{"id":452351,"date":"2026-04-20T11:04:17","date_gmt":"2026-04-20T11:04:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/452351\/"},"modified":"2026-04-20T11:04:17","modified_gmt":"2026-04-20T11:04:17","slug":"alessandra-quarto-la-direttrice-del-poldi-pezzoli-di-milano-il-museo-come-agora-urbana-la-bellezza-deve-essere-accessibile-a-tutti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/452351\/","title":{"rendered":"Alessandra Quarto, la direttrice del Poldi Pezzoli di Milano: \u00abIl museo come agor\u00e0 urbana, la bellezza deve essere accessibile a tutti\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Rossella Burattino<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Architetto, 51 anni: \u00abOffrire uno spazio di attenzione lenta \u00e8 un gesto civile\u00bb. E afferma: \u00abNon mi interessano i numeri. Voglio che le persone ricordino l\u2019esperienza e scelgano di tornare. Il valore si deposita nel tempo\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abOffrire uno <b>spazio di attenzione lenta<\/b> \u00e8 un gesto civile\u00bb. Per A<b>lessandra Quarto<\/b> \u00e8 un principio operativo. Nel cuore di Milano, il <b>museo Poldi Pezzoli<\/b> cambia senza annunci: si apre, si allarga, diventa attraversabile. \u00abNon servono grandi proclami \u2013 osserva la<b> direttric<\/b>e, 51 anni, architetto \u2013, la trasformazione passa dai fatti quotidiani\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il museo smette di essere percepito come luogo per pochi, separato, e comincia a funzionare come <b>spazio di relazione<\/b>: \u00abVogliamo che chi entra si senta accolto, non un osservatore distante\u00bb. Da qui nascono pratiche nuove: laboratori, itinerari partecipati, esperienze dirette. Con \u201cA regola d\u2019arte\u201d, ad esempio, il sapere artigiano torna concreto: \u00abRestauro, calligrafia, pittura. Mettere le mani nelle cose varia il modo di guardare, coinvolge realmente\u00bb. <b>Il progetto si muove anche fuori dalle sale<\/b>. Opere che raggiungono contesti pubblici e di cura come Humanitas San Pio X: \u00abPortare l\u2019arte dove non \u00e8 attesa significa avvicinarsi alle persone\u00bb. Intorno a queste iniziative prende forma una comunit\u00e0 inaspettata: \u00abAbbiamo visto arrivare giovani mamme, operatori sanitari  o <b>persone che non si erano mai sentite coinvolte<\/b>\u00bb. Il museo cambia pelle: \u00abRisulta accessibile, nel senso pi\u00f9 concreto del termine: abitabile. E il \u201cvarco\u201d deve essere reale \u2013 insiste Quarto \u2013. Per questo le tecnologie diventano strumenti di inclusione: percorsi per non vedenti, dispositivi per pubblici diversi, linguaggi pi\u00f9 aperti. Con \u201cScrigno \u2014 Piccole storie di capolavori\u201d, le opere si raccontano attraverso i podcast: offriamo chiavi, non risposte chiuse\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Anche il lavoro interno si espone<\/b>. \u00abMostrare il restauro significa condividere conoscenza. Interventi a vista, come quello su Ritratto di giovane dama (1470-1472) del Pollaiolo, permettono ai visitatori di osservare, capire, avvicinarsi. Il museo vuole rendere visibili i propri processi\u00bb. E parallelamente cresce una dimensione formativa. \u00abCrediamo nei giovani \u2013 afferma la direttrice \u2013. Curatori, studenti di architettura, ricercatori trovano uno spazio attivo dove si sperimenta, si sbaglia, si costruisce\u00bb. La misura di tutto questo resta volutamente discreta. \u00ab<b>Non mi interessano i numeri<\/b> \u2013 dice con chiarezza Quarto \u2013. <b>Voglio che le persone ricordino l\u2019esperienza e scelgano di tornare<\/b>. Il valore si deposita nel tempo, nelle relazioni, nei ritorni\u00bb. Tra le iniziative pi\u00f9 essenziali, i \u00abSilent book party\u00bb. \u00abLa lettura \u00e8 un gesto di libert\u00e0 \u2013 dichiara \u2013. Restituisce tempo, costruisce pensiero critico\u00bb. Due incontri gi\u00e0 realizzati, un terzo atteso. Presenza condivisa, silenzio, concentrazione. Alla base di tutto, una fedelt\u00e0 precisa. \u00abSono partita dalla visione del fondatore \u2013 rivela la direttrice citando Gian Giacomo Poldi Pezzoli \u2013: donare la propria casa alla citt\u00e0 perch\u00e9 chiunque potesse accedere alla bellezza. Ho iniziato ascoltando visitatori e cittadini \u2013 aggiunge \u2013. Da qui un\u2019apertura progressiva: un museo contemporaneo, pur custodendo arte antica. Il nostro obiettivo \u00e8 creare connessioni tra passato e presente