{"id":466416,"date":"2026-04-29T13:58:15","date_gmt":"2026-04-29T13:58:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/466416\/"},"modified":"2026-04-29T13:58:15","modified_gmt":"2026-04-29T13:58:15","slug":"re-carlo-il-testo-dello-storico-discorso-davanti-al-congresso-usa-battute-storia-frecciate-ecco-perche-e-un-capolavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/466416\/","title":{"rendered":"Re Carlo, il testo dello storico discorso davanti al Congresso Usa: battute, storia, frecciate, ecco perch\u00e9 \u00e8 un capolavoro"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Luigi Ippolito<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Carlo si dimostra sempre pi\u00f9 un re \u00abpolitico\u00bb: in fondo, il vero ministro degli Esteri della Gran Bretagna. E le parole di questo suo storico discorso &#8211;  in cui, tra una battuta e un riferimento storico, nulla risparmia a Trump &#8211; ne sono la prova<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">(Luigi Ippolito, corrispondente da Londra) Carlo \u00e8 sempre stato un \u00abanimale politico\u00bb: e quanto accaduto ieri, durante la <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/26_aprile_29\/re-carlo-trump-usa-gran-bretagna-c9d49197-a280-49f1-956f-dc810ed2bxlk.shtml\" title=\"Re Carlo ricuce il rapporto con gli Usa. Trump: \u00abLe nostre nazioni hanno un ruolo nella Storia. Siamo alleati stretti, speriamo rimanga sempre cos\u00ec\u00bb\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">visita di Stato negli Usa<\/a>, lo ha dimostrato ancora una volta. Dal discorso al Congresso alle <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/26_aprile_29\/due-re-al-banchetto-trump-carlo-concorda-l-iran-non-puo-avere-il-nucleare-il-sovrano-senza-di-noi-sareste-francesi-e-ricorda-il-324ef3c3-9044-4b59-b798-dc02df1cfxlk.shtml\" title=\"Trump posta la foto con Carlo III: \u00abDue Re\u00bb. Iran, Nato, l&#039;\u00abamicizia molto speciale\u00bb tra Usa e Regno Unito: di cosa si \u00e8 parlato al ricevimento di Stato alla Casa Bianca\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">battute alla cena<\/a>, non ha saltato un tema: Nato, Ucraina, clima. C\u2019era di tutto e di pi\u00f9. E soprattutto, una <a href=\"https:\/\/video.corriere.it\/esteri\/l-ironia-di-re-carlo-iii-che-risponde-a-trump-se-non-fosse-per-noi-oggi-parlereste-francese-\/305b2d65-4010-403b-85de-1b772e787xlk\" title=\"L&#039;ironia di Re Carlo III che risponde a Trump: \u00abSe non fosse per noi, oggi parlereste francese\u00bb\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">sfilata di richiami a Trump<\/a>: che per\u00f2 non ha battuto ciglio, anzi. Il che dimostra che &#8211; in fondo &#8211; \u00e8 Carlo il vero ministro degli Esteri del Regno Unito, il diplomatico in capo, l\u2019uomo delle missioni impossibili. Il suo potrebbe essere un regno breve, ma sta dando una svolta: mai cos\u00ec prima la monarchia era stata l\u2019arma (non) segreta di Londra. Con buona pace dei repubblicani. <b>Ecco il testo integrale del discorso al Congresso<\/b><b>.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Signor Vicepresidente, Signor Speaker, membri del Congresso, rappresentanti del popolo americano di tutti gli Stati, territori, citt\u00e0 e comunit\u00e0,    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">vorrei cogliere questa opportunit\u00e0 per esprimere la mia particolare gratitudine a tutti voi per il grande onore concessomi di rivolgermi a questa seduta congiunta del Congresso e, a nome della Regina e mio, <b>ringraziare il popolo americano per averci accolto negli Stati Uniti<\/b> in quest\u2019anno che celebra il duecentocinquantesimo anniversario della Dichiarazione d\u2019Indipendenza.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Per tutto questo tempo, i nostri destini come nazioni sono stati strettamente intrecciati. <b>Come disse Oscar Wilde, ormai abbiamo davvero tutto in comune con l\u2019America, tranne, ovviamente, la lingua<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ci incontriamo in <b>tempi di grande incertezza, in tempi di conflitto<\/b>, dall\u2019Europa al Medio Oriente, che pongono immense sfide alla comunit\u00e0 internazionale e il cui impatto si fa sentire in ogni ambiente, da un capo all\u2019altro dei nostri Paesi.