{"id":454084,"date":"2026-04-21T13:01:25","date_gmt":"2026-04-21T13:01:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/454084\/"},"modified":"2026-04-21T13:01:25","modified_gmt":"2026-04-21T13:01:25","slug":"rabat-il-marocco-inaugura-la-torre-mohammed-vi-verde-extra-lusso-e-a-prova-di-calamita-con-i-suoi-55-piani-250-metri-di-altezza-e-102-800-mq-di-superficie-e-tra-le-piu-alte-del-continente-africano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/454084\/","title":{"rendered":"Rabat, il Marocco inaugura la Torre Mohammed VI. Verde, extra-lusso e a prova di calamit\u00e0 Con i suoi 55 piani, 250 metri di altezza e 102.800 mq di superficie \u00e8 tra le pi\u00f9 alte del continente africano. All\u2019interno 36 ascensori, uffici, residenze, un hotel e 4mila mq di pannelli fotovoltaici"},"content":{"rendered":"<p class=\"atext\">Il basamento accoglie una hall di rappresentanza, diversi ristoranti \u2013 tra cui la Brasserie Magnolia firmato dallo chef Lahcen Hafid \u2013 un ampio salone per ricevimenti, una galleria espositiva e una filiale bancaria. A partire dal 29\u00b0 piano, sospeso tra cielo e terra, trova spazio un hotel di lusso di 55 camere, a marchio Waldorf Astoria, destinato a diventare l\u2019indirizzo pi\u00f9 esclusivo della capitale marocchina. <br \/>Al 50\u00b0 piano, l\u2019Osservatorio del Patrimonio offre un\u2019esperienza immersiva e interattiva: grazie alla suddivisione delle superficie vetrate, i visitatori possono esplorare in realt\u00e0 aumentata i principali monumenti e siti di interesse di Rabat e Sal\u00e9. Al 51\u00b0 piano, infine, la \u201ccabina di pilotaggio\u201d della Torre, alta 22 metri, invita a scoprire il contributo fondamentale della civilt\u00e0 arabo-andalusa alla storia dell\u2019astronomia attraverso la mostra \u201cIl cielo parla arabo\u201d.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"img-fluid\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/TM6_04-U47512828633Csd-600x313@IlSole24Ore-Web.jpg\" alt=\"\"\/><\/p>\n<p>Obiettivo, resistere alle calamit\u00e0<\/p>\n<p class=\"atext\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"atext\">La realizzazione, in formula \u201cDesign &amp; Build\u201d, \u00e8 stata affidata a un consorzio composto da Besix, gruppo belga specializzato nella realizzazione di opere complesse e gi\u00e0 protagonista della costruzione del Burj Khalifa, e da Tgcc, leader marocchino nel settore dei lavori pubblici e dell\u2019edilizia.<\/p>\n<p class=\"atext\">Il progetto della torre si inserisce nella volont\u00e0 di creare un edificio imponente s\u00ec a livello di design, ma soprattutto green. Una scommessa vinta perch\u00e9 seguendo i pi\u00f9 alti standard ambientali ha ottenuto la certificazione internazionale Leed. A far conquistare alla Mohammed Tower IV questo titolo ci hanno pensato innovazioni tecnologiche come la facciata realizzata interamente con panelli fotovoltaici insieme a sistemi per la raccolta dell\u2019acqua piovana e del recupero dell\u2019energia.<\/p>\n<p class=\"atext\">Inoltre, la presenza di 36 ascensori permette collegamenti tra vari livelli, senza dimenticare le fondamenta che sono profonde 60 metri. Questo consentir\u00e0 al \u201ccolosso\u201d marocchino di resistere a sismi o piene dei fiumi, per non parlare del sofisticato sistema di ammortizzazioni che va a rendere nulle o poco percepite dagli uomini le oscillazioni causate dal vento. La facciata sud e il basamento sono rivestiti da una doppia pelle costituita da 3.900 mq di pannelli fotovoltaici ad alte prestazioni, in grado di captare e valorizzare l\u2019energia solare. Questa soluzione coniuga efficacemente protezione termica e produzione di energia verde, in un equilibrio armonioso tra resa estetica e performance tecnologica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il basamento accoglie una hall di rappresentanza, diversi ristoranti \u2013 tra cui la Brasserie Magnolia firmato dallo chef&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":454085,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-454084","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116442830418699164","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/454084","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=454084"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/454084\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/454085"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=454084"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=454084"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=454084"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}