{"id":459881,"date":"2026-04-25T06:04:15","date_gmt":"2026-04-25T06:04:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/459881\/"},"modified":"2026-04-25T06:04:15","modified_gmt":"2026-04-25T06:04:15","slug":"con-lama-michel-il-dialogo-finisce-in-un-abbraccio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/459881\/","title":{"rendered":"con Lama Michel il dialogo finisce in un abbraccio"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" fetchpriority=\"low\" width=\"610\" height=\"431\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/il-potere-della-parola-2082730.610x431.jpg\" alt=\"Il potere della Parola\"\/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/p>\n<p>\u00abIo a un certo punto ho ottenuto tutto quello che sognavo, ma piano piano mi sono accorto che non ero cambiato io\u00bb. Da questa affermazione di <strong>Massimo Pericolo<\/strong> ha preso forma l\u2019incontro \u201c<strong>Il potere della parola<\/strong>\u201d, andato in scena al Teatro Il Maggiore di <strong>Verbania<\/strong>, davanti a una platea di oltre seicento studenti degli istituti superiori cittadini.<br \/>Promosso da <strong>Fondazione CROSS<\/strong> in collaborazione con il Comune di Verbania e Kunpen Lama Gangchen-Albagnano Healing Meditation Centre, nell\u2019ambito del progetto Connessioni Creative, l\u2019appuntamento ha messo in dialogo due figure apparentemente lontane:<strong> Alessandro Vanetti<\/strong>, in arte <strong>Massimo Pericolo<\/strong>, tra le voci pi\u00f9 incisive del rap italiano, e <strong>Lama Michel Rinpoche<\/strong>, guida spirituale del centro buddhista di Albagnano. A moderare l\u2019incontro, il critico musicale e saggista <strong>Pierfrancesco Pacoda.<\/strong><\/p>\n<p>Galleria fotograficaMassimo pericolo e Lama Michel 4 di 8<\/p>\n<p><strong>IL POTERE DELLA PAROLA<\/strong><\/p>\n<p>Il tema era la parola, il suo peso, la sua responsabilit\u00e0, la sua capacit\u00e0 di ferire o trasformare. Non una riflessione astratta, ma un confronto vivo tra due esperienze diverse. Da un lato la <strong>parola del rap<\/strong>, nata spesso dalla rabbia, dalla marginalit\u00e0, dalla necessit\u00e0 di raccontare ci\u00f2 che brucia. Dall\u2019altro la parola della <strong>pratica spirituale<\/strong>, legata all\u2019ascolto, ai mantra, alla cura della mente.<br \/><strong>Massimo Pericolo<\/strong> ha raccontato il proprio percorso senza costruire un\u2019immagine pacificata di s\u00e9. Ha parlato del successo raggiunto dopo anni di desideri, ma anche della scoperta che cambiare le condizioni esterne non basta se dentro resta tutto uguale.<br \/>Da qui il bisogno di farsi domande diverse. Non pi\u00f9 soltanto \u00abcome sarebbe se avessi questo?\u00bb, ma \u00abche cosa devo fare davvero per stare bene?\u00bb.<br \/>Nel racconto del rapper sono tornate le<strong> arti marziali<\/strong>, conosciute da bambino, il fascino del <strong>tempio Shaolin<\/strong>, dove ha trascorso\u00a0 un periodo di tre mesi, la <strong>disciplina del corpo e poi l\u2019esperienza del carcere<\/strong>, dove trov\u00f2 un libro intitolato \u201cIl miracolo della presenza mentale\u201d, il suo primo approccio alla ricerca sistematica di uno spazio interiore. Quell\u2019incontro con la meditazione, lasciato e poi ripreso, \u00e8 diventato negli anni un cammino pi\u00f9 consapevole, alimentato anche dagli insegnamenti di <strong>Lama Michel<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>LAVORARE SUL NOSTRO SGUARDO INTERIORE<\/strong><\/p>\n<p>Il dialogo ha mostrato come la spiritualit\u00e0 non sia fuga dal mondo, n\u00e9 un abito da indossare. Lama Michel l\u2019ha spiegata come un<strong> lavoro costante sui propri filtri interiori<\/strong>. Se si guarda la realt\u00e0 attraverso la paura, la rabbia o l\u2019angoscia, il mondo prende quel colore. Se si coltivano gratitudine, calma e fiducia, cambia il modo stesso di attraversarlo. La spiritualit\u00e0, in questo senso, comincia quando si <strong>smette di vittimizzarsi<\/strong> e si prende nelle mani la <strong>responsabilit\u00e0 della propria vita<\/strong>.