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ci incontriamo anche all\u2019indomani dell\u2019incidente non lontano da questo grande edificio, che ha cercato di colpire la leadership della vostra nazione e di fomentare paura e discordia ancor pi\u00f9 ampie. Permettetemi di ribadire, con incrollabile determinazione, che tali atti di violenza non avranno mai successo.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">A prescindere dalle nostre differenze, a prescindere dai disaccordi, restiamo uniti nel nostro impegno nel <b>difendere la democrazia<\/b>, nel proteggere i nostri cittadini da ogni danno e nel rendere omaggio al coraggio di coloro che <b>ogni giorno rischiano la propria vita al servizio dei nostri Paesi<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Stando qui oggi, \u00e8 difficile non sentire il peso della storia sulle mie spalle, perch\u00e9 il rapporto moderno tra le nostre due nazioni e i nostri popoli abbraccia non soltanto 250 anni, ma oltre quattro secoli.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00c8 straordinario pensare che io sia il diciannovesimo nella nostra linea di sovrani a studiare con quotidiana attenzione gli affari dell\u2019America. Vengo quindi qui oggi con il massimo rispetto per il <b>Congresso degli Stati Uniti<\/b>, questa cittadella della democrazia creata per <b>rappresentare la voce di tutto il popolo americano, per promuovere la libert\u00e0<\/b> e i pi\u00f9 sacrosanti diritti.<br \/>Parlando in questa rinomata aula di dibattito e deliberazione, non posso fare a meno di pensare alla mia defunta madre, la Regina Elisabetta, che nel 1991 ebbe anch\u2019essa questo sacro onore e parl\u00f2 sotto lo sguardo vigile della Statua della Libert\u00e0 sopra di noi.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Oggi sono qui, in questa grande occasione nella vita delle nostre nazioni, per esprimere <b>la pi\u00f9 alta stima e amicizia del popolo britannico al popolo degli Stati Uniti<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ora, come forse saprete, quando mi rivolgo al mio Parlamento a Westminster, seguiamo ancora una tradizione antichissima e <b>prendiamo in ostaggio un membro del Parlamento, trattenendolo a Buckingham Palace<\/b> finch\u00e9 non faccio ritorno in sicurezza. Oggigiorno trattiamo il nostro ospite piuttosto bene, al punto che spesso non desidera andarsene.\u00a0Non so, Signor Speaker, se vi siano volontari per questo ruolo qui oggi.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Guardando indietro nei secoli, Signor Speaker, emergono alcuni schemi, alcune verit\u00e0 evidenti da cui possiamo imparare e trarre forza reciproca. Con lo spirito del 1776 nella mente, <b>possiamo forse concordare sul fatto che non sempre siamo d\u2019accordo, almeno in prima istanza<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In effetti, il principio stesso su cui si fonda il vostro Congresso, \u00abnessuna tassazione senza rappresentanza\u00bb, innesc\u00f2 un disaccordo fondamentale tra noi ma, al contempo, stabil\u00ec un <b>valore democratico condiviso<\/b> che avete ereditato da noi.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La nostra \u00e8 una partnership nata dal dissenso, ma non per questo meno forte.<\/b> Forse, con questo esempio, possiamo vedere che le nostre nazioni sono, in realt\u00e0, istintivamente affini, prodotto delle comuni tradizioni democratiche, giuridiche e sociali in cui ancora oggi affonda la nostra governance.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Attingendo a questi valori e tradizioni pi\u00f9 e pi\u00f9 volte, i nostri due Paesi hanno sempre trovato il modo di collaborare. E <b>perbacco, Signor Speaker, quando siamo andati di comune accordo, quali grandi cambiamenti ne sono derivati, non solo a beneficio dei nostri popoli, ma di tutti i popoli.