{"id":465752,"date":"2026-04-29T03:35:15","date_gmt":"2026-04-29T03:35:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/465752\/"},"modified":"2026-04-29T03:35:15","modified_gmt":"2026-04-29T03:35:15","slug":"prestiti-piu-difficili-in-italia-banche-piu-rigide-e-cala-la-domanda-cosa-succede","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/465752\/","title":{"rendered":"Prestiti pi\u00f9 difficili in Italia, banche pi\u00f9 rigide e cala la domanda: cosa succede"},"content":{"rendered":"<p>Nel primo trimestre dell\u2019anno le <strong>banche<\/strong> dell\u2019area euro hanno irrigidito le condizioni di accesso al <strong>credito<\/strong>. Una tendenza che riguarda anche l\u2019Italia, dove gli istituti segnalano un contesto pi\u00f9 prudente sia per la <strong>concessione dei prestiti<\/strong> sia per le prospettive dei prossimi mesi. Le indicazioni arrivano dalle indagini condotte dalla Banca centrale europea e dalla Banca d\u2019Italia, che evidenziano come il sistema bancario stia reagendo a un quadro economico pi\u00f9 incerto e a rischi in aumento.\n<\/p>\n<p>Prestiti, condizioni pi\u00f9 rigide<\/p>\n<p>Secondo i dati raccolti, le banche hanno continuato a inasprire i <strong>criteri<\/strong> per concedere <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/mercato-immobiliare\/mutui-e-prestiti\/prestiti-personali-aprile-2026\/971906\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">prestiti<\/a> a <strong>imprese<\/strong> e <strong>famiglie<\/strong>. Si tratta della stretta pi\u00f9 significativa dal terzo trimestre del 2023 e superiore alle attese. Per le imprese, l\u2019irrigidimento \u00e8 stato pari al 10%, un livello superiore sia alle previsioni sia alla media storica. Le condizioni sono diventate pi\u00f9 selettive soprattutto per le piccole e medie imprese e per i finanziamenti a lungo termine.<\/p>\n<p>Anche sul fronte delle famiglie si registra un cambiamento. I <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/mercato-immobiliare\/mutui-e-prestiti\/tassi-interesse-aprile-2026-effetti-mutuiu\/975540\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">mutui<\/a> casa hanno subito una stretta pi\u00f9 contenuta, mentre il credito al consumo ha registrato un inasprimento pi\u00f9 marcato, con criteri pi\u00f9 restrittivi e una maggiore attenzione al rischio.<\/p>\n<p>In Italia domanda in calo e maggiore prudenza<\/p>\n<p>Nel caso dell\u2019Italia, oltre alle condizioni pi\u00f9 rigide, emerge un altro elemento rilevante: il calo della domanda di prestiti. Secondo l\u2019indagine della Banca d\u2019Italia, le banche si attendono una <strong>riduzione delle richieste<\/strong> sia da parte delle imprese sia delle famiglie. Alla base di questo fenomeno ci sono diversi fattori, tra cui le tensioni internazionali e l\u2019andamento dei prezzi dell\u2019energia. Come evidenziato nella indagine sul credito condotta dalla Banca d\u2019Italia nell\u2019ambito di quella della Bce, gli eventi geopolitici \u201cavrebbero favorito un atteggiamento attendista delle imprese\u201d, con una conseguente riduzione degli investimenti. Anche le famiglie risultano pi\u00f9 caute, con una minore propensione a richiedere <strong>finanziamenti<\/strong> per acquisti importanti o spese a lungo termine.<\/p>\n<p>I motivi della stretta sul credito<\/p>\n<p>Le banche indicano diverse cause alla base dell\u2019inasprimento delle condizioni. Tra queste, il <strong>peggioramento<\/strong> del quadro economico e l\u2019aumento dell\u2019incertezza legata alle tensioni geopolitiche. Un ruolo rilevante \u00e8 svolto anche dall\u2019andamento dei <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/economia\/pun-energia-elettrica-prezzo-volatile-papernest\/954414\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">prezzi dell\u2019energia<\/a>, che incide sia sui costi delle imprese sia sui bilanci delle famiglie. Questo elemento contribuisce ad aumentare i rischi percepiti dagli istituti di credito. A ci\u00f2 si aggiungono le condizioni di finanziamento delle banche stesse, che risultano meno favorevoli rispetto al passato. Questo porta gli istituti a essere pi\u00f9 selettivi nella concessione dei prestiti.<\/p>\n<p>Un effetto diretto della stretta \u00e8 l\u2019aumento delle richieste di <strong>finanziamento respinte<\/strong>, in particolare nel credito al consumo. Le banche adottano criteri pi\u00f9 rigorosi nella valutazione dei clienti, limitando l\u2019accesso al credito per i profili considerati pi\u00f9 rischiosi. Per le imprese, la minore disponibilit\u00e0 di finanziamenti si traduce in una <strong>riduzione<\/strong> degli investimenti. Il clima di incertezza spinge molte aziende a rinviare progetti di crescita o espansione. Per le famiglie, invece, il contesto si riflette in una <strong>minore propensione<\/strong> agli acquisti di beni durevoli, come auto o elettrodomestici, spesso legati all\u2019accesso al credito.<\/p>\n<p>Le differenze con gli altri Paesi europei<\/p>\n<p>Nel confronto con gli altri principali Paesi dell\u2019area euro, l\u2019Italia presenta un quadro leggermente diverso. In Spagna, Francia e Germania le banche hanno segnalato un <strong>irrigidimento<\/strong> pi\u00f9 marcato delle condizioni per le imprese. Nel nostro Paese, invece, la situazione appare pi\u00f9 <strong>stabile<\/strong> sul fronte dell\u2019offerta, ma con segnali pi\u00f9 evidenti sul lato della domanda, che tende a ridursi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nel primo trimestre dell\u2019anno le banche dell\u2019area euro hanno irrigidito le condizioni di accesso al credito. 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