{"id":443534,"date":"2026-04-14T20:28:50","date_gmt":"2026-04-14T20:28:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/443534\/"},"modified":"2026-04-14T20:28:50","modified_gmt":"2026-04-14T20:28:50","slug":"sono-30-anni-che-il-basket-italiano-sopravvive-a-fallimenti-e-rinunce-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/443534\/","title":{"rendered":"Sono 30 anni che il basket italiano sopravvive a fallimenti e rinunce"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019esclusione del <a href=\"https:\/\/www.ilfoglio.it\/sport\/2026\/01\/13\/news\/il-trapani-shark-e-stato-escluso-dalla-serie-a-di-basket-8526447\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Trapani Shark dal campionato e dalla Champions League<\/a> non \u00e8 uno scandalo improvviso, ma <strong>l\u2019ennesimo capitolo di una storia che il basket italiano racconta da trent\u2019anni. <\/strong>Fallimenti, penalizzazioni, rinunce, auto-retrocessioni, titoli ceduti, club che vincono o si salvano sul campo e poi scompaiono fuori dal parquet: non una serie di incidenti isolati, ma una ciclicit\u00e0 che si ripete da decenni. <strong>Cambiano i nomi, le citt\u00e0, i protagonisti. La trama resta uguale.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Dal 1996 a oggi, la Serie A e la Serie A2 hanno prodotto almeno un caso di default sportivo-finanziario ogni anno.<\/strong> Venezia, Battipaglia, Napoli, Caserta, Gorizia, Pistoia, Montecatini, Verona, Trieste, Messina, Teramo, Roseto, Treviso, Fortitudo e Virtus Bologna, Rieti, Siena, Roma, Biella, Torino, Avellino, fino a Trapani: l\u2019elenco in verit\u00e0 \u00e8 molto pi\u00f9 lungo e non \u00e8 una cronaca di eccezioni. <strong>Da Nord a Sud, si tratta piuttosto della mappa di un sistema che ha normalizzato l\u2019anomalia, e che ha reso ordinario quello che dovrebbe essere straordinario, e cio\u00e8 capace di rompere un equilibrio sano.<\/strong> Dentro questa normalit\u00e0 distorta il basket italiano ha imparato a stare in piedi.<\/p>\n<p>Risultati sul parquet. Fallimenti nei bilanci. Il paradosso sportivo \u00e8 servito. <strong>Siena vince campionati e poi viene travolta da un dissesto che porta alla revoca di due scudetti, al collasso societario e all\u2019arresto del massimo dirigente Ferdinando Minucci, che intanto era stato eletto presidente della Legabasket.<\/strong> La Virtus Bologna viene radiata nel 2003 per motivi finanziari. Napoli vince la Coppa Italia e poi sprofonda. Teramo si salva e poi sparisce. Caserta oscilla tra salvezze, retrocessioni e ripescaggi fino al default. <strong>Roma chiude i battenti dopo mezzo secolo di storia e di vittorie, anche in Europa. <\/strong>Grandi citt\u00e0 e piccole province che cadono indistintamente. La logica del merito sportivo e quella della sostenibilit\u00e0 economica viaggiano su binari separati, spesso divergenti.<\/p>\n<p>E quando il sistema sembra reggere, lo fa grazie a interventi esterni. Milano \u00e8 rimasta nell\u2019\u00e9lite ma solo grazie all&#8217;ingresso diretto di <a href=\"https:\/\/www.ilfoglio.it\/tag\/giorgio-armani\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Giorgio Armani<\/a>, che prima di vincere il primo scudetto ha investito complessivamente circa 100 milioni di euro. <strong>Cant\u00f9 ha vissuto tre stagioni (2015-2017) di ambizioni europee sotto il magnate ucraino dell\u2019acciaio Dmitry Gerasimenko, salvo poi crollare finanziariamente. <\/strong>Emblematico anche il caso Auxilium Torino, con Fiat main sponsor (2017-2019): un roster di talento, una Coppa Italia vinta e poi, nel giro di pochi mesi, penalizzazioni, retrocessione e fallimento. Una parabola simile, per dinamica e rapidit\u00e0, a quella di Trapani sotto Valerio Antonini. <strong>Negli ultimi anni la mappa si \u00e8 arricchita di nuove forme di instabilit\u00e0: autoretrocessioni per mancanza di risorse, trasferimenti di sede, club che rinunciano all\u2019iscrizione o cambiano denominazione per ripartire dalle categorie inferiori.