{"id":444283,"date":"2026-04-15T08:24:15","date_gmt":"2026-04-15T08:24:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/444283\/"},"modified":"2026-04-15T08:24:15","modified_gmt":"2026-04-15T08:24:15","slug":"dentro-londa-di-hokusai-il-sole-24-ore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/444283\/","title":{"rendered":"Dentro l\u2019onda di Hokusai &#8211; Il Sole 24 ORE"},"content":{"rendered":"<p>Ascolta la versione audio dell&#8217;articolo<\/p>\n<p class=\"atext\">C\u2019\u00e8 qualcosa di sorprendentemente sobrio, quasi controcorrente, nella mostra dedicata a Katsushika Hokusai allestita al Palazzo delle Paure di Lecco. Intitolata Hokusai. Il segreto dell\u2019Onda che attraversa l\u2019Europa, a cura di Paolo Linetti, prodotta e realizzata da ViDi Cultural e Ponte43, in collaborazione con il Comune di Lecco e il Sistema Museale Urbano Lecchese, ed \u00e8 aperta dal 21 marzo al 27 settembre 2026. Il percorso risulta ordinato e ruota attorno alla struttura dell\u2019immagine, costruito su nuclei chiari, quali la tecnica, la serie del Fuji e i fogli di studio, con l\u2019acqua come elemento centrale. Appena si entra, l\u2019istinto \u00e8 quello di cercare con lo sguardo l\u2019opera pi\u00f9 iconica, quella vista su copertine e pubblicit\u00e0, un\u2019onda ormai nota e riconoscibile ovunque. Poi, per\u00f2, addentrandosi, lo sguardo si posa su opere di piccolo formato, realizzate con estrema precisione, che rappresentano scene di vita quotidiana del Giappone dei secoli passati. Passo dopo passo, si viene catturati da colori, volti, gesti ed elementi naturali. L\u2019opera cercata all\u2019inizio resta sullo sfondo, quasi senza che lo spettatore se ne accorga. Gli artisti giapponesi operano con molta cura. Ogni immagine \u00e8 il risultato di un lavoro coordinato e minuzioso. Quando si arriva all\u2019opera pi\u00f9 nota, lo sguardo \u00e8 cambiato, la si osserva con maggiore attenzione, e la lettura risulta pi\u00f9 chiara.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"img-fluid\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/IMG_4100-U75665741577lLv-600x313@IlSole24Ore-Web.jpeg\" alt=\"\"\/><\/p>\n<p>Katsushika Hokusai<\/p>\n<p class=\"atext\">Katsushika Hokusai, attivo tra la fine del Settecento e la prima met\u00e0 dell\u2019Ottocento, \u00e8 uno dei principali esponenti dell\u2019ukiyo-e, espressione che indica una visione della vita legata al presente, fatta di momenti vivaci e transitori. Pittore e incisore, ha lasciato un corpus ampio di opere. Le sue xilografie nascono da un processo preciso: l\u2019artista progetta, l\u2019incisore traduce il segno sul legno, lo stampatore costruisce l\u2019immagine attraverso passaggi successivi di colore. In questo sistema, Hokusai introduce il bokashi, una tecnica di sfumatura che consente passaggi graduali di colore dando pi\u00f9 profondit\u00e0 a cielo e acqua. La serie delle Trentasei vedute del Monte Fuji resta il suo lavoro pi\u00f9 rappresentativo. Il percorso mette in evidenza una ricerca continua, segnata da spostamenti assidui, cambi di nome e da una costante ricerca quasi ossessiva verso una resa formale sempre pi\u00f9 precisa. Il suo lavoro raggiunge anche l\u2019Europa e trova riscontro nella pittura dell\u2019Ottocento, con effetti visibili nel lavoro di Vincent van Gogh, Claude Monet e Edgar Degas. Un passaggio rilevante riguarda l\u2019introduzione della prospettiva occidentale, conosciuta attraverso stampe e modelli europei diffusi in Giappone tramite i commerci olandesi. Questo metodo consente di organizzare con maggiore precisione il rapporto tra primo piano e sfondo. sfidando gli schemi iconici giapponesi che si basavano sulla prospettiva gerarchica dove la grandezza delle figure riflette la loro importanza. A questa fase si lega anche l\u2019uso del Blu di Prussia, introdotto anch\u2019esso in Giappone a partire dagli anni Venti dell\u2019Ottocento. Un pigmento di produzione industriale che risulta essere pi\u00f9 stabile e intenso rispetto ai colori naturali ampliando le possibilit\u00e0 espressive e consentendo una resa pi\u00f9 profonda e volumetrica delle superfici, in particolare dell\u2019acqua.