<\/b><br \/>\u00c8 proprio questo, a mio avviso, l\u2019ingrediente speciale del nostro rapporto. Come ha osservato lo stesso Presidente Trump durante la sua visita di stato in Gran Bretagna lo scorso autunno, <b>il legame di parentela e identit\u00e0 tra l\u2019America e il Regno Unito \u00e8 inestimabile ed eterno<\/b>. \u00c8 insostituibile e indissolubile.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Signor Speaker, questa non \u00e8 affatto la mia prima visita a Washington, D.C., la capitale di questa grande repubblica. \u00c8, infatti, la mia ventesima visita negli Stati Uniti e la prima come Re e capo del Commonwealth. Questa \u00e8 una citt\u00e0 che simboleggia un periodo della nostra storia condivisa, o <b>ci\u00f2 che Charles Dickens avrebbe potuto chiamare \u00abUna storia di due Giorgio\u00bb<\/b>: il primo presidente, George Washington, e il mio bisnonno di quinta generazione, re Giorgio III.\u00a0Re Giorgio, come sapete, non mise mai piede in America. E vi assicuro, signore e signori, che non sono qui come parte di qualche astuto intervento di retroguardia.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">I Padri Fondatori furono ribelli audaci e visionari, guidati da un ideale. <b>Duecentocinquant\u2019anni or sono o, come diciamo nel Regno Unito, appena l\u2019altro giorno, dichiararono l\u2019indipendenza<\/b>, destreggiandosi tra forze contrastanti e infondendo vigore alla diversit\u00e0.\u00a0Unirono tredici colonie disparate per forgiare una nazione sull\u2019ideale rivoluzionario di vita, libert\u00e0 e ricerca della felicit\u00e0. Portarono con s\u00e9 e svilupparono la grande eredit\u00e0 dell\u2019Illuminismo britannico, cos\u00ec come idee che risalivano ancora pi\u00f9 indietro, al diritto comune inglese e alla Magna Carta.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Queste radici sono profonde e sono ancora vitali.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La nostra <b>Dichiarazione dei Diritti del 1689 <\/b>non fu soltanto il fondamento della nostra monarchia costituzionale, ma anche lo spunto di molti dei principi ribaditi, spesso quasi parola per parola, nel <b>Bill of Rights<\/b> americano del 1791.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">E queste radici affondano ancora pi\u00f9 indietro nella storia. La U.S. Supreme Court Historical Society ha calcolato che la <b>Magna Carta<\/b> \u00e8 citata in almeno 160 casi della Corte Suprema dal 1789, non da ultimo come <b>fondamento del principio secondo cui il potere esecutivo \u00e8 soggetto a controlli ed equilibri.<br \/><\/b><br \/>\u00c8 per questo che a Runnymede, lungo il Tamigi, si trova una pietra nel luogo in cui la Magna Carta fu firmata nel 1215. Questa pietra ricorda che <b>un acro di quel sito antico e storico fu donato agli Stati Uniti d\u2019America dal popolo del Regno Unito per simboleggiare la nostra comune determinazione a sostegno della libert\u00e0<\/b> e in memoria del Presidente John F. Kennedy.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Illustri membri del 119\u00b0 Congresso, \u00e8 qui, in queste stesse sale, che questo spirito di libert\u00e0 e la promessa dei fondatori dell\u2019America sono presenti in ogni sessione e in ogni voto espresso <b>non dalla volont\u00e0 di uno solo, ma dalla deliberazione di molti, che rappresentano il mosaico vivente degli Stati Uniti in entrambi i nostri Paesi<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">E sono proprio <b>le nostre societ\u00e0, vivaci, diverse e libere, a conferirci la nostra forza collettiva<\/b>, anche nel sostenere le vittime di alcuni dei mali che oggi purtroppo travagliano entrambe le nostre realt\u00e0.