{"id":443128,"date":"2026-04-14T14:48:10","date_gmt":"2026-04-14T14:48:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/443128\/"},"modified":"2026-04-14T14:48:10","modified_gmt":"2026-04-14T14:48:10","slug":"la-francia-molla-windows-e-sceglie-linux-ottantamila-dipendenti-pubblici-migrano-su-sistemi-operativi-open-source","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/443128\/","title":{"rendered":"La Francia molla Windows e sceglie Linux: ottantamila dipendenti pubblici migrano su sistemi operativi open source"},"content":{"rendered":"<p class=\"summary-art is-normal-b-light\">Un piano senza precedenti per evitare che i dati finiscano su server americani. Sullo sfondo, il fantasma di Louis Pouzin: l&#8217;ingegnere che aveva in mano Internet e che la Francia lasci\u00f2 solo<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">C&#8217;\u00e8 un momento in cui la storia tecnologica europea si spezza in due. \u00c8 il 1974. Val\u00e9ry Giscard d&#8217;Estaing \u00e8 appena arrivato all&#8217;Eliseo, <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/tecnologia\/20_agosto_23\/storia-louis-pouzin-come-internet-poteva-nascere-europa-7d7b488c-e556-11ea-b5c1-ffe7ca7d9551.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Louis Pouzin ha gi\u00e0 in mano l&#8217;idea che avrebbe cambiato il mondo<\/a> (il datagramma, il sistema per trasferire dati a pacchetti che \u00e8 alla base di quello che oggi chiamiamo <b>Internet<\/b>) e la Francia sceglie di non scommetterci. Preferisce il <b>Minitel<\/b>: una rete chiusa, nazionale, ottima per consultare l&#8217;elenco del telefono e poco pi\u00f9. Gli americani ringraziano e costruiscono la Silicon Valley. Cinquant&#8217;anni dopo, Parigi ci riprova. Questa volta con i sistemi operativi.<\/p>\n<p>    Il piano: fuori Windows, dentro Linux<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L&#8217;8 aprile 2026, nel salone di un ministero parigino, siedono allo stesso tavolo ministri, funzionari, operatori pubblici e imprenditori privati. La direzione interminist\u00e9rielle du num\u00e9rique\u00a0 (la <b>DINUM<\/b>, l&#8217;equivalente francese dell&#8217;Agenzia per l&#8217;Italia digitale) annuncia ufficialmente l&#8217;avvio della dismissione di <b>Windows<\/b> dai computer della pubblica amministrazione. Al suo posto Linux, sistema operativo open source, sviluppato in forma collaborativa, senza padroni esclusivi e senza royalties che finiscono a Redmond. Ogni ministero (operatori pubblici inclusi) dovr\u00e0 presentare entro l&#8217;autunno la propria tabella di marcia su sette fronti: posto di lavoro, strumenti collaborativi, antivirus, intelligenza artificiale, basi di dati, virtualizzazione, apparati di rete. La Caisse nationale d&#8217;Assurance maladie ha gi\u00e0 fatto la prima mossa, con <b>ottantamila dipendenti in migrazione verso Tchap<\/b> (la messaggistica interna dello Stato), <b>Visio<\/b> (videoconferenze sovrane) e<b> FranceTransfert<\/b> per lo scambio di documenti. La piattaforma nazionale dei dati sanitari, invece, dovr\u00e0 completare il passaggio verso soluzioni europee entro la fine dell&#8217;anno.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abNon possiamo pi\u00f9 accettare che i nostri dati, le nostre infrastrutture e le nostre decisioni strategiche dipendano da soluzioni di cui non controlliamo n\u00e9 le regole, n\u00e9 i prezzi, n\u00e9 i rischi\u00bb, le parole del ministro David Amiel. \u00abL&#8217;\u00c9tat ne peut plus se contenter de constater sa d\u00e9pendance\u00bb \u2014 lo Stato non pu\u00f2 pi\u00f9 limitarsi a prendere atto della propria dipendenza. Deve uscirne. Un linguaggio insolito per un comunicato istituzionale, che suona pi\u00f9 come una resa dei conti.<\/p>\n<p>    Dati, infrastrutture, sovranit\u00e0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il punto non \u00e8 Windows in s\u00e9. Il vero problema \u00e8 infatti rappresentato dalla \u00abresidenza\u00bb\u00a0dei dati di cinquantasette milioni di cittadini francesi e, per estensione, europei. Ogni email scritta su <b>Outlook<\/b>, ogni file caricato su <b>OneDrive<\/b>, ogni riunione tenuta su <b>Teams<\/b> \u00e8 un flusso di dati che attraversa server americani, sotto giurisdizione americana, soggetti al <b>Cloud Act <\/b>del 2018, la legge che consente alle autorit\u00e0 statunitensi di accedere ai dati archiviati all&#8217;estero da aziende con sede negli Stati Uniti. Questo vale per <b>Microsoft<\/b>, per <b>Google<\/b>, per <b>Amazon Web Services<\/b>. Vale, in misura diversa, per quasi tutto lo stack tecnologico su cui si regge la macchina pubblica europea. Per questo il seminario dell&#8217;8 aprile riguardava una strategia pi\u00f9 ampia: costruire coalizioni tra ministeri, grandi operatori pubblici e imprese private del settore per creare un ecosistema alternativo. La DINUM coordiner\u00e0 il piano interministeriale. La Direction des Achats de l&#8217;\u00c9tat sta gi\u00e0 lavorando a una mappatura delle dipendenze critiche. La Direction g\u00e9n\u00e9rale des Entreprises definisce cosa si intende, esattamente, per \u00abservizio digitale europeo\u00bb. A giugno 2026 si terranno le prime \u00abrencontres industrielles du num\u00e9rique\u00bb: l&#8217;occasione per formalizzare un&#8217;alleanza pubblico-privata per la sovranit\u00e0 digitale europea.