{"id":455113,"date":"2026-04-22T05:38:13","date_gmt":"2026-04-22T05:38:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/455113\/"},"modified":"2026-04-22T05:38:13","modified_gmt":"2026-04-22T05:38:13","slug":"iran-le-faide-nel-regime-cosi-la-lotta-tra-intransigenti-e-pragmatici-condiziona-le-trattative-di-pace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/455113\/","title":{"rendered":"Iran, le faide nel regime: cos\u00ec la lotta tra \u00abintransigenti\u00bb e \u00abpragmatici\u00bb condiziona le trattative di pace"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Greta Privitera<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Nel cuore del regime teocratico si sta consumando uno scontro sul controllo del potere. E l\u2019assenza di un leader alimenta le faide interne. In questa fase Ghalibaf \u00e8 il capo operativo, ma le decisioni dipendono da una babele di voci<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Mentre lo si attende a Islamabad con un aereo da Teheran che non decolla, <b>Mohammad Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano e capo della delegazione negoziale, provoca Donald Trump su X,<\/b> usando la sua stessa formula. \u00abVenderanno la guerra come scusa per rendere di nuovo grande cosa?\u00bb, scrive, storpiando lo slogan del presidente americano \u00abMake America great again\u00bb .\u00a0 \u00abNon partiamo, devono cambiare le condizioni sul tavolo\u00bb, ci dice una fonte vicina ai negoziati. Il team iraniano non arretra di un passo e continua a mettere gli americani davanti a un muro compatto, quasi impenetrabile.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Faide interne<br \/><\/b>Ma questa rigidit\u00e0 non nasce solo dalla sicurezza di avere in mano la carta dello Stretto di Hormuz, il collo di bottiglia da cui passa il destino del petrolio mondiale. <b>Affonda anche nelle faide interne che hanno lacerato il regime<\/b> dopo l\u2019uccisione della Guida suprema Ali Khamenei. Da una parte ci sono gli intransigenti, in uniforme o comunque orbitanti attorno ai Guardiani della Rivoluzione e al loro capo, Ahmad Vahidi. <b>Dall\u2019altra i pragmatici, come Ghalibaf e il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, figure centrali della delegazione,<\/b> convinti che solo il dialogo possa evitare il tracollo dell\u2019economia e salvare il Paese dal baratro. Un tempo questi scontri restavano chiusi nelle stanze del potere. Ora esplodono in pubblico, tra X, televisioni e le agenzie di stampa. Quando Araghchi annuncia  la riapertura dello Stretto \u2014 una parentesi durata appena poche ore \u2014 Tasnim, il megafono dei pasdaran, lo travolge  accusandolo di parole troppo morbide e troppo piegate al nemico.<b> Lo stesso accade  a Ghalibaf, che si ritrova esposto non solo ai colpi americani<\/b> ma anche a quelli dei suoi stessi fratelli di fede, pronti a bersagliarlo al primo passo considerato falso.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Guida fantasma<\/b><br \/>\u00c8 anche questa guerra al vertice a rallentare Teheran nel processo decisionale. Non pesa soltanto l\u2019impasse su un accordo nucleare o economico, ma l\u2019incertezza stessa sulla partecipazione ai prossimi round di colloqui.  La Repubblica islamica si regge da sempre sulla figura della Guida suprema, e dall\u20198 marzo quel ruolo \u00e8 affidato a Mojtaba Khamenei. Il nuovo  leader non si \u00e8 ancora visto in volto, n\u00e9 si \u00e8 sentita la  voce. Ferito nel bombardamento in cui \u00e8 morto il padre Ali Khamenei, comunica solo attraverso messaggi su Telegram: la sua assenza ha aperto un vuoto di potere che minaccia di inghiottire il sistema.\u00a0Ghalibaf \u00e8, di fatto, il capo operativo di questa fase, l\u2019uomo che muove i fili del nuovo regime. Ma, osserva Paul Salem del Middle East Institute, non \u00e8 il vero \u00abboss\u00bb. Nella struttura iraniana il \u00abboss\u00bb resta la Guida suprema, come lo sono stati il fondatore Ruhollah Khomeini e il suo successore  Ali Khamenei, capaci di imporre una volont\u00e0 unica e riconosciuta. Mojtaba, oggi, non ha quel peso. Il potere religioso non domina pi\u00f9 da solo. Il sistema appare sempre pi\u00f9 militare, con le divise che contano pi\u00f9 delle tonache. Con le faide che fanno deragliare.\u00a0Salem ricorda anche che \u00absolo i leader davvero forti possono permettersi concessioni. In Iran,  quella forza non \u00e8 pi\u00f9 concentrata in un solo uomo. E allora le decisioni si disperdono in una babele di voci\u00bb, mentre negli Stati Uniti tutto ruota attorno a Donald Trump. \u00c8 un confronto tra un comando verticale e un potere spezzato, tra un leader solo e un coro che si contende il timone.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lotte di potere<\/b><br \/>Le lotte intestine vanno lette  non soltanto come scontro ideologico tra chi vuole negoziare e chi no: entrambi i campi sono ideologici fino al midollo. A Teheran si combatte soprattutto per il controllo del potere. Gli intransigenti attaccano Ghalibaf per indebolirlo davanti alla propria base, ma non \u00e8 affatto scontato che, al suo posto, figure come Vahidi rifiuterebbero un accordo con Trump. Le accuse servono a consolidare le rispettive lealt\u00e0 interne, proprio come Trump parla al suo popolo Maga.\u00a0In Iran non c\u2019\u00e8 stato un cambio di regime. C\u2019\u00e8 stato piuttosto un cambio dentro il regime. Decapitata la vecchia leadership, il vuoto \u00e8 stato riempito da uomini nuovi che vogliono riscrivere le regole del gioco. Alcuni di questi appartengono a una generazione che contestava  Ali Khamenei, accusandolo di immobilismo. Ora pensano che questo sia il loro momento, e che il tempo della Repubblica islamica coincida finalmente con il loro tempo.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-04-22T00:49:22+02:00\">22 aprile 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Greta Privitera Nel cuore del regime teocratico si sta consumando uno scontro sul controllo del potere. 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