{"id":460725,"date":"2026-04-25T18:51:19","date_gmt":"2026-04-25T18:51:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/460725\/"},"modified":"2026-04-25T18:51:19","modified_gmt":"2026-04-25T18:51:19","slug":"il-paradosso-che-deve-inquietare-leuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/460725\/","title":{"rendered":"il paradosso che deve inquietare l\u2019Europa"},"content":{"rendered":"\n<p>C\u2019\u00e8 un paradosso che attraversa l\u2019Atlantico: mentre Donald Trump appare sempre pi\u00f9 impopolare, la sua capacit\u00e0 di alterare gli equilibri istituzionali non si \u00e8 affatto esaurita. Uno scarto tra consenso e potere che rende la situazione pi\u00f9 instabile di quanto suggerirebbero i sondaggi.<\/p>\n<p>L&#8217;immagine che emerge dalla convergenza di dati e analisi delle ultime settimane \u00e8 quella di un presidente in fase avanzata di erosione del consenso. Il suo indice di gradimento si \u00e8 stabilizzato in una fascia compresa tra il 33 e il 38 per cento, non semplicemente basso, ma strutturalmente basso, il tipo di cifra che segnala un&#8217;erosione difficilmente reversibile. Pi\u00f9 rilevante ancora: per la prima volta dal 2010, i sondaggi mostrano i democratici in vantaggio sui repubblicani sulla gestione dell&#8217;economia. In quindici anni, il GOP non aveva mai ceduto il primato su quello che considerava il suo terreno elettorale di elezione.\u00a0<\/p>\n<p>La spirale si autoalimenta attraverso una serie di scommesse che si sono trasformate in passivit\u00e0 di lungo periodo. Si parte dai dazi: Trump aveva presentato le tariffe di &#8220;Liberation Day&#8221; come una strategia industriale capace di tutto: rimpatriare la manifattura americana, strappare accordi commerciali favorevoli, rifornire il Tesoro. L&#8217;uso estremo dei poteri d&#8217;emergenza ha invece convinto la Corte Suprema a bocciare l&#8217;impianto tariffario, costringendo il governo ad avviare il rimborso di oltre 166 miliardi di dollari in dazi dichiarati illegali.\u00a0<\/p>\n<p>Poi c\u2019\u00e8 il capitolo della base elettorale: dopo neanche un anno e mezzo della seconda presidenza si scopre che il movimento MAGA non \u00e8 affatto un blocco monolitico. Da un lato, una parte dell\u2019elettorato pi\u00f9 radicale considera Trump non troppo estremo, ma troppo poco efficace; dall\u2019altro, settori pi\u00f9 istituzionali iniziano a prendere le distanze, spesso in modo silenzioso, evitando lo scontro diretto ma sottraendosi alla disciplina.<\/p>\n<p>La guerra in Iran \u00e8 la scommessa pi\u00f9 costosa. Non soltanto in senso militare o diplomatico, ma nella sua capacit\u00e0 di corrodere le fondamenta del consenso che aveva portato Trump alla Casa Bianca nel 2024. Quella vittoria era stata costruita in parte su un patto implicito con un elettorato giovanile e libertario, i cosiddetti ascoltatori di Joe Rogan, i critici delle &#8220;guerre per sempre&#8221;, quelli che avevano visto in Trump un&#8217;alternativa all&#8217;interventismo liberal. Quel patto \u00e8 oggi in pezzi.\u00a0<\/p>\n<p>Questo doppio movimento fa s\u00ec che Trump perda pezzi sia al centro sia alla periferia del suo stesso sistema di consenso.\u00a0<\/p>\n<p>Tucker Carlson, voce un tempo tra le pi\u00f9 fedeli del trumpismo, ha rilasciato quella che i media americani hanno gi\u00e0 definito una straordinaria pubblica ammenda per anni di sostegno incondizionato al presidente. La dissidenza di Marjorie Taylor Greene e Alex Jones segnala qualcosa di pi\u00f9 profondo: la coalizione che aveva reso possibile il 2024 si sta sfilacciando dall&#8217;interno, non per eccesso di moderazione, ma per eccesso di guerra.<\/p>\n<p>Intanto alla pompa di benzina il conto \u00e8 arrivato puntualmente: oltre quattro dollari al gallone per la prima volta dal 2022, con il 77 per cento degli elettori che attribuisce l&#8217;aumento a Trump, secondo un sondaggio Reuters\/Ipsos. La risposta del presidente: gli americani devono aspettarsi di pagare di pi\u00f9 &#8220;per un po&#8217;&#8221; in cambio di un Iran senza armi nucleari, \u00e8 il privilegio di chi ha credito politico da spendere. Trump, in questo momento, quel credito l&#8217;ha palesemente esaurito.<\/p>\n<p>\u00c8 in questo contesto che continua il lento ma inequivocabile allentarsi del giogo MAGA sul Partito Repubblicano. Non \u00e8 ancora una ribellione, \u00e8 piuttosto una serie di defezioni silenziose, di assenze strategiche, di calcoli di sopravvivenza individuale che rispecchiano un partito alle prese con la propria identit\u00e0 post-Trump. In Congresso, diversi senatori repubblicani hanno voltato le spalle alla richiesta della Casa Bianca di indagare il presidente della Federal Reserve Jerome Powell; altri non rispondono pi\u00f9 al telefono quando si tratta di difendere la guerra in Iran. Marco Rubio \u00e8 sparito dalla scena mediatica. Tulsi Gabbard non ha spiegato a nessuno le ragioni del conflitto. JD Vance, il vicepresidente che avrebbe dovuto essere l&#8217;erede naturale del trumpismo, gestisce trattative di pace a Islamabad con l&#8217;aria di chi vorrebbe trovarsi altrove, e intanto vede il proprio indice di gradimento scivolare ai minimi storici per un vicepresidente a questo punto del mandato.