{"id":46812,"date":"2025-08-14T09:40:11","date_gmt":"2025-08-14T09:40:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/46812\/"},"modified":"2025-08-14T09:40:11","modified_gmt":"2025-08-14T09:40:11","slug":"ermal-meta-le-camelie-invernali-recensione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/46812\/","title":{"rendered":"Ermal Meta &#8211; Le camelie invernali Recensione"},"content":{"rendered":"<p>Il celebre cantautore e scrittore albanese<a href=\"https:\/\/www.mescalina.it\/ermal-meta\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\" target=\"_blank\"> <strong>Ermal Meta<\/strong><\/a> (Fier, 1981), da tempo naturalizzato italiano, dopo il successo del suo primo romanzo <a href=\"https:\/\/www.mescalina.it\/libri\/recensioni\/ermal-meta\/domani-e-per-sempre-\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\" target=\"_blank\"><strong>Domani e per sempre\u00a0<\/strong><\/a>(La nave di Teseo, 2022), candidato al premio Strega nel 2023 e tradotto in Francia, Germania, Spagna, Cina e Albania, \u00e8 tornato con <strong>Le camelie invernali<\/strong>, pubblicato anche questo dalla<strong> Nave di Teseo<\/strong>, un secondo libro appassionante e avvincente che mescola romanzo psicologico e di formazione, azione e riflessione, romanzo storico e noir in una narrazione tesa e drammatica. La lunghezza pi\u00f9 contenuta rispetto al romanzo d&#8217;esordio permette ancora pi\u00f9 facilmente di leggerlo tutto d&#8217;un fiato.\u00a0<\/p>\n<p>Il libro ha in qualche modo una \u201ccornice\u201d, in cui troviamo l\u2019aspirante giornalista venticinquenne Lara, una ragazza italiana con genitori albanesi, che decide di recarsi per la prima volta nella sua vita in Albania, precisamente a Mamurras, perch\u00e9 intende scrivere una tesi sul Kanun, legge di sangue che \u00e8 l\u2019unica sopravvissuta di un codice di comportamento trascritto a met\u00e0 del 14\u00b0 secolo e che torn\u00f2 a essere applicata nel caos seguito alla caduta del regime comunista negli anni Novanta (anzi, ci informa il libro, in alcune zone dell\u2019Albania persiste anche oggi): se qualcuno uccide un componente di una famiglia, quest\u2019ultima dovr\u00e0 vendicarsi uccidendo a sua volta un parente maschio dell\u2019assassino. Le donne non sono coinvolte in questa faida, perch\u00e9 la loro vita non \u00e8 considerata di alcun valore, mentre \u00e8 sempre un uomo a dare appunto la caccia a un altro uomo, che non pu\u00f2 essere ucciso in casa e l\u00ec \u00e8 costretto a barricarsi se vuole sopravvivere. Lara, in una narrazione in prima persona, afferma che nessuno conosce l\u2019argomento in Italia, ma anche che \u201cci sono sempre due ragioni per fare qualcosa. La prima \u00e8 quella che sai, la seconda \u00e8 quella che scopri mentre la stai facendo. Riconoscermi in un luogo, guardare in una stanza sconosciuta e trovare qualcosa che mi appartiene, scoprire da cosa sono scappata per tutto questo tempo\u201d. E mostrare nuovamente in questo secondo romanzo un volto dell\u2019Albania che tanti ignorano, ma pure fare i conti in qualche modo con altri lati oscuri della propria terra sembrano delle ottime motivazioni anche per quest\u2019opera.<\/p>\n<p>La cornice \u00e8 anche la parte del libro in cui emerge il tema dell\u2019emigrazione e del cosiddetto \u201cdoppio esilio\u201d di chi si ritrova a essere trattato come ospite nella terra d\u2019origine e si sente privato del \u201csenso di appartenenza a una terra, a una lingua\u201d: \u201cSono troppo italiana in Albania e troppo albanese in Italia\u201d, pensa Lara. Non manca nemmeno la diversa percezione delle cose tra chi va e chi resta, laddove i primi preferiscono dimenticare e i secondi invece parlano spesso di chi \u00e8 partito, come se appartenesse ancora a un vicolo o a una panchina \u201cche non usa pi\u00f9 nessuno\u201d.