{"id":45014,"date":"2025-08-13T12:01:10","date_gmt":"2025-08-13T12:01:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/45014\/"},"modified":"2025-08-13T12:01:10","modified_gmt":"2025-08-13T12:01:10","slug":"io-che-ti-ho-voluto-cosi-bene-roberta-recchia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/45014\/","title":{"rendered":"Io che ti ho voluto cos\u00ec bene | Roberta Recchia"},"content":{"rendered":"<p>\u201cIo che ti ho voluto cos\u00ec bene\u201d \u00e8 il titolo emblematico del romanzo di <strong>Roberta Recchia<\/strong> (Rizzoli). Ed \u00e8 emblematico nella sua semplicit\u00e0, quasi spiazzante, ma \u00e8 anche l\u2019assunto complesso che la Recchia, con magistrale abilit\u00e0 narrativa, dimostra pagina per pagina in questo romanzo di \u201ctrasformazione\u201d.<\/p>\n<p>Si, perch\u00e9 se da una parte esso racconta la formazione del piccolo Luca Nardulli che, alle soglie dei suoi quindici anni, si trova ad elaborare qualcosa di pi\u00f9 grande di lui (inaspettato, come spesso accade agli adolescenti), dall\u2019altra si trasforma e trasforma anche chi gli \u00e8 accanto.<\/p>\n<p>Una trasformazione che nasce da un dolore \u201cinaspettato\u201d, appunto, e da una serie di circostanze che, con effetto domino, travolgono l\u2019innocenza di Luca e le vite che gli girano intorno. Un giro di vite, un carosello di eventi di cui, lui, \u00e8 l\u2019incolpevole causus belli.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 Luchi\u2019 (come veniva chiamato da tutti) non ha colpa di ci\u00f2 che lo allontana da casa, dagli affetti, dagli amori ma porta con s\u00e9 una \u201cmacchia\u201d funesta; quella che, mitologicamente parlando, si trasferisce di padre in figlio ed oltre.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 questo \u2013 sostanzialmente \u2013 il focus del romanzo; tutta la narrazione si incardina nell\u2019 \u201cevento tragico\u201d che porta con s\u00e9 un intero mondo, fatto di spensieratezza estiva, di sogni proibiti, di canzoni al juke box, di pedalate veloci e cariche di attesa, di paesi assolati nell\u2019estate di ogni tempo. Sempre uguale l\u2019estate, ricca di promesse e poi, d\u2019improvviso, finisce e non tornano pi\u00f9. Accade a Luchi\u2019, Mizio, Tommaso, Lilia, Betta, Umberto, Mara, Caro\u2019, Emilia, Flavia ed altri.<\/p>\n<p>Ognuno di loro \u201cha voluto bene\u201d \u2013 cos\u00ec bene \u2013 ed \u00e8 in virt\u00f9 di questo bene che ha agito ed ha deciso dove \u201candare\u201d, come \u201cfinire\u201d. Nel lungo inverno della consapevolezza, mi viene da dire, si materializza la rassegnazione, prima e la rinascita, dopo, la trasformazione.<\/p>\n<p>Luchi\u2019, che ha una sensibilit\u00e0 silenziosa ma acuta, si lascia attraversare dal dolore, dalla morte di una passata stagione, di un sogno d\u2019amore; si avvicina a chi lo accoglie con gratitudine e tace, anche quando viene accusato di aver \u201ctravolto\u201d altre vite nella \u201csua, macchiata\u201d. Tace nella ricerca di un\u2019altra strada per essere felice.<\/p>\n<p>Una strada che passa prima dall\u2019accettazione della distanza, dalle persone e dai luoghi e poi dalla consapevolezza che ognuno di coloro che ha gravitato intorno \u201call\u2019inaspettato\u201d ha scelto, infine, come andare avanti e come finire. Luchi\u2019 dir\u00e0 allo zio Umberto \u201cSe n\u2019\u00e8 andato come voleva\u201d riferendosi al padre in un passo cruciale alla fine del romanzo (cfr. p.256).<\/p>\n<p>Perch\u00e9 \u00e8 convinto, come un eroe greco, che \u201cin nessun modo la vita potesse essere semplice, che in nessun modo fosse possibile evitare delusioni, errori, dolori. Ma dalla sofferenza si poteva guarire, questo s\u00ec.\u201d\u00a0 (Cfr. p. 339). Con ostinazione.<\/p>\n<p>Roberta Recchia \u00e8 riuscita ad affrontare diverse tematiche legate all\u2019adolescenza, anche traumatiche, delittuose, senza defraudare mai i giovani della loro forza e percezione della realt\u00e0: basta pensare al personaggio di Flavia che non si arrende e sa attendere, per amore.<\/p>\n<p>Ed anche il mondo degli adulti \u00e8 tratteggiato nella sua complessit\u00e0, nei rapporti fra pari e con gli adolescenti. Uno spaccato di vite che non ci lascia senza rimandi personali.<\/p>\n<p>Il bene e l\u2019amore muovono l\u2019azione narrativa, non vi \u00e8 dubbio; nella scena finale del romanzo, a tavola, l\u2019immagine del cocomero diviso in quattro, dono simbolico, di un passato malinconico si, ma anche di un presente che non si arrende, ne \u00e8 la dimostrazione figurata. \u201cIo che ti ho voluto cos\u00ec bene\u201d \u00e8 un viaggio nelle stagioni della vita, non prive di dolori, ma \u201cgirasoli\u201d che, con ostinazione, ricercano la luce.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u201cIo che ti ho voluto cos\u00ec bene\u201d \u00e8 il titolo emblematico del romanzo di Roberta Recchia (Rizzoli). 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