{"id":45623,"date":"2025-08-13T18:47:31","date_gmt":"2025-08-13T18:47:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/45623\/"},"modified":"2025-08-13T18:47:31","modified_gmt":"2025-08-13T18:47:31","slug":"unaccusa-che-non-risparmia-nessuno-secondo-il-new-york-time","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/45623\/","title":{"rendered":"Un\u2019accusa che non risparmia nessuno, secondo il New York Time"},"content":{"rendered":"<p>Omar El Akkad, reporter e narratore tra i pi\u00f9 autorevoli della sua generazione, rompe il silenzio occidentale e non risparmia nessuno con \u201c<a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/giorno-tutti-diranno-essere-contro-ebook\/dp\/B0F3XDYJZK\/?tag=libreriamo-21\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Un giorno tutti diranno di essere stati contro<\/a>\u201d \u2014 titolo originale \u201cOne Day, Everyone Will Have Always Been Against This\u201d \u2014 pubblicato in Italia da Gramma\/<a href=\"https:\/\/libreriamo.it\/libri\/5-libri-feltrinelli-leggere-estate\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Feltrinelli<\/a>.<\/p>\n<p>Partendo da un tweet del 25 ottobre 2023, mentre Gaza era travolta dai bombardamenti:<\/p>\n<blockquote>\n<p>\u201cUn giorno, quando non sar\u00e0 pi\u00f9 pericoloso chiamare le cose col loro nome [\u2026], tutti diranno di essere stati contro\u201d<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Una frase che ha raccolto oltre dieci milioni di visualizzazioni e che ha non solo ispirato il titolo, ma anche il concept del libro di El Akkad.<\/p>\n<p>L\u2019autore costruisce un memoir-saggio che \u00e8 una confessione storica dirompente concentrata sulla libert\u00e0 e sulla democrazia occidentale come linea borderline che divide le ingiustizie.<\/p>\n<p>Il suo scopo \u00e8 illuminare le parti buie, fare un focus su ci\u00f2 che si nasconde. Come scrive <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/books\/2025\/feb\/23\/one-day-everyone-will-always-have-been-against-this-by-omar-el-akkad-review-gaza-and-the-sound-of-silence\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">The Guardian<\/a>, \u201cmettere al centro chi in Occidente tace \u00e8 un gesto di resistenza\u201d.<\/p>\n<p>Una rottura annunciata: il memoir \u201cche non risparmia nessuno\u201d<\/p>\n<p>Il libro \u00e8 strutturato come una serie di saggi collegati, dove El Akkad mescola ricordi personali che vanno dal Cairo al Qatar fino al Canada, reportage e riflessioni storiche, in un lavoro che Washington Post definisce un \u201cmuscular broadside against the Western machinery that dehumanizes victims of violence\u201d. <\/p>\n<p>El Akkad ammette di aver perso la fiducia nell\u2019Occidente dopo i bombardamenti massicci a Gaza, rifiutando di contestare l\u2019uso del termine genocidio , che per lui \u00e8 una realt\u00e0 tangibile, non una mera affermazione retorica.<\/p>\n<p>I temi su cui il libro insiste \u201cUn giorno tutti diranno di essere stati contro\u201d<\/p>\n<p>Uno dei nuclei pi\u00f9 potenti del libro \u00e8 l\u2019accusa all\u2019empatia selettiva dell\u2019Occidente. Il Washington Post riporta la domanda provocatoria dell\u2019autore, che scrive che i bambini di Gaza, della Siria o del Sudan \u201cSembrano i figli di qualcun altro\u201d, e che questa percezione \u00e8 il primo passo verso l\u2019indifferenza. Il messaggio \u00e8 semplice e radicale: non esistono figli di qualcun altro. Ogni vita ha lo stesso valore, ma la narrazione dominante decide quali dolori meritino spazio e quali possano essere ignorati.<\/p>\n<p>\u00c8 una deviazione netta dalla logica \u201cnoi\u201d \/ \u201cloro\u201d, dove ogni vita umana dovrebbe valere allo stesso modo, ma non lo fa\u2026<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 poi la critica alla neutralit\u00e0 giornalistica: dopo anni di lavoro sul campo, El Akkad conclude che il giornalista non pu\u00f2 essere neutrale di fronte alla violenza e all\u2019ingiustizia.<\/p>\n<p>\u201cIl silenzio, soprattutto da parte di chi ha una piattaforma, \u00e8 una forma di complicit\u00e0\u201d. Una posizione che ribalta il dogma professionale e che, secondo The Guardian, rende il libro un gesto di rottura anche verso il proprio passato professionale; e ancora che il libro \u00e8 \u201cun\u2019esame catartico dell\u2019ipocrisia occidentale\u201d, dove El Akkad mette la sua storia di esiliato al servizio di un\u2019urgenza morale che smaschera la neutralit\u00e0 come lusso inumano.<\/p>\n<p>Accoglienza internazionale: una voce come gesto politico e umano<\/p>\n<p>Il New\u202fYork Times Book Review ritiene che El\u202fAkkad non voglia persuadere, ma scuotere: \u201cun grido disperato ma eloquente contro la nostra tolleranza per le calamit\u00e0 altrui\u201d e The Guardian parla di un \u201critaglio netto dall\u2019illusione che il liberalismo occidentale abbia mai significato qualcosa\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019autore come protagonista della sua stessa rottura<\/p>\n<p>Omar\u202fEl\u202fAkkad \u00e8 nato al Cairo, cresciuto tra Doha e il Canada e ora vive negli Stati Uniti. Ha lavorato come cronista per Globe and Mail su Afghanistan, Guant\u00e1namo e prima Primavera Araba.<\/p>\n<p>Il suo debutto in narrativa, American War (2017), e il successivo What Strange Paradise (2021), hanno posto l\u2019attenzione su distopie americane e tragedie migranti. \u201c Un giorno tutti diranno di essere stati contro\u201d \u00e8 invece il suo primo libro di non-finzione, in cui fa i conti con la propria identit\u00e0 e la promessa occidentale attraverso il prisma della rottura morale .<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Omar El Akkad, reporter e narratore tra i pi\u00f9 autorevoli della sua generazione, rompe il silenzio occidentale e&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":45624,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1445],"tags":[1608,203,204,1537,90,89,1609],"class_list":{"0":"post-45623","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-libri","8":"tag-books","9":"tag-entertainment","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-libri"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/45623","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=45623"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/45623\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/45624"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=45623"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=45623"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=45623"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}