{"id":447595,"date":"2026-04-17T10:56:20","date_gmt":"2026-04-17T10:56:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/447595\/"},"modified":"2026-04-17T10:56:20","modified_gmt":"2026-04-17T10:56:20","slug":"pre-diabete-quanto-e-pericoloso-perche-non-va-sottovalutato-e-perche-forse-non-esistera-piu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/447595\/","title":{"rendered":"Pre-diabete quanto \u00e8 pericoloso, perch\u00e9 non va sottovalutato e perch\u00e9 (forse) non esister\u00e0 pi\u00f9"},"content":{"rendered":"<p>Come un limbo. Non si \u00e8 ancora arrivati ai valori ufficiali per la <strong>diagnosi di diabete<\/strong> ma gi\u00e0 ci si trova in una condizione di rischio aumentato per numerose patologie. Eppure quando si parla di <strong>pre-diabete<\/strong> c\u2019\u00e8 il pericolo di sottovalutare la situazione, considerando la condizione non propriamente patologica ma quasi \u201csemi normale\u201d. Ebbene, ora la situazione potrebbe cambiare.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 questa situazione intermedia, una sorta di \u2018limbo\u2019 tra la normalit\u00e0 glicemica e <a href=\"https:\/\/dilei.it\/salute\/diabete-tutto-quello-che-devi-sapere\/2184\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">il diabete,<\/a> \u00e8 gi\u00e0 associata ad <strong>un aumento significativo del rischio<\/strong> di malattie cardiovascolari, insufficienza renale cronica, demenza precoce e di alcuni tipi di tumore (in particolare colon-retto, mammella e pancreas).<\/p>\n<p>Definire questa fase come \u2018pre\u2019 porta dunque a banalizzarne l\u2019importanza e di ritardare interventi potenzialmente decisivi (correzione degli stili di vita e farmacologici) per la riduzione del rischio.<\/p>\n<p>Esperienze analoghe fatte in altri contesti di malattia, dimostrano il valore di questo approccio. Nel caso dell\u2019ipertensione arteriosa, ad esempio, l\u2019abbandono del termine \u2018pre-ipertensione\u2019 ha permesso di migliorare la percezione del rischio e la tempestivit\u00e0 delle cure. <strong>La classificazione in stadi<\/strong> pu\u00f2 ridurre l\u2019inerzia clinica, migliorare gli esiti e accelerare l\u2019innovazione.\n<\/p>\n<p>La nuova classificazione proposta<\/p>\n<p>Una nuova proposta di classificazione, avanzata dai leader della diabetologia mondiale, descrive con maggior fedelt\u00e0 il <a href=\"https:\/\/dilei.it\/salute\/diabete-mellito-tipo-2-sintomi-dieta\/2204\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">diabete tipo 2<\/a> come un processo continuo, legato al progressivo <strong>declino della funzione delle cellule beta pancreatiche<\/strong> (produttrici di insulina) e all\u2019aumento della resistenza insulinica. In questo contesto, vengono identificati tre nuovi stadi:<\/p>\n<p><strong>Stadio 1<\/strong>: include soggetti con rischio aumentato di sviluppare \u2018disglicemia\u2019 sulla base di score di rischio specifici per il proprio Paese, ma con glicemia ancora nei limiti normali, sebbene con un lieve declino della funzione beta-cellulare e di conseguenza un progressivo incremento della glicemia (i valori che lo descrivono sono: glicemia a digiuno &lt; 101 mg\/dl; glicemia alla 1\u00b0 ora nella curva da carico glucidico: &lt; 155 mg\/dl e alla 2\u00b0 ora: 140 mg\/dl; emoglobina glicata &lt; 5,7%, TITR, Time in tight range, &gt;90-95%, )<\/p>\n<p><strong>Stadio 2<\/strong>: include soggetti con alterazioni glicemiche, oggi definite \u2018disglicemia\u2019 o \u2018pre-diabete\u2019 (i valori che lo descrivono sono: glicemia a digiuno: 101\u2013124 mg\/dl; glicemia a 1 ora dal carico glucidico: \u2265 155 mg\/dl e a due ore: 140\u2013198 mg\/dl; emoglobina glicata 5,7-6,4%, TITR &gt;80-90%), con ulteriore sotto-stadiazione tra progressione lenta (stadio 2a) e rapida (stadio 2b)<\/p>\n<p><strong>Stadio 3<\/strong>: include soggetti con diabete conclamato (i valori che lo descrivono sono: glicemia a digiuno \u2265 126 mg\/dl; glicemia a 1 ora nella curva da carico: 208.8 mg\/dl e a due ore: &gt; 200 mg\/dl; emoglobina glicata \u2265 6,5%, TITR &lt;80%)<\/p>\n<p>Il parere degli esperti<\/p>\n<p>\u201cUn elemento innovativo fondamentale \u2013 commenta la presidente della Societ\u00e0 Italiana di Diabetologia (SID) Raffaella Buzzetti \u2013 \u00e8 <strong>la distinzione tra soggetti a progressione rapida<\/strong> (pi\u00f9 giovani, con obesit\u00e0, elevata insulino-resistenza o specifici marker metabolici) e <strong>soggetti a progressione lenta<\/strong>, spesso pi\u00f9 anziani.