{"id":468661,"date":"2026-04-30T23:24:17","date_gmt":"2026-04-30T23:24:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/468661\/"},"modified":"2026-04-30T23:24:17","modified_gmt":"2026-04-30T23:24:17","slug":"robert-mapplethorpe-sensuale-classicita-in-mostra-a-palazzo-reale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/468661\/","title":{"rendered":"Robert Mapplethorpe. Sensuale classicit\u00e0 in mostra a Palazzo Reale"},"content":{"rendered":"<p>\n        Lise, 1983 \u00a9 Robert Mapplethorpe Foundation. Used by permission13.\n    <\/p>\n<p>Una vita breve ma intensa quella di <strong>Robert Mapplethorpe<\/strong> (1946 -1989), il fotografo newyorkese \u00abbello e dannato \u00bb che pi\u00f9 di ogni altro \u00e8 riuscito a scandalizzare con le sue immagini di nudi e che ancora oggi si porta cucita addosso l\u2019etichetta di \u00abprovocatore\u00bb, di artista trasgressivo che \u00e8 andato oltre ogni tab\u00f9, oltrepassando il limite fra \u00abarte \u00bb e \u00abpornografia \u00bb. Un\u2019esistenza fatta di amori importanti (in primis quello con <strong>Patty Smith<\/strong>) e di incontri di una notte, di donne e di uomini, bianchi e di colore. E poi la droga, speed-ball, marijuana, LSD e infine l\u2019AIDS, che lo port\u00f2 via a soli 43 anni. <\/p>\n<p>A fare da contorno la New York fra gli anni \u201960 e \u201980, l\u2019Hotel Chelsea e il Greenwich Village, <strong>Andy Warhol<\/strong> e la pop art. E\u2019 questo il mondo effervescente, creativo, assetato di libert\u00e0 e di nuovi linguaggi (ma anche profondamente segnato dalla guerra in Vietnam) che ha visto nascere, crescere ed affermarsi la genialit\u00e0 artistica di <strong>Mapplethorpe<\/strong> , studi di grafica pubblicitaria e il desiderio di diventare pittore, aspirazione che cambia quando l\u2019amica regista <strong>Sandy Daley<\/strong> gli regala una polaroid: con questa fra le mani, <strong>Mapplethorpe<\/strong> inizia a studiarsi negli \u00abautoritratti \u00bb, a rappresentarsi in pose omoerotiche e a rendere arte &#8211; grazie anche all\u2019incontro con <strong>Tom of Finland<\/strong>, disegnatore finlandese le cui illustrazioni hanno notevolmente influenzato la cultura gay del ventesimo secolo &#8211; ci\u00f2 che ancora era considerato tab\u00f9. Ossessionato dai canoni estetici della classicit\u00e0 , i nudi di<strong> Mapplethorpe <\/strong>sono di una plasticit\u00e0 straordinaria, talmente perfetti da sembrare statue, muscoli guizzanti sotto la pelle lucida, intimit\u00e0 rivelate senza filtri, quasi ostentate da un uso sapiente del bianco e nero, luci e ombre che non nascondono, ma mostrano\u2026<\/p>\n<p>Che la fotografia di <strong>Mapplethorpe<\/strong> sia \u00abad alto tasso erotico \u00bb \u00e8 innegabile, ma, paradossalmente, la sua arte, anche quando sfocia nel feticismo e nel sadomaso, \u00e8 quanto di pi\u00f9 lontano possa esserci dal porno: mai volgare, alle base di tutti i suoi lavori c\u2019\u00e8 un\u2019estetica precisa, una ricerca del bello che anela all\u2019assoluto. La sua \u00e8 un\u2019estetica nuova, libera da ogni pregiudizio, che guarda con gli stessi occhi uomini e donne, sesso e bello artistico. <strong>Mapplethorpe<\/strong> non giudica, rappresenta la bellezza. E la bellezza non ha genere. E\u2019 universale. Una bellezza che coglie anche nei fiori ( tra i suoi soggetti preferiti), rappresentati anche a colori e con la stessa cura riservata alle persone. I fiori di<strong> Mapplethorpe<\/strong> sono still life