{"id":445764,"date":"2026-04-16T06:19:30","date_gmt":"2026-04-16T06:19:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/445764\/"},"modified":"2026-04-16T06:19:30","modified_gmt":"2026-04-16T06:19:30","slug":"fondo-monetario-internazionale-verso-una-recessione-globale-litalia-rischia-piu-degli-altri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/445764\/","title":{"rendered":"Fondo Monetario Internazionale: verso una recessione globale, l&#8217;Italia rischia pi\u00f9 degli altri"},"content":{"rendered":"<p>Dopo<a href=\"https:\/\/www.lindipendente.online\/2026\/04\/09\/il-riarmo-causa-debito-e-crisi-economica-se-ne-e-accorto-anche-il-fmi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\"> aver messo<\/a> in guardia dai rischi del riarmo, il Fondo Monetario Internazionale (FMI) \u00e8 tornato a parlare di previsioni economiche. Se la guerra in Asia Occidentale dovesse continuare per mesi e il rincaro dei prezzi energetici persistere, <strong>la crescita economica frenerebbe<\/strong>. In altre parole, l\u2019aumento del Prodotto Interno Lordo (PIL) mondiale \u2014 un aggregato dei singoli indicatori nazionali \u2014 potrebbe arrivare ad attestarsi al 2% rispetto al 2025, praticamente alla soglia di quella che gli economisti definiscono <strong>recessione globale<\/strong>. All\u2019interno del rapporto World Economic Outlook, il FMI ipotizza anche uno scenario dove la guerra durer\u00e0 al massimo qualche altra settimana, intaccando la crescita mondiale di due decimali, gli stessi che perderebbe l\u2019Italia, messa peggio rispetto ai principali partner europei a causa della sua <strong>dipendenza energetica<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019equilibrio in Asia Occidentale, nonostante la tregua entrata in vigore una settimana fa, resta fragile. Il commercio energetico funziona a singhiozzo, con i flussi attraverso lo stretto di Hormuz non paragonabili minimamente a quelli di inizio anno, prima cio\u00e8 dell\u2019<strong>aggressione israelo-americana all\u2019Iran<\/strong>. Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) <a href=\"https:\/\/www.imf.org\/en\/publications\/weo\/issues\/2026\/04\/14\/world-economic-outlook-april-2026?cid=ca-com-homepage-sm26-WEOEA2026001\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">ha elaborato<\/a> tre diversi scenari economici, a seconda degli sviluppi in Asia Occidentale. Se la guerra dovesse finire definitivamente nelle prossime settimane e Hormuz aprisse per riportare le esportazioni energetiche alla normalit\u00e0, l\u2019economia mondiale avrebbe tempo per assorbire parzialmente il colpo, chiudendo con una <strong>crescita del PIL pari al 3,1%<\/strong> (-0,2% rispetto alle stime di gennaio). L\u2019incremento italiano rispetto al 2025 si attesterebbe sullo 0,5%, la met\u00e0 dei partner francese e tedesco e quattro volte meno le stime di Madrid. La Spagna, sfruttando le risorse naturali, \u00e8 tra i Paesi europei pi\u00f9 resilienti dal punto di vista energetico, mentre invece l\u2019Italia fa i conti con un\u2019atavica dipendenza che la espone all\u2019incertezza degli stravolgimenti geopolitici, ultimo quello nel Golfo.<\/p>\n<p>In questo momento storico, ancora lontano dal <a href=\"https:\/\/www.lindipendente.online\/2026\/03\/17\/pil-non-ci-rende-piu-felici-la-scienza-smonta-il-mito-della-crescita-infinita\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">mettere<\/a> seriamente in discussione il paradigma della crescita economica, rallentare vuol dire fare i conti con gravi conseguenze, come <strong>licenziamenti e riduzione della spesa sociale<\/strong>. A maggior ragione se si \u00e8 inseriti, come l\u2019Italia, in una struttura neoliberista quale l\u2019Unione europea, i cui vertici hanno di recente fatto sapere di non voler <a href=\"https:\/\/www.lindipendente.online\/2026\/04\/14\/von-der-leyen-spinge-leuropa-alla-recessione-no-alla-revoca-del-patto-di-stabilita\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">sospendere<\/a> il famoso <strong>Patto di stabilit\u00e0<\/strong>, nonostante la crisi in atto. Di tutt\u2019altra natura era stata la posizione europea lo\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lindipendente.online\/2025\/02\/15\/stop-al-patto-di-stabilita-per-aumentare-le-spese-in-armi-lue-cede-al-volere-di-trump\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">scorso<\/a> anno, quando la presidente della Commissione Ursula von der Leyen aveva annunciato l\u2019introduzione di una clausola al Patto per permettere ai Paesi membri di aumentare la propria <strong>spesa in armi<\/strong>.<\/p>\n<p>Il rischio recessione denunciato dall\u2019Italia alla luce delle ultime esternazioni europee potrebbe estendersi a livello globale. Lo denuncia il Fondo Monetario Internazionale, illustrando gli altri possibili scenari futuri. Con quello \u201cavverso\u201d, dato dal continuo della guerra e dal mantenimento degli attuali prezzi di petrolio e gas, la crescita del PIL globale si attesterebbe al 2,5%. Se invece il prezzo del petrolio dovesse stabilizzarsi sui 110 dollari a barile (+100% rispetto alle stime di gennaio), seguito da rialzi sul gas, si materializzerebbe lo <strong>scenario \u201cgrave\u201d<\/strong>, con la crescita economica attorno al 2%. Al di sotto di questa soglia l\u2019economia mondiale viene considerata in recessione, in bal\u00eca dunque di inflazione e aumenti dei tassi di interesse, come accaduto durante la pandemia di Covid-19.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Avatar photo\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1776320370_895_cropped-firma-author-sq-96x96.png\"  class=\"avatar avatar-96 photo\" height=\"96\" width=\"96\"\/>Salvatore Toscano<\/p>\n<p class=\"li-author-box__bio\">Laureato in Scienze della Politica con una tesi sui beni comuni, per L\u2019Indipendente si occupa di politica, diritti e movimenti. Si dedica al giornalismo dopo aver compreso l\u2019importanza della penna come strumento di denuncia sociale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Dopo aver messo in guardia dai rischi del riarmo, il Fondo Monetario Internazionale (FMI) \u00e8 tornato a parlare&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":445765,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[172],"tags":[178,177,19670,1537,90,89,250825],"class_list":["post-445764","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-affari","tag-affari","tag-business","tag-fmi","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-recessione-globale"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116412938752668401","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/445764","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=445764"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/445764\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/445765"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=445764"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=445764"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=445764"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}