora come ora, estremi per sollecitare il ministero, deve essere un professore del raggruppamento a farlo. Secondo me dovrebbe essere lo stesso <strong>Galimberti<\/strong>, nel suo interesse, a chiedere la convocazione di un giur\u00ec\u00bb. <\/p>\n<p>Fin\u00ec che <strong>Galimberti<\/strong> fu dall\u2019Universit\u00e0 ufficialmente richiamato a volersi attenere alle corrette regole di citazione degli scritti di altri autori. <\/p>\n<p>Ma la vera bestia nera di Galimberti \u00e8 stato <strong>Francesco Bucci<\/strong>, dirigente della pubblica amministrazione e, nel tempo libero, divoratore di saggi. <\/p>\n<p><strong>Bucci<\/strong> prima (luglio 2020) gli ha fatto pelo e contropelo con un lungo articolo su L\u2019indice dei libri del mese, titolo: Umberto Galimberti e il mito dell\u2019industria culturale. <\/p>\n<p>Poi (aprile 2011) ha mandato in stampa un suo documentato pamphlet, Umberto Galimberti e la mistificazione intellettuale (Coniglio editore).<\/p>\n<p>Intervistato da <strong>Simona Maggiorelli<\/strong> per il settimanale Left del 13 aprile 2011, <strong>Bucci<\/strong> racconter\u00e0 che per vedere il libro stampato aveva \u00abbussato a molte porte\u00bb, per quasi due anni. <\/p>\n<p>Spiegher\u00e0 che c\u2019era da interrogarsi su come funzionasse l\u2019industria culturale in Italia, con luminari che gli avevano confessato di aver letto qualche articolo di <strong>Galimberti<\/strong>, ma mai un suo libro. <\/p>\n<p>Il primo dei quali sarebbe stato <strong>Eugenio Scalfari<\/strong>, \u00abche gli ha accordato uno spazio enorme, una dilagante presenza su Repubblica\u00bb. <\/p>\n<p>Conformismo e pigrizia hanno fatto il resto, trasformando <strong>Galimberti<\/strong> in un intoccabile. <\/p>\n<p>La riprova? La reazione di <strong>Ezio Mauro<\/strong> alle numerose email che <strong>Bucci<\/strong> gli ha scritto: \u00abBench\u00e9 non abbia mai avuto risposta, ho continuato a informarlo\u00bb. <\/p>\n<p>In compenso, gli arriva un cortese messaggio proprio da Galimba: \u00ab\u201cIl Direttore mi dice che lei si lamenta del fatto che io riproduca testi gi\u00e0 editi. Quando i temi sono pi\u00f9 o meno gli stessi, e si \u00e8 giunti a una riformulazione completa, \u00e8 inutile rimetterci le mani\u201d. Poi aggiungeva complimenti alla mia acribia di lettore concludendo con un: \u201cLe prometto che non lo rifar\u00f2 pi\u00f9\u201d. Da rimanere basiti. Eravamo al surreale\u00bb.<\/p>\n<p> \u00abI buoni artisti copiano, i grandi artisti rubano\u00bb, massima forse scolpita da <strong>Pablo Picasso<\/strong>.  Ispirato da <strong>Thomas  S. Eliot<\/strong>: \u00abI poeti immaturi imitano, i poeti maturi rubano\u00bb. <\/p>\n<p>Ad <strong>Andr\u00e9 Gide<\/strong> \u00e8 stato invece attribuito l\u2019aforisma, che io rimastico cos\u00ec: \u00abTutto quello che si doveva dire era gi\u00e0 stato detto, ma siccome nessuno stava a sentire, ecco che bisognava ripetere di nuovo ogni cosa\u00bb (da Ruba come un artista &#8211; Impara a copiare idee per essere pi\u00f9 creativo nel lavoro e nella vita di <strong>Austin Kleon<\/strong>, Vallardi 2013). <\/p>\n<p>Del resto, \u00abnon c\u2019\u00e8 niente di nuovo sotto il sole\u00bb, Bibbia, Ecclesiaste 1:19. <\/p>\n<p>Amen.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Soprattutto signore: \u00ab\u00c8 uno dei filosofi che riscuotono maggiore successo con le donne, con punte incontrollabili di misticismo&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":440568,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89,2062],"class_list":{"0":"post-440567","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy","19":"tag-turismo"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/440567","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=440567"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/440567\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/440568"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=440567"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=440567"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=440567"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}