perfetti di calle, orchide e tulipani studiati nei minimi dettagli, che celebrano l\u2019intensit\u00e0 della vita e la sua caducit\u00e0. Ma questi stessi fiori, che in fondo sono gli organi riproduttivi delle piante, sono anche evidenti simboli sessuali, perch\u00e9 come ha scritto qualche decennio fa <strong>Adriano Altamira<\/strong>, esponente di spicco della scena artistica italiana degli anni \u201970 \u00ab\u2026Mapplethorpe ha usato la natura morta come un genere allusivo, e ha fatto del nudo &#8211; indifferentemente maschile o femminile &#8211; una forma di studio botanico\u00bb. Nei fiori come nei nudi, alla base della sua ispirazione artistica ci sono sensualit\u00e0 e ricerca di perfezione fisica, come racconta ognuna delle oltre duecento opere esposte nella bella mostra milanese, curata da <strong>Denis Curti<\/strong>, promossa da Comune di Milano-Cultura e prodotta da Palazzo Reale e Marsilio Arte in collaborazione con la Fondazione Robert Mapplethorpe di New York.<\/p>\n<p><strong>La Mostra a Palazzo Reale<\/strong><\/p>\n<p>Suddiviso in varie sezioni tematiche, il percorso espositivo si apre con una serie di collage giovanili, opere rare e poco note al grande pubblico realizzate con ritagli di riviste pornografiche, disegni, indumenti, oggetti vari e feticci religiosi, lavori molto interessanti e per lo pi\u00f9 di piccole dimensioni che introducono agli straordinari, giganteschi ritratti della \u00absacerdotessa \u00bb<strong> Patty Smith<\/strong> e della campionessa mondiale di bodybuilding <strong>Lisa Lyon<\/strong>,  bellezza androgina che va oltre le convenzioni di genere e che <strong>Mapplethorpe <\/strong>immortala secondo i canoni estetici della bellezza classica, muscoli tesi e corpo statuario, disegnato dall\u2019uso di un bianco\/nero perfetto. <\/p>\n<p>Immagini potenti, che coniugano rigore formale e tensione emotiva, lo stesso \u00abmix esplosivo\u00bb che si ritrova nei numerosi autoritratti , testimoni di un\u2019intera esistenza e specchi di un\u2019anima poliedrica, in cui convivono maschile e femminile, purezza e trasgressione, gioia e dolore: particolarmente intensi gli ultimi, quelli di un <strong>Mapplethorpe<\/strong> ormai segnato dalla malattia, il bel volto emaciato e smagrito, corroso da un male che non perdona, \u00abpunizione divina \u00bb &#8211; direbbe qualcuno &#8211; per una fatta di eccessi e <strong\/>sregolatezza. Di straordinaria bellezza anche i ritratti di amici e celebrity, da<strong> Andy Warhol<\/strong> a <strong>Peter Gabriel<\/strong>, passando per <strong>Yoko Ono<\/strong> e<strong> Isabella Rossellini,<\/strong> realizzati con una cura maniacale per l\u2019equilibrio e la luce, cos\u00ec perfetti da trasfigurare il soggetto in leggenda. <\/p>\n<p>Dopo una parte dedicata alla \u00absensuale carnalit\u00e0 \u00bb dei fiori e una ricca carrellata di nudi maschili, &#8211; figure intere e particolari &#8211; a chiudere il percorso una raccolta di scatti che evidenziano il legame fra la fotografia e la statuaria classica, forme perfette che prendono vita sotto la spinta del desiderio, come sosteneva lo stesso <strong>Mapplethorpe<\/strong> (\u00absolo nel desiderio la forma diventa pienamente viva\u00bb) e come recita il titolo della mostra, \u00ab<strong>Robert Mapplethorpe.Le forme del desiderio<\/strong> \u00bb.