<\/p>\n<p>Anche sul piano simbolico, alcuni segnali sono sempre pi\u00f9 forti: le polemiche con ambienti religiosi, le tensioni con alleati tradizionali, perfino certe uscite comunicative sempre pi\u00f9 autoreferenziali contribuiscono a isolare il leader invece che rafforzarlo. Sono il riflesso di una leadership che tende a chiudersi, proprio mentre ha sempre pi\u00f9 bisogno di allargare il consenso.<\/p>\n<p>Il paragone storico che offre pi\u00f9 chiavi di lettura \u00e8 quello con la Rivoluzione francese e la fine di Robespierre come ha notato Sasha Abramsky su The Nation. L&#8217;Incorruttibile governava per decreto, dispensava lealt\u00e0 e terrore in egual misura, riceveva pubbliche professioni di devozione da alleati che in privato cominciavano a tramare la sua fine. Quando la Reazione Termidoriana arriv\u00f2, fu rapida e orchestrata proprio da coloro che pi\u00f9 aveva creduto vicini: i cortigiani che esibiscono fedelt\u00e0 in pubblico e misurano le distanze in privato, l&#8217;uomo al centro che continua a credere nella propria indispensabilit\u00e0 mentre gli altri gi\u00e0 si preparano al mondo che verr\u00e0 dopo.<\/p>\n<p>Quello che rende questa fase diversa e pi\u00f9 pericolosa delle turbolenze ordinarie \u00e8 che Trump non ha smesso di essere una minaccia istituzionale: \u00e8 politicamente indebolito, ma strutturalmente ancora in grado di fare danni profondi. Ha costruito una presidenza imperiale, smantellando norme, poteri di controllo, equilibri istituzionali; un\u2019alterazione sistemica della democrazia americana, e forse anche di quella europea.<\/p>\n<p>Il prossimo inquilino della Casa Bianca, chiunque esso sia, erediter\u00e0 un esecutivo enormemente pi\u00f9 potente di quello che Trump stesso aveva trovato nel 2017. Se sar\u00e0 un democratico, user\u00e0 quelle leve. Se sar\u00e0 un repubblicano, le user\u00e0 ugualmente.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 ha implicazioni dirette per l&#8217;Europa: la chiusura dello Stretto di Hormuz ha prodotto un&#8217;impennata dei prezzi energetici che attraversa l&#8217;Atlantico senza chiedere il visto: le economie europee, ancora alle prese con la digestione post-pandemica e la pressione inflazionistica, subiscono le conseguenze di una guerra che non hanno votato e che non possono fermare. I dazi di &#8220;Liberation Day&#8221;, prima di essere bocciati dalla Corte Suprema, avevano gi\u00e0 incrinato le catene di approvvigionamento transatlantiche e forzato rinegoziazioni affrettate. La destabilizzazione della NATO, non ancora formale, ma gi\u00e0 percepibile nell&#8217;ambiguit\u00e0 americana sull&#8217;articolo 5, ha costretto i governi europei ad accelerare spese per la difesa che avrebbero preferito destinare altrove.<\/p>\n<p>Un altro aspetto, pi\u00f9 profondo, riguarda il modello istituzionale. Se negli Stati Uniti si consolidano pratiche di presidenza \u201cespansiva\u201d, con un uso sempre pi\u00f9 disinvolto dei poteri esecutivi, queste non resteranno confinate oltreoceano. Le democrazie europee, gi\u00e0 attraversate da spinte populiste, potrebbero vedere rafforzata l\u2019idea che le regole siano elastiche e che il consenso diretto giustifichi forzature istituzionali. Non \u00e8 un effetto automatico, ma \u00e8 un precedente che circola, si legittima, e diventa imitabile. Un utile promemoria per questo 25 aprile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"C\u2019\u00e8 un paradosso che attraversa l\u2019Atlantico: mentre Donald Trump appare sempre pi\u00f9 impopolare, la sua capacit\u00e0 di alterare&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":460726,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[14,164,165,166,7,15,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":{"0":"post-460725","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-cronaca","9":"tag-dal-mondo","10":"tag-dalmondo","11":"tag-mondo","12":"tag-news","13":"tag-notizie","14":"tag-ultime-notizie","15":"tag-ultime-notizie-di-mondo","16":"tag-ultimenotizie","17":"tag-ultimenotiziedimondo","18":"tag-world","19":"tag-world-news","20":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116466855993839044","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/460725","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=460725"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/460725\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/460726"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=460725"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=460725"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=460725"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}