<br \/>Qui la parola diventa decisiva.<br \/><strong>Massimo Pericolo<\/strong> ha riconosciuto che nei primi testi prevalevano <strong>rabbia e urgenza<\/strong>, senza una piena percezione della responsabilit\u00e0 verso chi ascoltava. Oggi quella domanda \u00e8 presente: \u00abChe cosa pu\u00f2 fare una frase nella testa di un ragazzo? Che cosa resta di un verso quando viene preso alla lettera?\u00bb.<br \/>La risposta non \u00e8 rinnegare il linguaggio del rap, ma lasciarlo maturare insieme alla persona che lo usa. Lama Michel ha colto questo punto ricordando che <strong>la parola \u00e8 una delle azioni pi\u00f9 potenti.<\/strong> Non riguarda solo artisti, maestri o figure pubbliche. Riguarda <strong>ogni relazione quotidiana<\/strong>, ci\u00f2 che si dice a casa, a scuola, tra amici, sui social. Comunicare significa trasformare un pensiero in suono e affidarlo all\u2019interpretazione dell\u2019altro. Per questo, ha suggerito, sarebbe meglio dire \u201cio ho capito cos\u00ec\u201d invece di \u201ctu hai detto\u201d. C\u2019\u00e8 uno spazio fragile tra intenzione e ascolto, riconoscerlo \u00e8 importante.<\/p>\n<p><strong>CHI SONO I VERI MAESTRI?<\/strong><\/p>\n<p>Un passaggio centrale \u00e8 stato quello sui maestri e sui punti di riferimento. Pericolo ha ricordato il maestro di karate e i rapper ascoltati da ragazzo come figure capaci di indicare una direzione. Secondo <strong>Lama Michel,<\/strong> i maestri non sono necessariamente personaggi lontani, possono essere una nonna, un insegnante, una persona capace di credere in noi. I rapporti umani sani sono parte essenziale della crescita.<br \/>C\u2019\u00e8 poi un discorso legato alla costanza e alla disciplina. <strong>Massimo Pericolo<\/strong> ha spiegato che il <strong>cambiamento passa da gesti concreti<\/strong>:\u00a0svegliarsi presto, meditare, allenarsi, prendersi cura del corpo e della mente. Non come imposizione, ma come scelta per non restare prigionieri di <strong>abitudini che fanno soffrire<\/strong>. <strong>Lama Michel<\/strong> ha sintetizzato questo percorso con una formula: <strong>obiettivo alto, aspettative basse, sforzo costante<\/strong>.<br \/>Davanti agli studenti, il confronto ha avuto la forza di un invito semplice a <strong>non aspettare di essere \u201carrivati\u201d per iniziare<\/strong>. Si pu\u00f2 cambiare senza spettacolarizzare il cambiamento, senza diventare qualcun altro. Si pu\u00f2 restare dentro la propria vita, il proprio linguaggio, il proprio mestiere, e intanto orientarsi in modo diverso, <strong>assumendosi la responsabilit\u00e0 di ci\u00f2 che si pensa, si dice e si fa<\/strong>. \u00c8 da l\u00ec, ha ricordato Lama Michel, che comincia ogni trasformazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00abIo a un certo punto ho ottenuto tutto quello che sognavo, ma piano piano mi sono accorto che&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":459882,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1443],"tags":[19716,203,204,1537,90,89,1538,1539,5322,2399,257129],"class_list":{"0":"post-459881","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-musica","8":"tag-buddhismo","9":"tag-entertainment","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-music","15":"tag-musica","16":"tag-rap","17":"tag-rapper","18":"tag-teatro-il-maggiore-verbania"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116463840003025488","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/459881","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=459881"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/459881\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/459882"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=459881"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=459881"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=459881"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}