{"id":45053,"date":"2025-08-13T12:26:11","date_gmt":"2025-08-13T12:26:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/45053\/"},"modified":"2025-08-13T12:26:11","modified_gmt":"2025-08-13T12:26:11","slug":"gli-80-anni-di-wim-wenders-un-rocker-del-cinema-ultima-ora","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/45053\/","title":{"rendered":"Gli 80 anni di Wim Wenders, un rocker del cinema &#8211; Ultima ora"},"content":{"rendered":"<p>            (di Giorgio Gosetti)<br \/>\n   Il 14 agosto Wim Wenders, la voce pi\u00f9<br \/>\npotente e popolare del Nuovo Cinema Tedesco, compie 80 anni e la<br \/>\nsua figura si staglia ormai solitaria, anche rispetto alla<br \/>\nstagione di giovani autori che rivoluzionarono i codici del<br \/>\ncinema negli anni Settanta. Nato a D\u00fcsseldorf nel 1945 appena<br \/>\ndue mesi dopo la capitolazione della Germania nazista, il figlio<br \/>\nribelle di un medico affermato ha una formazione composita<br \/>\n(viene da una famiglia cattolica osservante e da bambino voleva<br \/>\nfarsi prete) che presto cede il passo alla sua passione per la<br \/>\ncinepresa: si diploma al liceo umanistico di Oberhausen, si<br \/>\niscrive a medicina sulle orme del padre, passa a filosofia, ma<br \/>\ndopo appena un semestre abbandona definitivamente gli studi per<br \/>\nseguire la sua vocazione pi\u00f9 forte.<br \/>\n                                    <br \/>\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\n\t\t\t\t   Nel 1966 si trasferisce a Parigi seguendo il richiamo della<br \/>\nCin\u00e9math\u00e8que Fran\u00e7aise di Henri Langlois dove trascorre tutti i<br \/>\nmomenti liberi, quando non si guadagna da vivere come incisore<br \/>\nnello studio dell&#8217;artista americano Johnny Friedlander,<br \/>\ncostretto poi ad abbandonare il suo sogno di diventare un<br \/>\npittore. Di quel periodo ricorda volentieri che riusciva a<br \/>\nvedere almeno quattro film al giorno, sette nei weekend. Vale la<br \/>\npena di soffermarsi sugli anni giovanili di Wenders perch\u00e9 le<br \/>\nsue inclinazioni si trasferiranno poi nel cinema che comincia a<br \/>\nfrequentare in modo attivo appena tornato a casa, dove frequenta<br \/>\nle lezioni dell&#8217;Accademia del cinema di Monaco e gira i suoi<br \/>\nprimi cortometraggi tra il 1967 e il 1970. Attivo frequentatore<br \/>\ndei cineclub, critico cinematografico  in erba, amico del<br \/>\ndrammaturgo Peter Handke, \u00e8 stregato dal magistero di un autore<br \/>\ncome Alexander Kluge che lo associa presto al movimento del<br \/>\nNuovo Cinema Tedesco insieme a giovanissimi artisti come Herzog,<br \/>\nFassbinder, Reitz e Fleichmann, spingendolo a debuttare nel<br \/>\nlungometraggio nel 1970 con &#8220;Estate in citt\u00e0&#8221;. Appena un anno<br \/>\ndopo Wenders \u00e8 gi\u00e0 una voce autorevole del movimento con &#8220;La<br \/>\npaura del portiere prima del calcio di rigore&#8221; (scritto insieme<br \/>\na Handke) e poi con l&#8217;inatteso &#8220;Lettera scarlatta&#8221; dal romanzo<br \/>\ndi Hawthorne. L&#8217;aria di Monaco in quegli anni, \u00e8 elettrica,<br \/>\ngiovanile, aperta a tutte le esperienze artistiche e la musica<br \/>\noccupa un posto di rilievo. Cos\u00ec Wim (contrazione danese del suo<br \/>\nvero nome Wilhelm) si appassiona al rock (suoner\u00e0 anche in<br \/>\nqualche gruppo amatoriale), vede nell&#8217;America del cinema e della<br \/>\nmusica i suoi miti fondanti, scopre l&#8217;atmosfera multiculturale<br \/>\ndi Berlino ovest dove andr\u00e0 a vivere.<br \/>\n                                    <br \/>\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\n\t\t\t\t  Con la sua &#8220;trilogia del tempo&#8221; (o della strada) diventer\u00e0<br \/>\nsubito un cineasta di riferimento tra &#8220;Alice nelle citt\u00e0&#8221;,<br \/>\n&#8220;Falso movimento&#8221; e &#8220;Nel corso del tempo&#8221; in cui affida a<br \/>\nR\u00fcdiger Vogler il ruolo di suo alter-ego sullo schermo.  