{"id":4676,"date":"2025-07-24T04:50:11","date_gmt":"2025-07-24T04:50:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/4676\/"},"modified":"2025-07-24T04:50:11","modified_gmt":"2025-07-24T04:50:11","slug":"oblio-oncologico-e-maternita-un-progetto-per-sostenere-le-donne-colpite-da-tumore-ovarico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/4676\/","title":{"rendered":"Oblio oncologico e maternit\u00e0, un progetto per sostenere le donne colpite da tumore ovarico"},"content":{"rendered":"<p>Una iniziativa sperimentale della sezione Sicilia di <a href=\"https:\/\/www.acto-italia.org\/it\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">ACTO (Alleanza Contro il Tumore Ovarico)<\/a> accompagna le donne con una diagnosi di tumore ovarico lungo un percorso che le avvicina a un nuovo \u201cprogetto di maternit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Si chiama LABIA \u2013 Madri d\u2019amore e ha l\u2019obiettivo di fornire supporto psicologico e legale non solo alla donna ma anche al partner, alla famiglia oncologica quindi, per sostenerla nella definizione di una diversa progettualit\u00e0.<\/p>\n<p>TrendSanit\u00e0 ne ha parlato con l\u2019Avv. <strong>Annamaria Motta<\/strong>, presidente di ACTO SICILIA.<\/p>\n<p>La \u00a0<a href=\"https:\/\/www.gazzettaufficiale.it\/eli\/id\/2023\/12\/18\/23G00206\/sg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">LEGGE\u00a07 dicembre 2023, n. 193<\/a>, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 18 dicembre 2023, definisce <a href=\"https:\/\/trendsanita.it\/senza-loblio-oncologico-i-pazienti-sono-penalizzati-due-volte\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">l\u2019oblio oncologico<\/a> come \u201cil diritto delle persone guarite da una patologia oncologica di non fornire informazioni n\u00e9 subire indagini in merito alla propria pregressa condizione patologica\u201d; una normativa che nasce con l\u2019obiettivo di eliminare la discriminazione a carico delle persone che sono state colpite da malattie oncologiche ed evitare disparit\u00e0 di trattamento, in diversi ambiti.<\/p>\n<p>Sono quindi <strong>cambiate le prospettive di chi \u00e8 stato un paziente oncologico <\/strong>grazie a nuove regole per le procedure di accesso a concorsi pubblici, stipula di polizze assicurative, accensione di un mutuo. E per le richieste di adozione.<\/p>\n<p>Oblio oncologico e adozioni<\/p>\n<p>La nuova legge stabilisce che <strong>una persona pu\u00f2 essere dichiarata guarita quando siano trascorsi dieci anni dalla fine delle terapie e in assenza di recidive<\/strong>; inoltre per le diagnosi avvenute prima dei 21 anni di et\u00e0, \u00e8 sufficiente che siano trascorsi cinque anni.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il diritto di famiglia, la legge 193\/2023 <strong>\u00a0<\/strong>elimina la possibilit\u00e0 di effettuare\u00a0 indagini, da parte dei servizi sociali o del tribunale, sulle condizioni di salute dei genitori che hanno fatto richiesta di adozione maturati i tempi previsti dalla legge per l\u2019oblio oncologico; nei casi stabiliti dalla legge le coppie non sono quindi obbligate a riportare informazioni su eventuali precedenti malattie oncologiche.<\/p>\n<p>Nel corso del <strong>2024 la legge \u00e8 stata integrata da tre Decreti attuativi<\/strong>, mirati alla definizione e applicazione pratica delle nuove norme.<\/p>\n<p>Il <a href=\"https:\/\/www.gazzettaufficiale.it\/eli\/id\/2024\/04\/24\/24A02057\/SG\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">primo<\/a>, del 22\/3\/2024 ha definito le <strong>patologie oncologiche per le quali il diritto all\u2019oblio oncologico pu\u00f2 essere concesso anche dopo un periodo inferiore a dieci anni<\/strong> dalla fine delle terapie.<\/p>\n<p>Nella lista diffusa dal Ministero della Salute\u00a0 compaiono, tra gli altri, il\u00a0tumore alla mammella\u00a0<a href=\"https:\/\/www.airc.it\/cancro\/affronta-la-malattia\/la-fase-della-diagnosi\/stadiazione\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">di stadio I e II<\/a>, per cui il periodo \u00e8 stato portato a un anno, il tumore del colon in stadio I (cinque anni), le leucemie mieloidi e linfoblastiche acute (cinque anni). Trai tumori ginecologici, per il tumore del collo dell\u2019utero -nei casi in cui sia stato diagnosticato oltre i 21 anni di et\u00e0- la legge stabilisce che il diritto all\u2019oblio oncologico pu\u00f2 essere concesso dopo sei anni.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"690\" height=\"920\" alt=\"\" class=\"wp-image-51064 lazyload\" style=\"width:205px;height:auto\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/20250326_172708.jpg\"  data- data-eio-rwidth=\"690\" data-eio-rheight=\"920\"\/>Annamaria Motta<\/p>\n<p>\u00abNell\u2019ambito dei tumori ginecologici il decreto attuativo ha segnato un altro importante traguardo, riducendo a cinque anni, senza limiti di et\u00e0, il periodo per la concessione dell\u2019oblio oncologico per le donne colpite da tumore del corpo dell\u2019utero \u2013 precisa Motta -. <strong>ll carcinoma ovarico \u00e8 stato invece escluso dalle tabelle ministeriali che specificano le eccezioni ai dieci anni. Questo fatto viene vissuto come una disparit\u00e0<\/strong>, in contrasto con l\u2019evoluzione scientifica che negli ultimi cinque anni \u00e8 stata considerevole, e che ha portato progressi significativi nel trattamento del tumore ovarico\u00bb.