{"id":455618,"date":"2026-04-22T12:51:29","date_gmt":"2026-04-22T12:51:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/455618\/"},"modified":"2026-04-22T12:51:29","modified_gmt":"2026-04-22T12:51:29","slug":"debito-pubblico-italiano-eurostat-stima-deficit-pil-italia-al-31-nel-2025","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/455618\/","title":{"rendered":"Debito pubblico italiano, Eurostat stima deficit-Pil Italia al 3,1% nel 2025"},"content":{"rendered":"<p>I dati definitivi sono arrivati: l&#8217;Eurostat\u00a0stima il rapporto deficit-Pil dell&#8217;Italia al 3,1% per il 2025. E, con questo valore, superiore al 3%, sembra quindi escludersi una uscita del nostro Paese dalla procedura europea per disavanzo eccessivo, all&#8217;esame dalla Commissione Ue a inizio giugno nell&#8217;ambito del Semestre europeo. Intanto, il Cdm che si \u00e8 riunito oggi, <a data-intcmp=\"skytg24_foglia articolo_interlink_text\" href=\"https:\/\/tg24.sky.it\/economia\/2026\/04\/22\/giorgetti-deficit-italia-dichiarazione\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">ha dato il via libera al Documento di finanza pubblica 2026.\u00a0<\/a><\/p>\n<p>\t\t \tIl debito italiano<\/p>\n<p>L&#8217;Eurostat\u00a0vede il debito dell&#8217;Italia in salita al 137,1% del Pil nel 2025, rispetto al 134,7% del 2024. Resta il secondo debito rispetto al Pil nella Ue alle spalle della Grecia, che si attesta in calo al 146,1% del Pil (dal 154,2%). Sotto i valori dell&#8217;Italia il debito della Francia, in aumento al 115,6 del Pil (dal 112,6%). Le stime sull&#8217;Italia sono state confermate anche dall&#8217;Istat. E, secondo quanto trapelato, gi\u00e0 ieri pomeriggio era stato lo stesso ministro dell&#8217;Economia Giorgetti, in una riunione a Via XX Settembre con vice e sottosegretari, a spiegare che le speranze di abbattere il disavanzo sotto al 3%, e di uscire quindi con un anno di anticipo dalla procedura Ue, si sarebbero infrante.\u00a0<\/p>\n<p>I dati europei<\/p>\n<p>A livello generale, secondo i dati Eurostat, il debito pubblico nell\u2019Area Euro scende al 2,9% del Pil nel 2025 dal 3% del 2024, mentre nell&#8217;Unione europea resta stabile al 3,1%. Nel 2025 quasi tutti gli Stati membri registrano un deficit, con l&#8217;eccezione dei surplus registrati da Cipro (+3,4%), Danimarca (+2,9%), Irlanda (+1,8%), Grecia (+1,7%) e Portogallo (+0,7%). I disavanzi pi\u00f9 elevati si registrano in Romania (-7,9%), Polonia (-7,3%), Belgio (-5,2%) e Francia (-5,1%). Undici Paesi, tra cui l&#8217;Italia, restano sopra la soglia del 3% del Pil.\u00a0Sul fronte del debito, 12 Stati membri superano il 60% del Pil. I livelli pi\u00f9 bassi si registrano in Estonia (24,1%), Lussemburgo (26,5%), Danimarca (27,9%), Bulgaria (29,9%), Irlanda (32,9%), Svezia (35,1%) e Lituania (39,5%). Tra i livelli pi\u00f9 elevati dopo Grecia (146,1%), Italia (137,1%) e Francia (115,6%), figurano Belgio (107,9%) e Spagna (100,7%).\u00a0 \u00a0<\/p>\n<p>La procedura<\/p>\n<p>La procedura, che ad oggi riguarda altri nove Paesi oltre all&#8217;Italia, espone a raccomandazioni per il rientro del deficit, oltre al contenimento della spesa, e limita l&#8217;accesso ad alcuni fondi comunitari. L&#8217;uscita dall&#8217;iter consentirebbe, in particolare, di attivare la clausola di salvaguardia che permette di escludere gli investimenti nella Difesa dalla spesa pubblica netta. Per l&#8217;Italia si parla di circa 12 miliardi nei prossimi tre anni. In assenza di questa clausola, rispettare gli impegni presi con la Nato diventa pi\u00f9 complesso. L&#8217;Eurostat\u00a0ha precisato che, per scendere sotto il 3% del Pil, secondo le regole di arrotondamento, il deficit deve essere inferiore al 2,95%. Dalla Commissione europea era trapelato tuttavia che sarebbe potuto bastare anche un 2,99%, poich\u00e9 la valutazione non si limita al dato arrotondato e tiene conto anche di altri fattori, tra cui le prospettive future. La decisione finale comunque sar\u00e0 presa con il Pacchetto di primavera atteso per il 3 giugno.<\/p>\n<p>\t\t\t<a class=\"c-inline-card j-inline-card c-inline-card--with-image\" href=\"https:\/\/tg24.sky.it\/economia\/2026\/04\/19\/consumi-italia-cibo-servizi\" rel=\"follow nofollow noopener\" data-intcmp=\"skytg24_articolo_approfondimenti_inline\" target=\"_blank\"><\/p>\n<p>\t\t\t         <img decoding=\"async\" crossorigin=\"anonymous\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/hero_ansa_ipa_evoluzione_consumi_italia.jpg\"  loading=\"lazy\"  bad-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/hero_ansa_ipa_evoluzione_consumi_italia.jpg\"\/><\/p>\n<p>\n\t\t\t         Approfondimento<br \/>\n\t\t\t         Consumi Italia, si spende in servizi quanto negli anni \u201950 in cibo\n\t\t\t      <\/p>\n<p>\t\t\t<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"I dati definitivi sono arrivati: l&#8217;Eurostat\u00a0stima il rapporto deficit-Pil dell&#8217;Italia al 3,1% per il 2025. E, con questo&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":455619,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[79],"tags":[14,93,94,16930,16934,369,41178,42446,5279,1537,90,89,7,15,9325,11519,11,84,91,12,85,92],"class_list":["post-455618","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-italia","tag-cronaca","tag-cronaca-italiana","tag-cronacaitaliana","tag-debito-pubblico","tag-deficit","tag-digitall","tag-eurostat","tag-giancarlo-giorgetti","tag-governo-meloni","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-news","tag-notizie","tag-pil","tag-selezione-sky-tg24","tag-ultime-notizie","tag-ultime-notizie-e-news-di-oggi","tag-ultime-notizie-italia","tag-ultimenotizie","tag-ultimenotizieenewsdioggi","tag-ultimenotizieitalia"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116448453497581801","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/455618","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=455618"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/455618\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/455619"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=455618"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=455618"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=455618"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}