{"id":452820,"date":"2026-04-20T17:41:45","date_gmt":"2026-04-20T17:41:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/452820\/"},"modified":"2026-04-20T17:41:45","modified_gmt":"2026-04-20T17:41:45","slug":"wurm-al-fortuny-scultura-e-identita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/452820\/","title":{"rendered":"Wurm al Fortuny: scultura e identit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>        di Redazione , pubblicato il 17\/04\/2026        <br \/>Categorie:<\/p>\n<p>        <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/flash-news\/2c-mostre.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n            Mostre        <\/a><\/p>\n<p>         \/ Argomenti: <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/arte-contemporanea.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Arte contemporanea<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/scultura.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Scultura<\/a> <\/p>\n<p>Dal 6 maggio al 22 novembre 2026 il Museo Fortuny di Venezia ospita \u201cDreamers\u201d, ampia monografica dedicata a Erwin Wurm. La mostra indaga il rapporto tra corpo, oggetto e identit\u00e0, attraverso opere che ridefiniscono il concetto di scultura e coinvolgono direttamente il pubblico.<\/p>\n<p>Dal 6 maggio al 22 novembre 2026 il <strong>Museo<\/strong> <strong>Fortuny<\/strong> di <strong>Venezia<\/strong> presenta Dreamers, un\u2019ampia mostra monografica dedicata a <strong>Erwin Wurm<\/strong> (Bruck an der Mur, Austria, 1954), tra le figure pi\u00f9 rilevanti della scena artistica contemporanea. Curata da <strong>Elisabetta<\/strong> <strong>Barisoni<\/strong> e <strong>Cristina Da Roit<\/strong>, l\u2019esposizione si concentra su una ricerca che, nel corso dei decenni, ha ridefinito i confini della scultura, ampliandone i parametri tradizionali e mettendo in discussione categorie come tempo, massa, superficie, astrazione e rappresentazione.<\/p>\n<p>Il lavoro di Wurm si fonda su una riflessione che intreccia corpo umano e oggetti quotidiani, portando entrambi al centro di una pratica che si colloca tra arte e vita. L\u2019ironia, elemento strutturale della sua produzione, diventa uno strumento per affrontare questioni di natura filosofica e sociale. Le opere mettono in scena tensioni proprie della contemporaneit\u00e0, tra pressioni economiche e costruzioni identitarie, collocandosi in uno spazio intermedio tra dimensione monumentale e banalit\u00e0 del quotidiano.<\/p>\n<p>L\u2019inserimento della mostra nelle sale del Museo Fortuny introduce una duplice tensione. Da un lato quella fisica, legata alla gravit\u00e0 e alla gestione di volumi e masse, dall\u2019altro quella storica, determinata dalla stratificazione culturale di un edificio profondamente radicato nella memoria veneziana. In tale contesto, la presenza delle opere di Wurm si configura come un elemento di interferenza e dialogo.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019ordinario\u201d, dichiara <strong>Erwin Wurm<\/strong>, \u201c\u00e8 cos\u00ec vicino e cos\u00ec familiare a noi che siamo portati a trascurarlo. Guardare l\u2019ordinario dalla prospettiva dell\u2019assurdo e del paradosso ci d\u00e0 l\u2019opportunit\u00e0 di vedere qualcosa di diverso, forse pi\u00f9 interessante\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Erwin Wurm, Compulsion (2008; metallo, vestiti, schiuma di poliuretano, 138 x 70 x 75 cm) \u00a9 Erwin Wurm, Bildrecht, Wien 2026. Foto: Markus Gradwohl\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/erwin-wurm-compulsion-1.jpg\" width=\"750\" height=\"1124\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nErwin Wurm, Compulsion (2008; metallo, vestiti, schiuma di poliuretano, 138 x 70 x 75 cm) \u00a9 Erwin Wurm, Bildrecht, Wien 2026. Foto: Markus Gradwohl&#13;<\/p>\n<p>Una sezione importante del percorso \u00e8 dedicata alle celebri One Minute Sculptures (1996\u201397), che hanno contribuito alla notoriet\u00e0 internazionale dell\u2019artista. Installate al secondo piano del museo, queste opere prevedono il coinvolgimento diretto del pubblico, invitato a eseguire azioni o assumere pose con oggetti di uso comune come sedie, bottiglie, libri o indumenti. La scultura si configura qui come evento temporaneo: esiste nel gesto e nella sua breve durata, per poi sopravvivere esclusivamente nella documentazione fotografica, spesso realizzata con Polaroid, intese come forme di registrazione immediata dell\u2019azione.<\/p>\n<p>Accanto a queste esperienze, la mostra presenta lavori in cui oggetti comuni assumono caratteristiche antropomorfe. Nella serie Dreamers, elementi come cuscini sovradimensionati sostenuti da arti umani danno forma a configurazioni instabili e talvolta grottesche. Queste opere alludono alla dimensione onirica e mettono in relazione il corpo fisico con la sfera psicologica dell\u2019inconscio, evidenziando uno stato di tensione tra presenza materiale e percezione mentale.