<\/p>\n<p>Secondo Motta quindi la legge avrebbe \u00abridotto la discriminazione verso le donne, e le coppie, che scelgono di intraprendere la strada dell\u2019adozione, ma risulterebbe ancora <strong>lontana dal considerare il tema della cronicizzazione della malattia, che \u00e8 la frontiera verso la quale si sta muovendo la scienza per i tumori ginecologici diagnosticati in fase iniziale<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>Un successivo decreto (<a href=\"https:\/\/www.gazzettaufficiale.it\/eli\/id\/2024\/07\/30\/24A03953\/SG\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">pubblicato il 5\/7\/2024<\/a>) definisce le modalit\u00e0 di richiesta del certificato di diritto all\u2019oblio oncologico, che pu\u00f2 essere ottenuto presentando domanda a una\u00a0struttura sanitaria accreditata, pubblica o\u00a0 privata, al medico di medicina generale, oppure a un medico operante all\u2019interno del SSN che si occupa della patologia in questione.<\/p>\n<p>\u00ab<strong>Il certificato di oblio oncologico non \u00e8 obbligatorio, ma \u00e8 un diritto che gli ex pazienti oncologici possono esercitare per tutelarsi da eventuali discriminazioni<\/strong>. Nel momento in cui non siano trascorsi i 10 anni, o nel caso di malattia cronicizzata, gli interessati sono tenuti a dichiarare il fatto che si sottopongono a cure e lo stato della malattia\u00bb precisa Motta.<\/p>\n<p>Nell\u2019agosto 2024, un <a href=\"https:\/\/www.gazzettaufficiale.it\/eli\/id\/2024\/09\/13\/24A04725\/SG\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">terzo decreto<\/a> si occupa direttamente delle adozioni e, spiega la Presidente, \u00abstabilisce che il certificato di oblio oncologico pu\u00f2 essere presentato anche durante le pratiche di domanda per l\u2019adozione di minori, evitando di lasciare a indagini svolte dai servizi sociali la verifica dello stato di malattia. In altri termini, <strong>questo diritto si traduce nella possibilit\u00e0 di non presentare documentazione medica relativa alla pregressa malattia oncologica<\/strong>.\u00a0 Esibire il certificato di avvenuta guarigione allegato alla domanda di adozione \u00e8 una tutela in pi\u00f9 e agevola le tempistiche della procedura\u00bb.<\/p>\n<p>Il progetto LABIA- Madri d\u2019amore<\/p>\n<p>Spiega Annamaria Motta: \u00abuna patologia come il tumore ovarico aggiunge un lutto, se pur simbolico, a un progetto di vita e di coppia. Partendo da quella che definiamo \u2018maternit\u00e0 negata\u2019, <strong>l\u2019obiettivo del nostro progetto \u00e8 quello di far conoscere altre strade per giungere a una forma di maternit\u00e0 diversa da quella biologica. Ove possibile, sosteniamo le coppie nel percorso di adozione, ma esistono anche altre possibilit\u00e0 come l\u2019affido, la cui procedura segue regole completamente diverse<\/strong>. In questo caso, le indagini sullo stato di salute degli aspiranti genitori rientra nelle valutazioni pi\u00f9 ampie dei servizi sociali e del Tribunale per i Minorenni. Io stessa, dopo una diagnosi di tumore ovarico all\u2019et\u00e0 di 31 anni, ho intrapreso la strada dell\u2019affido, e da quattro anni sono genitore affidatario di una bambina\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abCerchiamo anche di promuovere un concetto di maternit\u00e0 ampliata a un senso di solidariet\u00e0 verso il prossimo; un\u2019altra possibilit\u00e0, diversa da affido ed adozione, riguarda la scelta di diventare \u2018madre di altre madri\u2019 ospitando in casa altre donne con bambini in difficolt\u00e0\u00bb precisa Motta.<\/p>\n<p>Come si svolge in pratica il progetto? <strong>ACTO SICILIA mette a disposizione, gratuitamente, servizi di consulenza mirati a intraprendere percorso di adozione o affido. Il primo contatto \u00e8 quello con la nostra psico-oncologa, cui segue una consulenza legale con avvocati esperti<\/strong>. \u00abMa a parte questo non esiste, per ora, uno schema predefinito e standardizzato; il percorso si costruisce passo dopo passo in relazione al caso specifico, ovvero allo stato di salute dei soggetti e alle loro aspirazioni\u00bb.<\/p>\n<p>Il progetto \u00e8 stato avviato nello scorso mese di maggio, al momento ne stanno usufruendo una decina di coppie. \u00abCi siamo date un anno di tempo, al termine del quale vorremmo proseguire e magari allargare l\u2019iniziativa ad altre regioni\u00bb conclude Motta.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Una iniziativa sperimentale della sezione Sicilia di ACTO (Alleanza Contro il Tumore Ovarico) accompagna le donne con una&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":4677,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1480],"tags":[1944,239,1537,90,89,6959,7820,240,1942,1943,2642,1940,1941],"class_list":{"0":"post-4676","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-salute-femminile","8":"tag-femminile","9":"tag-health","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-maternita","14":"tag-oblio-oncologico","15":"tag-salute","16":"tag-salute-femminile","17":"tag-salutefemminile","18":"tag-tumori","19":"tag-womens-health","20":"tag-womenshealth"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4676","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4676"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4676\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4677"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4676"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4676"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4676"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}