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">E inoltre, Signor Speaker, per molti qui presenti e per me stesso, <b>la fede cristiana<\/b> \u00e8 un saldo punto di riferimento e una fonte quotidiana di ispirazione che ci guida non solo personalmente, ma tutti insieme come membri della nostra comunit\u00e0. Avendo dedicato gran parte della mia vita ai <b>rapporti interreligiosi e a una maggior comprensione reciproca<\/b>, \u00e8 proprio quella fede nel trionfo della luce sulle tenebre che ho visto confermata innumerevoli volte. Attraverso di essa, <b>sono ispirato dal profondo rispetto che si sviluppa quando persone di fedi diverse crescono nella comprensione reciproca. <\/b>Per questo \u00e8 mia speranza, e mio auspicio, che in questi tempi turbolenti, lavorando insieme e con i nostri partner internazionali, possiamo fermare la trasformazione degli aratri in spade.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Siamo ancora nel tempo della Pasqua, la stagione che rafforza maggiormente la mia speranza. Credo con tutto il cuore che l\u2019essenza delle nostre due nazioni risiede nella generosit\u00e0 di spirito e nel <b>dovere di promuovere la compassione, favorire la pace, approfondire la comprensione reciproca e valorizzare tutte le persone, di ogni fede e di nessuna.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019alleanza che le nostre due nazioni hanno costruito nel corso dei secoli, e per la quale siamo profondamente grati al popolo americano, \u00e8 davvero unica, e tale alleanza fa parte di ci\u00f2 che Henry Kissinger descrisse come la visione ispirata di Kennedy: <b>una partnership atlantica basata su due pilastri, Europa e America<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Quella partnership, Signor Speaker, \u00e8 oggi pi\u00f9 importante che mai, ne sono profondamente convinto.<br \/><\/b><br \/>Il primo sovrano britannico regnante a metter piede in America fu mio nonno, re Giorgio VI.<b> Egli visit\u00f2 il Paese nel 1939 insieme alla mia amata nonna Elisabetta, la Regina Madre. <\/b>In Europa avanzavano le forze del fascismo e, poco tempo prima, gli Stati Uniti si erano uniti a noi nella difesa della libert\u00e0. I nostri valori condivisi prevalsero.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Oggi viviamo in una nuova era, ma quei valori persistono.<\/b> \u00c8 un\u2019epoca che, per molti aspetti, appare pi\u00f9 instabile e pi\u00f9 pericolosa del mondo al quale la mia defunta madre si rivolse in quest\u2019aula nel 1991.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Le sfide che affrontiamo sono troppo grandi perch\u00e9 una sola nazione possa sostenerle da sola<\/b>. Ma in questo scenario imprevedibile, la nostra alleanza non pu\u00f2 basarsi sui successi del passato n\u00e9 dare per scontato che i principi fondamentali semplicemente perdurino nel tempo.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Come ha affermato il mio primo ministro il mese scorso, <b>la nostra \u00e8 una partnership indispensabile. <\/b>Non dobbiamo trascurare tutto ci\u00f2 che ci ha sostenuto negli ultimi ottant\u2019anni, ma occorre continuare a costruirvi sopra.<br \/>Il rinnovamento oggi inizia dalla sicurezza.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il Regno Unito riconosce che le minacce che affrontiamo richiedono una trasformazione della difesa britannica. \u00c8 per questo che il nostro Paese, per prepararsi al futuro, ha varato <b>il pi\u00f9 grande stanziamento di fondi per la difesa dai tempi della Guerra Fredda<\/b>, durante parte della quale, oltre cinquant\u2019anni fa, ho servito con immenso orgoglio nella Royal Navy, seguendo le orme navali di mio padre, il principe Filippo, Duca di Edimburgo, di mio nonno re Giorgio VI, del mio prozio Lord Mountbatten e del mio bisnonno re Giorgio V.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Quest\u2019anno, naturalmente, segna anche il 25\u00b0 anniversario dell\u2019<b>11 settembre<\/b>. Quell\u2019attentato segn\u00f2 un momento decisivo per l\u2019America, e il vostro dolore e il vostro shock furono avvertiti in tutto il mondo. Durante la mia visita a New York, mia moglie ed io renderemo nuovamente omaggio alle vittime, alle famiglie e al coraggio dimostrato di fronte a una perdita cos\u00ec tragica.