{"id":453894,"date":"2026-04-21T10:17:29","date_gmt":"2026-04-21T10:17:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/453894\/"},"modified":"2026-04-21T10:17:29","modified_gmt":"2026-04-21T10:17:29","slug":"in-libreria-la-nuova-edizione-di-morandis-objects-di-joel-meyerowitz","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/453894\/","title":{"rendered":"In libreria la nuova edizione di \u201cMorandi&#8217;s objects\u201d di Joel Meyerowitz"},"content":{"rendered":"<p>Due mondi che si incrociano e risuonano insieme, cos\u00ec vicini e cos\u00ec diversi. <a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/?s=joel+meyerowitz\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><strong>Joel Meyerowitz<\/strong><\/a> (New York, 1938) e <a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/?s=giorgio+morandi\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><strong>Giorgio Morandi<\/strong><\/a> (Bologna, 1890 \u2013 1964) sono i protagonisti di un coup de foudre consumatosi mezzo secolo dopo la morte del secondo, nell\u2019imperscrutabile perfezione di un incontro-accadimento.\u00a0<br \/>Da un lato la fotografia, che insegue l\u2019attimo fulmineo tra le strade di New York per cercare nel caos una forma, un\u2019imprevista combinazione di gesti e di timbri da tramutare in memoria. Dall\u2019altro la pittura, i portici di Bologna e le campagne di Grizzana, il tempo scandito in lentezza tra le solite mura, nel silenzio del rifugio: un piccolo teatro dell\u2019occhio e dello spirito in cui ogni giorno dispiegare porzioni d\u2019infinito nel solco degli stessi rituali.<br \/>Testimone di questa storia \u00e8 <strong>un iconico volume<\/strong>, pubblicato nel 2015 da <a href=\"http:\/\/www.damianibooks.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Damiani<\/a> \u2013 editore riconosciuto a livello internazionale per l\u2019eccellenza nei libri d\u2019arte e fotografia \u2013 e <strong>ridato alle stampe<\/strong> <strong>ad aprile 2026 <\/strong>con un nuovo testo firmato dalla scrittrice <strong>Maggie Barrett<\/strong> \u2013 moglie dell\u2019artista \u2013 con una pi\u00f9 ampia selezione di fotografie e una bibliografia aggiornata.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"642\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/lo-studio-di-giorgio-morandi-a-bologna-1024x642.jpg\" alt=\"Nel libro di Meyerowitz tutta l\u2019intensit\u00e0 dell\u2019incontro tra la sua fotografia e la pittura di Morandi\" class=\"wp-image-1226837\"  \/><\/p>\n<p><strong>Meyerowitz in Italia. Dagli still life allo studio di Morandi<\/strong><\/p>\n<p>Autore della serie fotografica, Meyerowitz <strong>\u00e8 uno dei pi\u00f9 grandi interpreti della Street Photography contemporanea<\/strong>. Figlio della postmodernit\u00e0, cacciatore di immagini sedotto negli Anni Sessanta dalle possibilit\u00e0 offerte dal colore, non ha mai smesso di nutrire la sua fame di realt\u00e0, di densit\u00e0 umana, sociale, antropologica. E cos\u00ec, nel corso di una lunga carriera, ha partorito inquadrature in perfetto equilibro dinamico, immagini sature, traboccanti di vita e verit\u00e0, attraversate dal ritmo sinuoso e sincopato di una partitura jazz.<\/p>\n<p>    L&#8217;articolo continua pi\u00f9 sotto<\/p>\n<p><strong>Lo still life nella pratica di Joel Meyerowitz<\/strong><\/p>\n<p>Poi, di colpo, la sua pratica si curv\u00f2 verso un orizzonte differente. Il pi\u00f9 classico dei generi, lo <strong>still life<\/strong> costruito in studio, giunse come una folgorazione, tra casualit\u00e0 e desiderio. Lo racconta nel saggio in catalogo <strong>Amanda Renshaw<\/strong>, per oltre 20 anni direttrice della casa editrice Phaidon:\u201cIntorno al 2010, mentre viveva in Italia, Meyerowitz <strong>si ritrov\u00f2 affascinato da tre oggetti usati acquistati in una vendita di garage<\/strong>: un tubo di ottone ammaccato, una fiaschetta di latta arrugginita e un contenitore di peltro. Li port\u00f2 nella sua casa vicino a Siena. (\u2026). Usando un lucernario come unica fonte di luce, dispose gli oggetti su una superficie piana e li spost\u00f2, osservando come le loro personalit\u00e0 cambiassero nell\u2019interagire tra loro\u201d.