<\/p>\n<p>Continua a leggereRiduci<\/p>\n<p>Sono le sale di Palazzo Reale di Milano ad ospitare (sino al 17 maggio 2026) una grande monografica dedicata a Robert Mapplethorpe, tra i fotografi pi\u00f9 originali e controversi del Novecento. Fra scatti noti e immagini inedite, esposte oltre 200 opere, dai primi collage ai famosissimi nudi.Una vita breve ma intensa quella di Robert Mapplethorpe (1946 -1989), il fotografo newyorkese \u00abbello e dannato \u00bb che pi\u00f9 di ogni altro \u00e8 riuscito a scandalizzare con le sue immagini di nudi e che ancora oggi si porta cucita addosso l\u2019etichetta di \u00abprovocatore\u00bb, di artista trasgressivo che \u00e8 andato oltre ogni tab\u00f9, oltrepassando il limite fra \u00abarte \u00bb e \u00abpornografia \u00bb. Un\u2019esistenza fatta di amori importanti (in primis quello con Patty Smith) e di incontri di una notte, di donne e di uomini, bianchi e di colore. E poi la droga, speed-ball, marijuana, LSD e infine l\u2019AIDS, che lo port\u00f2 via a soli 43 anni. A fare da contorno la New York fra gli anni \u201960 e \u201980, l\u2019Hotel Chelsea e il Greenwich Village, Andy Warhol e la pop art. E\u2019 questo il mondo effervescente, creativo, assetato di libert\u00e0 e di nuovi linguaggi (ma anche profondamente segnato dalla guerra in Vietnam) che ha visto nascere, crescere ed affermarsi la genialit\u00e0 artistica di Mapplethorpe , studi di grafica pubblicitaria e il desiderio di diventare pittore, aspirazione che cambia quando l\u2019amica regista Sandy Daley gli regala una polaroid: con questa fra le mani, Mapplethorpe inizia a studiarsi negli \u00abautoritratti \u00bb, a rappresentarsi in pose omoerotiche e a rendere arte &#8211; grazie anche all\u2019incontro con Tom of Finland, disegnatore finlandese le cui illustrazioni hanno notevolmente influenzato la cultura gay del ventesimo secolo &#8211; ci\u00f2 che ancora era considerato tab\u00f9. Ossessionato dai canoni estetici della classicit\u00e0 , i nudi di Mapplethorpe sono di una plasticit\u00e0 straordinaria, talmente perfetti da sembrare statue, muscoli guizzanti sotto la pelle lucida, intimit\u00e0 rivelate senza filtri, quasi ostentate da un uso sapiente del bianco e nero, luci e ombre che non nascondono, ma mostrano\u2026Che la fotografia di Mapplethorpe sia \u00abad alto tasso erotico \u00bb \u00e8 innegabile, ma, paradossalmente, la sua arte, anche quando sfocia nel feticismo e nel sadomaso, \u00e8 quanto di pi\u00f9 lontano possa esserci dal porno: mai volgare, alle base di tutti i suoi lavori c\u2019\u00e8 un\u2019estetica precisa, una ricerca del bello che anela all\u2019assoluto. La sua \u00e8 un\u2019estetica nuova, libera da ogni pregiudizio, che guarda con gli stessi occhi uomini e donne, sesso e bello artistico. Mapplethorpe non giudica, rappresenta la bellezza. E la bellezza non ha genere. E\u2019 universale. Una bellezza che coglie anche nei fiori ( tra i suoi soggetti preferiti), rappresentati anche a colori e con la stessa cura riservata alle persone. I fiori di Mapplethorpe sono still life perfetti di calle, orchide e tulipani studiati nei minimi dettagli, che celebrano l\u2019intensit\u00e0 della vita e la sua caducit\u00e0. Ma questi stessi fiori, che in fondo sono gli organi riproduttivi delle piante, sono anche evidenti simboli sessuali, perch\u00e9 come ha scritto qualche decennio fa Adriano Altamira, esponente di spicco della scena artistica italiana degli anni \u201970 \u00ab\u2026Mapplethorpe ha usato la natura morta come un genere allusivo, e ha fatto del nudo &#8211; indifferentemente maschile o femminile &#8211; una forma di studio botanico\u00bb. Nei fiori come nei nudi, alla base della sua