{"id":451877,"date":"2026-04-20T04:00:19","date_gmt":"2026-04-20T04:00:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/451877\/"},"modified":"2026-04-20T04:00:19","modified_gmt":"2026-04-20T04:00:19","slug":"la-nasa-ha-spento-lo-strumento-lecp-sulla-sonda-voyager-1-per-risparmiare-energia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/451877\/","title":{"rendered":"La NASA ha spento lo strumento LECP sulla sonda Voyager 1 per risparmiare energia"},"content":{"rendered":"<p>La NASA ha inviato il 17 aprile i comandi per spegnere il Low-Energy Charged Particles experiment (LECP) di Voyager 1, uno degli ultimi strumenti scientifici ancora attivi a bordo della sonda spaziale pi\u00f9 lontana mai costruita dall\u2019Umanit\u00e0. La decisione rientra nella strategia con cui il Jet Propulsion Laboratory sta riducendo progressivamente i consumi per prolungare il pi\u00f9 possibile la vita operativa della missione.<\/p>\n<p>Il LECP era in funzione quasi senza interruzioni dal 1977, anno del lancio di Voyager 1. Lo strumento misura particelle cariche a bassa energia, tra cui ioni, elettroni e raggi cosmici provenienti sia dal Sistema Solare sia dal resto della nostra galassi.<\/p>\n<p>In quasi mezzo secolo di attivit\u00e0 ha contribuito a descrivere la struttura del mezzo interstellare, rilevando fronti di pressione e variazioni nella densit\u00e0 di particelle prima nel Sistema Solare e poi oltre l\u2019eliosfera. Infatti, le due Voyager restano ancora oggi le uniche sonde abbastanza lontane dalla Terra da poter raccogliere dati diretti in questa regione dello spazio.<\/p>\n<p>Un problema di energia<\/p>\n<p>Come Voyager 2, anche Voyager 1 \u00e8 alimentata da un generatore termoelettrico a radioisotopi, che converte in elettricit\u00e0 il calore prodotto dal decadimento del plutonio. Entrambe le sonde perdono circa 4 watt di potenza ogni anno, e dopo quasi 49 anni nello spazio il margine energetico \u00e8 diventato molto ridotto. Per questo il JPL ha gi\u00e0 spento negli anni strumenti e riscaldatori non essenziali, cercando per\u00f2 di evitare che parti critiche del veicolo, come le linee del propellente, o della comunicazione, si raffreddino troppo.<\/p>\n<p>A rendere pi\u00f9 urgente l\u2019intervento \u00e8 stato un episodio avvenuto durante una manovra di rollio pianificata il 27 febbraio, quando i livelli di potenza di Voyager 1 sono scesi in modo inatteso. Al JPL temevano che un ulteriore calo potesse attivare il sistema di protezione da sottotensione, che avrebbe spento autonomamente alcuni componenti per salvaguardare la sonda, aprendo poi una procedura di recupero lunga e rischiosa. Per questo il team ha scelto di anticipare lo spegnimento del LECP.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-41458\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Screenshot-2026-04-19-alle-09.15.50.png\" alt=\"La situazione attuale degli strumenti di Voyager 1 e Voyager 2. Aggiornamento al 19 aprile 2026\" width=\"694\" height=\"1131\"  \/>La situazione attuale degli strumenti di Voyager 1 e Voyager 2. Aggiornamento al 19 aprile 2026<\/p>\n<p>I team di scienziati e ingegneri che si occupano delle Voyager avevano comunque definito anni fa l\u2019ordine in cui spegnere progressivamente parti della sonda, cos\u00ec da continuare a preservare la missione. Su Voyager 1, il LECP era il prossimo elemento in lista; su Voyager 2 lo stesso strumento era gi\u00e0 stato spento il 24 marzo 2025. Oggi su Voyager 1 restano attivi il Plasma Wave Subsystem e il magnetometro.<\/p>\n<p>Il Big Bang<\/p>\n<p>Data la distanza di oltre 25 miliardi di chilometri dalla Terra, i comandi impiegano circa 23 ore per raggiungere Voyager 1. Lo spegnimento completo richiede poi altre tre ore e un quarto. Una piccola parte del LECP, il motore che fa ruotare il sensore, rester\u00e0 per\u00f2 alimentata perch\u00e9 consuma soltanto 0,5 watt: mantenerla in funzione aumenta la possibilit\u00e0 di riattivare lo strumento in futuro, nel caso si riesca a recuperare abbastanza energia.<\/p>\n<p>Secondo la NASA, questa scelta dovrebbe garantire a Voyager 1 circa un altro anno di margine operativo. Nel frattempo il team sta preparando una modifica pi\u00f9 ampia, soprannominata \u201cBig Bang\u201d, che prevede la sostituzione in blocco di alcuni dispositivi con alternative a pi\u00f9 basso consumo. Il test sar\u00e0 eseguito prima su Voyager 2 tra maggio e giugno 2026, perch\u00e9 \u00e8 pi\u00f9 vicina e dispone di un margine energetico leggermente maggiore. Se funzioner\u00e0, la stessa procedura verr\u00e0 tentata su Voyager 1 non prima di luglio, con la possibilit\u00e0 di riaccendere un giorno anche il LECP.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" style=\"width: 100%; height: auto;\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/I-fianchi-di-Ascraeus-Mons-scaled.jpg\" alt=\"Capitol Building\"\/><\/p>\n<p>Vuoi tenerti aggiornato su tutte le ultime notizie<br \/>sullo spazio e la sua esplorazione?<\/p>\n<p style=\"font-size: 16px; color: #555555; margin: 10px 0 20px;\">Agli iscritti a ORBIT ogni settimana inviamo due newsletter: il venerd\u00ec la Astro Newsletter, che tratta le notizie di esplorazione scientifica dello spazio, astronomia e astrofisica, e il sabato la Space Newsletter, che tratta di space economy, lunar economy ed esplorazione umana dello spazio.<\/p>\n<p style=\"font-size: 16px; color: #555555; margin: 10px 0 20px;\"><a style=\"text-decoration: none;\" href=\"https:\/\/bit.ly\/4e17RXq\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\"><br \/><img decoding=\"async\" style=\"vertical-align: middle;\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/rocket.png\" alt=\"rocket icon\"\/><br \/><strong>ENTRA IN ORBIT<\/strong><br \/><\/a><\/p>\n<p>\u00a9 2026 Astrospace.it Tutti i diritti riservati. 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