<br \/>E qui l\u2019autrice riporta <strong>una testimonianza diretta<\/strong>, svelando l\u2019incipit di quella che sarebbe diventata una tra le produzioni pi\u00f9 intense dell\u2019artista: \u201cDopo alcune settimane di conversazione con questi oggetti<strong> <\/strong>\u2013 racconta Meyerowitz \u2013 <strong>cominciai a capire i piaceri di cui Giorgio Morandi aveva riempito le sue giornate<\/strong>: apportare aggiustamenti graduali allo spazio tra gli oggetti, considerare la scala e i raggruppamenti, la distanza dallo sfondo, percepire le personalit\u00e0 dei personaggi che emergono da lievi alterazioni nelle posizioni di questi oggetti consumati, e infine la qualit\u00e0 della luce o, in questo caso, dell\u2019oscurit\u00e0 in cui erano immersi\u201d.<\/p>\n<p>                    <a class=\"c-image_wrap\" href=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/joel-meyerowitz-morandis-objects-ediz-damiani-2026-2015-copertina.jpg\" data-pswp-width=\"1205\" data-pswp-height=\"1500\" data-cropped=\"true\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                        <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"956\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/joel-meyerowitz-morandis-objects-ediz-damiani-2026-2015-copertina-768x956.jpg\" class=\"attachment-medium_large size-medium_large\" alt=\"Joel Meyerowitz, Morandi's Objects, ediz. Damiani, 2026 [2015], copertina\"  \/>                        1 \/ 5<br \/>\n                        Joel Meyerowitz, Morandi\u2019s Objects, ediz. Damiani, 2026 [2015], copertina<br \/>\n                    <\/a><br \/>\n                    Joel Meyerowitz, Morandi\u2019s Objects, ediz. Damiani, 2026 [2015], copertina<\/p>\n<p>                    <a class=\"c-image_wrap\" href=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/joel-meyerowitz-morandis-objects-ediz-damiani-2026-2015-3-scaled.jpg\" data-pswp-width=\"2560\" data-pswp-height=\"1608\" data-cropped=\"true\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                        <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"482\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/joel-meyerowitz-morandis-objects-ediz-damiani-2026-2015-3-768x482.jpg\" class=\"attachment-medium_large size-medium_large\" alt=\"Joel Meyerowitz, Morandi's Objects, ediz. Damiani, 2026 [2015]\"  \/>                        2 \/ 5<br \/>\n                        Joel Meyerowitz, Morandi\u2019s Objects, ediz. Damiani, 2026 [2015]<br \/>\n                    <\/a><br \/>\n                    Joel Meyerowitz, Morandi\u2019s Objects, ediz. Damiani, 2026 [2015]<\/p>\n<p>                    <a class=\"c-image_wrap\" href=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/joel-meyerowitz-morandis-objects-ediz-damiani-2026-2015-4-scaled.jpg\" data-pswp-width=\"2560\" data-pswp-height=\"1608\" data-cropped=\"true\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                        <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"482\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/joel-meyerowitz-morandis-objects-ediz-damiani-2026-2015-4-768x482.jpg\" class=\"attachment-medium_large size-medium_large\" alt=\"Joel Meyerowitz, Morandi's Objects, ediz. Damiani, 2026 [2015]\"  \/>                        3 \/ 5<br \/>\n                        Joel Meyerowitz, Morandi\u2019s Objects, ediz. Damiani, 2026 [2015]<br \/>\n                    <\/a><br \/>\n                    Joel Meyerowitz, Morandi\u2019s Objects, ediz. Damiani, 2026 [2015]<\/p>\n<p>                    <a class=\"c-image_wrap\" href=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/sfeb2z8jvcayxa5k2nyv.jpeg\" data-pswp-width=\"2048\" data-pswp-height=\"1288\" data-cropped=\"true\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                        <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"483\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/sfeb2z8jvcayxa5k2nyv-768x483.jpeg\" class=\"attachment-medium_large size-medium_large\" alt=\"Joel Meyerowitz, Morandi's Objects, ediz. Damiani, 2026 [2015]\"  \/>                        4 \/ 5<br \/>\n                        Joel Meyerowitz, Morandi\u2019s Objects, ediz. Damiani, 2026 [2015]<br \/>\n                    <\/a><br \/>\n                    Joel