{"id":466408,"date":"2026-04-29T13:54:18","date_gmt":"2026-04-29T13:54:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/466408\/"},"modified":"2026-04-29T13:54:18","modified_gmt":"2026-04-29T13:54:18","slug":"longevita-lottimismo-fa-vivere-davvero-bene-e-a-lungo-e-la-rabbia-fa-male","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/466408\/","title":{"rendered":"Longevit\u00e0: l&#8217;ottimismo fa vivere davvero bene e a lungo (e la rabbia fa male)"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Danilo di Diodoro<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Pensare positivo contribuisce allo stato di salute e a un minor rischio di mortalit\u00e0 prematura. Una delle ricerche condotta su un gruppo di suore<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019attivazione di una precisa <b>area del cervello<\/b> segnala quando il cervello sta <b>pensando in maniera positiva<\/b>: \u00e8 la corteccia mediale prefrontale, che invece \u00e8 meno attiva quando i pensieri non hanno questa specifica tonalit\u00e0.<\/p>\n<p>    Lo studio\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019indicazione proviene da una ricerca, primo autore Kuniaki Yanagisawa, neuroscienziato della Kobe University giapponese, pubblicata sui Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS).\u00a0<br \/>Lo studio ha coinvolto 87 soggetti ai quali \u00e8 stato chiesto di <b>pensare a eventi futuri<\/b> positivi, negativi o di stampo neutro. Solo quando venivano immaginati eventi positivi, la Risonanza Magnetica Funzionale ha rilevato l\u2019attivazione di questa specifica area della corteccia cerebrale.\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Successivamente, gli stessi soggetti sono stati sottoposti a un test per verificare quanto fossero tendenzialmente <b>ottimisti o pessimisti di carattere<\/b>, cos\u00ec si \u00e8 giunti alla conclusione che gli ottimisti sono accomunati dall\u2019aver una <b>corteccia mediale prefrontale pi\u00f9 attiva<\/b>, mentre le persone pessimiste hanno modalit\u00e0 di funzionamento cerebrale diverse non solo dagli ottimisti, ma anche tra di loro.\u00a0<br \/>Questa differenza potrebbe nascere dal fatto che gli ottimisti hanno una rappresentazione mentale vivida e specifica degli eventi positivi, dotata quindi di un preciso marker neurobiologico, caratteristica mancante in chi \u00e8 tendenzialmente pessimista.<\/p>\n<p>    La ricerca in un convento\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019ottimismo non garantisce solo una <b>migliore visione del mondo e dei rapporti<\/b> interpersonali, ma contribuisce allo stato di salute e a un minor rischio di mortalit\u00e0 prematura.\u00a0<br \/>Una delle ricerche che hanno contribuito a rafforzare l\u2019idea che una personalit\u00e0 ottimista aiuti a <b>vivere pi\u00f9 lungo<\/b> e in salute \u00e8 un originale studio di coorte che \u00e8 diventato ormai famoso e che ha dato molti risultati, il <b>The Nun Study (Studio delle suore)<\/b>.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Agli inizi degli anni Novanta fu chiesto a un <b>gruppo di suore dell\u2019American School Sisters of Notre Dame<\/b>, di et\u00e0 tra i 75 e i 102 anni, di entrare nello studio, dando cos\u00ec il consenso a sottoporsi annualmente a un controllo medico e delle abilit\u00e0 cognitive, e anche di permettere l\u2019esame autoptico del loro cervello dopo la morte. Quando i ricercatori esplorarono l\u2019archivio dei conventi in cui le suore vivevano, si scopr\u00ec che nel settembre del 1930 la madre superiora aveva chiesto a ciascuna di loro di scrivere una breve storia della propria vita precedente i voti religiosi. Quel testo divent\u00f2 rapidamente di straordinaria importanza scientifica. Infatti, sebbene si trattasse di biografie di una sola pagina che riportavano eventi di vita non troppo dissimili, lo stile cognitivo ed emotivo dei testi era molto differenziato. Da tali differenze, considerato che lo stile di vita nei conventi poteva essere considerato abbastanza simile e quindi non era una variabile, sono state effettuate correlazioni con l\u2019insorgenza di danni cerebrovascolari, sviluppo nel tempo di decadimento cognitivo, invecchiamento in salute o in malattia, longevit\u00e0.