ispirazione artistica ci sono sensualit\u00e0 e ricerca di perfezione fisica, come racconta ognuna delle oltre duecento opere esposte nella bella mostra milanese, curata da Denis Curti, promossa da Comune di Milano-Cultura e prodotta da Palazzo Reale e Marsilio Arte in collaborazione con la Fondazione Robert Mapplethorpe di New York.La Mostra a Palazzo RealeSuddiviso in varie sezioni tematiche, il percorso espositivo si apre con una serie di collage giovanili, opere rare e poco note al grande pubblico realizzate con ritagli di riviste pornografiche, disegni, indumenti, oggetti vari e feticci religiosi, lavori molto interessanti e per lo pi\u00f9 di piccole dimensioni che introducono agli straordinari, giganteschi ritratti della \u00absacerdotessa \u00bb Patty Smith e della campionessa mondiale di bodybuilding Lisa Lyon, bellezza androgina che va oltre le convenzioni di genere e che Mapplethorpe immortala secondo i canoni estetici della bellezza classica, muscoli tesi e corpo statuario, disegnato dall\u2019uso di un bianco\/nero perfetto. Immagini potenti, che coniugano rigore formale e tensione emotiva, lo stesso \u00abmix esplosivo\u00bb che si ritrova nei numerosi autoritratti , testimoni di un\u2019intera esistenza e specchi di un\u2019anima poliedrica, in cui convivono maschile e femminile, purezza e trasgressione, gioia e dolore: particolarmente intensi gli ultimi, quelli di un Mapplethorpe ormai segnato dalla malattia, il bel volto emaciato e smagrito, corroso da un male che non perdona, \u00abpunizione divina \u00bb &#8211; direbbe qualcuno &#8211; per una fatta di eccessi e sregolatezza. Di straordinaria bellezza anche i ritratti di amici e celebrity, da Andy Warhol a Peter Gabriel, passando per Yoko Ono e Isabella Rossellini, realizzati con una cura maniacale per l\u2019equilibrio e la luce, cos\u00ec perfetti da trasfigurare il soggetto in leggenda. Dopo una parte dedicata alla \u00absensuale carnalit\u00e0 \u00bb dei fiori e una ricca carrellata di nudi maschili, &#8211; figure intere e particolari &#8211; a chiudere il percorso una raccolta di scatti che evidenziano il legame fra la fotografia e la statuaria classica, forme perfette che prendono vita sotto la spinta del desiderio, come sosteneva lo stesso Mapplethorpe (\u00absolo nel desiderio la forma diventa pienamente viva\u00bb) e come recita il titolo della mostra, \u00abRobert Mapplethorpe.Le forme del desiderio \u00bb.\n<\/p>\n<p>\n        Ggli impianti nucleari indiani di Kalpakkam (Getty Images)\n    <\/p>\n<p>Il reattore autofertilizzante segna una svolta per Nuova Delhi: meno dipendenza dall\u2019uranio, pi\u00f9 autonomia energetica e tecnologica. Un modello costruito in decenni che rafforza il peso geopolitico indiano mentre l\u2019Europa resta in bilico sul nucleare.<\/p>\n<p>Per anni il programma nucleare indiano \u00e8 stato descritto come ambizioso, autonomo e spesso lento. \u00c8 una lettura superficiale. In realt\u00e0, Nuova Delhi ha seguito una traiettoria coerente, costruita attorno a vincoli strutturali, indipendenza tecnologica e autonomia strategica. Ci\u00f2 che sta prendendo forma a Kalpakkam rappresenta il punto di arrivo di questa strategia.<\/p>\n<p>Il progresso del reattore veloce autofertilizzante sviluppato presso l\u2019Indira Gandhi Centre for Atomic Research non \u00e8 un semplice incremento di capacit\u00e0 energetica. \u00c8 il passaggio decisivo verso un modello nucleare concepito per superare i limiti strutturali dell\u2019India.