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Siamo stati al vostro fianco allora, e lo siamo anche oggi<\/b>, nel solenne ricordo di un giorno che non sar\u00e0 mai dimenticato.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Subito dopo l\u201911 settembre, quando la NATO invoc\u00f2 per la prima volta l\u2019Articolo Cinque e il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite alz\u00f2 la voce all\u2019unanimit\u00e0 contro il terrorismo, <b>abbiamo risposto insieme all\u2019appello, come i nostri popoli hanno fatto per oltre un secolo, fianco a fianco,<\/b> attraverso due guerre mondiali, la Guerra Fredda, l\u2019Afghanistan e altri momenti che hanno segnato profondamente il nostro impegno condiviso per la sicurezza.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Oggi, Signor Speaker, quella stessa incrollabile determinazione \u00e8 necessaria per la difesa dell\u2019Ucraina e del suo popolo valoroso<\/b>. \u00c8 necessaria per garantire una pace veramente giusta e duratura.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Dalle profondit\u00e0 dell\u2019Atlantico alle calotte glaciali dell\u2019Artico che si stanno drammaticamente sciogliendo<\/b>, <b>l\u2019impegno e la competenza delle Forze Armate degli Stati Uniti e dei loro alleati sono al cuore della NATO<\/b>: siamo tutti coinvolti nella difesa reciproca, nella protezione dei nostri cittadini e dei nostri interessi, nel mantenere in sicurezza gli americani e gli europei dagli avversari comuni.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">I nostri legami in materia di difesa, intelligence e sicurezza sono strettamente consolidati attraverso relazioni misurate non in anni, bens\u00ec in decenni.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Oggi, migliaia di militari statunitensi, funzionari della difesa e le loro famiglie sono di stanza nel Regno Unito, mentre <b>il personale britannico serve con pari orgoglio in 30 Stati americani<\/b>. Costruiamo insieme gli F-35 e abbiamo concordato il programma di sottomarini pi\u00f9 ambizioso della storia, AUKUS. E lo facciamo in collaborazione con l\u2019Australia, un Paese di cui sono anche immensamente orgoglioso di essere sovrano.<br \/><b>Non intraprendiamo insieme queste straordinarie iniziative per sentimentalismo, sia ben chiaro. Lo facciamo perch\u00e9 esse rafforzano la resilienza condivisa per il futuro<\/b>, rendendo i nostri cittadini pi\u00f9 sicuri per le generazioni a venire.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Se i nostri ideali comuni sono stati cruciali per garantire libert\u00e0 ed uguaglianza, essi rappresentano anche il fondamento della nostra prosperit\u00e0 condivisa. <b>Lo stato di diritto, la certezza di regole stabili e accessibili, un sistema giudiziario indipendente, la risoluzione delle controversie e l\u2019imparzialit\u00e0 della giustizia<\/b>: queste caratteristiche hanno creato le condizioni che per secoli hanno favorito la crescita economica senza pari nei nostri due Paesi.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00c8 per questo che i nostri governi stanno siglando nuovi accordi economici e tecnologici per scrivere il prossimo capitolo della nostra prosperit\u00e0 comune e garantire che l\u2019ingegno britannico e americano continui a guidare il mondo. <b>Le nostre nazioni stanno unendo talenti e risorse nelle tecnologie del futuro. <\/b>Le nostre nuove partnership nella fusione nucleare e nel calcolo quantistico, nell\u2019intelligenza artificiale e nella scoperta di nuovi farmaci, promettono di salvare innumerevoli vite umane.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Pi\u00f9 in generale, celebriamo i 430 miliardi di dollari di scambi annuali in continua crescita, i 1.700 miliardi di dollari di investimenti reciproci che alimentano questa innovazione e i milioni di posti di lavoro su entrambe le sponde dell\u2019Atlantico, a sostegno delle nostre economie.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Queste sono solide basi su cui continuare a costruire per le generazioni che verranno.