{"id":44420,"date":"2025-08-13T04:31:14","date_gmt":"2025-08-13T04:31:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/44420\/"},"modified":"2025-08-13T04:31:14","modified_gmt":"2025-08-13T04:31:14","slug":"pressioni-minacce-e-sicurezza-nazionale-cosi-i-dazi-sono-diventati-il-coltellino-svizzero-di-trump","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/44420\/","title":{"rendered":"Pressioni, minacce e sicurezza nazionale: cos\u00ec i dazi sono diventati il \u201ccoltellino svizzero\u201d di Trump"},"content":{"rendered":"<p>Dei dazi di <strong><a data-autogenerated=\"yes\" data-datalayer-click-event-target=\"internal\" href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/persone\/donald-trump-131539.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Donald Trump<\/a><\/strong> potremmo forse avere visto solo la punta dell&#8217;iceberg. Come riporta infatti il Washington Post l&#8217;impiego delle tariffe doganali da parte del presidente Usa sarebbe pi\u00f9 ampio di quando pubblicamente noto e sarebbe arrivato ad abbracciare una serie di obiettivi di sicurezza nazionale ed interessi di singole grandi aziende a stelle e strisce. A sostegno di tale conclusione il quotidiano statunitense cita documenti governativi che svelano come il capo della Casa Bianca e la sua squadra considerino i dazi &#8220;il coltellino svizzero della diplomazia&#8221;. Uno strumento a cui Washington starebbe facendo ricorso non solo per riequilibrare gli scambi commerciali ma anche per far avanzare l&#8217;agenda Maga a livello globale e realizzare la promessa di una nuova et\u00e0 dell&#8217;oro per l&#8217;America.<\/p>\n<p>Gli esempi della dirompente strategia di The Donald non mancano. Nelle scorse settimane i funzionari del dipartimento di Stato hanno valutato la possibilit\u00e0 di chiedere ai partner commerciali di votare contro l&#8217;iniziativa internazionale che mira a ridurre le emissioni di gas serra delle navi portacontainer oceaniche. In una bozza di un &#8220;promemoria d&#8217;azione&#8221; \u00e8 stato comunicato al responsabile della diplomazia degli States Marco Rubio che i suoi funzionari hanno cercato di &#8220;inserire la questione nei negoziati commerciali bilaterali in corso&#8221; con nazioni marittime come Singapore.<\/p>\n<p>Nei documenti consultati dal Washington Post si scopre che nell&#8217;ambito delle aggressive trattative commerciali portate avanti dall&#8217;amministrazione repubblicana si \u00e8 discusso della possibilit\u00e0 di obbligare Israele a eliminare il controllo del porto di Haifa da parte di una societ\u00e0 cinese che nel 2015 si \u00e8 aggiudicata un contratto per la gestione dell&#8217;impianto per 25 anni. Washington avrebbe poi sollecitato la Corea del Sud a &#8220;sostenere pubblicamente&#8221; l&#8217;invio di truppe statunitensi come deterrente per la Cina e la Corea del Nord. Su Seul sarebbero state inoltre fatte pressioni al fine di aumentare le spese per la difesa e il contributo economico per coprire i costi legati alla presenza militare degli Stati Uniti in Corea del Sud.<\/p>\n<p>Proprio il continente asiatico \u00e8 uno dei fronti in cui Trump starebbe concentrando maggiormente le sue iniziative. I funzionari governativi Usa gi\u00e0 ad aprile avrebbero elaborato piani per sollecitare i Paesi vicini alla Cina, tra cui Taiwan, India e Indonesia, a confermare relazioni di difesa pi\u00f9 strette includendo l&#8217;acquisto di equipaggiamenti militari americani e visite agli scali portuali. Richieste che gli addetti ai lavori definiscono insolite nel contesto delle normali trattative commerciali e su cui la Casa Bianca sembra non voler arretrare di un millimetro. Appena pochi giorni fa il tycoon ha infatti minacciato di imporre dazi del 50% sui prodotti indiani per costringere il governo di Nuova Delhi ad interrompere gli acquisti di petrolio russo che, secondo le accuse, contribuirebbero ad alimentare la macchina bellica della Russia.<\/p>\n<p>Washington starebbe anche valutando iniziative volte a favorire le imprese Usa. Funzionari dell&#8217;amministrazione repubblicana hanno discusso di come esercitare pressioni su altri Paesi per fornire concessioni ad aziende tra le quali Chevron e Starlink.\n<\/p>\n<p> Stando a quanto reso noto, i negoziatori del tycoon hanno cercato di imporre al governo dello Stato africano del Lesotho la firma di accordi con &#8220;diverse aziende statunitensi&#8221; minacciando contro di esso tariffe del 50%. Dopo la lettura delle rivelazioni del Washington Post si capisce dunque forse un po&#8217; meglio perch\u00e9 per Trump la parola dazi sia, come ha pi\u00f9 volte affermato, la pi\u00f9 bella del vocabolario.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Dei dazi di Donald Trump potremmo forse avere visto solo la punta dell&#8217;iceberg. 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