{"id":443350,"date":"2026-04-14T17:58:17","date_gmt":"2026-04-14T17:58:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/443350\/"},"modified":"2026-04-14T17:58:17","modified_gmt":"2026-04-14T17:58:17","slug":"lallarme-del-fondo-monetario-internazionale-mondo-vicino-alla-piu-grande-crisi-energetica-dei-tempi-moderni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/443350\/","title":{"rendered":"L\u2019allarme del Fondo monetario internazionale: \u00abMondo vicino alla pi\u00f9 grande crisi energetica dei tempi moderni\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Giuliana Ferraino<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12 is-mr-t-20\">Il World Economic Outlook taglia la crescita globale al 3,1% e vede l\u2019Italia ferma allo 0,5% per il biennio 2026-2027. \u00abSiamo gi\u00e0 vicini allo scenario peggiore\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019aggiornamento del <b>World Economic Outlook<\/b> del <b>Fondo monetario internazionale, <\/b>diffuso a <b>Washington<\/b> in occasione del tradizionale appuntamento congiunto con la <b>Banca mondiale<\/b>, formalizza il passaggio dell\u2019economia globale da una fase di faticosa ripresa a un\u2019altra di estrema incertezza, dominata dal \u00abrischio della pi\u00f9 grande crisi energetica dei tempi moderni\u00bb.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il <b>Fmi<\/b> ha rivisto al ribasso la crescita mondiale per il 2026: le stime ufficiali indicano 3,1%, ma la realt\u00e0 corre molto pi\u00f9 forte delle tabelle statistiche. Il capo economista Pierre-Olivier Gourinchas non ha usato giri di parole per descrivere la fragilit\u00e0 del momento. Sebbene il \u00abquadro di riferimento\u00bb del <b>Fondo monetario internazionale<\/b> ipotizzi ancora una crescita globale inferiore solo dello 0,2% rispetto al 3,3% ipotizzato in precedenza, si tratta di <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/finanza\/26_aprile_13\/non-solo-guerra-da-fmi-e-banca-mondiale-attenzione-sull-ai-e-rischi-del-credito-privato-ea7d6507-36cf-4eca-925d-3eb5de23fxlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">uno scenario di base che appare ormai appeso a un filo<\/a>. \u00c8 una fotografia scattata un attimo prima dell&#8217;ultima escalation, che l&#8217;evoluzione quotidiana del conflitto sul campo minaccia di rendere anacronistica. Gourinchas ha ammesso che siamo gi\u00e0 in una terra di mezzo: stiamo scivolando verso lo \u00abscenario avverso\u00bb, quello in cui il Pil mondiale crolla al 2% e l&#8217;inflazione, spinta dai rincari energetici, schizza al 6%.\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L&#8217;analisi di Gourinchas spinge il paragone fino alle radici della memoria economica globale, evocando <b>uno shock energetico comparabile a quello del 1974<\/b>. Anche se la guerra dovesse finire oggi, il \u00abtrascinamento\u00bb dei problemi alle forniture peserebbe per tutto l&#8217;anno. Rispetto agli anni Settanta, per\u00f2, il Fondo individua due differenze sostanziali che fungono da paracadute: da un lato un&#8217;economia mondiale meno dipendente dal greggio grazie a fonti alternative e maggiore efficienza; dall&#8217;altro, un cambio di paradigma delle banche centrali. Se in passato queste sostenevano l&#8217;attivit\u00e0 produttiva a ogni costo, oggi la priorit\u00e0 assoluta \u00e8 il raffreddamento dell&#8217;inflazione.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Per l\u2019Italia, le notizie che arrivano da <b>Pennsylvania Avenue<\/b> non sono buone. Il Fmi ha tagliato le stime di crescita per il nostro Paese allo 0,5% sia per il 2026 che per il 2027. Una frenata che ci vede fanalino di coda insieme alla Germania (+0,8%) e a una Gran Bretagna in forte affanno. L\u2019intera Eurozona \u00e8 sotto scacco: con una previsione media dello 0,7%, il Vecchio Continente \u00e8 il grande malato della crisi iraniana, intrappolato tra la dipendenza energetica e la paralisi dei consumi interni.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Eppure, nonostante il rischio di recessione sia ormai concreto, da Washington arriva un \u00abno\u00bb secco a qualunque ipotesi di allentamento fiscale. Il Fondo ha chiuso la porta alla sospensione del Patto di Stabilit\u00e0, chiedendo ai governi europei \u2014 Italia in testa \u2014 di non deviare dalla rotta del rigore. Per Gourinchas, la strada resta quella del riallineamento dei conti entro il 2031: le riserve di bilancio vanno ricostituite ora, nonostante lo shock energetico. La linea \u00e8 chiara: gli aiuti a famiglie e imprese devono essere chirurgici e temporanei, senza creare nuovo debito.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Mentre il segretario del Tesoro, Scott Bessent, accusa il Fondo di eccessivo allarmismo, i mercati sembrano dare ragione al pessimismo del Fondo. Con lo Stretto di Hormuz sotto pressione e le materie prime previste in rialzo del 19%, l&#8217;illusione di un atterraggio morbido dell&#8217;economia \u00e8 svanita. La sfida per l&#8217;Europa non \u00e8 pi\u00f9 solo la crescita, ma la tenuta sociale di fronte a un rigore di bilancio che il Fmi considera non negoziabile, proprio mentre l&#8217;energia torna a essere un bene di lusso.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/app-economia\/?intcmp=DL-app_nd_011024_corriere_ss_conomia\" target=\"_blank\" class=\"bck-app-banner\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"bck-app-img\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1756449670_863_app.png\"\/><\/p>\n<p>Nuova app <strong>L&#8217;Economia<\/strong>. News, approfondimenti e l&#8217;assistente virtuale al tuo servizio.<\/p>\n<p>SCARICA L&#8217; APP<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/eco.png\"\/><\/a><\/p>\n<p>Iscriviti alle <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?theme=4\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">newsletter de L&#8217;Economia<\/a>. Analisi e commenti sui principali avvenimenti\u00a0economici a cura delle firme del Corriere.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-04-14T19:21:57+02:00\">14 aprile 2026 ( modifica il 14 aprile 2026 | 19:21)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Giuliana Ferraino Il World Economic Outlook taglia la crescita globale al 3,1% e vede l\u2019Italia ferma allo&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":443351,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[172],"tags":[178,1033,177,1307,19673,7714,74458,249868,184,64633,188545,29477,249869,249870,27011,19670,45,19675,19676,3440,4183,249867,3711,832,1537,90,89,33948,1353,51804,51816,133,80943,3242,2441,1270,2743,27213,242709,19671,3971,198121],"class_list":["post-443350","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-affari","tag-affari","tag-bilancio","tag-business","tag-crescita","tag-crescita-globale","tag-crisi","tag-crisi-energetica","tag-crisi-energetica-tempi","tag-economia","tag-economic","tag-economic-outlook","tag-energetica","tag-energetica-tempi","tag-energetica-tempi-moderni","tag-energetico","tag-fmi","tag-fondo","tag-fondo-monetario","tag-fondo-monetario-internazionale","tag-forte","tag-globale","tag-gourinchas","tag-inflazione","tag-internazionale","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-moderni","tag-mondiale","tag-monetario","tag-monetario-internazionale","tag-ormai","tag-outlook","tag-rigore","tag-rischio","tag-rispetto","tag-scenario","tag-shock","tag-shock-energetico","tag-stime","tag-tempi","tag-tempi-moderni"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/443350","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=443350"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/443350\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/443351"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=443350"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=443350"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=443350"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}