<\/strong><\/p>\n<p>Persino la Virtus Bologna contemporanea, oggi prima in classifica e dietro solo a Milano quanto a budget, mostra segnali di fragilit\u00e0. Qualche anno fa il presidente Massimo Zanetti ha chiuso improvvisamente il progetto della squadra femminile in cui giocava Cecilia Zandalasini, ancora oggi la miglior giocatrice italiana. <strong>Negli ultimi tempi sono emerse difficolt\u00e0 economiche rilevanti, con un rosso di bilancio che, secondo quanto emerso, si misura in decine di milioni. <\/strong>Un ridimensionamento che, pur lontano dai default del passato, conferma quanto sia sottile la linea tra stabilit\u00e0 e crisi anche per i grandi marchi.<\/p>\n<p>Il quadro \u00e8 ancora pi\u00f9 significativo se letto in prospettiva storica. <strong>Un tempo il basket italiano era sostenuto da grandi gruppi industriali: Benetton, Scavolini, Stefanel. Oggi imprenditori solidi ci sono ancora, come Brugnaro a Venezia, Gavio a Tortona e Germani a Brescia. Per\u00f2 la scala \u00e8 diversa, e la capacit\u00e0 di assorbire perdite strutturali \u00e8 pi\u00f9 limitata.<\/strong> Non a caso Gilberto Benetton nel 2012 sintetizz\u00f2 con brutalit\u00e0: \u201cQuesto sport non ci appartiene pi\u00f9. A nessuno piace buttare via i soldi\u201d. Questa frase fotografa il modello economico fragile alla perfezione. Risultati europei ci sono stati: se guardiamo all\u2019ultimo decennio, Reggio Emilia ha vinto l\u2019EuroChallenge nel 2014, Venezia e Sassari la Fiba Europe Cup (2018 e 2019), la Virtus Bologna la Champions League, sempre nel 2019. Ma i trofei non cancellano il problema strutturale. <strong>Il professionismo cestistico italiano vive in un equilibrio precario, basato su capitali spesso personali, ricavi limitati, scarsa patrimonializzazione e una dipendenza cronica da interventi straordinari.<\/strong> Quando il mecenate si ritira o quando la macchina finanziaria si inceppa, il sistema non assorbe il colpo ed espelle il club.<\/p>\n<p><strong>Il punto pi\u00f9 critico resta l\u2019assenza di memoria istituzionale. Ogni stagione riparte come se il problema fosse nuovo: si parla di \u201canomalia\u201d, \u201cincidente di percorso\u201d.<\/strong> Ma la storia dice il contrario. Non siamo davanti a un sistema che occasionalmente entra in crisi; questo \u00e8 un sistema che sulla crisi ha costruito il proprio equilibrio. E che ha interiorizzato il fallimento come possibile esito ordinario. Nessuna deviazione: autoretrocessioni, titoli ceduti, penalizzazioni e ripescaggi sono meccanismi di regolazione informale. <strong>Per questo Trapani non \u00e8 un\u2019eccezione. \u00c8 l\u2019ennesimo anello di una catena che parte dagli anni Novanta e attraversa tre decenni di basket italiano.<\/strong> Finch\u00e9 la crisi rester\u00e0 un fatto \u201cnormale\u201d, raccontato ogni volta come straordinario, il sistema continuer\u00e0 a produrre storie diverse con lo stesso finale. La domanda non \u00e8 se accadr\u00e0 di nuovo, ma semplicemente dove e a chi toccher\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019esclusione del Trapani Shark dal campionato e dalla Champions League non \u00e8 uno scandalo improvviso, ma l\u2019ennesimo capitolo&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":443535,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1453],"tags":[1756,1757,1537,90,89,245,244,5914],"class_list":["post-443534","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-basket","tag-basket","tag-basketball","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-sport","tag-sports","tag-trapani-shark"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116404951960828619","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/443534","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=443534"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/443534\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/443535"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=443534"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=443534"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=443534"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}