\u00a0<br \/>In particolare, uno studio ha rilevato che <b>le suore dotate di un linguaggio pi\u00f9 complesso e capaci di una narrazione pi\u00f9 articolata<\/b> sarebbero andate meno incontro al decadimento cognitivo rispetto alle consorelle e anche alla vera e propria malattia di Alzheimer.\u00a0<\/p>\n<p>    Lunga vita\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Un altro studio, pubblicato sul Journal of Personality and Social Psychology, ha invece rilevato che quelle che <b>esprimevano idee e aspettative ottimiste sarebbero sopravvissute pi\u00f9 a lungo <\/b>e in condizioni di salute migliore. Due esempi tratti dai diari aiutano a capire quanto potevano essere diversi gli stili cognitivi rilevati dai ricercatori. Sorella 1 (emozione positiva bassa): \u00abSono nata il 26 settembre 1909, la maggiore di 7 figli, 5 femmine e 2 maschi. Ho trascorso il mio anno di candidatura nella Casa Madre, insegnando chimica e latino del secondo anno al Notre Dame Institute. Con la grazia di Dio, intendo fare del mio meglio per il nostro Ordine, per la diffusione della religione e per la mia santificazione personale\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sorella 2 (emozione positiva elevata): \u00abDio ha iniziato bene la mia vita concedendomi una grazia di inestimabile valore. L\u2019anno passato, che ho trascorso come candidata studiando al Notre Dame College, \u00e8 stato molto felice. Ora attendo con gioiosa trepidazione di ricevere il Santo Abito di Nostra Signora e di vivere in unione con l\u2019Amore Divino\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Un altro studio, pubblicato sul Journal of the American Geriatric Society, ha inoltre dimostrato che un maggiore ottimismo risulta associato a una pi\u00f9 lunga aspettativa di vita anche a prescindere non solo dallo stile di vita adottato, ma anche dal gruppo etnico a cui si appartiene.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Quindi non resta che ispirarsi all\u2019attore Dick Van Dyke, il leggendario e allegrissimo <b>spazzacamino del film Mary Poppins<\/b>, che ha dichiarato di praticare attivamente ogni giorno quel <b>buonumore<\/b> che gli ha da poco permesso di toccare l\u2019ambita soglia dei <b>100 anni<\/b>.<\/p>\n<p>    Rabbia e ansia fanno male\u00a0\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>L\u2019esposizione a emozioni negative<\/b> anche di breve durata, invece, ha effetti sfavorevoli sull\u2019endotelio, il sottile strato di cellule che riveste l\u2019interno dei vasi, importante per la salute cardiovascolare. Lo indica uno studio pubblicato sul Journal of the American Heart Association da ricercatori del Columbia University di New York. Lo studio ha esposto un gruppo di quasi 300 persone alla rievocazione di <b>episodi di rabbia, tristezza, ansia<\/b> o a episodi di vita neutri emotivamente. Prima e dopo sono stati misurati la capacit\u00e0 dei vasi sanguigni di dilatarsi correttamente, un indice di salute endoteliale, e alcuni marcatori nel sangue legati a danno o riparazione dell\u2019endotelio.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Nei partecipanti che avevano rievocato un episodio di rabbia la capacit\u00e0 dei vasi di dilatarsi \u00e8 risultata ridotta dopo appena 40 minuti<\/b>. Anche gli episodi di ansia hanno avuto effetti simili, ma senza raggiungere la significativit\u00e0 statistica. Invece la rievocazione della tristezza non ha modificato in modo sostanziale la funzione dei vasi.