Meyerowitz, Morandi\u2019s Objects, ediz. Damiani, 2026 [2015]<\/p>\n<p>                    <a class=\"c-image_wrap\" href=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/joel-meyerowitz-morandis-objects-ediz-damiani-2026-2015-2-1-scaled.jpg\" data-pswp-width=\"2560\" data-pswp-height=\"1608\" data-cropped=\"true\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                        <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"482\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/joel-meyerowitz-morandis-objects-ediz-damiani-2026-2015-2-1-768x482.jpg\" class=\"attachment-medium_large size-medium_large\" alt=\"Joel Meyerowitz, Morandi's Objects, ediz. Damiani, 2026 [2015]\"  \/>                        5 \/ 5<\/p>\n<p>                    <\/a><\/p>\n<p><strong>Il libro di Meyerowitz sugli oggetti di Morandi<\/strong><\/p>\n<p>Nasce cos\u00ec <strong>Morandi\u2019s objects. The complete archive of Casa Morandi<\/strong>. Un libro, ma soprattutto un\u2019esperienza di lavoro e ricerca in quell\u2019angolo d\u2019Italia che Meyerowitz e Barrett avevano scelto come nuovo inizio, lontani dal chiasso di New York, tra le colline a sud di Siena. <strong>La prospettiva morandiana divenne la stessa in cui il fotografo si trov\u00f2<\/strong>, sperimentando luci, ombre, ritmi, respiri diversi: un nuovo ordine di spazio e tempo intitolato alla lentezza e al raccoglimento. Anche gli oggetti a quel punto cominciavano a parlare, ormai veri e propri soggetti di un\u2019indagine creativa. Decise allora di esplorare quella direzione fino all\u2019essenza e per farlo si rec\u00f2 nel luogo che per Morandi era stato orizzonte quotidiano, caparbiamente scelto e difeso come il pi\u00f9 fertile dei giardini, il pi\u00f9 profondo degli scrigni. E prov\u00f2 a diventare lui, a replicarne i movimenti, gli sguardi, le percezioni, con la routine di giorni congelati e rimasti simbolicamente vivi nella casa-studio di Via Fondazza 36.<br \/>\u201c<strong>Uno per uno, pi\u00f9 di 260 oggetti che aveva collezionato passarono tra le mie mani<\/strong>. Coperti di polvere e dall\u2019aspetto ordinario, si presentavano come parte del mistero che Morandi ci ha lasciato in eredit\u00e0, affinch\u00e9 cercassimo di comprenderlo\u201d: lo scrive Meyerowitz nel suo bel testo, il cui titolo \u2013 The Ordinary Sublime \u2013 \u00e8 gi\u00e0 la summa dell\u2019intero viaggio. <strong>Sublime diventava quella piccola stanza cosmica<\/strong>, un luogo uguale a tanti altri, dove file di bottiglie, barattoli, vasi, caraffe si tramutavano in preziosi alleati per la costruzione di un ragionamento lirico sulle forme visibili e invisibili del mondo, in una rara convergenza tra poesia, filosofia e arte visiva.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"474\" height=\"640\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/giorgio-morandi-nel-suo-studio-domenica-del-corriere-n-24-del-12-giugno-1973-autore-anonimo.jpg\" alt=\"Nel libro di Meyerowitz tutta l\u2019intensit\u00e0 dell\u2019incontro tra la sua fotografia e la pittura di Morandi\" class=\"wp-image-1226857\"  \/>Giorgio Morandi nel suo studio. Domenica del Corriere n\u00b0 24 del 12 giugno 1973<br \/>Autore anonimo<\/p>\n<p><strong>Il catalogo fotografico e la lettura critica nel libro<\/strong> <strong>di Meywrowitz<\/strong><\/p>\n<p>Le fotografie di Meywrowitz costituiscono <strong>un catalogo esatto<\/strong> di quel piccolo sconfinato universo, come il pi\u00f9 scientifico degli archivi; ma sono anche un <strong>testo visivo profondissimo<\/strong>, al pari di una <strong>lettura critica<\/strong>. Immortalati uno per uno, in opposizione alla vocazione corale delle nature morte di Morandi, <strong>gli umili oggetti si esibiscono dinanzi all\u2019obiettivo<\/strong> con la loro singolare potenza, la polvere residua, le tracce di colore usate dal pittore per opacizzarli o alterarne lievemente la tinta. Minuti nnuclei di senso racchiusi in un silenzio ricco di echi e vibrazioni. In ognuno degli scatti, immersi in una luce calda, autunnale, Meyerowitz ricerca quella sensibilit\u00e0 per i pigmenti, la luce, i rapporti tra volumi e spazio che Morandi aveva esplorato per tutta la vita. Sfida esaltante, i cui i limiti erano chiari fin da subito a colui che \u2013 da non pittore \u2013 sapeva sentire e capire la pittura con acume: \u201cCi\u00f2 che non potevo fare con una fotografia era avvolgerli nell\u2019atmosfera che la pittura porta allo spazio e alla forma: il modo in cui un bordo tremolante e dipinto di un oggetto si dissolve in un altro, o come lui ne sovrapponesse le forme in modo da non permetterci di leggere lo spazio con certezza\u201d.