<\/p>\n<p>L\u2019India non dispone di grandi riserve di uranio. Possiede invece torio in abbondanza. Da qui nasce la logica del programma nucleare a tre fasi: prima i reattori ad acqua pesante, poi i reattori autofertilizzanti, infine un ciclo basato sul torio.<\/p>\n<p>Kalpakkam si colloca esattamente in questo snodo.<\/p>\n<p>Il reattore veloce consente di produrre pi\u00f9 materiale fissile di quanto ne consumi. In altri termini, crea il presupposto per rendere sostenibile un sistema energetico nucleare nel lungo periodo. Non \u00e8 un progresso incrementale, ma una trasformazione strutturale.<\/p>\n<p>La tecnologia dei reattori veloci \u00e8 complessa e costosa. Molti Paesi l\u2019hanno abbandonata perch\u00e9 potevano contare su abbondanti risorse di uranio. L\u2019India no.<\/p>\n<p>Il fatto che Nuova Delhi sia arrivata a questo punto con capacit\u00e0 prevalentemente indigene segnala tre elementi. Una maturazione industriale. L\u2019India \u00e8 oggi tra i pochi Paesi in grado di gestire l\u2019intero ciclo di tecnologie nucleari avanzate. Una ridefinizione della sicurezza energetica. I reattori autofertilizzanti estendono drasticamente la disponibilit\u00e0 di combustibile. Un\u2019affermazione di sovranit\u00e0 tecnologica. Dopo decenni di restrizioni e regimi di controllo, il Paese dimostra di poter sviluppare autonomamente tecnologie critiche.<\/p>\n<p>Il significato di Kalpakkam si comprende pienamente se inserito nel contesto del rapporto con gli Stati Uniti. L\u2019accordo nucleare civile del 2008 ha posto fine all\u2019isolamento tecnologico dell\u2019India, aprendo l\u2019accesso ai mercati internazionali. Eppure Nuova Delhi ha scelto di non abbandonare il proprio percorso.<\/p>\n<p>Kalpakkam dimostra che l\u2019India non \u00e8 un semplice acquirente di tecnologia occidentale, ma un attore con una propria traiettoria. Questo rafforza la sua posizione negoziale. Nei confronti di Washington, l\u2019India si presenta come partner, non come dipendente.<\/p>\n<p>In Europa, e in particolare in Italia, il nucleare torna lentamente al centro del dibattito. Anni di dipendenza dal gas importato e shock energetici hanno cambiato il quadro. L\u2019Italia ha rinunciato al nucleare, ma resta esposta ai flussi energetici esterni. Il tema non \u00e8 pi\u00f9 ideologico. \u00c8 strategico.<\/p>\n<p>Kalpakkam evidenzia un contrasto netto. Mentre l\u2019Europa discute se rientrare nel nucleare, l\u2019India \u00e8 prossima a completare una fase avanzata del proprio programma. Non si tratta di replicare il modello indiano, ma di cogliere una lezione: la sicurezza energetica richiede visione di lungo periodo e continuit\u00e0 politica.<\/p>\n<p>Lo Stretto di Hormuz resta uno dei punti pi\u00f9 vulnerabili del sistema energetico globale. Qualsiasi tensione in quell\u2019area si traduce immediatamente in volatilit\u00e0 dei prezzi e instabilit\u00e0. Gli shock recenti lo hanno dimostrato.<\/p>\n<p>In questo contesto il nucleare cambia natura. Non \u00e8 solo una fonte a basse emissioni. \u00c8 uno strumento di stabilit\u00e0 strategica.<\/p>\n<p>Kalpakkam riduce l\u2019esposizione dell\u2019India a queste vulnerabilit\u00e0. Estendendo il ciclo del combustibile e limitando la dipendenza da importazioni, rafforza la resilienza del sistema energetico.<\/p>\n<p>Per l\u2019Europa, e per l\u2019Italia in particolare, il messaggio \u00e8 chiaro. Un sistema energetico fondato su dipendenze esterne \u00e8 intrinsecamente fragile. Diversificare non basta. Serve costruire capacit\u00e0 interne.