{"id":458899,"date":"2026-04-24T14:54:14","date_gmt":"2026-04-24T14:54:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/458899\/"},"modified":"2026-04-24T14:54:14","modified_gmt":"2026-04-24T14:54:14","slug":"decreto-schillaci-cosa-cambia-dagli-orari-agli-stipendi-fino-alle-pensioni-tutte-le-novita-e-i-medici-di-base-protestano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/458899\/","title":{"rendered":"Decreto Schillaci, cosa cambia? Dagli orari agli stipendi fino alle pensioni, tutte le novit\u00e0. E i medici di base protestano"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/www.ilmattino.it\/t\/medici-di-famiglia\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Medici di famiglia<\/a><\/strong> al centro dell&#8217;assistenza territoriale, motore delle Case di Comunit\u00e0 che stanno aprendo in tutta Italia e con un contratto da dipendente, su base volontaria, con il <strong>Servizio sanitario nazionale<\/strong>. Questo l&#8217;obiettivo del ministro della Salute <strong>Orazio\u00a0Schillaci<\/strong>, che ha illustrato ieri in Conferenza delle Regioni la bozza di decreto legge che porta il suo nome e che punta, soprattutto \u00aba fare presto per dare agli italiani una sanit\u00e0 pi\u00f9 efficiente e vicina ai cittadini, in particolare ai pi\u00f9 fragili\u00bb.\u00a0Per farlo, la strada scelta \u00e8 quella di un decreto legge che potrebbe arrivare entro maggio. Ma proprio <strong>questo impianto di riforma ha gi\u00e0 innescato proteste e forti critiche da parte della categoria dei medici<\/strong> di medicina generale, che temono un cambiamento profondo del proprio ruolo e del modello organizzativo. Il provvedimento, infatti, mira a rafforzare la sanit\u00e0 territoriale e a ridurre la pressione sugli ospedali attraverso il potenziamento delle strutture di prossimit\u00e0, ma lo fa intervenendo direttamente sulla figura del medico di famiglia.<\/p>\n<p><p>APPROFONDIMENTI<\/p>\n<p>       <a href=\"https:\/\/www.ilmattino.it\/salute\/medicina\/liste_attesa_salute_schilaci-9452581.html\" title=\"Sanit\u00e0, primi progressi sulle liste d\u2019attesa\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/9452581_02212634_onecms_1q75zw53xqz6pcmyah9_13wayxtnitc.jpg\" title=\"Sanit\u00e0, primi progressi sulle liste d\u2019attesa\" width=\"264\" height=\"144\"\/><\/a>          <\/p>\n<p> \u00a0 La riforma <\/p>\n<p>Come gi\u00e0 annunciato in passato dal ministro, il cuore della riforma che punta a fare della medicina territoriale una chiave per la \u00absvolta\u00bb e la \u00abprofonda innovazione\u00bb del Servizio Sanitario Nazionale, \u00e8 rendere il ruolo dei medici di base una \u00abcomponente stabile del modello organizzativo\u00bb delle case di Comunit\u00e0. Per questi professionisti, oggi convenzionati con le Asl, prevede la possibilit\u00e0, su base volontaria, di diventare dipendenti pubblici, cio\u00e8 di avere un rapporto di lavoro subordinato come gli ospedalieri. Questo rapporto di dipendenza sar\u00e0 per\u00f2 su base volontaria. Non si tratta di un obbligo ma di un percorso programmato e progressivo: il testo non cancella la convenzione, anche per andare incontro alle tante rimostranze gi\u00e0 avanzate nelle scorse settimane, ma introduce un sistema misto, che potrebbe essere in futuro sempre pi\u00f9 esteso. Altro capitolo di possibile scontro potrebbe essere la remunerazione: oggi i medici vengono pagati in base al numero di pazienti, in futuro dovrebbero esser remunerati in base alla partecipazione al lavoro nella rete territoriale, alla presa in carico di un certo numero di pazienti cronici e fragili. Realizzate con i fondi del Pnrr, al 31 dicembre 2025, erano 781 le Case di Comunit\u00e0 attive con almeno un servizio funzionante in Italia, a fronte di circa 1.715 strutture programmate. L&#8217;obiettivo del ministro arrivare entro il 30 giugno 2026 alla piena operativit\u00e0. Il nuovo sistema che prevede di alleggerire il carico di lavoro sugli ospedali, potenziando strutture intermedie sul territorio all&#8217;interno delle quali i cittadini troveranno \u00e9quipe multidisciplinari che prevedono anche pediatri, infermieri, specialisti ambulatoriali, psicologi, assistenti sociali. In Italia, secondo