{"id":457253,"date":"2026-04-23T13:26:06","date_gmt":"2026-04-23T13:26:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/457253\/"},"modified":"2026-04-23T13:26:06","modified_gmt":"2026-04-23T13:26:06","slug":"oriente-occidente-di-rampini-cosa-succede-se-gli-arabi-del-golfo-tagliano-gli-investimenti-da-noi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/457253\/","title":{"rendered":"Oriente Occidente di Rampini | Cosa succede se gli arabi del Golfo tagliano gli investimenti da noi?"},"content":{"rendered":"<p class=\"chapter-paragraph\">Siamo cos\u00ec concentrati su <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/26_aprile_21\/hormuz-la-battaglia-navale-nel-golfo-droni-barchini-e-razzi-iraniani-ben-nascosti-mandano-in-tilt-i-comandi-usa-d89d025b-954f-498b-b500-f182f258exlk.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><b>Hormuz<\/b>,<\/a> e sugli approvvigionamenti di energia, da dimenticare che molti paesi del Golfo arabico-persico hanno smesso da tempo di essere \u201csoltanto quello\u201d: cio\u00e8 <b>fornitori di gas e petrolio<\/b>. Una delle storie di maggior successo degli ultimi anni \u00e8 stata la <b>diversificazione delle loro vocazioni<\/b>. Arabia saudita, Emirati, Qatar, Kuwait e gli altri, hanno saputo dotarsi di altre fonti di reddito oltre all\u2019energia fossile: <b>a cominciare dalle fonti rinnovabili, e poi la logistica, la finanza e l\u2019immobiliare, l\u2019intelligenza artificiale e i data center<\/b>. Infine, e dal nostro punto di vista soprattutto, hanno ingigantito il loro ruolo come <b>investitori globali<\/b>. I milanesi ne sanno qualcosa, vista la presenza di capitali arabi nel nuovo quartiere di <b>CityLife<\/b>. Lo stesso vale per i <b>grattacieli di Hudson Yards a Manhattan<\/b>. In quanto alla Borsa di Wall Street: l\u2019azionariato di Big Tech e di molte altre societ\u00e0 quotate ha visto crescere la presenza dei fondi sovrani del Golfo. Adesso che accadr\u00e0, dopo la guerra (per ora breve) e la tempesta geoeconomica di Hormuz?<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Prima di azzardare previsioni, una precisazione \u00e8 d\u2019obbligo. Non bisogna parlare dei paesi arabi del Golfo come se fossero un mucchio indistinto. N\u00e9 tantomeno\u2026 un mucchio di macerie. Anche per le conseguenze della guerra, <b>ci sono differenze importanti fra loro<\/b>. Ne ho avuto la conferma di recente parlando con il top manager (occidentale) di una multinazionale saudita. Lui vive a Riad. Mi ha assicurato che l\u2019Arabia ha subito pochissimi attacchi dall\u2019Iran, forse perch\u00e9 aveva costruito difese migliori. L\u2019unico colpo iraniano a un oleodotto saudita ha creato danni lievi, riparati nell\u2019arco di 24 ore. La vita prosegue normalmente. Questo vale anche per Dubai, Doha, eccetera (tant\u2019\u00e8 che i residenti locali hanno spesso commentato con ironia i resoconti apocalittici che i media facevano dagli Stati Uniti o dall\u2019Europa). Per\u00f2 <b>gli Emirati, il Qatar e il Kuwait hanno subito attacchi e danni maggiori<\/b>. Di conseguenza l\u2019Arabia sta addirittura beneficiando della sua maggiore sicurezza: ha accolto un milione di \u201cprofughi\u201d dagli Emirati. Non rifugiati poveri, non gente a cui era stata distrutta la casa, semplicemente<b> manager e imprenditori e professionisti in spostamento temporaneo nell\u2019attesa che le turbolenze cessino<\/b>. Il principe saudita <b>Mohammed bin Salman<\/b> accogliendo a braccia aperte questo flusso (in parte fatto di arabi, in parte di espatriati occidentali) sta quindi incassando un vantaggio dalla guerra: accoglie nuovo capitale umano, di alto livello, e magari qualcuno decider\u00e0 di rimanere in pianta stabile a Riad o a Jedda.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>APPROFONDISCI CON IL PODCAST<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Detto questo, l\u2019instabilit\u00e0 non piace e non giova a nessuno. La stessa Arabia di MbS prima ancora della guerra aveva gi\u00e0 cominciato a tagliare certi progetti d\u2019investimento faraonici. La megalopoli del futuro, Neom, \u00e8 stata rimpicciolita e ridotta a un progetto pi\u00f9 modesto, pi\u00f9 realistico. Lo stesso vale per certi maxi-eventi sportivi mondiali che il Regno saudita si apprestava a ospitare nei prossimi anni. Ora che \u00e8 subentrata l\u2019incertezza geopolitica sul futuro del Golfo, e l\u2019incognita geoeconomica sulla transitabilit\u00e0 di Hormuz, il clima