{"id":460206,"date":"2026-04-25T10:41:16","date_gmt":"2026-04-25T10:41:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/460206\/"},"modified":"2026-04-25T10:41:16","modified_gmt":"2026-04-25T10:41:16","slug":"oriente-occidente-di-rampini-gestione-dellescalation-o-forza-schiacciante-subito-nel-golfo-sta-nascendo-una-nuova-dottrina-militare-americana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/460206\/","title":{"rendered":"Oriente Occidente di Rampini | \u00abGestione dell\u2019escalation\u00bb o \u00abforza schiacciante subito\u00bb? Nel Golfo sta nascendo una nuova dottrina militare americana?"},"content":{"rendered":"<p class=\"chapter-paragraph\">La <b>crisi del Golfo \u00e8 entrata in una nuova fase: meno combattimenti classici, pi\u00f9 scontro geoeconomico<\/b>. Mentre le tregue si prolungano e i negoziati dovrebbero ripartire presto a Islamabad (la delegazione americana \u00e8 in viaggio verso il Pakistan), gli Stati Uniti provano a rovesciare contro il regime iraniano le sue stesse tattiche di strangolamento economico. <b>La guerra quindi si \u00e8 trasferita in prevalenza su questo livello: una gara di resistenza<\/b>, dove si tratta di vedere chi cede per primo allo sfinimento economico.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L&#8217;<b>Iran mantiene le sue minacce per bloccare Hormuz<\/b>, la US Navy <b>intercettando navi iraniane<\/b> vuole privare il regime di finanziamenti. Se \u00e8 questo il contesto attuale, i tempi potrebbero prolungarsi.\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>L&#8217;Iran in effetti si era premunito contro questo tipo di embargo<\/b> parcheggiando nei mari di mezzo mondo la sua &#8220;flotta-fantasma&#8221;, dove galleggia una quantit\u00e0 di petrolio ragguardevole. Tra i sotterfugi che usa c&#8217;\u00e8 anche il travaso da nave a nave, che rende pi\u00f9 difficile l&#8217;intercettazione (se una nave iraniana ormeggiata in acque internazionali travasa il suo greggio su una petroliera cinese, da quel momento in poi il petrolio viaggia con un&#8217;altra bandiera). <b>Non si pu\u00f2 escludere quindi che il conflitto sia diventato a bassa intensit\u00e0 ma al tempo stesso possa prolungarsi in tempi lunghi.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Intanto suggerisco la lettura di questa analisi, scritta da un ex militare americano oggi studioso di strategia. La sua tesi \u00e8 interessante: <b>la guerra in Iran segna la fine di una dottrina militare americana e l\u2019inaugurazione di una nuova stagione, con tattiche inedite<\/b>. Il testo che segue \u00e8 di <b>Mike Lyons<\/b>, ufficiale in congedo dell\u2019esercito americano, studioso di difesa e sicurezza nazionale. Apparso sul Wall Street Journal il 23 aprile:<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abIl dibattito sulla campagna militare condotta da Stati Uniti e Israele contro l\u2019Iran \u00e8 centrato soprattutto attorno alla politica di un solo uomo (Trump), pi\u00f9 che sulla guerra in s\u00e9. Questa invece meriterebbe di essere studiata seriamente nelle sue caratteristiche specifiche. <b>La guerra in Iran \u00e8 la prima operazione americana su larga scala, da una generazione a questa parte, ad abbandonare la \u201cgestione misurata dell\u2019escalation\u201d e la \u201crisposta proporzionata\u201d<\/b>, sostituendola con una forza schiacciante impiegata fin dall\u2019inizio. Ed \u00e8 stata condotta con moderazione nei confronti dei civili. Questa sar\u00e0 una parte importante dell\u2019eredit\u00e0 lasciata da questo conflitto.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Per decenni, la <b>risposta proporzionata<\/b> ha funzionato meno come strategia che come rituale: colpire un ripetitore, bombardare una caserma. <b>Questa teoria, codificata nella dottrina deterrente della Guerra fredda, sosteneva che rispondere alla forza con una forza pi\u00f9 o meno equivalente avrebbe consentito di controllare il \u201cpercorso e velocit\u00e0 dell\u2019escalation\u201d.<\/b> In pratica, queste regole d\u2019ingaggio proteggevano i santuari del nemico.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La fase iniziale dell\u2019operazione E<b>pic Fury ha gettato via quel manuale<\/b>. Quasi 900 attacchi in 12 ore hanno colpito simultaneamente infrastrutture militari iraniane, difese aeree e leadership del regime. <b>\u00c8 stata una dimostrazione di superiorit\u00e0 travolgente, inflitta come colpo d\u2019apertura.<\/b> L\u2019Iran ha tentato di rilanciare l\u2019escalation minacciando lo Stretto di Hormuz e colpendo Stati arabi vicini, ma queste mosse non hanno modificato il calcolo strategico sul campo. La dottrina dell\u2019escalation controllata, con il suo approccio colpo su colpo, \u00e8 stata accantonata mentre l\u2019esercito americano imponeva un tetto strategico che il Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche non era in grado di superare.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Le infrastrutture civili iraniane \u2014 rete elettrica, sistemi idrici e terminal petroliferi per l\u2019export \u2014 sono state in larga misura risparmiate. Quando le forze americane hanno colpito l\u2019isola di Kharg, <b>gli attacchi si sono concentrati su obiettivi militari<\/b>, non sugli impianti che consentono alle petroliere di continuare a operare.