{"id":45184,"date":"2025-08-13T13:49:42","date_gmt":"2025-08-13T13:49:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/45184\/"},"modified":"2025-08-13T13:49:42","modified_gmt":"2025-08-13T13:49:42","slug":"sperimentare-labisso-un-romanzo-per-capire-la-fragilita-del-nostro-tempo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/45184\/","title":{"rendered":"Sperimentare l\u2019abisso: un romanzo per capire la fragilit\u00e0 del nostro tempo"},"content":{"rendered":"<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-72915 alignnone\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/alleybooks-yanagihara.png\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"299\"  \/><\/p>\n<p>Capita a volte che chiudi un libro e ti senti come se avessi detto addio a una persona che avresti voluto avere accanto per pi\u00f9 tempo. Capita che quella persona, anzi, quel libro, abbia riempito le tue giornate e ti abbia anche fatto tirare tardi, fino a notte fonda, perch\u00e9 ti riusciva impossibile staccarti da quelle pagine. Capita, s\u00ec, e personalmente mi \u00e8 capitato molto raramente. L\u2019ultima volta era stato nel 2017 e il libro era \u201cIl petalo cremisi e il bianco\u201d di Michel Faber: novecento pagine che mi decisi ad affrontare solo perch\u00e9 il consiglio arrivava da una persona che stimo molto, e delle quali alla fine rimpiansi che non fossero di pi\u00f9.<\/p>\n<p>La stessa cosa ho provato con \u201cUna vita come tante\u201d di <strong>Hanya Yanagihara<\/strong>, libro del quale anche il Times ha scritto: \u00abNon capita spesso di leggere un romanzo di queste dimensioni e di pensare \u201cvorrei che fosse pi\u00f9 lungo\u201d\u00bb. Pubblicato nel 2016 da Sellerio con la traduzione di <strong>Luca Briasco<\/strong>, l\u2019imponente romanzo \u00e8 un viaggio nella vita di un uomo emotivamente e fisicamente danneggiato, Jude St Francis, un incontro con i demoni (\u201ciene\u201d, li chiama lui) che lo tormentano e con e gli amici che cercano di frapporsi tra lui e il dolore. \u00c8 un libro sull\u2019amicizia, sui suoi limiti e sull\u2019incondizionato amore che pu\u00f2 muoverla. Ma soprattutto un libro sull\u2019<strong>abisso di sofferenza e vergogna<\/strong> in cui un essere umano pu\u00f2 sprofondare per l\u2019infinita eredit\u00e0 di abusi.<\/p>\n<p>Tante e profonde sono le ferite che la vita ha inferto a Jude. Il <a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2015\/04\/05\/books\/review\/hanya-yanagiharas-a-little-life.html?_r=0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">New York Times<\/a>, ha rimproverato Yanagihara di aver scritto un romanzo che \u00absembra quasi allegorico\u00bb. Ma forse \u00e8 proprio questa la potenza del libro.<\/p>\n<p>Una vita come tante?<\/p>\n<p>Il romanzo si apre sulla vita di Jude e dei suoi brillanti amici a New York. Hanno da poco terminato l\u2019universit\u00e0, stanno iniziando la loro vita professionale, qualcuno parte col piede giusto, qualcuno sfrutta i privilegi di nascita, Jude ha dalla sua un\u2019acuta intelligenza e un fascino di cui non sembra essere affatto consapevole. Tutti sembrano avere davanti a s\u00e9 un futuro radioso e sicuro. \u00abL\u2019ambizione \u00e8 la mia unica religione\u00bb, dice Jean-Baptiste, pittore la cui arte figurativa \u00e8 incentrata sui suoi amici e sulla loro quotidianit\u00e0 emotiva. Sguardi, riti, incontri, l\u2019amicizia che unisce il quartetto sembra quasi utopica: una celebrazione dell\u2019alterit\u00e0 e della comprensione reciproca al di sopra di ogni circostanza.<\/p>\n<p>Ma via via che ci si addentra nella storia, appare chiaro che tutto ruota attorno alla figura di Jude, soprattutto attorno al suo passato, che Yanagihara svela con pazienza e una sottile seduzione solo dopo averne mostrato i tragici effetti. La sofferenza di Jude \u00e8 mostrata dapprima attraverso il filtro dello sguardo dei suoi amici, e ci\u00f2 la rende in qualche modo pi\u00f9 piccola e superficiale, ma via via che le relazioni si fanno pi\u00f9 intense e i legami pi\u00f9 profondi, anche quando subentrano altri personaggi che portano il proprio personale bagaglio di sofferenze, il filtro si fa sempre pi\u00f9 sottile. Fino a disfarsi completamente quando il punto di vista narrativo diviene quello di Jude e il dolore straripa da ogni riga del racconto.