recenti dati della Fondazione Gimbe, mancano oltre 5.700 medici di medicina generale e sempre pi\u00f9 cittadini faticano a trovarne uno, soprattutto nelle Regioni pi\u00f9 popolose. Tra il 2019 e il 2024 il loro numero \u00e8 diminuito di ben 5.197 unit\u00e0, tanto che ognuno segue in media 1.383 assistiti, oltre il livello ottimale. Una carenza nota e dovuta anche alla scarsa attrattivit\u00e0 di questa branca. Per questo il progetto di\u00a0Schillaci\u00a0punta, spiuegano dal minitero, a nobilitare la medicina generale, rendendola una vera e propria specializzazione ad hoc, pagata alla stregua di altre, pi\u00f9 &#8216;blasonate&#8217;. Entro maggio, si apprende, \u00e8 auspicato il via libera delle Regioni al testo del decreto, che aspettano di avere quello definitivo. Intanto ieri la bozza \u00e8 stata recepita in modo complessivamente positivo, al netto delle differenze politiche. Il prossimo appuntamento \u00e8 calendarizzato tra una decina di giorni, nel frattempo si attende la risposta dei sindacati di categoria, divisi sul tema, con alcuni pronti a dar battaglia. Ma, come ha spiegato il ministro ai presidenti di regione, \u00abnon possiamo perdere un&#8217;occasione storica per l&#8217;Italia\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p>Le proteste <\/p>\n<p>La riforma, per\u00f2, ha aperto un fronte di forte contrapposizione con i medici di medicina generale. Le principali critiche riguardano la trasformazione del rapporto di lavoro, letta come un primo passo verso una progressiva &#8220;pubblicizzazione&#8221;\u00a0della categoria. Pur essendo volontario, il passaggio alla dipendenza viene considerato da una parte dei medici un cambiamento destinato a ridurre nel tempo l&#8217;autonomia professionale e a modificare il ruolo del medico di famiglia, storicamente basato su un rapporto diretto con i pazienti. Criticata anche la revisione del sistema di remunerazione, che secondo i sindacati rischia di spostare l&#8217;attivit\u00e0 dalla relazione con il paziente a una logica di obiettivi, prestazioni e presa in carico organizzata nelle strutture territoriali. Sul piano organizzativo pesa inoltre la carenza di medici di medicina generale, con carichi di lavoro in aumento e una professione sempre meno attrattiva per le nuove generazioni. Una condizione che, secondo le rappresentanze della categoria, rende difficile affrontare una riforma di questo tipo senza un confronto pi\u00f9 ampio. Non meno rilevante il nodo previdenziale. Il passaggio alla dipendenza pubblica comporterebbe un cambio di regime pensionistico: dai contributi versati nell&#8217;attuale sistema separato si passerebbe a quello dei dipendenti pubblici. Per i sindacati, questo potrebbe penalizzare soprattutto chi \u00e8 vicino alla pensione o ha maturato la carriera con le regole attuali, alimentando incertezza e preoccupazioni economiche.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Medici di famiglia al centro dell&#8217;assistenza territoriale, motore delle Case di Comunit\u00e0 che stanno aprendo in tutta Italia&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":458900,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[79],"tags":[14,93,94,256702,1537,90,89,1222,32624,3126,7,15,21280,11,84,91,12,85,92],"class_list":["post-458899","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-italia","tag-cronaca","tag-cronaca-italiana","tag-cronacaitaliana","tag-decreto-schillaci","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-medici","tag-medici-di-base","tag-medici-di-famiglia","tag-news","tag-notizie","tag-sanit","tag-ultime-notizie","tag-ultime-notizie-e-news-di-oggi","tag-ultime-notizie-italia","tag-ultimenotizie","tag-ultimenotizieenewsdioggi","tag-ultimenotizieitalia"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/458899","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=458899"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/458899\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/458900"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=458899"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=458899"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=458899"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}