<\/p>\n<p>Un ulteriore nucleo tematico riguarda il rapporto tra corpo e abito, inteso come estensione scultorea. Nella serie Substitutes, Wurm espone indumenti privi di figura umana, concepiti come tracce o involucri che conservano la memoria di una presenza ormai assente. In particolare, il dialogo tra lo scialle Knossos e la scultura Yikes evidenzia come forme apparentemente semplici acquisiscano significato attraverso l\u2019interazione con il corpo. Se lo scialle si presenta come una struttura aperta, che richiede un intervento attivo per prendere forma, Yikes restituisce un momento cristallizzato, sospeso tra azione e dissoluzione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Erwin Wurm, Shadow - Serie\u00a0Substitutes (2024; bronzo, patina, 220 x 47 x 50 cm) \u00a9 Erwin Wurm, Bildrecht, Wien 2026. Foto: Markus Gradwohl\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/erwin-wurm-shadow.jpg\" width=\"750\" height=\"1125\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nErwin Wurm, Shadow &#8211; serie\u00a0Substitutes (2024; bronzo, patina, 220 x 47 x 50 cm) \u00a9 Erwin Wurm, Bildrecht, Wien 2026. Foto: Markus Gradwohl&#13;<\/p>\n<p>Il questi termini prende forma il legame con la figura di Mariano Fortuny contribuisce a definire ulteriormente il contesto della mostra. Artista poliedrico, attivo come scenografo, inventore, pittore e designer, Fortuny trasform\u00f2 Palazzo Pesaro degli Orfei in uno spazio di sperimentazione totale. L\u2019attuale Museo Fortuny si configura come un ambiente complesso, in cui materiali, linguaggi e memorie si sovrappongono e interagiscono. All\u2019interno di questa struttura, le opere di Wurm si inseriscono come elementi capaci di alterare equilibri e attivare nuove letture.<\/p>\n<p>L\u2019esperienza della mostra si sviluppa dunque in uno spazio concepito come organismo dinamico, in cui contenitore e contenuto si influenzano reciprocamente. Le sculture, caratterizzate da deformazioni, espansioni e contrazioni, introducono una dimensione di instabilit\u00e0 che investe l\u2019intero percorso espositivo. Il museo diventa cos\u00ec un luogo di osservazione delle trasformazioni dell\u2019identit\u00e0 contemporanea, in continuit\u00e0 con le stratificazioni del passato. Nel dialogo tra permanenza e precariet\u00e0 emerge dunque una riflessione sul ruolo dell\u2019individuo in una societ\u00e0 che richiede costantemente di assumere forme definite.<\/p>\n<p>Informazioni sulla mostra<a href=\"https:\/\/www.danaeproject.com\/\" target=\"_blank\" data-etichetta=\"Banner 3 - Danae Project\" onclick=\"ga(&#039;send&#039;, &#039;event&#039;, &#039;Click&#039;, &#039;Banner 3 - Danae Project&#039;, 1);\" rel=\"nofollow noopener\"><br \/>\n\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/danae728x90.gif\" alt=\"Danae Project - Da 20 anni strategie digitali\" onmouseover=\"ga('send', 'event', 'Dwell', 'Banner 3 - Danae Project', 1);\" title=\"Danae Project - Da 20 anni strategie digitali\" class=\"banner_fsa\" fetchpriority=\"high\" id=\"banner_3\" width=\"728\" height=\"90\" style=\"width:728px\"\/><br \/>\n\t\t\t<\/a><br \/>\n            <br \/>Se ti \u00e8 piaciuto questo articolo abbonati a Finestre sull&#8217;Arte.<br \/>\n\t\t\t\t\t\tal prezzo di 12,00 euro all&#8217;anno avrai accesso illimitato agli articoli pubblicati sul sito di Finestre sull&#8217;Arte e ci aiuterai a crescere e<br \/>\n\t\t\t\t\t\ta<br \/>\n\t\t\t\t\t\tmantenere la nostra informazione libera e indipendente.<br \/>\n\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/shop.finestresullarte.info\/carrello\/?add-to-cart=8971\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">ABBONATI&#13;<br \/>\n\t\t\t\t\t\tA <br \/>FINESTRE SULL&#8217;ARTE<\/a><br \/>\n    <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Redazione , pubblicato il 17\/04\/2026 Categorie: Mostre \/ Argomenti: Arte contemporanea &#8211; Scultura Dal 6 maggio al&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":452821,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,20357,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89,4456],"class_list":{"0":"post-452820","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-contemporanea","10":"tag-arte-e-design","11":"tag-arteedesign","12":"tag-arts","13":"tag-arts-and-design","14":"tag-design","15":"tag-entertainment","16":"tag-intrattenimento","17":"tag-it","18":"tag-italia","19":"tag-italy","20":"tag-scultura"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116438269090858878","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/452820","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=452820"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/452820\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/452821"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=452820"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=452820"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=452820"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}