{"id":44437,"date":"2025-08-13T04:49:13","date_gmt":"2025-08-13T04:49:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/44437\/"},"modified":"2025-08-13T04:49:13","modified_gmt":"2025-08-13T04:49:13","slug":"corpi-santi-versi-in-movimento-come-lumanita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/44437\/","title":{"rendered":"\u00abCorpi Santi\u00bb, versi in movimento come l\u2019umanit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Se c\u2019\u00e8 un libro di poesia che si impone come un discorso argomentativo compatto e degno di nota sul tema della migrazione, \u00e8 I Corpi Santi di Giuseppe Cavaleri (prefazione di Sonia Gentili, Interno Poesia, pp. 92, euro 13), recentemente vincitore del Premio \u00abCamaiore Proposta \u2013 Vittorio Grotti\u00bb. Il titolo rimanda a un\u2019antica zona di Milano: i Corpi Santi sono un sobborgo periferico di Milano il cui nome deriva da una leggenda secondo la quale le reliquie dei Magi si fermarono nel punto dove sorge ora la basilica di Sant\u2019Eustorgio; da l\u00ec il nome del quartiere.<\/p>\n<p>Il libro di Cavaleri si apre con una scena significativa: la linea 93 dell\u2019Atm di Milano, da Corvetto a Lambrate, attraversa ampie zone dei Corpi Santi, tutte sospese tra il degrado sociale e la riqualificazione urbana. Su questo autobus si incrociano vite ai margini (immigrati, sbandati, persone con esistenze fragili). Tuttavia, sono proprio queste storie di persone in movimento, alla ricerca di un\u2019esistenza pi\u00f9 dignitosa, a portare con s\u00e9, in un mondo iper-tecnologizzato e ultra-individualista, la ventata di uno spirito popolare che resiste.<\/p>\n<p><strong>ECCO CHE ALLORA IL TITOLO<\/strong>, i Corpi Santi, prende tutto un altro significato: quei corpi che si mischiano ai borsoni sono veramente corpi degni di santificazione; incarnano gli storti, gli sperduti, gli spezzati che intonano la loro litania al dio dei dis-integrati, al dio dei non-integrati. Per loro, per questo soffio di forza e verit\u00e0, vale la pena ripensare la nostra lingua, ma anche i meccanismi anti-democratici delle nostre democrazie. Le altre due sezioni del libro, Mareneve e L3, funzionano come una dimostrazione della tesi: l\u2019io poetante risale a ritroso il proprio cammino da Milano fino alla Sicilia.<\/p>\n<p>Qui, la campagna assolata ai piedi di un Etna costantemente in subbuglio si intreccia ai ricordi d\u2019infanzia, all\u2019istinto verghiano per la roba e a una doppia consapevolezza: da un lato, che il mondo esterno, un tempo visto come \u00abun mistero di misteri smisurato\u00bb, si rivela essere \u00abun vaso di serpi non scoperchiato\u00bb; dall\u2019altro, che \u00e8 proprio imboccando la Mareneve \u2013 la strada che collega il versante nord-orientale dell\u2019Etna ai paesi costieri \u2013 nel tentativo di \u00abguardare le cose dall\u2019alto\u00bb, che ci si rende conto che in Sicilia \u00abcrescere non \u00e8 parola che esiste\u00bb.<\/p>\n<p><strong>D\u2019ALTRONDE<\/strong>, nella terza e ultima sezione, un fitto tessuto di prose poetiche riavvolge ancora il tempo, spingendosi fino all\u2019alba dell\u2019umanit\u00e0. Dal paesaggio rupestre di Pantalica l\u2019autore coglie come il lento scorrere dell\u2019acqua sulla roccia plasmi non solo le gole ma le abitudini stesse dell\u2019uomo: dalla vita nelle caverne alla scoperta del fuoco, dai primi graffiti alla svolta genetica dell\u2019aplogruppo L3, radice comune da cui prese avvio la migrazione \u00abOut of Africa\u00bb. Si vede quindi come il libro riporti il discorso al dato scientifico: nel corpo umano, L3 conserva la memoria biologica di quell\u2019esodo originario. Non \u00e8 un semplice marcatore: \u00e8 la prova che muoversi, uscire, viaggiare non \u00e8 deviazione ma gesto fondativo dell\u2019umano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Se c\u2019\u00e8 un libro di poesia che si impone come un discorso argomentativo compatto e degno di nota&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":44438,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1445],"tags":[1608,203,204,1537,90,89,1609],"class_list":{"0":"post-44437","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-libri","8":"tag-books","9":"tag-entertainment","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-libri"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/44437","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=44437"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/44437\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/44438"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=44437"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=44437"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=44437"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}