<\/p>\n<p>Lara si reca in Albania per incontrare (o meglio, parlare a distanza con) un uomo che vive sotto il Kanun, chiuso in casa da trent\u2019anni e che tutti chiamano \u201cIl Prigioniero\u201d, non essendoci pi\u00f9 nessuno in paese che ricordi il suo vero nome. Comincia cos\u00ec la parte pi\u00f9 corposa e coinvolgente del romanzo, la narrazione in terza persona di alcune vicende ambientate tra l\u2019Albania e la Grecia e tra il 1992 e il 1995: si racconta la storia dei due adolescenti Uksan e Samir, due amici per la pelle che si ritrovano a essere divisi da questa legge di sangue, perch\u00e9 il secondo dovrebbe uccidere il primo per vendicare la morte del padre, il violento Zek, che pure non gli manca. Ma c\u2019\u00e8 anche la sorellina di Uksan, Nina, scomparsa improvvisamente con la sua amata mantellina azzurra con su ricamato un fiore rosa, oppure c\u2019\u00e8 la parentesi pi\u00f9 delicata di un romanzo, narrata per brevi tratti come in una canzone, un amore nella luce dei primi di marzo. Cosa tiene insieme e come si sviluppano questi tre fili narrativi lo si scoprir\u00e0 leggendo il romanzo, in cui la scrittura appare molto ben bilanciata. Tutto infatti appare importante: la narrazione, le riflessioni dei o sui personaggi che assumono carattere spesso incisivo e aforismatico, le descrizioni di particolari che ricreano con pochi tocchi ambienti socio-economici e familiari e contesti storico-sociali, come la maglietta non originale del calciatore preferito indossata da Uksan, o le &#8220;due lattine di Coca-Cola vuote tenute come cimeli, promesse di un futuro moderno che prima o poi avrebbe baciato anche loro&#8221;. I dettagli sono utili anche per notare indizi di quello che si sveler\u00e0 in seguito, a riannodare con pi\u00f9 precisione passato e presente, riordinare la vicenda che si snoda nei vari capitoli, e a cogliere anche quello che viene solo suggerito, come a calare un velo di piet\u00e0 ogni tanto su una storia che ha gi\u00e0 un finale quasi shakespeariano, che non vi anticipiamo.<\/p>\n<p>Tra segreti e intrighi, Uksan e Samir scopriranno una verit\u00e0 che non \u00e8 luce che illumina, ma buio che inghiotte, in cui delitto e castigo si rincorrono, tanto che a un certo punto del romanzo si immagina quasi di aver raggiunto un punto di equilibrio. Anche attraverso prologo ed epilogo, ambientati a fine Ottocento, questo romanzo ci mostra come si credeva o si crede ancora che si diventi uomini proprio con a contatto con un mondo brutale e arrivando a conoscere l\u2019accezione peggiore, pericolosa e accecante delle parole orgoglio e onore. L\u2019onta si lava con il sangue, \u201cuna vita per una vita\u201d, e conoscere tutto questo cambier\u00e0 anche Lara. Di tanta violenza cosa rimane? Il dolore impotente e atroce delle donne, che subiscono anche violenza domestica e matrimoni combinati, il risarcimento poetico, vano e fragile di un fiore, l\u2019annientamento di chi resta in vita, condannato a un eterno tormento. E ovviamente la consapevolezza della vanit\u00e0 di questa spirale di morte, che non sarebbe dovuta esserci e non dovrebbe esserci mai pi\u00f9.<\/p>\n<p>Il romanzo \u00e8 ovviamente consigliato a chi ha apprezzato l\u2019ottimo <strong>Domani e per sempre<\/strong>, ma \u00e8 anche un punto di partenza per scoprire una scrittura attenta, raffinata, accattivante, che sa narrare l\u2019innocenza dell\u2019infanzia e dell\u2019adolescenza e l\u2019orrore che la stravolge, sa esplorare la sofferenza e racconta l\u2019Albania fin dentro le sue ferite, come non potrebbe fare nessun libro di storia.<\/p>\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il celebre cantautore e scrittore albanese Ermal Meta (Fier, 1981), da tempo naturalizzato italiano, dopo il successo del&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":46813,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1445],"tags":[1608,203,204,1537,90,89,1609],"class_list":{"0":"post-46812","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-libri","8":"tag-books","9":"tag-entertainment","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-libri"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46812","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=46812"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46812\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/46813"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=46812"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=46812"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=46812"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}