{"id":457880,"date":"2026-04-23T22:30:37","date_gmt":"2026-04-23T22:30:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/457880\/"},"modified":"2026-04-23T22:30:37","modified_gmt":"2026-04-23T22:30:37","slug":"riprendersi-dallictus-i-risultati-di-uno-studio-al-centro-cardinal-ferrari-e-al-maggiore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/457880\/","title":{"rendered":"Riprendersi dall&#8217;ictus: i risultati di uno studio al Centro Cardinal Ferrari e al Maggiore"},"content":{"rendered":"<p><strong>Integrare l\u2019osservazione di un\u2019azione con la sua esecuzione in realt\u00e0 virtuale pu\u00f2 migliorare il recupero motorio della mano nei pazienti colpiti da ictus.<\/strong> \u00c8 quanto emerge da uno studio clinico randomizzato e controllato, realizzato nel <strong>Centro Cardinal Ferrari KOS di Fontanellato<\/strong>, il reparto di <strong>Neuroradiologia dell\u2019Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma<\/strong>, in collaborazione con la <strong>Universit\u00e0 di Parma<\/strong> e l\u2019<strong>Istituto Clinico Quarenghi di Bergamo<\/strong>.<\/p>\n<p>Il lavoro \u00e8 stato pubblicato su <strong>Stroke<\/strong>, una delle principali riviste internazionali dedicate alle malattie cerebrovascolari, e fornisce nuove prove sull\u2019efficacia dei protocolli riabilitativi che combinano approcci neuroscientifici e tecnologie digitali.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1776983433_530_apiceSx.jpg\" class=\"ApiceSx\" style=\"width: 20px; height: 20px; position: absolute; top: 0; left: 0;\"\/><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1776983434_767_apiceDx.jpg\" class=\"ApiceDx\" style=\"width: 20px; height: 20px; position: absolute; bottom: 0; right: 0;\"\/><\/p>\n<p>Osservare un&#8217;azione virtuale, prima<br \/>di riprodurla, mobilita le reti neurali e permette un recupero migliore e duraturo<\/p>\n<p><strong>Lo studio<\/strong><\/p>\n<p>La ricerca ha coinvolto <strong>48 pazienti<\/strong> del Centro Cardinal Ferrari e dell\u2019Istituto Clinico Quarenghi colpiti da ictus in fase subacuta o cronica, con deficit motori delle mani. I partecipanti sono stati assegnati in modo casuale a due gruppi. Il <strong>gruppo sperimentale<\/strong> ha seguito un programma di riabilitazione che combina la fase di <strong>osservazione dell\u2019azione<\/strong> e poi la sua esecuzione in <strong>realt\u00e0 virtuale<\/strong>; il <strong>gruppo di controllo<\/strong> ha svolto esercizi identici in realt\u00e0 virtuale ma senza la fase di osservazione dell\u2019azione.<\/p>\n<p>Il trattamento \u00e8 durato <strong>cinque settimane<\/strong>, con sessioni intensive e progressivamente adattate alle capacit\u00e0 motorie di ciascun paziente, valutate per la parte diagnostica nella Neuroradiologia dell\u2019ospedale Maggiore.<\/p>\n<p><strong>Come funziona la terapia<\/strong><\/p>\n<p>Il protocollo riabilitativo si basa su un meccanismo semplice ma neuroscientificamente fondato. Il paziente osserva brevi video che mostrano azioni quotidiane \u2013 come afferrare, spostare o utilizzare oggetti \u2013 senza muovere la mano. Questa osservazione attiva nel cervello il <strong>sistema dei neuroni specchio<\/strong>, coinvolti nella simulazione motoria e nel controllo del movimento, anche in assenza di esecuzione fisica.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/terapia-1776236286593.jpg\" alt=\"\" width=\"1849\" height=\"1920\"\/><\/p>\n<p>Subito dopo, il paziente prova a eseguire la stessa azione in realt\u00e0 virtuale, utilizzando il proprio braccio e la propria mano per quanto possibile. Il paziente manipola <strong>oggetti reali dotati di sensori<\/strong>, capaci di rilevare anche movimenti molto piccoli o incompleti. La realt\u00e0 virtuale <strong>amplifica e rende visibili questi movimenti<\/strong>, restituendo sullo schermo davanti al paziente un\u2019azione pi\u00f9 fluida e funzionale.<\/p>\n<p>Ripetendo questo processo, il cervello riceve segnali coerenti tra ci\u00f2 che vede, ci\u00f2 che prova a fare e ci\u00f2 che percepisce come risultato, favorendo la <strong>riorganizzazione delle reti neurali<\/strong> e il <strong>recupero progressivo del controllo motorio<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>I risultati<\/strong><\/p>\n<p>Entrambi i gruppi hanno registrato un miglioramento della funzione motoria, ma i pazienti che hanno seguito il protocollo di osservazione dell\u2019azione e realt\u00e0 virtuale hanno ottenuto <strong>benefici nettamente superiori<\/strong>, e il miglioramento \u00e8 risultato <strong>stabile anche a sei mesi<\/strong> dal termine del trattamento, indicando un effetto duraturo.