Dal<br \/>\n1975 \u00e8 anche produttore di s\u00e9 stesso e il successo mondiale de<br \/>\n&#8220;L&#8217;amico americano&#8221; con Dennis Hopper e Bruno Ganz gli apre le<br \/>\nporte di Hollywood dove, per un periodo, andr\u00e0 a vivere,<br \/>\ninnamorato dei grandi spazi americani in cui collocher\u00e0 il suo<br \/>\nsguardo creativo anche come fotografo, un&#8217;arte che nel corso del<br \/>\ntempo diventer\u00e0 in lui perfino pi\u00f9 importante del cinema. I suoi<br \/>\nesordi oltre oceano sono contraddittori: se con &#8220;Nick&#8217;s Movie&#8221;<br \/>\nrende omaggio a uno dei suoi autori pi\u00f9 amati, Nicholas Ray, e<br \/>\napre una pagina nuova nel cinema-documento, con il noir<br \/>\n&#8220;Hammet&#8221;, prodotto da Francis Coppola, non entra in sintonia con<br \/>\nHollywood e il film resta confinato in un limbo tra manierismo e<br \/>\nintrattenimento. Wenders si rifar\u00e0 nel 1982, tornato in<br \/>\nGermania, con &#8220;Lo stato delle cose&#8221; che vince il Leone d&#8217;oro a<br \/>\nVenezia ed \u00e8 una appassionata riflessione sul suo mestiere,<br \/>\ngirato in un efficace bianco&amp;nero che seduce la critica e lo<br \/>\nconferma ormai autore di livello internazionale. Due anni dopo,<br \/>\ngrazie al sodalizio con Sam Shepard (anche attore insieme a<br \/>\nNastassja Kinski), firma il suo maggiore successo &#8220;americano&#8221;<br \/>\ncon &#8220;Paris Texas&#8221; che gli fa vincere la Palma d&#8217;oro a Cannes.<br \/>\n                                    <br \/>\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\n\t\t\t\tBench\u00e9 la sua opera annoveri in seguito film di grande impatto<br \/>\ncome &#8220;Il cielo sopra Berlino (con Bruno Ganz e Peter Falk) nel<br \/>\n1987, si pu\u00f2 dire che il punto d&#8217;arrivo della sua prima carriera<br \/>\nvada situato tra il monumentale &#8220;Fino alla fine del mondo&#8221;<br \/>\n(completato nel 1991 e in cui riversa tutta la sua passione per<br \/>\nil rok collaborando con grandi band come gli U2 i Talking Heads,<br \/>\nLou Reed, Nick Cave) e &#8220;Cos\u00ec lontano, cos\u00ec vicino&#8221; con cui<br \/>\nritorna alle atmosfere berlinesi nel 1993. Da qui in avanti, pur<br \/>\nfrequentando il cinema narrativo a pi\u00f9 riprese, \u00e8 nel<br \/>\ndocumentario e nella fotografia che si conferma un maestro:<br \/>\n&#8220;Buena vista Social Club&#8221;, &#8220;Lisbon Story&#8221;,&#8221;Tokyo Ga&#8221;, il 3D<br \/>\n&#8220;Pina&#8221;, &#8220;Il sale della terra&#8221; con Sebastiao Salgado, perfino<br \/>\n&#8220;Papa Francesco&#8221; diretto con l&#8217;assenso di Papa Bergoglio nel<br \/>\n2018. E nel frattempo gira il mondo con le magnifiche mostre<br \/>\nfotografiche (importate in Italia da Contrasto e Solares),<br \/>\ncollabora con Antonioni per la regia di &#8220;Al di l\u00e0 delle nuvole&#8221;<br \/>\n(1995), passa per la Sicilia dirigendo &#8220;Palermo Shooting&#8221;, fonda<br \/>\nl&#8217;Accademia che ogni anno consegna l&#8217;Oscar europeo (EFA), affida<br \/>\nla sua idea dell&#8217;immagine al magnifico saggio &#8220;L&#8217;atto di vedere&#8221;<br \/>\n(1992). Quando ormai appare a molti un decano gi\u00e0 collocato<br \/>\nnella storia del cinema, sorprende tutti nel 2023 girando il<br \/>\nfilm che per molti va indicato tra i suoi capolavori assoluti e<br \/>\nche nasce dalla pi\u00f9 improbabile delle commissioni. Lo chiama a<br \/>\nTokyo la societ\u00e0 che gestisce i bagni pubblici della citt\u00e0 per<br \/>\nun documentario promozionale. Wenders si appassiona all&#8217;idea di<br \/>\nun film di finzione che riflette la poetica di uno dei suoi<br \/>\nautori di riferimento, il maestro giapponese Yasujir\u014d Ozu, e<br \/>\nporta a Cannes &#8220;Perfect Days&#8221;. E&#8217; un incredibile successo di<br \/>\npubblico, oltre che di critica.<br \/>\n                                    <br \/>\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n<p class=\"article-copyright\">\n<p>Riproduzione riservata \u00a9 Copyright ANSA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"(di Giorgio Gosetti) Il 14 agosto Wim Wenders, la voce pi\u00f9 potente e popolare del Nuovo Cinema Tedesco,&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":45054,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1451],"tags":[8809,1621,1620,640,203,454,204,1537,90,89,39433],"class_list":{"0":"post-45053","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-celebrita","8":"tag-autore","9":"tag-celebrita","10":"tag-celebrities","11":"tag-cinema","12":"tag-entertainment","13":"tag-film","14":"tag-intrattenimento","15":"tag-it","16":"tag-italia","17":"tag-italy","18":"tag-wim-wenders"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/45053","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=45053"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/45053\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/45054"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=45053"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=45053"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=45053"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}