<\/p>\n<p>\u00c8 a questo punto che diventa sempre pi\u00f9 chiaro di non avere tra le mani un romanzo di formazione, quanto piuttosto un <strong>racconto di deformazione<\/strong>. In quanti modi l\u2019anima di una persona pu\u00f2 essere ferita e violata, fino a togliere ogni speranza di redenzione? Violenza, abusi, autolesionismo, disturbi alimentari, suicidio: non \u00e8 tanto per i trigger warning che bisogna fare presente che questo libro \u00e8 pieno di tematiche insostenibili, \u00e8 che viene il momento nella lettura in cui non si pu\u00f2 evitare di interpellare l\u2019autrice e chiederle: perch\u00e9? Perch\u00e9 tanto dolore? Perch\u00e9 questa sofferenza sproporzionata, immorale, impietosa?<\/p>\n<p>Nel dolore di Jude c\u2019\u00e8 una fragilit\u00e0 universale<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-72913 size-medium\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/hanya-1-e1726694676714-300x284.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"284\"  \/>Hanya Yanagihara<\/p>\n<p>L\u2019articolo del New York Times citato sopra accusa l\u2019autrice di usare i meccanismi narrativi per accendere l\u2019interesse voyeuristico del lettore, per offrire la tentazione di guardare la terribile sofferenza di qualcuno da una distanza confortevole. Certamente la prosa di Yanagihara \u00e8 astuta, sa utilizzare indizi, suggestioni e flashback per suscitare la curiosit\u00e0 del lettore nei confronti di Jude. Ma nella sua scrittura non c\u2019\u00e8 nessun compiacimento: a un certo punto diviene chiaro che non \u00e8 la credibilit\u00e0 dei personaggi a guidare il lettore, ma una sorta di stato febbrile in cui si muove qualcosa di intimo, introspettivo, profondamente umano.<\/p>\n<p>\u00c8 stato infatti anche definito un romanzo a-storico: per quanto gli anni in cui \u00e8 ambientato siano abbastanza chiari, la Storia sembra essere tagliata fuori, i personaggi sono quasi dei clich\u00e9, tanto perfetti da essere irreali, sembrano pi\u00f9 la materializzazione di un infantile \u201ccosa voglio fare da grande\u201d piuttosto che persone reali che costruiscono e progettano. Lo stesso Jude viene descritto cos\u00ec da uno degli amici: \u00abNon lo vediamo mai con nessuno, non sappiamo di che razza sia, non sappiamo niente di lui. Post-sessuale, post-razziale, post-identit\u00e0, post-passato. <strong>Il post-umano<\/strong>. Jude Il Post-Uomo\u00bb. A lettura conclusa tornano in mente queste parole e il personaggio di Jude sembra essere il manifesto letterario del post-umanesimo del ventunesimo secolo.<\/p>\n<p>Ecco allora perch\u00e9 leggere un romanzo come questo e incontrare un personaggio come Jude: in un tempo in cui i fatti di cronaca ci portano a chiederci se non siamo sempre pi\u00f9 lontani dalle nostre emozioni, se l\u2019incapacit\u00e0 di gestire i fallimenti e le frustrazioni non ci abbia portato ad anestetizzarci e a perdere contatto col nostro io pi\u00f9 profondo, forse la sofferenza agghiacciante e implacabile di Jude pu\u00f2 restituirci qualcosa che abbiamo perso.<\/p>\n<p>Lo scrittore <a href=\"https:\/\/lampoonmagazine.com\/article\/2023\/12\/17\/una-vita-come-tante-little-life-successo-editoriale-romanzo-dolore-fragilita-umana-hanya-yanagihara-james-norton\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Mattia Insolia<\/a> afferma: \u00abForse la bellezza di questo romanzo, la sua capacit\u00e0 di attrarre e incantare, risiede in questo: nel fare da specchio a chi lo legge \u2013 sempre senza tempi e giudizi, e con amore. Raccontando una storia cos\u00ec dura, dolorosa, Yanagihara ci convince a deporre le armi, ad abbassare la guardia \u2013 Jude \u00e8 nudo davanti a te, dice, ti concede di vederlo nei suoi punti pi\u00f9 osceni, e di cui si vergogna, quindi tu sta\u2019 tranquillo e non nasconderti e porta a galla i tuoi, di punti osceni\u00bb.<\/p>\n<p>Possiamo leggere questa storia per liberarci in fondo delle nostre armature, dei filtri di Instagram, delle spunte blu, dei meme dietro cui nascondiamo il disagio, facendo s\u00ec che i dolori che abbiamo dentro salgano in superficie. Ed \u00e8 a questo punto che Jude ci fa da specchio: nel suo <strong>dolore indicibile<\/strong>, sconosciuto a chi pi\u00f9 lo ama, ma visibile completamente per il lettore, ci restituisce il nostro stesso bisogno di essere visti, compresi, accolti. Di essere interi, nel bene e nel male. Di non nasconderci pi\u00f9 per non perdere il contatto con noi stessi, con la realt\u00e0 e, soprattutto, con chi ci ama.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\">***<\/p>\n<p>Titolo: \u201cUna vita come tante\u201d<br \/>Autrice: Hanya Yanagihara<br \/>Traduzione: Luca Briasco<br \/>Editore: Sellerio<br \/>Prezzo: 27 euro<\/p>\n<p style=\"text-align: center\">***<\/p>\n<p><strong>La newsletter di Alley Oop<\/strong><\/p>\n<p>Ogni venerd\u00ec mattina Alley Oop arriva nella tua casella mail con le novit\u00e0, le storie e le notizie della settimana. 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