<\/p>\n<p>Kalpakkam non \u00e8 un evento spettacolare. Non produce l\u2019impatto simbolico di un accordo o di un lancio. \u00c8 il risultato di una strategia coerente, perseguita per decenni. Pochi Paesi riescono a mantenere una tale continuit\u00e0 nelle politiche tecnologiche.<\/p>\n<p>Restano sfide. I reattori veloci richiedono disciplina operativa e investimenti. Ma si tratta di problemi legati alla fase di consolidamento, non di incertezza.<\/p>\n<p>Kalpakkam segna il passaggio da un programma nucleare promettente a una capacit\u00e0 strutturale. In un contesto globale segnato da rotte energetiche fragili, competizione geopolitica e shock ricorrenti, questa capacit\u00e0 assume un valore che va ben oltre la produzione di energia. \u00c8 una leva strategica.<\/p>\n<p>Continua a leggereRiduci<\/p>\n<p>Il cambio di passo politico \u00e8 evidente. Con il governo Merz, Berlino ha avviato una revisione profonda del proprio paradigma, approvando un piano straordinario su difesa e infrastrutture che rompe con decenni di rigore fiscale. Tuttavia, la traiettoria macro resta fragile: crescita del Pil ridimensionata allo 0,5% e margini fiscali a rischio dispersione, come segnalato dalla Bundesbank. Anche sul fronte corporate, le aspettative si sono raffreddate: la crescita degli utili attesa per il 2026 \u00e8 scesa dal 20% al 12%. Il mercato azionario riflette una frattura interna: l\u2019indice Dax, trainato da multinazionali globali, ha sovraperformato nettamente l\u2019Mdax, espressione dell\u2019economia domestica. Secondo <strong>Salvatore Gaziano<\/strong>, responsabile delle strategie di investimento di SoldiExpert Scf, \u00abil divario tra Dax e Mdax \u00e8 la prova della crisi profonda. Mentre alcuni giganti si salvano grazie all\u2019export extra-Ue, molte medie imprese sono schiacciate da burocrazia, tassi di interesse elevati e un euro troppo forte per un\u2019economia in stagnazione\u00bb.<\/p>\n<p>Il nodo pi\u00f9 critico resta l\u2019automotive. Colossi come Volkswagen e Bmw stanno perdendo terreno rispetto ai competitor cinesi nell\u2019elettrico, dove il vantaggio tecnologico e di scala \u00e8 ormai evidente. In parallelo, settori legati alla nuova politica industriale mostrano dinamiche opposte: Rheinmetall e Hochtief hanno registrato performance straordinarie, cos\u00ec come Siemens Energy, spinta dal ciclo globale dell\u2019elettrificazione. Sul piano strutturale, la riforma pi\u00f9 sottovalutata riguarda il risparmio previdenziale. Il superamento del modello Riester introduce una svolta: maggiore esposizione ad asset rischiosi e apertura a Etf e azioni. La \u00abFr\u00fchstart-Rente\u00bb segna un tentativo di finanziarizzazione diffusa del risparmio. \u00abPerch\u00e9 gli analisti guardano con interesse a questa mossa? Perch\u00e9 si passa da un risparmio \u201cmorto\u201d\u00bb, spiega <strong>Gaziano<\/strong>, \u00aba un afflusso di capitali potenzialmente fresco e ricorrente verso il mercato azionario. \u00c8 un cambiamento anche culturale: lo Stato tedesco spinge i cittadini a diventare azionisti e, come accade in Francia o Gran Bretagna, consente di usare gli Etf per farsi la pensione. Roba che in Italia sembra fantascienza, visti gli interessi in campo di banche e reti e governi di tutti i colori che si preoccupano pi\u00f9 di compiacere le lobby del settore piuttosto che favorire gli interessi dei risparmiatori\u00bb.