<\/p>\n<p>    La memoria \u00e8 legata alle emozioni\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019aumento dei livelli dell\u2019ormone <b>cortisolo<\/b>, che si verifica nei momenti di <b>stress<\/b>, rafforza la modalit\u00e0 attraverso cui il cervello elabora e registra gli eventi. Ci\u00f2 spiega perch\u00e9 <b>si ricordano meglio avvenimenti emotivamente rilevanti<\/b> e perch\u00e9 quando si vuole imparare qualcosa a memoria \u00e8 utile provare a collegarlo a elementi coinvolgenti.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019azione del cortisolo si svolge attraverso un\u2019azione diretta sia sui circuiti cerebrali che elaborano le emozioni, sia su quelli alla base della memoria, facilitando una loro integrazione. La ricerca che ha chiarito questi meccanismi \u00e8 stata pubblicata sulla rivista Science Advances, con il coordinamento del Department of Psychiatry della Yale University di New Haven, ed \u00e8 stata realizzata con la Risonanza Magnetica Funzionale. L\u2019aspetto negativo del fenomeno \u00e8 che esso \u00e8 anche alla base della <b>persistenza non voluta di ricordi negativi\u00a0<\/b>che possono essere alla base di un disturbo da stress post-traumatico.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/images2.corriereobjects.it\/images\/salute\/logo-medico-risponde.svg?v=2\" alt=\"ilMedicoRisponde\"\/><\/p>\n<p class=\"bck-box-paragraph\">Il servizio esclusivo del Corriere della Sera con medici e specialisti d&#8217;eccellenza che rispondono gratuitamente ai quesiti sulla tua salute<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/medico-risponde.png\" alt=\"ilMedicoRisponde\"\/><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-04-29T06:38:07+02:00\">29 aprile 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Danilo di Diodoro Pensare positivo contribuisce allo stato di salute e a un minor rischio di mortalit\u00e0&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":466409,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[175],"tags":[27959,1391,841,2110,444,2482,2333,2553,1039,260223,1887,2094,1061,12592,9181,38903,260224,260225,260226,71677,260227,260228,72330,935,35074,165817,260229,1108,2096,48469,9067,260230,2104,260231,1230,626,260232,69545,14601,239,1537,90,89,5982,83685,12572,967,968,633,2055,9877,13117,2170,27319,6148,260220,260221,5892,614,4233,4186,240,92985,1581,2128,224193,260222,45985,628,2106,20308,4006],"class_list":["post-466408","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-salute","tag-american","tag-ansia","tag-area","tag-attiva","tag-attivazione","tag-azione","tag-base","tag-breve","tag-capacita","tag-capacita-vasi","tag-cerebrale","tag-cervello","tag-chiesto","tag-cognitivo","tag-considerato","tag-contribuisce","tag-contribuisce-salute","tag-contribuisce-salute-minor","tag-conventi","tag-corteccia","tag-corteccia-mediale","tag-corteccia-mediale-prefrontale","tag-cortisolo","tag-dame","tag-decadimento","tag-decadimento-cognitivo","tag-dilatarsi","tag-dio","tag-effetti","tag-emotivamente","tag-emozione","tag-emozione-positiva","tag-emozioni","tag-endotelio","tag-episodi","tag-eventi","tag-eventi-positivi","tag-funzionale","tag-grazia","tag-health","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-journal","tag-journal-of","tag-memoria","tag-notre","tag-notre-dame","tag-of","tag-of-the","tag-ottimismo","tag-ottimisti","tag-positiva","tag-positivi","tag-pubblicato","tag-pubblicato-journal","tag-pubblicato-journal-of","tag-rabbia","tag-ricerca","tag-ricercatori","tag-rilevato","tag-salute","tag-specifica","tag-stile","tag-studio","tag-studio-pubblicato","tag-studio-pubblicato-journal","tag-suore","tag-the","tag-university","tag-vasi","tag-vivere"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/466408","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=466408"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/466408\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/466409"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=466408"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=466408"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=466408"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}