generale \u00e8 teso. I grandi investitori del Golfo, quando sar\u00e0 tornata la normalit\u00e0, dovranno rivedere le loro priorit\u00e0. Pi\u00f9 difesa, pi\u00f9 sicurezza. Ricostruzione di infrastrutture e impianti danneggiati. <b>Progettazione di nuove rotte per istradare le esportazioni di greggio<\/b> e gas aggirando le strozzature come Hormuz e Bab-el Mamdeb. Di conseguenza: <b>meno investimenti all\u2019estero<\/b>. Prima o poi ce ne accorgeremo. In Europa e negli Stati Uniti, cos\u00ec come in Cina o in India o in Africa, gli investimenti arabi subiranno una cura dimagrante. <b>L\u2019Europa rischia di essere penalizzata pi\u00f9 di altre parti del mondo<\/b> per ragioni geopolitiche: in questa crisi ha brillato per la sua assenza e ha confermato la sua irrilevanza. Sul tema dei fondi vi suggerisco questa lettura: &#8220;L\u2019altro ruolo globale del Golfo: investitore\u201d. Eccovi una sintesi del reportage apparso con questo titolo su The Wall Street Journal.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Prima che la guerra con l\u2019Iran riportasse il Medio Oriente al centro delle tensioni geopolitiche globali, la regione del Golfo rappresentava qualcosa di molto diverso per l\u2019economia americana e occidentale: una gigantesca fonte di capitali. Non petrolio, ma liquidit\u00e0. Non solo energia, ma <b>finanza globale<\/b>. \u00c8 questa la chiave dell\u2019analisi: capire come i fondi sovrani dei Paesi del Golfo siano diventati attori centrali nei grandi flussi finanziari internazionali, e come il conflitto in corso rischi di alterare questa dinamica. Negli ultimi anni, e in particolare nei mesi immediatamente precedenti allo scoppio della crisi con l\u2019Iran, <b>i grandi fondi sovrani del Golfo hanno riversato centinaia di miliardi di dollari in operazioni di alto profilo<\/b>. Parliamo di investimenti nelle grandi aziende tecnologiche americane, nella finanza, nello spettacolo, nello sport e nel settore immobiliare globale. Alcuni esempi emblematici negli Usa: la partecipazione ai finanziamenti di OpenAI, il buyout da 55 miliardi di dollari di Electronic Arts, le operazioni su Warner Bros. Discovery. Non si tratta di episodi isolati, ma di una <b>strategia coerente<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Due sono le forze che spiegano questa espansione. La prima \u00e8 il <b>boom dell\u2019intelligenza artificiale negli Stati Uniti<\/b>. I Paesi del Golfo, tradizionalmente dipendenti dal petrolio, vedono nell\u2019AI un\u2019occasione storica per diversificare le loro economie e posizionarsi come nuovi protagonisti tecnologici globali. <b>La seconda ragione \u00e8 strutturale<\/b>: i loro fondi sovrani sono diventati enormi. Nati per accumulare riserve in vista del declino delle entrate petrolifere, oggi gestiscono patrimoni cos\u00ec vasti da dover trovare continuamente nuovi sbocchi di investimento.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il risultato \u00e8 una <b>presenza crescente del Golfo nella finanza globale<\/b>. Questa presenza non \u00e8 uniforme: \u00e8 guidata da pochi attori chiave, soprattutto Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Qatar e Kuwait, ciascuno con caratteristiche proprie.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Gli Emirati Arabi Uniti rappresentano la potenza dominante in questo campo. Con circa <b>2.700 miliardi di dollari gestiti dai loro fondi sovrani<\/b>, sono il principale polo finanziario del Golfo. Il cuore di questo sistema \u00e8 Abu Dhabi, dove operano alcuni dei pi\u00f9 grandi fondi al mondo. Tra questi spicca <b>ADIA, uno dei fondi pi\u00f9 antichi e influenti<\/b>, con partecipazioni che spaziano dal mercato globale degli immobili agli hotel di lusso fino a marchi alimentari internazionali. Accanto ad ADIA operano altri veicoli, come Mubadala e ADQ, e nuove entit\u00e0 emergenti come L\u2019imad, segno di un sistema in continua evoluzione. La figura centrale di questo ecosistema \u00e8 <b>lo sceicco Tahnoon bin Zayed Al Nahyan<\/b>, fratello del presidente degli Emirati e uno degli uomini pi\u00f9 potenti del Paese. Il suo ruolo va oltre la finanza: \u00e8 anche consigliere per la sicurezza nazionale, il che evidenzia quanto il confine tra geopolitica e investimenti sia sempre pi\u00f9 sottile. Tahnoon presiede diversi fondi e ha guidato operazioni ad alto impatto, incluso un investimento significativo in una societ\u00e0 legata alla famiglia Trump nelle criptovalute.