<\/p>\n<p>Le implicazioni per l\u2019asset management sono rilevanti. Player come Dws Group e Amundi, insieme a gruppi assicurativi come Allianz, sono posizionati per intercettare nuovi flussi. E cos\u00ec \u00e8 anche Deutsche Borse, con un modello di business anti-fragile.<\/p>\n<p>Continua a leggereRiduci<\/p>\n<p>\n        Stalin (Ansa)\n    <\/p>\n<p>Secondo l\u2019interpretazione dello storico <strong>Alain Besan\u00e7on<\/strong>, il comunismo non pu\u00f2 essere ridotto a semplice alleato contingente del nazismo, ma ne rappresenta piuttosto una sorta di \u00abgemello eterozigote\u00bb: due sistemi diversi nelle forme e nelle giustificazioni ideologiche, ma accomunati da una radice totalitaria e da una simile concezione del potere assoluto. Come gli Horcrux custodiscono frammenti di un\u2019anima corrotta, cos\u00ec alcune ideologie del Novecento hanno disseminato nel tempo e nello spazio elementi persistenti di violenza, repressione e negazione dell\u2019individuo e antisemitismo camuffato da compassione selettiva. Anche quando una di queste forme storiche \u00e8 crollata, i suoi presupposti o le sue conseguenze hanno continuato a riemergere in contesti diversi, trasformandosi e adattandosi.<\/p>\n<p>L\u2019analogia non va presa alla lettera, ma aiuta a visualizzare la capacit\u00e0 di certe strutture ideologiche di sopravvivere alla propria apparente sconfitta. In questa prospettiva, il rapporto tra nazismo e comunismo non \u00e8 solo quello di due finti nemici storici, ma di due veri alleati: i due sistemi che si sono spartiti la Polonia come un panino, che hanno condannato a morte tutti gli ebrei che erano scappati in Unione  Sovietica, che hanno permesso al Terzo Reich le guerre lampo grazie alle forniture di materie prime che arrivavano sottocosto da <strong>Stalin<\/strong>. Pur contrapponendosi, hanno condiviso tratti profondi: il controllo totale della societ\u00e0, la soppressione del dissenso, l\u2019uso sistematico della paura. Definirli \u00abgemelli\u00bb significa riconoscere che entrambi hanno incarnato, in modi diversi, una stessa deriva del pensiero politico moderno. Cos\u00ec, come nel mondo narrativo gli Horcrux rendono difficile la sconfitta definitiva del male, nella storia reale certe idee e pratiche continuano a lasciare tracce, richiedendo uno sforzo costante di comprensione critica e vigilanza per impedirne il ritorno sotto nuove forme. <\/p>\n<p>Una delle forme di ritorno del nazifascismo \u00e8 l\u2019antifascismo. La liberazione celebrata  il 25 aprile fu un\u2019occupazione militare in conseguenza a una guerra persa. La guerra la fece, la cominci\u00f2, la dichiar\u00f2 l\u2019Italia  che con poche eccezioni era entusiasticamente fascista. Il fascismo permetteva di dividere tra noi, buoni, e loro, cattivi. Permetteva di insultare, permetteva di disprezzare. Era pura e gratuita arroganza.  Permetteva di uccidere impunemente, per esempio <strong>Matteotti<\/strong>. Il  25 aprile pomeriggio tutti furono antifascisti. L\u2019antifascismo era semplicemente arroganza, divideva  tra noi e loro, noi e buoni e loro cattivi, permetteva  impunemente di uccidere, per esempio il filosofo <strong>Gentile<\/strong>. Il fascismo fu un fenomeno ripugnante. L\u2019antifascismo ha ancora una dignit\u00e0 o \u00e8 ormai un fenomeno ripugnante? I conti mai fatti con il sangue dei vinti, l\u2019incapacit\u00e0 a condannare il comunismo, firmatario del patto <strong>Ribbentrop<\/strong>&#8211;<strong>Molotov<\/strong>, dittatura atroce e senza giustificazioni, le distanze mai prese dal terrorismo rosso, l\u2019affetto mai rinnegato per il terrorismo palestinese rendono l\u2019antifascismo uno dei contenitori grazie al quale l\u2019anima frammentata del mostro traversa i decenni, speriamo non i secoli. Che i morti seppelliscano i morti. I sette fratelli <strong>Govoni<\/strong> massacrati nella seconda strage di Cento possono seppellire i sette fratelli <strong>Cervi<\/strong>?