{"id":45582,"date":"2025-08-13T18:19:10","date_gmt":"2025-08-13T18:19:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/45582\/"},"modified":"2025-08-13T18:19:10","modified_gmt":"2025-08-13T18:19:10","slug":"messaggi-visivi-in-bottiglia-foto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/45582\/","title":{"rendered":"Messaggi visivi in bottiglia (Foto)"},"content":{"rendered":"<p>L\u20198 agosto \u00e8 cominciata la decima edizione di <a href=\"https:\/\/www.phest.info\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Phest<\/a>, il festival internazionale di fotografia e arte che prende vita tra gli edifici storici, le case, le botteghe e negli spazi all\u2019aperto del centro di Monopoli fino al 16 novembre.  <\/p>\n<p>Giovanni Troilo e Arianna Rinaldo, direttore e curatrice della rassegna, hanno scelto come mostra principale Pleased to meet you, un omaggio alla carriera del fotografo britannico <a href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/foto\/2017\/03\/28\/martin-parr-foto\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Martin Parr<\/a>, che negli anni ha ritratto con ironia, leggerezza e lucidit\u00e0 gli svaghi, le vacanze e i consumi delle masse, anticipando riflessioni sul capitalismo e l\u2019overtourism. Il fotografo sar\u00e0 a Monopoli il 27 e il 28 settembre per presentare il documentario <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=60-EJ6RCiTE\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">I am Martin Parr<\/a>, diretto da Lee Shulman, ideatore dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/foto\/2018\/07\/17\/the-anonymous-project\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Anonymous project<\/a>.  <\/p>\n<p>Il lavoro di Parr \u00e8 centrale nel filo rosso che lega tutte le altre mostre: This is us, a capsule to space. \u201cQuesta decima edizione \u00e8 un tentativo di rappresentare chi siamo oggi\u201d, afferma Troilo, che aggiunge \u201c\u00e8 un messaggio in bottiglia visivo che attraversa spazio e tempo, raccontando identit\u00e0, relazioni, paure, desideri, sogni. Un esperimento collettivo, tra memoria e futuro, tra scienza e immaginazione\u201d. Un atlante che attraverso narrazioni, sperimentazioni e linguaggi diversi vuole scavare nel nostro presente e interrogarsi su chi siamo.  <\/p>\n<p>Tra i lavori esposti c\u2019\u00e8 Rhi-entry di Rhiannon Adam, che nel 2021 \u00e8 stata selezionata tra un milione di candidati per partecipare come unica donna al programma per circumnavigare la Luna dearMoon, sostenuto da Elon Musk e dal miliardario giapponese  Yusaku Maezawa. Per tre anni si \u00e8 immersa nella preparazione di questa missione che poi \u00e8 stata bruscamente interrotta. Adam affronta questo sogno infranto creando un dossier tra realt\u00e0 e finzione, in cui intreccia diversi mezzi di espressione e usando anche l\u2019intelligenza artificiale.   <\/p>\n<p>City of shadows del russo Alexey Titarenko \u00e8 invece un progetto nato dopo la dissoluzione dell\u2019Unione Sovietica, che raffigurando le persone come spettri le rende delle presenze evocative dei traumi e delle sofferenze del passato. Anche lo statunitense Dylan Hausthor con What the rain might bring si muove tra realt\u00e0 e finzione, intrecciando folklore, religione e mondo naturale per restituire una dimensione rituale e ancestrale dell\u2019esistenza. In Aim at the stars l\u2019artista svedese-americana Aleksandra Mir prende l\u2019iconografia cristiana e la porta nello spazio, chiedendosi se gli angeli e gli astronauti condividono lo stesso cielo, potrebbe essere il momento per farli incontrare. A Phest sar\u00e0 presente anche la fotografia di <a href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/foto\/2025\/01\/27\/yorgos-lanthimos-kinds-of-kindness\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Yorgos Lanthimos<\/a>, il regista greco di Povere creature! e La favorita, con la sua prima mostra in Italia. In Jitter period non sono raccolte scene prese dal backstage, ma immagini che continuano ad ampliare l\u2019universo visivo di Lanthimos anche attraverso la pratica fotografica.  <\/p>\n<p>Le mostre di Phest sono molte altre, come quelle di Sam Youkilis e <a href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/foto\/2019\/08\/13\/percoco-the-rainbow-is-underestimated\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Piero Percoco<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/magazine\/2025\/01\/16\/ritorno-al-d-day\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Philip Toledano<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/magazine\/2025\/04\/10\/illusione-naturale\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Zed Nelson<\/a>, Deanna Dikeman e <a href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/foto\/2014\/09\/02\/sommersi-dalla-spazzatura\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Gregg Segal<\/a>, oltre a una celebrazione delle residenze d\u2019artista che in questi dieci anni sono state realizzate con il sostegno del festival. Un evento speciale \u00e8 la presenza delle opere di Francisco Goya<strong>.<\/strong> A Monopoli sar\u00e0 presente la serie completa dei Caprichos: ottanta incisioni realizzate tra il 1797 e il 1799, che con una visione onirica, inquietante e tagliente mettono in scena la societ\u00e0 spagnola del periodo.  <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u20198 agosto \u00e8 cominciata la decima edizione di Phest, il festival internazionale di fotografia e arte che prende&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":45583,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,4631,4663,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-45582","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-festival","16":"tag-fotografia","17":"tag-intrattenimento","18":"tag-it","19":"tag-italia","20":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/45582","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=45582"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/45582\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/45583"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=45582"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=45582"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=45582"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}