{"id":440596,"date":"2026-04-12T22:26:16","date_gmt":"2026-04-12T22:26:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/440596\/"},"modified":"2026-04-12T22:26:16","modified_gmt":"2026-04-12T22:26:16","slug":"la-via-italiana-di-zandomeneghi-allimpressionismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/440596\/","title":{"rendered":"La via italiana di Zandomeneghi all\u2019Impressionismo"},"content":{"rendered":"<p>Ascolta la versione audio dell&#8217;articolo<\/p>\n<p class=\"atext\">Una volta tanto il titolo della mostra \u00abZandomeneghi e Degas. Impressionismo tra Firenze e Parigi\u00bb non \u00e8, come potrebbe sembrare, un espediente un po\u2019 ruffiano per attirare l\u2019attenzione del grande pubblico, ma la formula pi\u00f9 legittima per definire l\u2019identit\u00e0 del veneziano Zandomeneghi rispetto a quella degli altri due famosi italiani a Parigi, De Nittis e Boldini. Fu infatti l\u2019unico a condividere le lotte degli Impressionisti, con cui i suoi connazionali ebbero un rapporto conflittuale, esponendo a quasi tutte le loro collettive e intrecciando con loro, in particolare con Degas, Pissaro, Sisley e Renoir, proficui rapporti non solo professionali, ma anche personali. Come gli Impressionisti \u00e8 stato un protagonista della \u201cpittura della vita moderna\u201d, affermandosi come interprete della figura femminile rappresentata nel contesto dell\u2019esistenza quotidiana, nei suoi rituali scanditi da regole precise, come la toilette, la passeggiata al Bois, la lettura, la conversazione. Egli ha saputo rendere tutta una gamma di atmosfere e di sentimenti, fissando con uno sguardo attento le fisionomie, i gesti e gli sguardi che, se pur identificabili con quelli della donna parigina di quegli anni, sono diventati, grazie alla seduzione del suo stile inconfondibile, il simbolo di una femminilit\u00e0 ideale, universale, ancora molto attuale. Pur affrontando gli stessi temi, la sua pittura \u00e8 molto diversa da quella aggressiva e talentuosa di Boldini, mentre sembra piuttosto coniugare la modernit\u00e0 dei tagli compostivi di Degas con gli splendori cromatici di Renoir, per giungere a una cifra assolutamente nuova e originale.<\/p>\n<p class=\"atext\">La mostra di Rovigo ha inteso ricostruire il lungo e avvincente percorso di un personaggio sempre determinato e coerente, capace di portare avanti scelte di vita e artistiche coraggiose, come quella prima di tutto di lasciare la sua citt\u00e0 di origine, Venezia, rinunciando ai vantaggi che gli sarebbero derivati dalla potenza e dalla notoriet\u00e0 della famiglia, formata da celebri scultori. Cos\u00ec si trasfer\u00ec prima a Milano, terminando gli studi all\u2019Accademia di Brera, e poi a Firenze dove giunse nel 1862, dopo aver partecipato a una delle spedizioni di Garibaldi. I suoi esordi avvengono cos\u00ec nell\u2019ambito della \u201crivoluzione\u201d dei Macchiaioli dei quali ha condiviso le lotte, gli ideali estetici e politici. \u00c8 stata fondamentale la sua lunga e affettuosa amicizia con Diego Martelli, il sostenitore del movimento macchiaiolo, come la sua frequentazione delle vivaci riunioni del Caff\u00e8 Michelangelo a Firenze e della villa di Martelli a Castiglioncello, i due luoghi deputati della vicenda della \u201cmacchia\u201d.<\/p>\n<p class=\"atext\">La partecipazione alla Terza Guerra d\u2019 Indipendenza e l\u2019annessione del Veneto all\u2019Italia determinarono il suo ritorno a Venezia, senza interrompere i rapporti con l\u2019ambiente toscano e, in particolare, con Telemaco Signorini, del quale condivise l\u2019interesse per la pittura a sfondo sociale, come dimostra il grande quadro, conservato alla Pinacoteca di Brera, che rappresenta i Poveri sui gradini del convento di Aracoeli presentato a Milano nel 1872 e poi all\u2019Esposizione Universale di Vienna del 1873 insieme all\u2019Alzaia di Signorini. Quest\u2019opera importante susciter\u00e0 l\u2019ammirazione di Manet.<\/p>\n<p class=\"atext\">Il suo progetto di trasferirsi a Parigi matur\u00f2 negli ultimi mesi italiani trascorsi, prima di questa svolta decisiva avvenuta nel 1876, a Castiglioncello, ospite ancora una volta di Martelli. Dopo il suo arrivo nella capitale francese, scrisse a Signorini di ammirare gli allora celebri protagonisti del Naturalismo, come Jules Breton, Jules Bastien-Lepage, Carolus-Duran; ma poi la sua sensibilit\u00e0 lo portava verso forme di pittura meno convenzionali, accostandosi agli Impressionisti, in particolare a Pissarro, Monet, Renoir, Sisley, che si potevano vedere alle prime mostre collettive del movimento nel 1876 e 1877. La presenza, tra il 1878 e il 1879, di Martelli a Parigi fu determinante nell\u2019incoraggiarlo nelle sue scelte estetiche e per liberarlo dall\u2019isolamento culturale determinato dal suo carattere difficile e dalla scarsa propensione alla mondanit\u00e0. Grazie al sostegno del grande critico, fautore degli Impressionisti che far\u00e0 conoscere anche in Italia, Zandomeneghi riusc\u00ec a entrare e farsi apprezzare negli ambienti artistici parigini, diventando grande amico e interlocutore di Degas.<\/p>\n<p><a class=\"aprev aprev--acor aprev--acor-small aprev--shline\" href=\"https:\/\/abbonamenti.ilsole24ore.com\/detailProduct?sku=Z.DIGDOM_AXXAY1&amp;wt_mc=ext-not-paid.newsletter.domenica...subscriber.25promo.publishing-and-digital.no-agency.\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/258x258.png\" alt=\"Scopri di pi\u00f9\" width=\"90\" height=\"90\" class=\"img-fluid\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\"\/><\/a><a class=\"aprev aprev--acor aprev--acor-small aprev--shline\" href=\"https:\/\/podcast.ilsole24ore.com\/serie\/mandela-primo-attacco-all-apartheid-AGNc41lC\/mandela-primo-attacco-all-apartheid--storia-pazzesca-AGoCeYoC\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/258x258.png\" alt=\"Scopri di pi\u00f9\" width=\"90\" height=\"90\" class=\"img-fluid\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\"\/><\/a><\/p>\n<p class=\"atext\">La sua conversione alla pittura d\u2019avanguardia \u00e8 rappresentata da opere importanti e bellissime come Le Moulin de la Galette del 1878 o i quadri esposti nelle sale di Avenue de l\u2019Op\u00e9ra che accolsero nel 1879 la quarta rassegna degli Impressionisti. Negli anni 80 la produzione di Zandomeneghi \u00e8 caratterizzata da splendidi dipinti, dove conferma la sua personalissima adesione all\u2019Impressionismo, come dimostrano opere quali M\u00e8re et fille, Place d\u2019Anvers, Il dottore, Le madri, Al Caff\u00e8 della Nouvelle Ath\u00e8nes, La roussotte, Visita in camerino, pervase da un acuto spirito di osservazione della societ\u00e0 parigina di quegli anni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ascolta la versione audio dell&#8217;articolo Una volta tanto il titolo della mostra \u00abZandomeneghi e Degas. 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