{"id":449845,"date":"2026-04-18T19:45:41","date_gmt":"2026-04-18T19:45:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/449845\/"},"modified":"2026-04-18T19:45:41","modified_gmt":"2026-04-18T19:45:41","slug":"oriente-occidente-di-rampini-cosa-pensa-la-cina-della-guerra-di-trump-in-iran-e-perche-siamo-diventati-tutti-filocines","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/449845\/","title":{"rendered":"Oriente Occidente di Rampini | Cosa pensa la Cina della guerra di Trump in Iran (e perch\u00e9 siamo diventati tutti filocines"},"content":{"rendered":"<p class=\"chapter-paragraph\">(Questo testo \u00e8 stato pubblicato per la prima volta su Global, la newsletter di Federico Rampini: per riceverla basta andare <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?theme=48\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">qui<\/a>)<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Vi propongo una delle pi\u00f9 autorevoli <b>analisi di fonte cinese<\/b> sulla <b>guerra di Trump in Iran<\/b>.\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Lettura utile per almeno tre ragioni:\u00a0<br \/>1) \u00e8 una sintesi efficace, e di alto livello, sugli argomenti con cui <b>il regime di Pechino cerca di capitalizzare questa guerra ai propri fini<\/b>, inserendola in una propria visione del mondo e dell&#8217;imperialismo americano;\u00a0<br \/>2) sono convinto che molti lettori la possano condividere, e in ogni caso <b>riecheggia argomenti contro l&#8217;imperialismo americano che sono molto popolari in Occidente e all&#8217;interno degli stessi Stati Uniti<\/b>, non a caso l&#8217;autore cita anche degli americani;\u00a0<br \/>3) condivisibile o meno, <b>questo testo ci d\u00e0 la misura di quanto l&#8217;Occidente sia diventato filo-cinese<\/b>, visto che fin dalle prime ore di questo conflitto la maggioranza degli osservatori decretavano che l&#8217;America lo aveva perso, e mettevano tra i vincitori Cina e Russia oltre all&#8217;Iran. D\u00e9j\u00e0 vu&#8230; Mi sembra di fare un tuffo nei ricordi della mia giovinezza, quando nelle \u00e9lite intellettuali d&#8217;Occidente, in particolare a Parigi e nel mondo di cultura francofona dove sono cresciuto, \u00aberavamo tutti maoisti\u00bb&#8230;<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/diretta-live\/26_aprile_18\/guerra-in-iran-le-ultime-notizie-in-diretta-la-maggioranza-degli-americani-e-contro-la-guerra-in-iran.shtml\" title=\"Guerra in Iran, le ultime notizie in diretta | Netanyahu \u00abscioccato\u00bb dal post di Trump: \u00abProibir\u00f2 a Israele di bombardare il Libano\u00bb. Ghalibaf: \u00abChiuderemo ancora Hormuz se gli Usa continueranno il blocco dei porti\u00bb\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Iran, la guerra in diretta<\/a><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019ultimo numero di Qiushi pubblica un articolo di <b>Chen Wenxin<\/b>, direttore dell\u2019Istituto di Studi Americani presso i China Institutes of Contemporary International Relations, affiliati al Ministero della Sicurezza di Stato, intitolato <b>\u00abIl dilemma dell\u2019egemonia americana dietro il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran\u00bb<\/b>. Eccovene gli estratti pi\u00f9 significativi, tradotti testualmente:<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abSul <b>piano economico<\/b>, lanciando la guerra contro l\u2019Iran <b>gli Stati Uniti intendevano \u201cspendere poco per ottenere molto\u201d<\/b>: conquistare il controllo di risorse chiave, nodi strategici e corridoi fondamentali a costi relativamente contenuti, per ottenere maggiori vantaggi economici. Ma <b>le stime dei costi da parte di Washington si sono rivelate completamente errate<\/b>. All\u2019inizio di aprile, il costo totale aveva gi\u00e0 superato i 42 miliardi di dollari. Con il protrarsi della guerra, gli input militari americani hanno continuato ad aumentare. Per sostenere il conflitto, poco dopo l\u2019inizio delle ostilit\u00e0 il Pentagono ha richiesto con urgenza un budget supplementare di 200 miliardi di dollari, mentre all\u2019inizio di aprile la Casa Bianca ha proposto un bilancio della difesa record di 1.500 miliardi per il prossimo anno fiscale: entrambe misure che faranno crescere ulteriormente il debito americano.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">I <b>costi nascosti di lungo periodo<\/b> sono <b>ancora pi\u00f9 rilevanti <\/b>di queste spese immediate. La professoressa di Harvard Linda Bilmes ha avvertito che l\u2019attuale spesa &#8211; gi\u00e0 massiccia &#8211; sar\u00e0 alla fine superata da costi ancora pi\u00f9 elevati, come i sussidi per i reduci e gli interessi sul debito contratto per finanziare la guerra. Mentre la spesa militare \u00e8 esplosa, <b>l\u2019aumento dei prezzi ha compresso i consumi e il potere d\u2019acquisto delle famiglie<\/b>. Nell\u2019ultimo mese, il prezzo medio nazionale della benzina \u00e8 salito di circa il 30%; energia, fertilizzanti e alimentari hanno continuato a rincarare, aumentando sensibilmente il rischio di una \u201ctrappola stagflazionistica\u201d. Moody\u2019s Analytics stima che la probabilit\u00e0 di una recessione negli Stati Uniti nei prossimi dodici mesi sia salita al 48,6%.