attraversando temi attuali, dal cambiamento climatico alla longevit\u00e0\u00bb. Inoltre, il legame con la Fondazione Cologni dei Mestieri d\u2019Arte riporta al centro il saper fare: \u00abL\u2019artigianato \u00e8 cultura viva, nei laboratori, nei gesti, nelle mani\u00bb. <b>E le collaborazioni internazionali rafforzano il percorso di agor\u00e0 urbana<\/b>: \u00abCondividere significa crescere. I progetti con il Metropolitan Museum of Art, il Louvre, la Frick Collection e la National Gallery sono occasioni di confronto, ricerca, aggiornamento\u00bb. L\u2019arrivo del quadro Roma Antica (1757) di Giovanni Paolo Panini dal Met porta a un allestimento essenziale: una sala, una panca, tempo. Nient\u2019altro. Invitiamo a fermarsi. In un contesto accelerato, la contemplazione diventa un atto necessario. \u00ab\u00c8 una forma di resistenza\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">A questa visione si affianca <b>un\u2019attenzione costante alla qualit\u00e0 dell\u2019esperienza<\/b>. \u00abOgni dettaglio contribuisce a costruire relazione\u00bb, osserva Quarto riferendosi alle esposizioni, alla luce, al ritmo della visita. Anche la comunicazione segue questa direzione: linguaggi chiari, toni misurati, contenuti capaci di avvicinare senza semplificare: \u00abIl museo deve parlare a pubblici differenti mantenendo profondit\u00e0\u00bb.<br \/>\u00a0<br \/>Cresce, cos\u00ec, un modo di abitare lo spazio culturale pi\u00f9 consapevole, in cui la visita si trasforma in tempo personale, quasi intimo: <b>\u00abEntrare qui significa concedersi una pausa significativa\u00bb<\/b>, aggiunge valorizzando la permanenza rispetto al passaggio veloce. Si consolida, inoltre, un dialogo continuo con il tessuto urbano. \u00abMilano risponde quando le vengono offerte occasioni autentiche\u00bb, continua Quarto. Cortili, quartieri, reti di prossimit\u00e0 diventano estensioni naturali del museo, generando una circolazione fluida tra interno ed esterno. Anche il pubblico internazionale intercetta questa trasformazione, attratto da un modello che privilegia esperienza e contenuto: \u00abChi arriva percepisce un\u2019identit\u00e0 precisa, non un format replicabile\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Essere contemporanei<\/b> assume una sfumatura precisa: \u00abAscoltare \u2014 conclude Alessandra Quarto \u2014. Custodire, aprire, rendere vivo. Senza rumore. Lasciando che il cambiamento prenda forma dentro chi attraversa questi spazi. E dentro la citt\u00e0\u00bb.<br \/>rburattino@corriere.it<br \/>@rossella_burattino<\/p>\n<p>    La carriera<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Architetto, classe 1974. Dottore di ricerca in Storia e Critica dell\u2019Architettura. Vincitrice del concorso nazionale bandito dal Ministero della Cultura, nel 2012 ha ricoperto il ruolo\u00a0di Direttore tecnico della Pinacoteca di Brera occupandosi dei cantieri e dei progetti relativi al Palazzo di Brera. Dal 2016 al 2019 \u00e8 stata vicedirettrice della Pinacoteca di Brera. Nel 2019 \u00e8 stata nominata Soprintendente archeologia belle arti e paesaggio per le province di Biella, Novara, Verbano Cusio Ossola e Vercelli, con sede a Novara. Nel 2022 ha diretto la Soprintendenza della citt\u00e0 metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara.<br \/>Dal 2 gennaio 2023 \u00e8 direttrice del Museo Poldi Pezzoli di Milano, nominata con un bando internazionale. A luglio 2024 \u00e8 stata indicata da Forbes Italia nella lista delle 100 donne pi\u00f9 influenti e meritevoli del 2024 e a settembre dello stesso anno ha ottenuto il premio \u00abVolti della Metropoli\u00bb. Ha pubblicato diversi saggi.<\/p>\n<p class=\"is-mr-t-20 is-mr-b-20\"><b><br \/>\n                    <a href=\"https:\/\/milano.corriere.it\/?intcmp=Notizielocali_nd_010623_corriere_ss_milano\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Vai a tutte le notizie di Milano<\/a><br \/>\n            <\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?theme=41&amp;intcmp=IIIcolonna_NL_CorMilano\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Iscriviti alla newsletter di Corriere Milano<\/a><\/b><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-04-20T09:21:35+02:00\">20 aprile 2026 ( modifica il 20 aprile 2026 | 09:21)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Rossella Burattino Architetto, 51 anni: \u00abOffrire uno spazio di attenzione lenta \u00e8 un gesto civile\u00bb. 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