<\/b> I nostri legami nell\u2019istruzione, nella ricerca e negli scambi culturali rafforzano i cittadini e i futuri leader di entrambi i Paesi. La Marshall Scholarship, intitolata al grande generale George Marshall e della cui associazione sono orgoglioso di essere patrono, \u00e8 emblematica del legame tra i nostri due Paesi. Dalla sua fondazione, sono state assegnate oltre 2.300 borse di studio, aprendo le porte ad americani di ogni estrazione per studiare nelle principali universit\u00e0 del Regno Unito.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Guardando ai prossimi 250 anni, <b>dobbiamo anche riflettere sulla nostra responsabilit\u00e0 condivisa per la tutela della natura,<\/b> il nostro bene pi\u00f9 prezioso e insostituibile.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Per millenni, molto prima che le nostre nazioni esistessero, prima che fosse tracciato qualsiasi confine,<b> le montagne della Scozia e degli Appalachi erano un\u2019unica catena continua, forgiata nell\u2019antica collisione dei continenti.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Le meraviglie naturali degli Stati Uniti d\u2019America sono un patrimonio davvero unico, e generazioni di americani hanno risposto a questa vocazione. Leader indigeni, politici e civili, abitanti delle comunit\u00e0 rurali e delle citt\u00e0, hanno contribuito a proteggere e custodire ci\u00f2 che il presidente Theodore Roosevelt defin\u00ec la \u00abgloriosa eredit\u00e0\u00bb dello straordinario splendore naturale di questa terra, da cui \u00e8 sempre dipesa gran parte della sua prosperit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Eppure, mentre celebriamo la bellezza che ci circonda, <b>la nostra generazione deve decidere come affrontare il collasso dei sistemi naturali critici<\/b>, che minaccia molto pi\u00f9 dell\u2019armonia e della diversit\u00e0 essenziale della natura. Ignoriamo a nostro rischio il fatto che questi sistemi naturali \u2014 in altre parole, l\u2019economia della natura \u2014 costituiscono la base della nostra prosperit\u00e0 e della nostra sicurezza nazionale.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La storia del Regno Unito e degli Stati Uniti \u00e8, nella sua essenza, una storia di riconciliazione, rinnovamento e partnership straordinaria<\/b>. Dalle amare divisioni di 250 anni fa, abbiamo forgiato un\u2019amicizia che \u00e8 cresciuta fino a diventare una delle alleanze pi\u00f9 significative della storia umana.<br \/>Mi auguro con tutto il cuore che<b> la nostra alleanza continui a difendere i nostri valori condivisi con i nostri partner in Europa,<\/b> nel Commonwealth e nel mondo, e che respingiamo con determinazione gli appelli sempre pi\u00f9 insistenti a ripiegarci su noi stessi.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Signor Speaker, Signor Vicepresidente, illustri signore e signori, le parole dell\u2019America hanno peso e significato, come fin dall\u2019indipendenza. Ma le azioni di questa grande nazione contano ancora di pi\u00f9. Il presidente Lincoln lo espresse molto bene nelle riflessioni del suo straordinario Discorso di Gettysburg: <b>il mondo potr\u00e0 prestare poca attenzione a ci\u00f2 che diciamo, ma non dimenticher\u00e0 mai ci\u00f2 che facciamo<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">E cos\u00ec rivolgo un appello agli Stati Uniti d\u2019America, nel vostro 250\u00b0 anniversario, affinch\u00e8<b> i nostri due Paesi si dedichino nuovamente l\u2019uno all\u2019altro nel servizio disinteressato dei nostri popoli e di tutti i popoli del mondo.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Dio benedica gli Stati Uniti e Dio benedica il Regno Unito.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">(Traduzione di Rita Baldassarre)<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-04-29T15:06:15+02:00\">29 aprile 2026 ( modifica il 29 aprile 2026 | 15:06)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Luigi Ippolito Carlo si 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