<\/p>\n<p>    Il fantasma di Pouzin<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Chi conosce la storia sa che questa non \u00e8 la prima volta che l&#8217;Europa si trova a questo bivio. Eric Reinhardt lo racconta nel suo romanzo \u00abCom\u00e9dies fran\u00e7aises\u00bb: il protagonista \u00e8 un giovane giornalista che indaga su uno degli sbagli pi\u00f9 costosi del Novecento tecnologico. <b>Louis Pouzin<\/b>, ingegnere francese, nei primi anni Settanta aveva inventato il datagramma, ovvero il mattone fondamentale su cui \u00e8 costruito Internet. Vint Cerf e Bob Kahn, che sono universalmente considerati i padri della rete, si ispirarono esplicitamente al lavoro di Pouzin per sviluppare il <b>protocollo TCP\/IP<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma <b>Pouzin<\/b> trov\u00f2 sulla sua strada <b>Ambroise Roux<\/b>, personaggio realmente esistito, capo della CGE (la precorritrice di Alcatel Alstom), soprannominato \u00abil padrino degli affari\u00bb\u00a0per la sua capacit\u00e0 di manovrare tra industria e politica. Roux convinse l&#8217;entourage di Giscard a scartare il progetto di <b>Pouzin<\/b> e a puntare sul Minitel, che garantiva rendite certe a chi gi\u00e0 controllava le telecomunicazioni nazionali, ma non aveva alcuna vocazione globale. Il progetto europeo \u00abUnidata\u00bb, che avrebbe potuto sottrarre agli americani il primato su Internet, fu silenziosamente affossato. <b>Pouzin<\/b> ricevette il suo riconoscimento solo nel 2013, quando la regina d&#8217;Inghilterra lo premi\u00f2 come uno dei padri di Internet. Cinquant&#8217;anni dopo aver inventato qualcosa che il suo paese aveva preferito non vedere.<br \/>Reinhardt, nel ritratto che ne fa nel romanzo, individua un pattern preciso: eccellenza scientifica dei singoli, incapacit\u00e0 strutturale di valorizzarla. Tutto questo a causa di un sistema in cui gli interessi costituiti pesano pi\u00f9 della visione. \u00c8 una diagnosi che vale anche oggi, e che rende l&#8217;operazione avviata dalla DINUM pi\u00f9 difficile di quanto non sembri sulla carta.<\/p>\n<p>    Linux non \u00e8 per tutti<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Perch\u00e9 la migrazione a <b>Linux<\/b> non \u00e8 una passeggiata. Chiunque abbia mai tentato di <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/tecnologia\/cyber-cultura\/cards\/24-anni-fa-nasceva-linux-sistema-operativo-open-source\/comunita-cresce.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">installarlo su un computer aziendale lo sa<\/a>. Si tratta di migrare decine di migliaia di applicazioni, riformare i flussi di lavoro, formare gli utenti, convincere i fornitori a seguire. Microsoft ha costruito la sua fortuna anche su questo, ovvero l&#8217;inerzia degli ecosistemi. Ogni anno che passa, le dipendenze aumentano, i formati proprietari si moltiplicano, il costo del cambio cresce.<br \/>La Germania ci ha provato con il <b>progetto LiMux<\/b> a Monaco di Baviera: nel 2003 la citt\u00e0 migr\u00f2 quattordicimila computer a Linux, con grande clamore. Nel 2017 torn\u00f2 a <b>Windows<\/b>, tra polemiche e accuse reciproche di fallimento. Le ragioni furono in parte tecniche, in parte politiche, in parte legate a una pressione dei fornitori che non aveva equivalenti sul lato open source. L&#8217;esperienza tedesca \u00e8 il precedente che i detrattori del piano francese citano per prima cosa. Ma il contesto oggi \u00e8 diverso. Non perch\u00e9 la tecnologia sia pi\u00f9 semplice (Linux per l&#8217;utente medio rimane meno intuitivo di Windows), ma perch\u00e9 il quadro geopolitico \u00e8 cambiato. La guerra in Ucraina ha ridisegnato le priorit\u00e0 strategiche europee. Le tensioni con l&#8217;amministrazione americana su dazi, sicurezza e standard tecnologici hanno convinto anche i pi\u00f9 pragmatici che affidarsi interamente a fornitori extra-europei per infrastrutture critiche \u00e8 un rischio sistemico.<\/p>\n<p>Per non perdere le ultime novit\u00e0 su tecnologia e innovazione<br \/>iscriviti alla <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?id=53\" style=\"text-decoration: underline;\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">newsletter di Login<\/a><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-04-13T18:12:33+02:00\">14 aprile 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Un piano senza precedenti per evitare che i dati finiscano su server americani. 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