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Accanto agli Emirati, l\u2019Arabia Saudita ha costruito negli ultimi anni un altro gigante finanziario: il Public Investment Fund (PIF). Questo fondo, oggi vicino ai 1.000 miliardi di dollari, \u00e8 diventato uno strumento centrale della strategia di trasformazione economica del Paese, la cosiddetta Vision 2030 voluta dal principe ereditario. A guidarlo \u00e8 <b>Yasir Al-Rumayyan, uomo di fiducia di MbS<\/b>. A differenza degli Emirati, il fondo saudita ha una forte vocazione domestica. Gran parte delle risorse viene investita all\u2019interno del Paese, in progetti ambiziosi come la citt\u00e0 futuristica di Neom o i resort di lusso sul Mar Rosso. Tuttavia, non mancano le incursioni globali: il fondo ha investito nello sport (LIV Golf, il Newcastle United), nelle compagnie aeree, nei videogiochi e in altri settori strategici. Questa combinazione di investimenti interni e internazionali riflette una strategia duplice: modernizzare l\u2019economia nazionale e al tempo stesso accrescere l\u2019influenza globale del Regno.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il <b>Qatar <\/b>segue un modello ancora diverso. Il suo fondo sovrano, il Qatar Investment Authority, \u00e8 noto per gli investimenti in asset iconici, soprattutto immobiliari. A Londra possiede alcuni dei simboli pi\u00f9 riconoscibili della citt\u00e0, come lo Shard e il distretto di Canary Wharf. Negli Stati Uniti ha partecipazioni significative, tra cui l\u2019<b>Empire State Building<\/b>. Negli ultimi anni il Qatar ha iniziato a diversificare verso settori tecnologici e innovativi, con investimenti importanti nell\u2019intelligenza artificiale e partnership con grandi istituzioni finanziarie come Goldman Sachs.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il <b>Kuwait <\/b>rappresenta un caso particolare. Il suo fondo sovrano, Kuwait Investment Authority, \u00e8 il pi\u00f9 antico al mondo e ha mantenuto un profilo pi\u00f9 discreto. Con oltre 1.000 miliardi di dollari di asset, <b>il KIA ha investito tradizionalmente in azioni<\/b>, <b>infrastrutture e immobili<\/b>. Ora anche il Kuwait sta entrando nel mondo dell\u2019intelligenza artificiale, destina risorse a data center e nuovi fondi tecnologici. \u00c8 un segnale chiaro: l\u2019intero Golfo sta convergendo verso una nuova fase, in cui la tecnologia diventa il principale terreno di competizione e investimento.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Se si allarga lo sguardo globale, questi fondi si inseriscono in una mappa pi\u00f9 ampia dei capitali sovrani. <b>La Cina resta il leader mondiale con oltre 3.500 miliardi di dollari<\/b>, subito dopo troviamo proprio gli Emirati, seguiti da Norvegia, Arabia Saudita, Singapore e Kuwait. Questo conferma che il Golfo non \u00e8 pi\u00f9 una periferia finanziaria: \u00e8 uno dei centri del potere economico globale.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Questo sistema di flussi finanziari \u00e8 sensibile agli shock geopolitici. Qui entra in gioco<b> la guerra con l\u2019Iran<\/b>. L\u2019instabilit\u00e0 pu\u00f2 rallentare gli investimenti internazionali dei fondi sovrani, riducendo la loro capacit\u00e0 di alimentare operazioni globali. D\u2019altro lato pu\u00f2 spingere questi Paesi a concentrare risorse all\u2019interno, per proteggere le proprie economie. Il risultato sarebbe una <b>contrazione di uno dei principali flussi di capitale verso l\u2019Occidente<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">C\u2019\u00e8 poi una dimensione pi\u00f9 profonda, che riguarda la natura stessa di questi fondi. Non sono semplici investitori finanziari: <b>sono strumenti di politica economica e geopolitica<\/b>. Le loro decisioni riflettono non solo logiche di rendimento, ma anche strategie nazionali. Investire in tecnologia americana, ad esempio, significa acquisire know-how, influenza e posizionamento in settori chiave del futuro.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Questo rende i fondi sovrani del Golfo attori ibridi, a met\u00e0 tra mercato e Stato. E spiega perch\u00e9 la loro attivit\u00e0 sia seguita con <b>attenzione crescente a Washington<\/b> e nelle altre capitali occidentali. Il loro ruolo nelle grandi operazioni finanziarie non \u00e8 neutrale: contribuisce a ridefinire gli equilibri del potere economico globale.