<\/p>\n<p>Oltre alla destrezza manuale, lo studio evidenzia miglioramenti in <strong>forza muscolare<\/strong>, <strong>riduzione della spasticit\u00e0<\/strong> e maggiore <strong>autonomia nelle attivit\u00e0 quotidiane<\/strong> in entrambi i gruppi.<\/p>\n<p>Un dato interessante \u00e8 il miglioramento osservato anche nella <strong>mano non colpita<\/strong>, dato che suggerisce un possibile coinvolgimento <strong>bilaterale<\/strong> dei meccanismi di recupero motorio.<\/p>\n<p>\u00ab<strong>Questo studio dimostra che l\u2019osservazione dell\u2019azione, quando viene integrata in modo strutturato con la realt\u00e0 virtuale, pu\u00f2 potenziare in maniera significativa il recupero motorio della mano dopo un ictus<\/strong>\u00bb dice <strong>Antonino Errante<\/strong>, investigatore principale dello studio, psicologo ricercatore nel Dipartimento di medicina e chirurgia dell\u2019Universit\u00e0 di Parma. <strong>I risultati suggeriscono che il cervello mantiene una notevole capacit\u00e0 di riorganizzazione<\/strong> anche a distanza di tempo dall\u2019evento acuto e che i circuiti coinvolti nell\u2019osservazione e nell\u2019esecuzione delle azioni possono essere efficacemente riattivati con protocolli riabilitativi mirati.<\/p>\n<p><strong>Trattamento precoce<\/strong><\/p>\n<p>Gli autori sottolineano che l\u2019efficacia dell\u2019intervento risulta particolarmente evidente nei <strong>pazienti pi\u00f9 giovani<\/strong> e in quelli <strong>trattati pi\u00f9 precocemente<\/strong> dopo l\u2019ictus, pur mantenendo benefici anche nelle fasi pi\u00f9 tardive. Ulteriori studi potranno approfondire i meccanismi neurofisiologici alla base dei miglioramenti osservati e per valutare l\u2019impiego di sistemi di realt\u00e0 virtuale sempre pi\u00f9 <strong>immersivi e adattivi<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00abPer chi affronta un percorso di riabilitazione dopo un ictus, recuperare anche piccoli gesti della vita quotidiana pu\u00f2 fare una grande differenza\u00bb dice <strong>Antonio De Tanti<\/strong>, direttore clinico del Centro Cardinal Ferrari KOS e coautore dello studio. <strong>I risultati dimostrano che integrare osservazione dell\u2019azione e realt\u00e0 virtuale non solo \u00e8 efficace, ma pu\u00f2 tradursi in benefici concreti e duraturi nella pratica clinica<\/strong>. \u00ab<strong>Questo lavoro conferma che c&#8217;\u00e8 ancora spazio per l\u2019innovazione terapeutica e per un miglior recupero di queste persone<\/strong>\u00bb, conclude <strong>Gian Pietro Salvi<\/strong>, neurologo dell\u2019Istituto Clinico Quarenghi, coautore dello studio.<\/p>\n<p role=\"heading\" aria-level=\"2\" class=\"text \">\u00a9 Riproduzione riservata<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Integrare l\u2019osservazione di un\u2019azione con la sua esecuzione in realt\u00e0 virtuale pu\u00f2 migliorare il recupero motorio della mano&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":457881,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[175],"tags":[256221,256222,1687,256224,249348,256223,239,256225,1537,90,89,6301,240,32437,148521],"class_list":["post-457880","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-salute","tag-antonino-errante","tag-antonio-de-tanti","tag-bergamo","tag-centro-cardinal-ferrari-kos","tag-fontanellato","tag-gian-pietro-salvi","tag-health","tag-istituto-clinico-quarenghi","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-parma","tag-salute","tag-stroke","tag-universita-di-parma"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116456392576631162","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/457880","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=457880"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/457880\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/457881"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=457880"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=457880"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=457880"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}