<\/p>\n<p> La Costituzione nata con l\u2019antifascismo non \u00e8 anticomunista. Non ha evitato scempi come per esempio via Lenin, via Che Guevara, via Mao. La Costituzione nata con l\u2019antifascismo non ha alcuna capacit\u00e0 di protezione delle libert\u00e0 elementari dell\u2019individuo, come si \u00e8 visto nella dittatura pandemica, durante  la quale sono stati violati anche i trattati di Norimberga, Helsinki e Oviedo. La nostra Corte costituzionale ha evidenziato come la Costituzione non sia stata violata in queste imposizioni gravissime: la nostra Costituzione \u00e8 deficitaria, non protegge nemmeno la libert\u00e0 dell\u2019individuo a non essere costretto ad ammalarsi per fare da cavia e da fornitore di denaro alle grandi case farmaceutiche. La Costituzione \u00e8 nata con l\u2019antifascismo non ha alcuna capacit\u00e0 nella protezione del rispetto della fede religiosa dell\u2019individuo, costringendo persone credenti o semplicemente etiche, a pagare con le loro tasse, l\u2019aborto volontario, imposizione che queste persone, io per prima, trovano ripugnante.  La nostra Costituzione permette che tre cittadini al giorno vengano incarcerati innocenti perch\u00e9 la loro innocenza sia forse riconosciuta dopo mesi, se non dopo anni, e che nessuno paghi per questi errori tragici. Questa \u00e8 un\u2019eredit\u00e0 diretta dal fascismo. Il momento  \u00e8 venuto di liberarci del fascismo e di tutti i suoi retaggi.<\/p>\n<p>Continua a leggereRiduci<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Lise, 1983 \u00a9 Robert Mapplethorpe Foundation. Used by permission13. Una vita breve ma intensa quella di Robert Mapplethorpe&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":468662,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1446],"tags":[14690,37860,1615,1613,1614,1611,1610,248162,1644,261222,1612,203,261221,4663,261219,261220,261218,204,1537,90,89,261224,5762,139697,261223,28,59554,261225,168717,261217,193125],"class_list":["post-468661","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-arte-e-design","tag-aids","tag-andy-warhol","tag-arte","tag-arte-e-design","tag-arteedesign","tag-arts","tag-arts-and-design","tag-collage","tag-cultura","tag-denis-curti","tag-design","tag-entertainment","tag-fondazione-robert-mapplethorpe","tag-fotografia","tag-greenwich-village","tag-guerra-vietnam","tag-hotel-chelsea","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-lisa-lyon","tag-lombardia","tag-lsd","tag-marsiio-arte","tag-milano","tag-mostre-fotografiche","tag-movimento-gay","tag-palazzo-reale-milano","tag-patty-smith","tag-robert-mapplethorpe"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116496240864824938","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/468661","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=468661"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/468661\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/468662"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=468661"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=468661"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=468661"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}