{"id":458584,"date":"2026-04-24T10:23:20","date_gmt":"2026-04-24T10:23:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/458584\/"},"modified":"2026-04-24T10:23:20","modified_gmt":"2026-04-24T10:23:20","slug":"esclusivo-gli-avvocati-rossi-bloccano-i-rimpatri-le-storie-dei-criminali-che-restano-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/458584\/","title":{"rendered":"ESCLUSIVO &#8211; Gli avvocati rossi bloccano i rimpatri: le storie dei criminali che restano in Italia"},"content":{"rendered":"<p>Assassini, rapinatori, spacciatori: profili che rifiutano di andarsene dall&#8217;Italia. Sono persone gi\u00e0 colpite da decreto di espulsione per pericolosit\u00e0 sociale che preferiscono il contenzioso al programma di rimpatrio volontario assistito. Non \u00e8 un inceppo burocratico: \u00e8 una dinamica che si ripete in molti Cpr. Tant&#8217;\u00e8 che il meccanismo \u00e8 sempre lo stesso: prima l&#8217;interesse verso il rimpatrio, poi il colloquio con il legale, certo di sinistra come i tanti che si occupano d&#8217;immigrazione, e magari il ricorso, a cui spesso i magistrati danno seguito. E pensare che ci sarebbero anche i soldi, 2mila euro a migrante, per tornare a casa. \u00c8 andata cos\u00ec nel caso di J.G., tunisino di 23 anni arrivato in Italia da minorenne nel settembre del 2019. Da luglio del 2020 ha accumulato precedenti per rapina, furto, invasione di terreni ed edifici, resistenza a pubblico ufficiale e falsa indicazione delle proprie generalit\u00e0. Nel colloquio informativo, riferisce che l&#8217;avvocato \u00e8 stato netto: non deve accettare alcuna proposta. Anche perch\u00e9 a breve sarebbe stato &#8220;regolarizzato&#8221;, gli raccontano. Pure se a pendere \u00e8 un&#8217;espulsione. Oggi J.G. si trova ancora in Italia, da irregolare, nonostante l&#8217;ordine del questore: il giudice di pace ha accolto il suo ricorso. L&#8217;iniziativa di counselling del programma Ue prevede &#8211; come premesso &#8211; lo stanziamento di 2mila euro a migrante come incentivo al rientro in patria.<\/p>\n<p><img src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1777020104-statistica.jpg\" width=\"800\" height=\"556\" alt=\"Rimpatri\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\"\/><\/p>\n<p>Ma nonostante l&#8217;interesse iniziale, alla fine, \u00e8 una sparuta minoranza ad aderire al progetto. A Caltanissetta, nel 2025, 13 persone presenti nei Cpr aderiscono al programma Ue in una prima fase. Dopo il colloquio con i legali, 10 cambiano idea. E lo stesso succede, nel 2026, a Torino: zero su sette dopo i colloqui. Storie sempre identiche che si ripetono anche nei Cpr di Bari, Brindisi, Potenza, <a data-autogenerated=\"yes\" data-datalayer-click-event-target=\"internal\" href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/luoghi\/milano-144656.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Milano<\/a> e Gorizia. A.M. ha 56 anni, \u00e8 tunisino ed \u00e8 entrato in Italia ad aprile del 1994. \u00c8 pregiudicato per reati di spaccio, di violenza e lesioni a pubblico ufficiale, per porto d&#8217;armi e rapina. Quando gli viene revocato il permesso di soggiorno, il Questore di Verona sottolinea che lo straniero avrebbe sfruttato la temporanea regolarit\u00e0 per attivit\u00e0 criminali. Nel Cpr di Bari, A.M. viene informato del programma di rimpatrio volontario assistito, quindi manifesta interesse. Poi, per\u00f2, parla con il suo avvocato, che presenta ricorso in Cassazione. Nel 2025, in Italia, sono stati 675 ad aver aderito al programma europeo di rimpatrio volontario assistito presso i Cpr: numeri bassi ma in costante aumento. Sempre nel 2025 sono stati 16 mila in Germania, oltre 9mila in Svezia, pi\u00f9 di 3mila in Belgio. \u00c8 il terreno, per\u00f2, a essere minato. Z.I. oggi ha 40anni. \u00c8 a sua volta tunisino ed \u00e8 entrato in Italia nel 2012. Nel 2018 gli viene negato il permesso di soggiorno. Di rimando, viene condannato in primo grado per omicidio doloso. Nel 2025 viene scarcerato e condotto nel Cpr di Torino. Il copione si ripete: all&#8217;inizio palesa interesse per il rimpatrio volontario, parla con l&#8217;avvocato e cambia idea, dichiarando di voler attendere l&#8217;esito del giudizio pendente sulla protezione internazionale. Ma, una volta terminata la procedura d&#8217;identificazione, viene rimpatriato a gennaio scorso (senza passaggio col progetto Eurp).<\/p>\n<p>E ancora B.A, tunisino di 27 anni che \u00e8 arrivato in Italia nel 2024. Il prefetto di Varese emette un provvedimento di espulsione nel maggio del 2024. L&#8217;istanza di protezione internazionale viene rigettata dalla Commissione territoriale competente. Il diniego viene impugnato e il Tribunale di Roma accoglie la sospensiva. E lo straniero viene dimesso da un Cpr per mancata proroga del trattenimento. Ma B.A., che alle spalle ha anche il carcere, viene di nuovo trattenuto nel Cpr di Caltanissetta, dove tuttora si trova. Il ventisettenne \u00e8 responsabile di possesso di armi, furto, danneggiamento a seguito di incendio. Ed \u00e8 stato arrestato in flagranza di reato per resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale.\n<\/p>\n<p> Viene a sapere del progetto Eurp, afferma di essere interessato. Ma il consulto con il legale si rivela decisivo. Il risultato: rimpatri finanziati ma rifiutati, ricorsi a catena e persone gi\u00e0 espulse che restano sul territorio nazionale senza titolo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Assassini, rapinatori, spacciatori: profili che rifiutano di andarsene dall&#8217;Italia. 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