\u00a0<\/p>\n<p>APPROFONDISCI CON IL PODCAST<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il conflitto <b>non ha riparato le fondamenta gi\u00e0 indebolite dell\u2019egemonia economica americana<\/b>; potrebbe invece renderle <b>ancora pi\u00f9 fragili<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sul <b>piano diplomatico<\/b>, il conflitto <b>ha allentato il sistema di alleanze degli Stati Uniti e ne ha incrinato la credibilit\u00e0 egemonica<\/b>. A differenza della prima Guerra del Golfo (1991) o della guerra in Iraq (2003), quando Washington mobilit\u00f2 numerosi alleati, queste operazioni militari sono state condotte solo dagli Stati Uniti insieme a Israele, senza consultazioni con gli alleati. <b>Dopo lo scoppio del conflitto, la maggior parte degli alleati non ha offerto sostegno<\/b>. Regno Unito, Francia e Germania hanno rifiutato esplicitamente di partecipare ad attacchi militari o missioni di scorta, mentre la Spagna ha vietato l\u2019uso delle proprie basi per operazioni contro l\u2019Iran. Gli alleati del Golfo si trovano in una posizione difficile: dipendono dalle garanzie di sicurezza americane ma non vogliono essere trascinati nel conflitto, e la loro fiducia negli Stati Uniti \u00e8 diminuita sensibilmente. Anche alleati dell\u2019Asia-Pacifico come la Corea del Sud hanno espresso malumori per il trasferimento di sistemi antimissile e forze verso il Medio Oriente.<br \/>Secondo Elizabeth Saunders, <b>la guerra con l\u2019Iran eroder\u00e0 ulteriormente la fiducia degli alleati nell\u2019affidabilit\u00e0 strategica degli Stati Uniti,<\/b> danneggiandone alla fine posizione e influenza internazionale.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sul <b>piano strategico<\/b>, il conflitto ha sovraccaricato le risorse strategiche americane e <b>rischia di lasciare Washington incapace sia di avanzare sia di ritirarsi<\/b>. Secondo la nuova Strategia di Sicurezza Nazionale, gli Stati Uniti intendono impedire a forze ostili di dominare il Medio Oriente, le sue risorse energetiche e i corridoi di trasporto, evitando per\u00f2 di essere risucchiati in una costosa \u201cguerra infinita\u201d. Ma la realt\u00e0 attuale \u00e8 diversa: lo Stretto di Hormuz \u00e8 stato bloccato dall\u2019Iran; Washington teme di ripetere gli errori di Iraq e Afghanistan, ma allo stesso tempo non pu\u00f2 accettare il fallimento dei propri obiettivi, ritrovandosi cos\u00ec in una situazione di stallo.<br \/>Inoltre, <b>la guerra non ha raggiunto gli obiettivi centrali di \u201cdistruggere la capacit\u00e0 nucleare iraniana\u201d o di \u201ccambiare il regime\u201d<\/b>; al contrario, ha spinto Teheran ad accelerare il proprio programma nucleare, ha aumentato l\u2019insicurezza di molti altri paesi, ha aggravato ulteriormente la situazione regionale.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">&#8220;<b>L\u2019America \u00e8 diventata un predatore egemonico<\/b>. Una politica coerente di egemonia predatoria far\u00e0 <b>declinare l\u2019influenza globale americana \u2014 prima gradualmente, poi all\u2019improvviso<\/b>\u201d, afferma il professore di Harvard Stephen Walt.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In quanto grande potenza, gli Stati Uniti sono ossessionati dalla ricerca e dal mantenimento dell\u2019egemonia, impegnandosi in attivit\u00e0 di sovversione e infiltrazione e lanciando guerre con estrema facilit\u00e0. Il risultato \u00e8 portare il caos in Medio Oriente, con danni per l&#8217;America stessa e per la comunit\u00e0 internazionale.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ricorrere alla forza a ogni occasione non dimostra forza.<\/b> La Cina si \u00e8 sempre opposta all\u2019egemonismo e alla politica di potenza in tutte le sue forme, cos\u00ec come all\u2019ingerenza negli affari interni di altri paesi. <b>Le grandi potenze dovrebbero comportarsi da grandi potenze<\/b>: difendere l\u2019equit\u00e0, seguire la strada giusta e contribuire con energia positiva alla pace e allo sviluppo del Medio Oriente. La Cina sostiene che tutte le parti debbano tornare al pi\u00f9 presto al tavolo negoziale, risolvere le divergenze attraverso un dialogo tra pari, lavorare per una sicurezza condivisa e ristabilire rapidamente pace e stabilit\u00e0 nella regione\u00bb.