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La crisi con l\u2019Iran rappresenta una potenziale svolta. Se dovesse protrarsi o intensificarsi, potrebbe interrompere o almeno rallentare quel flusso di capitali che negli ultimi anni ha sostenuto una parte della crescita e dell\u2019innovazione negli Stati Uniti. Il Medio Oriente passerebbe cos\u00ec, ancora una volta, <b>da fattore di stabilizzazione economica a fonte di rischio globale<\/b>. In conclusione, il denaro del Golfo \u00e8 diventato una componente essenziale del sistema finanziario globale. Ma, come il petrolio in passato, resta esposto alle turbolenze della regione da cui proviene.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-04-23T14:33:24+02:00\" content=\"2026-04-23\">23 aprile 2026, 11:53  &#8211; modifica il 23 aprile 2026 | 14:33<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Siamo cos\u00ec concentrati su Hormuz, e sugli approvvigionamenti di energia, da dimenticare che molti paesi del Golfo arabico-persico&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":398850,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[172],"tags":[5781,255901,178,4197,1495,4717,17340,221689,25965,3357,3358,152369,666,255902,255903,11471,787,637,26010,3834,177,392,9039,23000,925,3845,356,4385,2445,5078,16259,7714,255904,420,7881,36709,29377,97195,5225,3761,184,4726,9644,225988,16955,18185,18186,25966,242055,255898,3566,3085,11138,190230,255905,255906,16578,21196,3526,24656,242684,15078,7325,255897,255899,45,119242,6394,827,4333,255907,6316,206079,7716,144863,4183,4224,1149,1251,255908,77,1151,194354,14781,4813,255909,255910,2666,7944,1174,68665,667,668,255911,644,955,5430,16265,3772,50183,764,1537,90,89,150782,4483,892,857,101509,9864,8158,8637,238176,10332,138,18147,3797,863,2099,337,91626,255900,8756,126371,338,3414,6370],"class_list":["post-457253","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-affari","tag-accanto","tag-adia","tag-affari","tag-alto","tag-altre","tag-americana","tag-arabi","tag-arabi-golfo","tag-arabi-uniti","tag-arabia","tag-arabia-saudita","tag-arabia-saudita-emirati","tag-artificiale","tag-artificiale-data","tag-artificiale-data-center","tag-asset","tag-attacchi","tag-attori","tag-authority","tag-bin","tag-business","tag-capitale","tag-capitali","tag-center","tag-centrale","tag-chiave","tag-cina","tag-conferma","tag-conseguenza","tag-costruito","tag-crescente","tag-crisi","tag-crisi-iran","tag-danni","tag-data","tag-data-center","tag-diventati","tag-diversificare","tag-diverso","tag-dollari","tag-economia","tag-economica","tag-economico","tag-economico-globale","tag-economie","tag-emirati","tag-emirati-arabi","tag-emirati-arabi-uniti","tag-emirati-qatar","tag-emirati-qatar-kuwait","tag-energia","tag-europa","tag-finanza","tag-finanza-globale","tag-finanza-immobiliare","tag-finanza-immobiliare-intelligenza","tag-finanziari","tag-finanziarie","tag-finanziario","tag-flussi","tag-flussi-finanziari","tag-flusso","tag-fondi","tag-fondi-sovrani","tag-fondi-sovrani-golfo","tag-fondo","tag-fondo-sovrano","tag-fonte","tag-fonti","tag-fonti-rinnovabili","tag-fonti-rinnovabili-logistica","tag-gas","tag-geoeconomica","tag-geopolitica","tag-geopolitiche","tag-globale","tag-globali","tag-golfo","tag-grandi","tag-grandi-fondi","tag-guerra","tag-guerra-iran","tag-hormuz","tag-immobili","tag-immobiliare","tag-immobiliare-intelligenza","tag-immobiliare-intelligenza-artificiale","tag-importanti","tag-influenza","tag-infrastrutture","tag-instabilita","tag-intelligenza","tag-intelligenza-artificiale","tag-intelligenza-artificiale-data","tag-internazionali","tag-interno","tag-investimenti","tag-investimento","tag-investitori","tag-investment","tag-iran","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-kuwait","tag-nuovi","tag-operazioni","tag-paesi","tag-paesi-golfo","tag-petrolio","tag-presenza","tag-qatar","tag-qatar-kuwait","tag-risorse","tag-ruolo","tag-saudita","tag-settori","tag-sicurezza","tag-sistema","tag-soprattutto","tag-sovrani","tag-sovrani-golfo","tag-strategia","tag-tecnologici","tag-ultimi","tag-uniti","tag-vista"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/457253","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=457253"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/457253\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/398850"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=457253"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=457253"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=457253"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}