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Questo riflette un calcolo deliberato: gli Stati Uniti hanno trasformato le infrastrutture civili iraniane in una moneta di scambio negoziale. <b>Risparmiando la rete elettrica e gli impianti petroliferi, Washington ha preservato per il regime un incentivo alla sopravvivenza. <\/b>Non si tratta soltanto di moderazione umanitaria; \u00e8 la costruzione di un \u201cponte d\u2019oro\u201d attraverso il quale una leadership menomata potr\u00e0 eventualmente ritirarsi sostenendo che non tutto \u00e8 andato perduto. <b>Serve anche agli interessi americani. <\/b>Come afferma un esponente dell\u2019opposizione iraniana, il figlio dello Sci\u00e0 Reza Pahlavi, colpire la \u201cmacchina del massacro\u201d del regime significa indebolirlo abbastanza da consentire al popolo iraniano di concludere la lotta dall\u2019interno.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il che porta a una domanda cruciale: <b>quale sar\u00e0 l\u2019uscita da questa guerra?<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il <b>primo ciclo di colloqui a Islamabad<\/b>, il pi\u00f9 alto livello di contatti tra Stati Uniti e Iran dalla Rivoluzione islamica del 1979, \u00e8 durato 21 ore e non ha prodotto nulla. Da l\u00ec si \u00e8 passati a un blocco navale americano, che rappresenta la seconda fase della nuova dottrina statunitense in evoluzione.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Dopo aver smantellato l\u2019infrastruttura militare iraniana, gli Stati Uniti sono passati a un assedio statico. <b>Questo blocco \u00e8 la nuova proporzionalit\u00e0<\/b>: devastante nei suoi effetti economici, ma capace di conservare la leva strategica garantita dai terminali petroliferi lasciati intatti.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019uscita richieder\u00e0 un\u2019architettura, non soltanto un negoziato. Il nuovo leader supremo iraniano guida un regime ampiamente descritto come paralizzato e consumato da lotte interne di potere. <b>Non \u00e8 un governo in grado di firmare una resa incondizionata. <\/b>Ha bisogno di una narrazione da offrire ai suoi fedelissimi per spiegare perch\u00e9 pu\u00f2 fermarsi.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Esistono accordi possibili<\/b>: liberazione di prigionieri, una hudna \u2014 tregua temporanea esplicitamente prevista dal diritto islamico classico \u2014 collegata a concessioni tangibili. Gli Stati Uniti dovrebbero cercare l\u2019espulsione di giovani detenuti politici per salvarli dall\u2019esecuzione imminente, alleggerendo al tempo stesso la pressione su un sistema carcerario gi\u00e0 sotto stress e offrendo alla diaspora dell\u2019opposizione qualcosa che desidera. <b>Non sarebbero capitolazioni. Sarebbero invece gli elementi di un\u2019uscita che entrambe le parti possano sopravvivere politicamente.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La storia pi\u00f9 profonda, quella che conter\u00e0 ben oltre qualsiasi futuro accordo di pace, riguarda <b>ci\u00f2 che questo conflitto ha dimostrato sul futuro della potenza militare americana<\/b>. Dopo la Guerra fredda si era diffusa l\u2019idea che la superiorit\u00e0 militare statunitense fosse diventata auto-dissuasiva: cos\u00ec schiacciante che il suo impiego avrebbe provocato una crisi globale, rendendola di fatto inutilizzabile. <b>L\u2019Iran ha trascorso trent\u2019anni a costruire un\u2019architettura strategica fatta di milizie proxy, capacit\u00e0 asimmetriche e ambiguit\u00e0 nucleare, tutta progettata per sfruttare quell\u2019autocontenimento americano. <\/b>Il Corpo delle Guardie rivoluzionarie avanzava verso la capacit\u00e0 nucleare non perch\u00e9 credesse di poter vincere una guerra diretta, ma perch\u00e9 calcolava che l\u2019America non ne avrebbe mai iniziata una. <b>Quel calcolo si \u00e8 rivelato sbagliato.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Qualunque giudizio si dia dell\u2019operazione Epic Fury, il segnale \u00e8 inequivocabile: gli Stati Uniti sono disposti a usare una forza schiacciante, con deliberata moderazione verso le infrastrutture civili e senza ansie sui rischi di escalation. <b>\u00c8 un\u2019America diversa da quella su cui Iran e Cina avevano costruito i loro modelli strategici. Ora stanno aggiornando quei modelli.<\/b>\u00a0I media continueranno a raccontare questa guerra come una storia su Donald Trump. \u00c8 un loro diritto, ed \u00e8 un loro errore. La vera storia \u00e8 pi\u00f9 grande di qualsiasi presidente e durer\u00e0 ben oltre questo ciclo di notizie\u00bb.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-04-25T09:43:42+02:00\" content=\"2026-04-25\">25 aprile 2026, 09:40  &#8211; modifica il 25 aprile 2026 | 09:43<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La crisi del Golfo \u00e8 entrata in una nuova fase: meno combattimenti classici, pi\u00f9 scontro geoeconomico. 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