<br \/>\u00a0\u00a0<br \/>Ciascuno trae le conclusioni che vuole da questo testo. Non entro in un&#8217;analisi dettagliata e mi limito a poche osservazioni fattuali. &#8211;\u00a0<b>L&#8217;affermazione sui consumi Usa in crisi al momento non \u00e8 suffragata dai fatti<\/b>.\u00a0<br \/>&#8211; L&#8217;aumento medio della benzina \u00e8 ormai perfino superiore al dato sopra citato, avendo raggiunto il 35%, per\u00f2 \u00e8 influenzato dal peso dello Stato pi\u00f9 ricco e popoloso, la California, che \u00e8 l&#8217;unica a importare petrolio arabo.\u00a0<br \/>&#8211; L&#8217;economia americana, a differenza di quella cinese, si trova da ambo le parti della crisi energetica: i consumatori soffrono, le imprese produttrici di energia aumentano i loro profitti, anche a vantaggio dei loro dipendenti e del gettito fiscale.\u00a0<br \/>&#8211; In quanto al ruolo della Cina in favore della stabilit\u00e0 in Medio Oriente, mal si concilia con le forniture di armi da Pechino all&#8217;Iran, potenza poco pacifica e poco stabilizzatrice&#8230;\u00a0<br \/>&#8211; Pi\u00f9 in generale la propaganda sul pacifismo cinese cancella le molte guerre di aggressione dal Tibet alla Corea, dall&#8217;India al Vietnam, nonch\u00e9 gli atti di espansionismo e di prepotenza militare per i quali la Cina ha calpestato il diritto internazionale ed \u00e8 stata condannata dalla giustizia Onu.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma immagino che questi appaiano dettagli, rispetto ad una narrazione cinese ampiamente condivisa dalla maggioranza dei media americani oltre che europei.\u00a0Vista l&#8217;impopolarit\u00e0 di questa guerra e del presidente che l&#8217;ha voluta, all&#8217;interno del suo stesso paese, non occorre che questa analisi cinese sia onesta e lucida, perch\u00e9 sia ampiamente condivisa e perfino dominante.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-04-18T19:05:17+02:00\" content=\"2026-04-18\">18 aprile 2026, 14:53  &#8211; modifica il 18 aprile 2026 | 19:05<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"(Questo testo \u00e8 stato pubblicato per la prima volta su Global, la newsletter di Federico Rampini: per riceverla&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":449846,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[160],"tags":[10473,4197,10798,2032,4717,6508,2017,536,111813,252454,5143,3587,8113,1963,737,14745,20549,252455,252456,356,384,88761,394,10679,22552,6613,13994,3524,7714,14,164,165,6008,3451,3761,53544,252452,3566,3593,6768,769,1149,1251,187134,77,1151,217975,252457,8330,18831,17581,252458,7944,1302,252459,832,955,764,37924,72,252460,6110,22,6410,252461,7673,794,888,166,7,15,853,854,1635,892,10139,23276,402,857,5262,386,975,477,6324,6715,116025,252453,10332,863,2454,74108,11,167,12,168,3414,3714,161,162,163],"class_list":["post-449845","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-mondo","tag-alleati","tag-alto","tag-alto-livello","tag-america","tag-americana","tag-americane","tag-americani","tag-americano","tag-ampiamente","tag-ampiamente-condivisa","tag-analisi","tag-aprile","tag-argomenti","tag-attuale","tag-aumento","tag-benzina","tag-calcoli","tag-calcoli-sbagliati","tag-calcoli-sbagliati-predatore","tag-cina","tag-cinese","tag-condivisa","tag-conflitto","tag-consumi","tag-continuato","tag-corea","tag-corridoi","tag-costi","tag-crisi","tag-cronaca","tag-dal-mondo","tag-dalmondo","tag-debito","tag-differenza","tag-dollari","tag-egemonia","tag-egemonico","tag-energia","tag-fiducia","tag-fiscale","tag-forze","tag-golfo","tag-grandi","tag-grandi-potenze","tag-guerra","tag-guerra-iran","tag-guerra-trump","tag-guerra-trump-iran","tag-guerre","tag-harvard","tag-imperialismo","tag-imperialismo-americano","tag-influenza","tag-inizio","tag-inizio-aprile","tag-internazionale","tag-interno","tag-iran","tag-iraq","tag-israele","tag-lanciando","tag-livello","tag-maggioranza","tag-medio","tag-medio-benzina","tag-medio-oriente","tag-militare","tag-militari","tag-mondo","tag-news","tag-notizie","tag-nucleare","tag-obiettivi","tag-occidente","tag-operazioni","tag-oriente","tag-ottenere","tag-pace","tag-paesi","tag-parti","tag-pechino","tag-piano","tag-politica","tag-posizione","tag-potenza","tag-predatore","tag-predatore-egemonico","tag-risorse","tag-sicurezza","tag-testo","tag-ulteriormente","tag-ultime-notizie","tag-ultime-notizie-di-mondo","tag-ultimenotizie","tag-ultimenotiziedimondo","tag-uniti","tag-washington","tag-world","tag-world-news","tag-worldnews"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/449845","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=449845"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/449845\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/449846"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=449845"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=449845"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=449845"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}