<\/p>\n<p>Questo consente di p<strong>ersonalizzare l\u2019intensit\u00e0 degli interventi<\/strong>, evitando sia l\u2019eccesso di trattamento, in particolare negli anziani, sia il sotto-trattamento, in particolare nei i giovani, fondamentale per minimizzazione <a href=\"https:\/\/dilei.it\/salute\/diabete-ecco-perche-mette-a-rischio-reni-cuore-occhi-e-non-solo\/1354890\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">le complicanze del diabete<\/a>. Il rischio di sviluppare diabete non \u00e8 un interruttore \u2018on-off\u2019 ma \u00e8 un <strong>processo continuo e graduale<\/strong>, e rafforza la necessit\u00e0 di avvalersi di strumenti diagnostici pi\u00f9 sofisticati e di nuove strategie di trattamento\u201d.<\/p>\n<p>Insomma: riconoscere <strong>gli stadi iniziali come parte della malattia<\/strong> significa poter intervenire precocemente, innanzitutto con modifiche importanti nello stile di vita, quali incremento del movimento e dieta adeguata.<\/p>\n<p>\u201cAd oggi,<strong> non vi sono indicazioni regolatorie specifiche<\/strong> circa l\u2019utilizzo di terapie farmacologiche, sebbene molte (tra cui metformina, pioglitazone e agonisti del recettore GLP-1) abbiano dimostrato un\u2019efficacia nel rallentare la progressione dal \u2018pre-diabete\u2019 al diabete e di ridurre il rischio cardiovascolare, anche in questi stadi iniziali di malattia\u201d \u2013 fa sapere l\u2019esperta.<\/p>\n<p>L\u2019adozione di questo nuovo modello potrebbe tradursi in: <strong>diagnosi pi\u00f9 precoci<\/strong> e mirate, interventi personalizzati in base al rischio reale, <strong>maggior accesso alle terapie nelle fasi iniziali<\/strong>, riduzione delle complicanze gravi (infarto, ictus, insufficienza renale), migliore sostenibilit\u00e0 del sistema sanitario, grazie alla prevenzione.<\/p>\n<p><strong>Parlare di \u2018stadi del diabete\u2019<\/strong>, anzich\u00e9 di \u2018pre-diabete\u2019, potrebbe aumentare la percezione della necessit\u00e0 di adottare interventi tempestivi, ma richiede strumenti educativi adeguati. L\u2019eventuale adozione di questa nuova classificazione dovr\u00e0 essere accompagnata da una comunicazione chiara ed efficace, per evitare confusione tra cittadini e operatori sanitari.<\/p>\n<p>\u201cLa proposta di<strong> superare il termine \u2018pre-diabete\u2019<\/strong> rappresenta un\u2019opportunit\u00e0 concreta per anticipare la diagnosi e intervenire quando la malattia \u00e8 ancora modificabile \u2014 conclude Buzzetti \u2014. \u00c8 un cambiamento culturale, prima ancora che clinico e consiste nel riconoscere che il diabete tipo 2 inizia molto prima della diagnosi tradizionale\u201d.<\/p>\n<p><strong>Un documento di consenso internazionale<\/strong> riguardante la nuova classificazione \u00e8 atteso nei prossimi mesi. Non si tratta solo di cambiare nome, ma di cambiare prospettiva: passare dal trattare una malattia conclamata, al prevenirne la comparsa. Intervenire prima significa preservare salute e qualit\u00e0 di vita e risparmiare risorse.<\/p>\n<p class=\"note\">Le indicazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a scopo informativo e divulgativo e non intendono in alcun modo sostituire la consulenza medica con figure professionali specializzate. Si raccomanda quindi di rivolgersi al proprio medico curante prima di mettere in pratica qualsiasi indicazione riportata e\/o per la prescrizione di terapie personalizzate.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Come un limbo. 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