<\/p>\n<p>                    <a class=\"c-image_wrap\" href=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/joelmeyerowitz-lo-srtudio-di-cezanne.jpg\" data-pswp-width=\"2000\" data-pswp-height=\"1328\" data-cropped=\"true\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                        <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"510\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/joelmeyerowitz-lo-srtudio-di-cezanne-768x510.jpg\" class=\"attachment-medium_large size-medium_large\" alt=\"Joel Meyerowitz, lo studio di C\u00e8zanne a Aix-en-Provence\"  \/>                        1 \/ 4<br \/>\n                        Joel Meyerowitz, lo studio di C\u00e8zanne a Aix-en-Provence<br \/>\n                    <\/a><br \/>\n                    Joel Meyerowitz, lo studio di C\u00e8zanne a Aix-en-Provence<\/p>\n<p>                    <a class=\"c-image_wrap\" href=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/joel-meyerowitz-cezannes-objects-ediz-damiani-2017.png\" data-pswp-width=\"1602\" data-pswp-height=\"918\" data-cropped=\"true\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                        <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"440\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/joel-meyerowitz-cezannes-objects-ediz-damiani-2017-768x440.png\" class=\"attachment-medium_large size-medium_large\" alt=\"Joel Meyerowitz, C\u00e9zanne's Objects, ediz. Damiani, 2017\"  \/>                        2 \/ 4<br \/>\n                        Joel Meyerowitz, C\u00e9zanne\u2019s Objects, ediz. Damiani, 2017<br \/>\n                    <\/a><br \/>\n                    Joel Meyerowitz, C\u00e9zanne\u2019s Objects, ediz. Damiani, 2017<\/p>\n<p>                    <a class=\"c-image_wrap\" href=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/joelmeyerowitz-cezannes-objects-2.jpg\" data-pswp-width=\"1598\" data-pswp-height=\"2000\" data-cropped=\"true\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                        <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"961\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/joelmeyerowitz-cezannes-objects-2-768x961.jpg\" class=\"attachment-medium_large size-medium_large\" alt=\"Joel Meyerowitz, C\u00e8zanne's Objects\"  \/>                        3 \/ 4<br \/>\n                        Joel Meyerowitz, C\u00e8zanne\u2019s Objects<br \/>\n                    <\/a><br \/>\n                    Joel Meyerowitz, C\u00e8zanne\u2019s Objects<\/p>\n<p>                    <a class=\"c-image_wrap\" href=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/joelmeyerowitz-cezannes-objects.jpg\" data-pswp-width=\"1590\" data-pswp-height=\"2000\" data-cropped=\"true\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                        <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"966\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/joelmeyerowitz-cezannes-objects-768x966.jpg\" class=\"attachment-medium_large size-medium_large\" alt=\"Joel Meyerowitz, C\u00e8zanne's Objects\"  \/>                        4 \/ 4<br \/>\n                        Joel Meyerowitz, C\u00e8zanne\u2019s Objects<br \/>\n                    <\/a><br \/>\n                    Joel Meyerowitz, C\u00e8zanne\u2019s Objects<\/p>\n<p><strong>Meyerowitz e lo studio C\u00e9zanne<\/strong><\/p>\n<p>Il fotografo ha poi proseguito la sua ricerca sui maestri della pittura e i loro atelier iconici con il volume C\u00e9zanne\u2019s Objects uscito nel 2017 sempre per Damiani, dedicato allo studio di <strong>Paul C\u00e9zanne<\/strong> a Aix-en-Provence. La prima cosa che lo colp\u00ec fu la speciale atmosfera data dal colore delle pareti dipinte di grigio scuro con una lieve sfumatura di verde: stratagemma utile all\u2019artista per <strong>osservare gli oggetti nel segno di una inedita<\/strong> <strong>piattezza<\/strong>, azzerando volumetria e prospettiva. Un rivoluzionario contributo per gli sviluppi della pittura nel Novecento in chiave anti-mimetica.