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"img-fluid\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/IMG_4092.jpeg\" alt=\"\"\/><\/p>\n<p>Grande Onda di Kanagawa (1830-33)<\/p>\n<p class=\"atext\">La lettura della Grande Onda di Kanagawa (1830-33) si inserisce in questo quadro. L\u2019immagine presenta una struttura precisa, con il Monte Fuji al centro, incorniciato da una costruzione geometrica. Come osserva Paolo Linetti, Hokusai applica le regole occidentali e organizza la scena attraverso rapporti misurati con una chiara definizione dello spazio. La composizione si sviluppa attorno a tre poli: natura, uomo e divino. La natura si manifesta nell\u2019onda, che richiama la forma di un grande artiglio in procinto di sferrare un attacco. La presenza umana appare nelle figure sulle imbarcazioni, travolte dal moto del mare, non oppongono resistenza n\u00e9 si agitano ma si piegano ad una forza superiore. Sullo sfondo, la montagna introduce un riferimento al divino. Immobile e dominante, funge da perno e ordina il movimento circolare dell\u2019immagine. Questi elementi costruiscono una struttura unitaria, in cui ciascuno contribuisce a un equilibrio complessivo. In un periodo storico segnato dall\u2019isolamento del Giappone, l\u2019incontro tra Oriente e Occidente trova comunque spazio. Le due realt\u00e0 si muovono in entrambe le direzioni, spinte dal desiderio di scoprirsi e di costruire connessioni tra culture diverse. Questo processo mostra la spinta dell\u2019uomo verso la conoscenza e il superamento dei propri limiti. Nelle opere di Hokusai questa idea si riflette in immagini che raccontano un senso di unit\u00e0, in cui elementi diversi convivono armoniosamente. Si delinea allora un senso di unit\u00e0 dove si \u00e8 parte di un ciclo che tiene tutto in relazione.<\/p>\n<p><a class=\"aprev aprev--acor aprev--acor-small aprev--shline\" href=\"https:\/\/abbonamenti.ilsole24ore.com\/detailProduct?sku=Z.DIGDOM_AXXAY1&amp;wt_mc=ext-not-paid.newsletter.domenica...subscriber.25promo.publishing-and-digital.no-agency.\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/258x258.png\" alt=\"Scopri di pi\u00f9\" width=\"90\" height=\"90\" class=\"img-fluid\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\"\/><\/a><a class=\"aprev aprev--acor aprev--acor-small aprev--shline\" href=\"https:\/\/podcast.ilsole24ore.com\/serie\/mandela-primo-attacco-all-apartheid-AGNc41lC\/mandela-primo-attacco-all-apartheid--storia-pazzesca-AGoCeYoC\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/258x258.png\" alt=\"Scopri di pi\u00f9\" width=\"90\" height=\"90\" class=\"img-fluid\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\"\/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ascolta la versione audio dell&#8217;articolo C\u2019\u00e8 qualcosa di sorprendentemente sobrio, quasi controcorrente, nella mostra dedicata a Katsushika Hokusai&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":444284,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-444283","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116407767850075082","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/444283","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=444283"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/444283\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/444284"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=444283"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=444283"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=444283"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}