{"id":44327,"date":"2025-08-13T03:08:16","date_gmt":"2025-08-13T03:08:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/44327\/"},"modified":"2025-08-13T03:08:16","modified_gmt":"2025-08-13T03:08:16","slug":"scoperto-un-segnale-dallo-spazio-di-11-miliardi-di-anni-fa-che-potrebbe-raccontare-nuovi-segreti-sullinfanzia-delluniverso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/44327\/","title":{"rendered":"Scoperto un segnale dallo spazio di 11 miliardi di anni fa che potrebbe raccontare nuovi segreti sull&#8217;infanzia dell&#8217;Universo"},"content":{"rendered":"<p>Un segnale dallo spazio, un <strong>fossile di universo<\/strong> che ci mostra come era fatto quando aveva solo 3 miliardi di anni dal <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/universo-big-bang-radiazione-cosmica-di-fondo\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Big Bang<\/a>. Non lo si pu\u00f2 toccare, perch\u00e9 \u00e8 un <strong>impulso radio transitorio<\/strong> di pochi millisecondi, ma lo si pu\u00f2 analizzare per conoscere sempre meglio la storia dello Spazio. \u00c8 ci\u00f2 che sta facendo un team di scienziati dell&#8217;Universit\u00e0 di Sydney da quando \u00e8 stato rilevato, nel 2024,\u00a0 infatti il suo nome esatto \u00e8 <strong>FBR 20240304B che sta per Fast Radio Burst seguito dalla sua data di osservazione.<\/strong> Se ne parla adesso perch\u00e9 dal momento in cui \u00e8 stato \u201cvisto\u201d a quello in cui \u00e8 stato riconosciuto come il <strong>Frb pi\u00f9 \u201cantico\u201d che mai<\/strong>, ci \u00e8 voluto il tempo di investigarne l\u2019origine, ma ne \u00e8 valsa la pena.<\/p>\n<p>Lampi veloci ma antichi<\/p>\n<p>Un Fbr dura circa un millisecondo e codifica <strong>informazioni sul plasma<\/strong> che permea il nostro Universo che sarebbero altrimenti irraggiungibili. Questo lo rende un messaggero prezioso per quanto riguarda i <strong>campi magnetici<\/strong> e le <strong>distribuzioni di gas.<\/strong> Ogni sua componente presenta infatti un ritardo collegato alla lunghezza d&#8217;onda e permette di ottenere una misura della dispersione subito e quindi le caratteristiche dei mezzi attraversati. \u00c8 solo analizzando con grande pazienza questi elementi che i ricercatori sono riusciti a individuare la fonte del segnale, scoprendo che il FRB 20240304B si \u00e8 disperso a una <strong>velocit\u00e0 di circa 2.330 parsec per centimetro cubo,<\/strong> suggerendo un&#8217;origine estremamente lontana. \u00c8 stato possibile anche ricavare molto accuratamente quanto il segnale radio sia stato allungato e ritardato dagli elettroni liberi nello spazio, ottenendo una sorta di <strong><a href=\"https:\/\/www.wired.it\/gallery\/osservatorio-vera-rubin-prime-immagini-fotocamera-astronomica-piu-grande-mai-costruita\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">impronta digitale<\/a> delle distanze percorse<\/strong> e spinge il nostro confine di osservazione a quando l&#8217;Universo era ancora nella sua giovinezza.<\/p>\n<p>Galassia ospitante<\/p>\n<p>L\u2019idea di poter osservare per la prima volta l\u2019Universo quando era cos\u00ec giovane \u00e8 un\u2019opportunit\u00e0 unica, ma sta destando interesse anche la sua <strong><a href=\"https:\/\/www.wired.it\/gallery\/le-galassie-piu-affascinanti-nel-cielo-notturno-che-ci-raccontano-la-meraviglia-del-cosmo\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">galassia<\/a> ospitante<\/strong> che da sola merita studi scientifici approfonditi. La sua particolarit\u00e0 \u00e8 la sua et\u00e0, \u00e8 pi\u00f9 giovane di quanto non ci si aspettasse e ci\u00f2 spinge gli scienziati a rivedere alcune convinzioni e farsi nuove domande. La presenza di un FRB in una galassia adolescente, non molto massiccia e che sta ancora formando stelle suggerisce infatti nuove ipotesi sull\u2019origine dei Frb. Per esempio che non richiedono processi di miliardi di anni per svilupparsi ma che possono provenire da <strong>stelle di neutroni altamente magnetizzate<\/strong>.<\/p>\n<p>Il futuro della scoperta dell\u2019origine<\/p>\n<p>Il terzo \u201cwow\u201d dello studio appena pubblicato riguarda la struttura con cui \u00e8 stato possibile catturare il lampo di luce da cui \u00e8 poi tutto partito: il <strong>radiotelescopio MeerKAT in Sudafrica<\/strong>. Situato nella regione del Karoo, \u00e8 composto da <strong>64 antenne radio<\/strong> ed \u00e8 gestito dall\u2019Osservatorio di Radioastronomia del Sudafrica (Sarao). Esiste da oltre 5 anni ed \u00e8 stato creato come precursore del <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/ska-radiotelescopio-iniziata-costruzione-sudafrica-australia-studio\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Square Kilometer Array (Ska)<\/a>, la cui entrata in funzione per le operazioni scientifiche \u00e8 prevista per il 2028.<\/p>\n<p>Con la sua rete di <strong>migliaia di antenne radio distribuite tra l\u2019Australia Occidentale e l\u2019Africa Meridionale<\/strong>, Ska diventer\u00e0 il pi\u00f9 grande telescopio al mondo, il pi\u00f9 sensibile e avanzato mai costruito e nel consorzio internazionale che lo ha finanziato e sviluppato c\u2019\u00e8 anche l\u2019Italia, assieme ad altri Paesi tra cui Cina, Regno Unito e Sudafrica. Ci\u00f2 significa che le rivelazioni del FRB 20240304B potrebbero essere solo un inizio: con Ska gli scienziati sperano di poter ascoltare regolarmente i <strong>vagiti dell\u2019universo primordiale<\/strong>, riscrivendo la storia cosmica un millisecondo alla volta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Un segnale dallo spazio, un fossile di universo che ci mostra come era fatto quando aveva solo 3&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":44328,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[173],"tags":[1537,90,89,195,198,199,197,200,201,8041,194,196],"class_list":{"0":"post-44327","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-scienza-e-tecnologia","8":"tag-it","9":"tag-italia","10":"tag-italy","11":"tag-science","12":"tag-science-and-technology","13":"tag-scienceandtechnology","14":"tag-scienza","15":"tag-scienza-e-tecnologia","16":"tag-scienzaetecnologia","17":"tag-spazio","18":"tag-technology","19":"tag-tecnologia"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/44327","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=44327"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/44327\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/44328"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=44327"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=44327"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=44327"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}