<br \/>Quella scatola magica tinta di grigio assorbiva dunque le forme ponendole in continuit\u00e0 con lo sfondo, laddove dei muri bianchi le avrebbero invece isolate, ritagliandole nell\u2019ambiente ed evidenziandone i contorni grazie al brillio dei riflessi di luce. Ecco che di nuovo, per Meyerowitz, <strong>la pratica fotografica diventava strumento di comprensione e poi di restituzione critica di uno specifico meccanismo pittorico<\/strong>.<br \/>Durante la prima visita sost\u00f2 davanti al cappotto, al grembiule e al cappello di C\u00e9zanne appesi a dei ganci da oltre cent\u2019anni. E osserv\u00f2 l\u00ec, di parete in parete, le sottili modulazioni di quel grigio pervasivo \u2013 qui pi\u00f9 neutro, l\u00ec tendente al verde-salvia \u2013 determinate dalla diversa intensit\u00e0 e direzione dei raggi luminosi provenienti dalla finestra. Torn\u00f2 un anno dopo, con un progetto ben chiaro in testa: \u201c<strong>Sentii l\u2019impulso di prendere in mano ciascuno dei suoi oggetti<\/strong> \u2013 raccont\u00f2 poi \u2013 <strong>e di osservarli sullo sfondo della parete grigia<\/strong>. Il direttore dell\u2019atelier mi permise gentilmente di farlo. Il mio impulso fu quello di collocare ognuno di essi esattamente nello stesso punto sul suo tavolo con il piano in marmo e di farne semplicemente una semplice testimonianza. Volevo vedere con i miei occhi come una fotografia avrebbe trattato questi oggetti e il loro rapporto con la parete, mentre le mutevoli variazioni della luce pomeridiana giocavano sullo sfondo grigio, offrendo una meditazione sulle dimensioni della percezione\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"819\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/joel-meyerowitz-cezannes-objects-819x1024.jpg\" alt=\"Joel Meyerowitz, C\u00e8zanne's Objects\" class=\"wp-image-1226855\"  \/>Joel Meyerowitz, C\u00e8zanne\u2019s Objects<\/p>\n<p><strong>Vita e morte, la dialettica tra pittura e fotografia<\/strong><\/p>\n<p>Due esperienze di straordinaria intensit\u00e0 emotiva, creativa, intellettuale, in cui si condensa l\u2019unicit\u00e0 della <strong>relazione dialettica tra pittura e fotografia<\/strong>: l\u2019una a ispirare, nutrire, penetrare, pungolare l\u2019altra, e viceversa. In questo esercizio di intelligenza estetica sta la forza di Meyerowitz, di cui la bellezza formale \u00e8 riflesso immediato, inevitabilmente seducente. E quella stessa possibilit\u00e0 dialettica si invera nell\u2019indagine sulla sopravvivenza degli oggetti inanimati: cristallizzati nell\u2019eterno presente di uno scatto che li ruba al flusso del tempo, vivificati nella rilettura del segno pittorico che li continua a resuscitare all\u2019infinito. <strong>La questione della vita e della morte resta al centro<\/strong>, come sottolineato da Maggie Barrett nel suo testo, un racconto in prima persona affettuosamente analitico: \u201cTrovo una certa ironia nel fatto che, in inglese, mio marito che \u00e8 ancora in vita stia facendo \u2018still-lifes\u2019, mentre Morandi dipingeva \u2018nature morte\u2019. Quanto pi\u00f9 ironica \u00e8 allora la scatola di latta che prima proiettava un\u2019ombra e che ora custodisce il tabacco ancora fragrante di Morandi \u2014 lo strumento della sua morte per cancro ai polmoni \u2014 scatola che ricorda quelle che contengono le ceneri di una persona amata. L\u2019oggetto ultimo della sua natura morta\u201d.<\/p>\n<p>Helga Marsala<\/p>\n<p>            <strong>Libri consigliati:<\/strong><br \/> <br \/>\n            (Grazie all&#8217;affiliazione Amazon riconosce una piccola percentuale ad Artribune sui vostri acquisti)        <\/p>\n<p class=\"intext-cta\">Artribune \u00e8 anche su Whatsapp.  \u00c8 sufficiente <a href=\"https:\/\/whatsapp.com\/channel\/0029Va9iaYUEFeXeqRR2yT1y\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">cliccare qui<\/a> per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Due mondi che si incrociano e risuonano insieme, cos\u00ec vicini e cos\u00ec diversi. 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